<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763</id><updated>2012-01-29T19:06:17.174+01:00</updated><category term='Film Golden Age'/><category term='Libri'/><category term='Società'/><category term='Film'/><category term='Galateo'/><category term='Lady Oscar'/><category term='Teatro'/><category term='Bon Ton'/><title type='text'>Ballestrero  Journal</title><subtitle type='html'>Ballestrero journal vi da il benvenuto e vi ringrazia per esservi soffermati a leggere quanto di più serio, semiserio o folle può passargli per la testa</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>157</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-507945307724946341</id><published>2012-01-29T10:28:00.003+01:00</published><updated>2012-01-29T10:30:10.639+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>The Iron Lady</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-C7KUHdn9AzA/TyUFIpLWLRI/AAAAAAAAA7Q/IAe-8lp7HQM/s1600/the-iron-lady-poster.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-C7KUHdn9AzA/TyUFIpLWLRI/AAAAAAAAA7Q/IAe-8lp7HQM/s320/the-iron-lady-poster.jpeg" width="220" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Londra. Casa Thatcher 2012 a Chester Square. Chi ci troviamo? Una povera anziana, chiusa nella sua gabbia dorata, colpita da demenza senile ed in perenne stato allucinatorio per via dell'Alzheimer che le fa vedere e parlare col marito Dennis morto ormai da anni. Attraverso questo penoso ritratto viene ricostruito il diario di vita della vecchia Maggie. A partire&amp;nbsp;dall'adolescenza, cresciuta sotto i bombardamenti della II guerra mondiale e dall'esaltazione della figura di suo padre, il droghiere Alderman Alfred Roberts&lt;span style="color: #333333;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;, sindaco di Grantham nel Lincolnshire ed energico custode dei principi e dei valori vittoriani. Un diario di vita che si conclude con la commovente sortita da downing street e col famoso congedo velato di lacrime&amp;nbsp;&amp;nbsp;«&amp;nbsp;Ladies and Gentlemen, we are leaving Downing Street for the last time. After eleven and a half wonderful years. We are very happy to leave United Kingdom in a very, very much better way than we came here eleven and half years ago. Thank you very much. Goodbye».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Si ripercorrono i tratti più salienti della storia politica e personale di Margareth Hilda Roberts Thatcher, la &lt;i&gt;Signora di Ferro&lt;/i&gt;&amp;nbsp;o di Iron Lady per gli amici Russi. L'incontro con il marito Dennis, i figli, la corsa elettorale prima al parlamento e poi nel governo come primo ministro. Per giungere ad un finale dove nei rari momenti di lucidità che il morbo le regala, si rende conto che il marito Dennis è morto e lei non è più primo ministro, liberando armadi e cassettoni da tutti gli abiti e gli oggetti del marito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;L'interpretazione di Meryl Streep è stata sublime, come non ci si poteva aspettare diversamente. E' riuscita ad interpretare, ma soprattuto a mimare le espressioni facciali più tipiche della Thatcher, cosa non facile anche con tutto il trucco di scena visto che l'originale ha il volto asimmetrico e la bocca storta, uniti al fatto che l'originale parla di solito senza aprire la bocca ma muovendo solo le labbra.&amp;nbsp;Oltre a lei, meritano l'Oscar parrucchieri, truccatori e costumisti per la riuscita perfetta della maschera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ma la storia non va. Sotto molti punti di vista. Il primo, che mi trova d'accordo con quanto scritto &lt;a href="http://blogs.wsj.com/speakeasy/2011/12/22/the-iron-lady-draws-fire-for-depicting-thatcher-with-alzheimers/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #e69138;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; da Speakeasy del Wall Street Journal, di avere raccontato la biografia della Thatcher attraverso i confusi flash della brutta malattia che l'ha colpita. Poi il ritmo confuso e pasticcione per il quale i fatti della vita di Margareth vengono raccontati e illustrati in ordine sparso, in un modo che vuole ricalcare e in un certo senso esaltare il dramma della sua demenza senile. Altro punto è l'esagerato ed inutile spazio dato al personaggio del marito Dennis. Il film poteva anche chiamarsi "Il marito della signora di Ferro" e nessuno si sarebbe accorto della differenza. Infine l'intero film ha un impronta narrativa decisamente post mortem, calcolando invece che Margareth Thatcher è ancora viva sia pure in condizioni di salute malandate. Neppure il finale riesce a cancellare la sensazione di assistere all'agiografia di una persona defunta, per quanto tenti di fare il contrario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il film merita tuttavia di essere visto, non fosse altro per la bravura della Streep e del cast di attori. Tuttavia consiglio di leggere qualcosa prima sulla vita politica e personale di Margareth Thatcher, perché la trama disordinata del film non aiuta la comprensione di chi, ad esempio, non conosce quasi nulla su di lei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-507945307724946341?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/507945307724946341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=507945307724946341' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/507945307724946341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/507945307724946341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2012/01/iron-lady.html' title='The Iron Lady'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-C7KUHdn9AzA/TyUFIpLWLRI/AAAAAAAAA7Q/IAe-8lp7HQM/s72-c/the-iron-lady-poster.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-8638137386103888845</id><published>2012-01-24T21:09:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T21:09:16.837+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Le scoperte dell'Ingegnere - 5° puntata</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Tu9jkTedPPw/Tx8E3HOud_I/AAAAAAAAA7I/q6Ajf4dLiJQ/s1600/bushy+pube+BW.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-Tu9jkTedPPw/Tx8E3HOud_I/AAAAAAAAA7I/q6Ajf4dLiJQ/s320/bushy+pube+BW.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Mio caro Ingegnere, stavolta mi sei costato molto più lavoro di Photoshop che nella stesura del post stesso. Trovare un immagine che ben rendesse il contenuto di questa puntata, trasformarla in bianco e nero e piazzarci la scritta "censura" sul &lt;i&gt;Gustavo&lt;/i&gt;, che nella foto originale era in bella vista, mi ha rubato tempo prezioso sebbene ne sia valsa la pena. Ma andiamo con ordine. Come siamo arrivati a sintetizzare, attraverso un immagine in posa affranta al di sopra del pube, l'essenza stessa del discorso di oggi? Ebbene, proprio perché del pube si è parlato e della sua manutenzione igienico funzionale. Quest'ultima, ovviamente, del tutto estranea alle cognizioni primarie e preistoriche dell'Ingegnere. No per piacere, non fate domande. Non chiedete come si è arrivati a parlare di questo. Per quanto anche un banale discorso sulla variabilità del tempo avrebbe avuto la stessa dignità. L'Ingegnere è colui che nulla sa, ricordate? Anche questa, per lui, è tutto sommato Conoscenza. E noi siamo ben lieti di fargliene dono.&lt;br /&gt;Orbene, come anticipato, sulla materia in questione e dalla peluria che lo ricopre, il buon Ingegnere avrebbe giurato e spergiurato che il tutto cominciasse e finisse con una insaponata e un modesto risciacquo. La cura e l'addomesticamento del vello, specie se sovrabbondante, non lo ha scalfito minimamente. Per non rendere il gioco troppo facile gli abbiamo provocatoriamente chiesto quale fosse, secondo lui, la necessità di una simile manutenzione fatta attraverso regolari potature del sottobosco. Il suo sguardo perso nel vuoto ci risponde sconsolato e per nulla incoraggiante. Decidiamo quindi di andare per gradi, cominciando dalla situazione più ovvia e pudica. Trovandosi al mare, per esempio, potrebbe non deporre molto a favore la visione di un gomitolo di fili che cerca di farsi strada tra angusti perimetri del costume, fuoriuscendo osceno e volgare al di fuori di esso. Tutti noi abbiamo ancora impresso negli occhi e nella mente il personaggio di Borat e credo non serva aggiungere altro. Il secondo tema affrontato, scontato per molti ma non per tutti, è quello sessuale. Una fellatio ben riuscita è quella che non lascia tracce o sgradevoli souvenir. Peggio che mai se per causa di un ipertricosi pubica chi vi si dedica rischi il soffocamento. Illuminato da questo allettante scenario, seppellito per lui nei più impolverati e sotterranei strati della memoria, l'Ingegnere mostra d'improvviso un acuto interesse. In un sussulto inaspettato di complicità ed intesa col pubblico giura allora di voler presto provvedere con un bel paio di forbici. La civiltà umana, nel frattempo, ha compiuto grandi passi in avanti ed ha affiancato pratici strumenti elettrici generalmente usati per sfoltire e sagomare barba e capelli, detti appunto &lt;a href="http://www.freeshop.it/images/P/IMETETagliabarba1621.jpg" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #e69138;"&gt;regolabarba&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Estasiato da tanta rivelazione, regalando risate da pugni sul tavolo, l'Ingegnere domanda innocente e leggero: "Ma quello per il pube come si chiama? &lt;b&gt;Spunta-minchia&lt;/b&gt;??".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-8638137386103888845?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/8638137386103888845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=8638137386103888845' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/8638137386103888845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/8638137386103888845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2012/01/le-scoperte-dellingegnere-5-puntata.html' title='Le scoperte dell&apos;Ingegnere - 5° puntata'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Tu9jkTedPPw/Tx8E3HOud_I/AAAAAAAAA7I/q6Ajf4dLiJQ/s72-c/bushy+pube+BW.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-4090496998952674600</id><published>2012-01-23T20:31:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T20:31:14.807+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>E ora dove andiamo?</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zhjqSODjSsk/Tx1dRAs3jgI/AAAAAAAAA7A/IWB6_CMT0Ok/s1600/e-ora-dove-andiamo-la-locandina-italiana.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-zhjqSODjSsk/Tx1dRAs3jgI/AAAAAAAAA7A/IWB6_CMT0Ok/s320/e-ora-dove-andiamo-la-locandina-italiana.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Senza il &lt;a href="http://cinefilante.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #b45f06;"&gt;Cinefilante&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;non avrei mai saputo dell'esistenza di questo film.Tant'è che mi ci ha portato lei insieme ad altri amici in comune. Del resto come poter conoscere questo film della regista libanese&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nadine_Labaki" target="_blank"&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="color: #b45f06;"&gt;Nadine Labaki&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, interpretato da&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #b45f06;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nadine_Labaki" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #b45f06;"&gt;Nadine Labaki&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;,&lt;/span&gt; i costumi realizzati da Caroline Labaki (la sorella). Per quanto premiato dalla giuria di Cannes almeno al grande pubblico (almeno per ora) rimane un pò sconosciuto. L'impianto scenico e registico ricorda molto &lt;a href="http://ballestrero.blogspot.com/2008/09/pranzo-di-ferragosto.html" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #b45f06;"&gt;Pranzo di Ferragosto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, dove si intravede l'assenza delle grandi Produzioni e si apprezza il casereccio entusiasmo di quelle minori.&lt;br /&gt;In un villaggio sperduto tra le montagne libanesi, convivono due comunità: quella islamica e quella cristiana. Le donne musulmane e quelle cristiane vanno d'amore e d'accordo, conciliando fede con amicizia e solidarietà. Gli uomini invece sono sempre in "tregua armata", pronti a bisticciare o accopparsi al minimo soffio di vento dove si possa tirare in causa la religione. Le donne fanno di tutto per tenere fuori dalla loro città-villaggio la feroce e cieca violenza che quotidianamente si consuma tra cristiani e musulmani nel resto della nazione. &amp;nbsp;Nel tentativo determinato e in un certo senso disperato di tenere lontani gli echi delle guerriglie, degli assalti e delle violenze, le donne si inventano di tutto: da false visioni della madonna ad improbabili castighi maomettiani, dall'ingaggiare un gruppuscolo di spogliarelliste russe di quart'ordine a organizzare una festa a base di danze del ventre e dolci impastati a base di marijuana ed hashish. Fino a quando a rimetterci le penne, oltre ai precedenti abitanti dello sparuto e improvvisato cimitero, è un ragazzino figlio di una donna cattolica. Sarà l'inizio di un epilogo tragico o un riscatto imprevisto? Non c'è che andare a vederlo.&lt;br /&gt;Sarò onesto: il film parte lentamente. I primi venti minuti si perdono in una silenziosa descrizione del luogo affidata interamente alle musiche e alla fotografia. Superati i primi venti minuti il film riesce a rendersi gradevole, fino al punto di apprezzare il giusto dosaggio tra dramma e commedia che percorre il ritmo del film, riuscendo a trattare e mostrare temi seri come il fondamentalismo religioso, la cieca obbedienza o la sconsolata disillusione verso una divinità che non ha voluto o saputo proteggere la vita che gli veniva affidata. Si riesce a sorridere e a ridere spesso, si riesce a sdrammatizzare molto i toni senza che il messaggio e i contenuti ne risentano in degrado o in leggerezza. Sicuramente consigliato. Sbrigatevi però. Senza dubbio è un film di nicchia, per cui non credo rimarrà per molto tempo nelle sale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-4090496998952674600?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/4090496998952674600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=4090496998952674600' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4090496998952674600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4090496998952674600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2012/01/e-ora-dove-andiamo.html' title='E ora dove andiamo?'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zhjqSODjSsk/Tx1dRAs3jgI/AAAAAAAAA7A/IWB6_CMT0Ok/s72-c/e-ora-dove-andiamo-la-locandina-italiana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-6090980919245722837</id><published>2012-01-17T21:10:00.000+01:00</published><updated>2012-01-17T21:10:33.349+01:00</updated><title type='text'>Le scoperte dell'Ingegnere - 4° puntata</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-YBceB4lL3pk/TxXGLzCFWEI/AAAAAAAAA6Y/DVMw69nl2WI/s1600/tumblr_lhhiahHezb1qcgwfvo1_500.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-YBceB4lL3pk/TxXGLzCFWEI/AAAAAAAAA6Y/DVMw69nl2WI/s1600/tumblr_lhhiahHezb1qcgwfvo1_500.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La Storia altro non è che una costante ripetizione di sè stessa. Non lo dico io, ci ha già pensato Giambattista Vico con la sua teoria dei&lt;a href="http://www.filosofico.net/vico.htm" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt; corsi e ricorsi storici&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; a fornirci un'idea del concetto. Partire da questa certezza rende più facile per me esprimere la similitudine che corre, ad esempio, tra me ed &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hern%C3%A1n_Cort%C3%A9s" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #f6b26b;"&gt;Hernan Cortés&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Lui ha scoperto i Maya e conquistato la loro capitale Tenochtitlan. Io ho scoperto l'Ingegnere e la sua insipienza. In un epoca storica in cui tutto sembra essere stato palesato, trovare del nuovo tra le pieghe del conosciuto è sempre motivo di orgogliosa soddisfazione.&lt;br /&gt;Ebbene, vi chiederete voi, quale è stata la scoperta odierna dell'ingegnere? Una sola, emblematica, frutto del più completo dei paradossi: possedere un IPhone 4 e non conoscerne le applicazioni (allegedly &lt;i&gt;App&lt;/i&gt;). Difatti il nostro ingegnere lo possiede. Poteva conoscerne le applicazioni più importanti, quelle per cui non si può vivere senza e che addirittura potrebbero imprimerti una svolta nella vita? Suvvia, certo che no! Altrimenti che Ingegnere sarebbe?&lt;br /&gt;Grande è stato dunque lo shock dell'Ingegnere quando del tutto casualmente ha scoperto, per il tramite di un nostro illuminato consociato, l'esistenza delle seguenti applicazioni e dei loro potenziali risvolti pratici. Ma andiamo con ordine. La prima applicazione, che gli viene messa sotto le lenti che offuscano il suo sguardo, si chiama &lt;b&gt;Fake Call Location&lt;/b&gt;: riproduce suoni di varia natura, come ad esempio il rumore del traffico, la sirena di un ambulanza, il coro di una chiesa o la filarmonica di Vienna che possono essere inseriti nel sottofondo di una conversazione telefonica. Lo scopo? Simulare di non stare dove veramente ci si trova. Grazie al nostro aiuto l'Ingegnere ha intravisto, come il pulcino che rompe il guscio e chiama "mamma" la prima cosa che vede, le implicazioni pratiche di questa sensazionale &lt;i&gt;App.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Il capufficio ti telefona all'impazzata perché vuole la tua testa? Aziona Fake Call Location e renditi indisponibile facendogli sentire che stai in mezzo al traffico a 20 chilometri dall'ufficio, anche se non ti sei mai mosso dal piano di sotto del palazzo. Intriganti e molesti minacciano di farti visita (non gradita) ovunque ti trovi? Aziona Fake Call Location e fai ascoltare al tuo interlocutore &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.youtu.be/watch?v=2uBAdRoa8m0" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #e69138;"&gt;Si inquitates observaveris&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Basterà semplicemente aggiungere di trovarsi al funerale della zia e il gioco è fatto.&lt;br /&gt;La seconda applicazione, speculare alla prima, si chiama &lt;b&gt;Fake Call&lt;/b&gt;. Semplicissimo ma geniale, come l'uovo di Colombo. Sei ostaggio in qualche riunione, o più semplicemente di moglie o fidanzata che ti costringono ad estenuanti rassegne di vetrine? Niente di più facile. Premi un tasto e Fake Call simulerà una chiamata in arrivo facendoti squillare il telefono e proiettando sul display il nome della persona che hai inserito tu (ad esempio: amministratore delegato, cardiochirurgo, ecc). Puoi anche non dire una parola senza recitare false conversazioni, perché Fake Call emetterà anche dei suoni incomprensibili, che somigliano molto al parlato non scandito. Chi è con voi avrà la percezione che ci sia effettivamente qualcuno all'altro capo della linea.&lt;br /&gt;Due apps in una volta sola sono state sufficienti per sconvolgere la piccola fantasia dell'Ingegnere. Si prospettano notti insonni per lui, affranto a spremersi le meningi su come coniugare questi due strumenti con la vita pratica, immaginando scenari da dissimulatore professionista. Riuscirà il nostro goffo ma tutto sommato candido Ingegnere a trasformarsi in uno scaltro menzognere? La risposta è no. Il titolo che si porta addosso di &lt;i&gt;Ingegnere&lt;/i&gt; opprime e ottunde qualunque traduzione di pensiero in azione. Ma noi abbiamo imparato a volergli bene anche per questo. Soprattuto per questo!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-6090980919245722837?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/6090980919245722837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=6090980919245722837' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6090980919245722837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6090980919245722837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2012/01/le-scoperte-dellingegnere-4-puntata.html' title='Le scoperte dell&apos;Ingegnere - 4° puntata'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-YBceB4lL3pk/TxXGLzCFWEI/AAAAAAAAA6Y/DVMw69nl2WI/s72-c/tumblr_lhhiahHezb1qcgwfvo1_500.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-7974156673953189411</id><published>2012-01-14T20:25:00.000+01:00</published><updated>2012-01-14T20:25:48.733+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Della Pallanuoto Giovanile. Ossia, come ti cresco un criminale in erba</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-HlY5TDHtNiI/TxHG_qErnJI/AAAAAAAAA6Q/0QA52QfKmxg/s1600/pallanuoto.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="198" src="http://1.bp.blogspot.com/-HlY5TDHtNiI/TxHG_qErnJI/AAAAAAAAA6Q/0QA52QfKmxg/s200/pallanuoto.jpeg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Spinto dalle migliori intenzioni, dopo un sonno pomeridiano rigenerante, mi sono recato alla mia piscina per sgranchirmi un pò e riportare in asse le ormai distorte membra. Mentre percorro il viale d'ingresso che conduce agli impianti e mostra la gigantesca vetrata sulla piscina interna, vedo che è in corso un torneo di pallanuoto, composto da giocatori non più grandi di 10-12 anni. Ben 8 corsie, cioè tutte, occupate da loro. L'ambiente piscina, già enorme nelle sue dimensioni, era saturo di urla. Direte voi: beh è chiaro, quando si gioca si urla sempre, no? Niente da obiettare se le urla provenissero dai giocatori stessi. Ma quelle più avvelenate, cariche di aggressività incontrollata e foriere d'odio, provenivano principalmente dagli allenatori e dal &lt;i&gt;commando&lt;/i&gt; di genitori assisi sugli spalti. La mia attesa per la fine della partita si è trasformata in un banco di osservazione davvero interessante. Niente che non abbia già visto, per carità, soprattutto quando anche io avevo l'età dei ragazzini in acqua. Ma rivedere il tutto con occhi adulti e più carichi di esperienza, mi ha fatto passare per la testa molte considerazioni. Tra i giovani padri ce n'era uno le cui urla &amp;nbsp;al figlio si stagliavano sopra le altre. Una specie di "Gianluca, dai cazzo!!!" di Ruggero De Ceglie dei Soliti Idioti, ma senza la parola cazzo. Mondieu, siamo sempre in una piscina chic che diamine! Le madri rincaravano la dose con due ottave più alte, &amp;nbsp;smadonnando a più non posso cheek-to-cheek &amp;nbsp;con i loro mariti, compagni o amanti.&lt;br /&gt;Sugli allenatori meglio poi non dire nulla. Bastava un respiro fuori posto, una palla trattenuta per un secondo di troppo, che si lanciavano contro i ragazzini con insulti sotto forma di strilli almeno ogni 10 secondi. Ed infine c'erano loro: i ragazzini, poveretti. Cinti d'assedio dai rimproveri scalmanati di allenatori, mamme papà zii cugini e (dis)onesti sconosciuti. Mi è stato semplice domandarmi se saranno loro, nei prossimi decenni, a riempire le pagine di cronaca con crimini rivolti ai loro inconsapevoli aguzzini o a terzi incolpevoli. Perché un fatto è certo: se volete assistere ad uno scientifico atto di distruzione dell'autostima di un preadolescente, non c'è che da recarsi in piscina e guardare una partita od un allenamento di pallanuoto. Non mancano esempi famosi. Come non citare la più famosa &lt;i&gt;Palombella Rossa&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Nanni Moretti, personaggio noto per la sua morigeratezza ed li disteso rapporto col sistema nervoso? Meditateci un pò su. E se dovete scegliere uno sport per i bambini, datemi retta: meglio l'ippica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-7974156673953189411?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/7974156673953189411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=7974156673953189411' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7974156673953189411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7974156673953189411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2012/01/della-pallanuoto-giovanile-ossia-come.html' title='Della Pallanuoto Giovanile. Ossia, come ti cresco un criminale in erba'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-HlY5TDHtNiI/TxHG_qErnJI/AAAAAAAAA6Q/0QA52QfKmxg/s72-c/pallanuoto.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-8077885118070967907</id><published>2012-01-11T07:35:00.001+01:00</published><updated>2012-01-11T17:42:50.804+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Mission Impossible - Protocollo Fantasma</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_lCYOVHDKFg/Tw0thGqxnwI/AAAAAAAAA6A/zUKM8pc3NLE/s1600/Mission-Impossible-Protocollo-Fantasma_cover-2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-_lCYOVHDKFg/Tw0thGqxnwI/AAAAAAAAA6A/zUKM8pc3NLE/s320/Mission-Impossible-Protocollo-Fantasma_cover-2.jpg" width="204" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Approfittando dell'anteprima proiettata al cinema Barberini ieri sera sono andato a vedere, non senza qualche riserva, l'ultima release di Mission Impossibile, questa volta declinato in &lt;i&gt;Ghost Protocol&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Di solito i film d'azione si caratterizzano sempre per qualche mancanza, in genere si preferisce puntare tutto sugli effetti speciali piuttosto che sulla dinamicità delle scene, spesso a scapito della trama destinata il più delle volte a restare alquanto banale.&lt;br /&gt;Con sorpresa e piacere questo Mission Impossibile Protocollo fantasma sembra colmare tutte queste lacune, sortendo un effetto di soddisfazione sul fatto che nulla è stato sacrificato a favore dei soli elementi d'effetto.&lt;br /&gt;Questa volta il caso di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ethan_Hunt" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;Ethan Hunt&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;è articolato, si trova a dover disinnescare missili nucleari che il solito fondamentalista terrorista è intenzionato a lanciare per scatenare un conflitto atomico su scala mondiale.&amp;nbsp;Michael Nyqvist, il terrorista di cui sopra e interpretato da un bravissimo&lt;span style="color: orange;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.imdb.com/character/ch0280125/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;Kurt Hendricks&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,&lt;/span&gt; illustra il suo piano nel corso di una delirante conferenza stampa (si presume in mondovisione) in cui fa l'apologia della teoria dell'evoluzione, per la quale dopo il conflitto atomico solo i più forti resisteranno e saranno in grado di inaugurare una nuova era. Per realizzare il piano a tutti i costi non esita a far esplodere il Cremlino, innescando immediatamente la tensione tra Russia e Usa. L'agente Hunt, attraverso una continua ed intricata interpolazione tra ambienti politici, militari, paramilitari, mercanti di morte, assassini professionisti, insieme alla sua squadra si spremerà anche oltre i limiti fisici per salvare il mondo ed evitare la catastrofe.&lt;br /&gt;Non c'è dubbio che per tutta la durata del film il ritmo è avvincente, serrato e senza mai un attimo di tregua. Non si rischia la noia, sia per l'azione che per le location utilizzate. Suspence assicurata, colpi di scena e tanta ironia che ha reso alcuni passaggi anche divertenti che nulla hanno tolto al pathos generale, a volte smussandolo con garbo.&lt;br /&gt;Attendiamo dunque l'arrivo nelle sale italiane previsto per il 27 gennaio. Per mio conto, posso suggerire di andarlo a vedere senza riserve!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-8077885118070967907?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/8077885118070967907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=8077885118070967907' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/8077885118070967907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/8077885118070967907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2012/01/mission-impossible-protocollo-fantasma.html' title='Mission Impossible - Protocollo Fantasma'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-_lCYOVHDKFg/Tw0thGqxnwI/AAAAAAAAA6A/zUKM8pc3NLE/s72-c/Mission-Impossible-Protocollo-Fantasma_cover-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-5754652535624715876</id><published>2011-11-24T20:03:00.001+01:00</published><updated>2011-11-25T00:56:08.902+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Le scoperte dell'Ingegnere - 3° puntata</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3QB2uy44EEs/Ts6U4WOuzZI/AAAAAAAAA54/DgplfV2K2Oo/s1600/tumblr_lc3gi4vTZB1qzqwzso1_1280.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-3QB2uy44EEs/Ts6U4WOuzZI/AAAAAAAAA54/DgplfV2K2Oo/s320/tumblr_lc3gi4vTZB1qzqwzso1_1280.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Era diverso tempo che l'Ingegnere non dava dimostrazione di sé, così come ci aveva abituati in tempi passati. Oggi, con sorpresa di tutti, ha regalato urbe et orbi una nuova perla. Lo confesso, mi sto affezionando sempre di più all'Ingegnere, seguendo un gioco paradossale che mi porta a non poter più fare a meno di questo pozzo di scienza all'incontrario. Un manufatto della non sapienza, un fiero custode del vuoto, un monumento a sé stesso eretto al culto del non sapere e della &amp;nbsp;non percezione. Come non rimanere estasiati di fronte a tanta rarità? Come non riconoscere il valore inestimabile di un individuo che è giunto a costruire il suo &lt;i&gt;io&lt;/i&gt; attraverso un processo del tutto naturale e lontano da una scelta cosciente e consapevole? Io riconosco tutto questo valore, per il quale non esiste moneta al mondo, odierna o futura, in grado di esprimerne il valore.&lt;br /&gt;E' per questo che oggi non sono tremati i polsi a nessuno quando, introducendo un argomento culinario, l'Ingegnere ha dato sfoggio di non sapere cosa fosse il &lt;i&gt;finger food. &lt;/i&gt;No, la sua non è stata una risposta sdegnata da snob di provincia. Semplicemente la sua impenetrabile scorza ha dimostrato che a nulla valgono centinaia di trasmissione televisive, riviste, giornali, web, dove chef blasonati o casalinghe pasticcione ti spiegano come sia possibile sfamare chiunque attraverso una zuppa di lenticchie al pomodoro contenuto in un cucchiaio. Oppure con una composta di parmigiano e crema di tartufi su crumble di amarene conficcata in un ditale. Creazioni culinarie che spesso possono risolvere la vita per un aperitivo in terrazza o in giardino a bordo piscina. Piccole idee tendenti all'educazione ai sapori, piuttosto di una greve e sovraccarica mangiata in compagnia. Ma tutto questo per l'Ingegnere è inconcepibile. Per questa ragione, anche questa volta, abbiamo preferito non contaminare la purezza della sua ignoranza con noiose lezioncine ex-cathedra. Meglio non turbare certi equilibri, specie quando raggiunti attraverso l'esercizio di una ignavia passiva. Non stupiamoci infatti quando l'Ingegnere viene sorpreso su cose che non sa. Inorridiamo invece, e corriamo ai ripari per ripristinare l'ordine sconvolto, ogni qualvolta l'Ingegnere dovesse dar prova di sapere o di conoscere anche una minuscola parte dello scibile umano. Ingegnere, lo so che mi leggerai. E se sei arrivato a leggere fino qui, non posso non dimostrarti la mia considerazione come il pio bove di Carducci. Che mite un sentimento di vigore e pace,&amp;nbsp;al cuor m'infondi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-5754652535624715876?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/5754652535624715876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=5754652535624715876' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5754652535624715876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5754652535624715876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/11/le-scoperte-dellingegnere-3-puntata.html' title='Le scoperte dell&apos;Ingegnere - 3° puntata'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-3QB2uy44EEs/Ts6U4WOuzZI/AAAAAAAAA54/DgplfV2K2Oo/s72-c/tumblr_lc3gi4vTZB1qzqwzso1_1280.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-6525340009639565155</id><published>2011-11-17T20:20:00.000+01:00</published><updated>2011-11-20T13:51:04.777+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Immortals</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-RAiF35uuVME/Tr_XrhlUzLI/AAAAAAAAA5Y/hsBWbFAt_D4/s1600/IMMORTALS_Aries_BS_fin1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-RAiF35uuVME/Tr_XrhlUzLI/AAAAAAAAA5Y/hsBWbFAt_D4/s320/IMMORTALS_Aries_BS_fin1.jpg" width="215" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Quando si pesca a piene mani nel folklore greco in chiave mitologico si può trovare di tutto. Anche la vicenda di Re Iperione, un furibondo e ambizioso figuro che ha deciso di diventare lui stesso una divinità, visto che quando in passato gli serviva gli dei, nonostante le sue incessanti preghiere, non lo hanno mai aiutato. Come dargli torto? Sul piano logico semantico non fa una grinza. C'è un però: per spodestare lo stesso Zeus, padre degli dei che in questo film è interpretato da &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm1812656/"&gt;Luke Evans&lt;/a&gt;&amp;nbsp;nei panni di un giovane borgataro palestrato e con corazza d'oro in fibra di vetro, il cattivissimo sanguinosissimo e incazzatissimo Re Iperione (Mikey Rourke) deve impossessarsi di un arma micidiale: l'arco di Epiro. Con quest'arco si possono scagliare frecce senza fine dal micidiale potere dirompente. Naturalmente solo un povero cristo, ultimo degli ultimi, figlio dello stupro su una contadina è l'altrettanto palestratissimo, burinissimo e incazzatissimo Teseo che lo troverà. Quest'ultimo, dopo avere fatto a botte da orbi col Minotauro, trova finalmente l'arco di Epiro se ne impossessa ma alquanto inetto lo perderà subito. Gli viene scippato da un cinghiale che lo consegna sgrunfando direttamente nelle mani di Iperione. Di qui la solita trita domanda: riusciranno i nostri eroi ecc. ecc. ecc.?&lt;br /&gt;Vabbè, il film si lascia vedere e come fumettone fantastico è anche piacevole. Come al solito il 3D non c'era in sala come effetto reale, ma lasciava bene il suo segno sul biglietto d'ingresso portato a 10 Euro per vedere un 3D inesistente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-6525340009639565155?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/6525340009639565155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=6525340009639565155' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6525340009639565155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6525340009639565155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/11/immortals.html' title='Immortals'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-RAiF35uuVME/Tr_XrhlUzLI/AAAAAAAAA5Y/hsBWbFAt_D4/s72-c/IMMORTALS_Aries_BS_fin1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-4525930724236468544</id><published>2011-11-12T17:22:00.001+01:00</published><updated>2011-11-12T18:02:51.531+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Pina 3D - La storia di Pina Bausch</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-vn2ASdPCXn0/Tr6dOqmINEI/AAAAAAAAA5Q/DNVRaMn6glk/s1600/pina3d.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-vn2ASdPCXn0/Tr6dOqmINEI/AAAAAAAAA5Q/DNVRaMn6glk/s320/pina3d.jpeg" width="235" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Tutto è nato così, per caso. Una telefonata veloce col &lt;a href="http://cinefilante.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;Cinefilante&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ieri sera ed ecco l'invito:&amp;nbsp;«Noi andiamo al cinema all'Embassy. Fanno Pina Bausch, ti piacerebbe venire?»&amp;nbsp;«Certo, tanto più che non sto lontano dal cinema. Salgo in motorino e giusto il tempo di arrivare. Ma chi è 'sta Pina Bausch?» &amp;nbsp;«'Na ballerina!», risponde Cinefilante con spiccato accento Montesacrese.&lt;br /&gt;E chi se la perde, mi dico tra me e me. Voglio provare a me stesso che sebbene il ballo, sia in versione classica che moderna, non mi abbia mai interessato più di tanto, forse questa scarsa attrazione dipende dalla mia profonda ignoranza verso questo mondo e quello che esprime. Ebbene, dopo la visione del film ho concluso che posso anche rimanere ignorante per l'eternità.&lt;br /&gt;Veniamo infatti al film sic et simpliciter: un documentario su Pina Bausch. Chi è Pina Bausch? Chiunque voglia ed abbia molta, ma molta pazienza, può andarsi a leggere la sua bio &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pina_Bausch"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Onestamente io non ne ho mai sentito parlare, nemmeno uno dei miei siti preferiti, &lt;a href="http://www1.ilmortodelmese.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;il morto del mese&lt;/span&gt;,&lt;/a&gt; ne ha mai parlato.&lt;br /&gt;La sua compagnia di Ballo del Muller Cafè celebra il personaggio della sua fondatrice, coreografa, mentore e semi divinità attraverso &amp;nbsp;un film documentario in cui vengono rappresentate tutte le piéce più importanti da lei dirette, inframezzate da brevi commenti di ciascun membro del corpo di ballo, espresso in un'accozzaglia di lingue straniere, sulla figura di Pina, la sua persona e come abbia dato un senso alla loro vita. Per sapere chi sono non serve altro che andarseli a vedere &lt;a href="http://www.pina-film.de/en/about-the-movie.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. In apertura e in chiusura del docu-film una simpatica marcetta eseguita dal corpo di ballo di Pina Bausch, particolarmente ben inserita nel finale girato sul bacino della Rhur nella più vasta ex area siderurgica della Germania.&lt;br /&gt;Naturalmente la visione è stata in 3D. Col solito risultato: quasi inesistente.&lt;br /&gt;Se non si fosse perso nel voler metterci dentro a tutti i costi anche delle performance un pò noiose e pallose, comprensibili solo dagli addetti ai lavori, la mia soddisfazione sarebbe stata anche discreta. Ma con un 3D che non si vedeva ed assolutamente inutile, la continua lagna dei condolenti allievi su quanto si sentissero merde (pardon!) &lt;i&gt;prima&lt;/i&gt;&amp;nbsp;di incontrare Pina Bausch, come si sentono di merda &lt;i&gt;dopo&lt;/i&gt;&amp;nbsp;aver perso Pina Bausch, col messaggio di sottofondo che &lt;i&gt;senza&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;più&lt;/i&gt; Pina Bausch a che vale campare, onestamente non mi sento di consigliare la visione. A meno che non si sia esaltati fan del ballo o praticanti tali. Non me ne vorranno Sergio Rubini e Michele Santoro presenti in sala di questa mia recensione. Anche se mi sembra che i due non siano provetti ballerini....&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; &lt;o:DocumentProperties&gt;  &lt;o:Template&gt;Normal&lt;/o:Template&gt;  &lt;o:Revision&gt;0&lt;/o:Revision&gt;  &lt;o:TotalTime&gt;0&lt;/o:TotalTime&gt;  &lt;o:Pages&gt;1&lt;/o:Pages&gt;  &lt;o:Characters&gt;3&lt;/o:Characters&gt;  &lt;o:Lines&gt;1&lt;/o:Lines&gt;  &lt;o:Paragraphs&gt;1&lt;/o:Paragraphs&gt;  &lt;o:CharactersWithSpaces&gt;3&lt;/o:CharactersWithSpaces&gt;  &lt;o:Version&gt;11.1539&lt;/o:Version&gt; &lt;/o:DocumentProperties&gt; &lt;o:OfficeDocumentSettings&gt;  &lt;o:AllowPNG/&gt; &lt;/o:OfficeDocumentSettings&gt;&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; &lt;w:WordDocument&gt;  &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;  &lt;w:DoNotShowRevisions/&gt;  &lt;w:DoNotPrintRevisions/&gt;  &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;  &lt;w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery&gt;0&lt;/w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery&gt;  &lt;w:DisplayVerticalDrawingGridEvery&gt;0&lt;/w:DisplayVerticalDrawingGridEvery&gt;  &lt;w:UseMarginsForDrawingGridOrigin/&gt; &lt;/w:WordDocument&gt;&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; &lt;o:DocumentProperties&gt;  &lt;o:Template&gt;Normal&lt;/o:Template&gt;  &lt;o:Revision&gt;0&lt;/o:Revision&gt;  &lt;o:TotalTime&gt;0&lt;/o:TotalTime&gt;  &lt;o:Pages&gt;1&lt;/o:Pages&gt;  &lt;o:Characters&gt;3&lt;/o:Characters&gt;  &lt;o:Lines&gt;1&lt;/o:Lines&gt;  &lt;o:Paragraphs&gt;1&lt;/o:Paragraphs&gt;  &lt;o:CharactersWithSpaces&gt;3&lt;/o:CharactersWithSpaces&gt;  &lt;o:Version&gt;11.1539&lt;/o:Version&gt; &lt;/o:DocumentProperties&gt; &lt;o:OfficeDocumentSettings&gt;  &lt;o:AllowPNG/&gt; &lt;/o:OfficeDocumentSettings&gt;&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; &lt;w:WordDocument&gt;  &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;  &lt;w:DoNotShowRevisions/&gt;  &lt;w:DoNotPrintRevisions/&gt;  &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;  &lt;w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery&gt;0&lt;/w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery&gt;  &lt;w:DisplayVerticalDrawingGridEvery&gt;0&lt;/w:DisplayVerticalDrawingGridEvery&gt;  &lt;w:UseMarginsForDrawingGridOrigin/&gt; &lt;/w:WordDocument&gt;&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-4525930724236468544?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/4525930724236468544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=4525930724236468544' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4525930724236468544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4525930724236468544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/11/pina-3d-la-storia-di-pina-bausch.html' title='Pina 3D - La storia di Pina Bausch'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-vn2ASdPCXn0/Tr6dOqmINEI/AAAAAAAAA5Q/DNVRaMn6glk/s72-c/pina3d.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-948500740709360016</id><published>2011-11-08T20:33:00.000+01:00</published><updated>2011-11-09T20:36:07.808+01:00</updated><title type='text'>Sono ancora qui, anche se indaffarato</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-v84BusR3xdg/TrmBIhd0gqI/AAAAAAAAA5I/No5MRxgy1Ro/s1600/out.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="160" src="http://2.bp.blogspot.com/-v84BusR3xdg/TrmBIhd0gqI/AAAAAAAAA5I/No5MRxgy1Ro/s320/out.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Eh vabbene lo so, non sto dicendo niente di nuovo. Già altre volte in passato ho subito degli stop. Forse stavolta non era nemmeno necessario ribadirlo col solito post cui pochi ma affezionati (&lt;i&gt;spero&lt;/i&gt;) lettori sono ormai abituati a vedere di tanto in tanto. Sto facendo tante cose e tutte insieme. Tutte diverse tra loro, si capisce, ma questa non è una novità. In realtà &amp;nbsp;non mi mancherebbe qualche minuto per scrivere sul blog. La verità è che ho la testa un pò altrove e non trovo la giusta ispirazione. Non ho mai creduto ai post forzati, non mi sento di parlare del nulla solo per imbrattare qualche pixel sullo schermo. Comunque non rimarrò in silenzio ancora per molto. Sento che l'ispirazione mi sta tornando e quindi troverete presto nuovi ed interessanti argomenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-948500740709360016?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/948500740709360016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=948500740709360016' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/948500740709360016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/948500740709360016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/11/sono-ancora-qui-anche-se-indaffarato.html' title='Sono ancora qui, anche se indaffarato'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-v84BusR3xdg/TrmBIhd0gqI/AAAAAAAAA5I/No5MRxgy1Ro/s72-c/out.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-3527242518382005239</id><published>2011-10-06T07:20:00.003+02:00</published><updated>2011-10-06T07:22:08.041+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Goodbye Steve Jobs</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-rdUREL8yZew/To04eaBEaYI/AAAAAAAAA40/fLff4ZTbHPE/s1600/stevejobsperblog.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="275" src="http://1.bp.blogspot.com/-rdUREL8yZew/To04eaBEaYI/AAAAAAAAA40/fLff4ZTbHPE/s400/stevejobsperblog.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E' di oggi la notizia che Steve Jobs è morto. Mi dispiace. Non solo perché é lui il padre della Mela più famosa del mondo, che ho morso anche io da anni e che non riesco più ad abbandonare. Mi dispiace perché al di là del suo genio e del suo indubbio talento che tutto il mondo in questo momento sta celebrando, sono convinto che perdiamo un grande esempio di Dignità. Si, Dignità con la lettera maiuscola. Dignità con cui ha affrontato il suo male. Dignità con cui non si è fatto fiaccare prima, durate e dopo il trapianto di fegato. Dignità e grinta, sebbene le forze lo sorreggessero poco, quando dal consueto palco con lo sfondo nero presentava un nuovo nato di casa Apple. Per la sua Dignità voglio ricordarlo e per essa proporlo come esempio. Per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-3527242518382005239?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/3527242518382005239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=3527242518382005239' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3527242518382005239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3527242518382005239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/10/goodbye-steve-jobs.html' title='Goodbye Steve Jobs'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-rdUREL8yZew/To04eaBEaYI/AAAAAAAAA40/fLff4ZTbHPE/s72-c/stevejobsperblog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-6536967791773566850</id><published>2011-10-05T07:51:00.000+02:00</published><updated>2011-10-05T07:51:08.325+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-7CXXMJJ-Eck/TovvfaR7L3I/AAAAAAAAA4w/cFDkOd85U1s/s1600/00654_apple_1680x1050.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="250" src="http://1.bp.blogspot.com/-7CXXMJJ-Eck/TovvfaR7L3I/AAAAAAAAA4w/cFDkOd85U1s/s400/00654_apple_1680x1050.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Poche righe per i pochi che mi leggono solo per farvi sapere che questo blog non è morto, né io con lui. Settembre è stato un mese di molte faccende da sbrigare che mi hanno tenuto lontano dalla scrittura, che conto di riprendere già da oggi.&lt;br /&gt;Vi ringrazio per la vostra attenzione!&lt;br /&gt;Ballestrero&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-6536967791773566850?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/6536967791773566850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=6536967791773566850' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6536967791773566850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6536967791773566850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/10/poche-righe-per-i-pochi-che-mi-leggono.html' title=''/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-7CXXMJJ-Eck/TovvfaR7L3I/AAAAAAAAA4w/cFDkOd85U1s/s72-c/00654_apple_1680x1050.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-3782405739671545683</id><published>2011-08-27T23:08:00.000+02:00</published><updated>2011-08-27T23:08:00.895+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Valentino l'ultimo Imperatore - Valentino the last Emperor</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-u7zBW9OrUlk/TkGGXGBN0AI/AAAAAAAAA4c/cV2cwBYb3P8/s1600/valentino.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-u7zBW9OrUlk/TkGGXGBN0AI/AAAAAAAAA4c/cV2cwBYb3P8/s400/valentino.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638935939755397122" /&gt;&lt;/a&gt;Alla fine mi sono fatto convincere da una mia amica a vedere questo film-documentario sulla vita e le opere di Valentino Garavani, maestro impareggiabile di stile, eleganza, gusto del bello, desiderio del sublime, apologeta della perfezione. In una parola: sarta.&lt;div&gt;Non me ne voglia il buon Valentino, mi rendo conto che è stato ed è tuttora bravissimo. Alcune sue creazioni rasentano l'opera d'arte. Tuttavia in tutto il percorso del film si capisce bene una cosa, cioè quanto Valentino faccia pagare a caro prezzo il peso della sua grandezza a coloro che gli sono accanto. Ma andiamo con ordine. Tutto il film ruota intorno alla preparazione degli abiti per la nuova collezione che sfilerà a Parigi. Tutte le sue lavoranti si danno un gran daffare, tutte tagliano e cuciono senza macchina per cucire. Il manager e compagno di Valentino Giancarlo Giammetti, assieme al nuovo proprietario della holding Valentino Matteo Marzotto, si prodigano per la buona riuscita dell'evento, stando dietro a tutta la macchina organizzativa. Che si scontra puntualmente con le paturnie isteriche di sua Maestà Valentino, indeciso se applicare dieci o dodici volants al vestito bianco che sarà - secondo lui -  quello più bello di tutta la collezione. Stendo un velo pietoso sulle sue lavoranti, isteriche come e più di lui. Non certo perché subiscono le angherie del loro incipriato capo. Sono in tutto e per tutto &lt;i&gt;come &lt;/i&gt;il loro capo, fenomeno che non le rende dissimili agli appartenenti di talune sette dove si applica e si esalta il culto del fondatore o del suo maestro spirituale, un pò come Charles Manson volendo esagerare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi paga il prezzo più alto di tutti è proprio Giancarlo Giammetti, suo storico compagno, che da 45 anni vive e lavora con Valentino, in una simbiosi incomprensibile di amore e sublimazione del sacrificio. Perché Valentino è una persona anche buona e generosa; questo lo si percepisce nel corso di tutto il film-documentario. Ma che gran dose di pazienza ci vuole per affrontare i suoi ripensamenti, come quello di voler modificare la scenografia della sfilata di Parigi alle Beaux Arts, con un paio di dune di sabbia sulla passerella, oramai che tutto era stato fatto. Ne sa qualcosa Giancarlo Giammetti, quando Valentino si rivolge a lui in francese, benché entrambi italiani, dicendogli: "Tu est &lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;sûr&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; de cette sable? Maintenant c'est trop tard je crois...". Oppure quando alla festa per i suoi 45 anni carriera nella "miserrima" cornice del Tempio di Venere e Roma al foro romano, minaccia di non presentarsi se non troverà dei bagni adeguati. Insomma, meno male che anche lui è consapevole di che gran rompipalle possa essere, arrivando a commuoversi quando rivolge un pensiero a parte a Giancarlo quando, a Parigi, durante il discorso di ringraziamento per l'attribuzione della Legion d'Onore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Invidiabili di Valentino, almeno per me, rimangono due cose: il suo chateau in Francia poco fuori Parigi di bellezza non comune e il suo yacht. Di quegli yacht talmente grandi, talmente belli e con tanti di quei ponti da cui, almeno io, non vorrei mai scendere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-3782405739671545683?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/3782405739671545683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=3782405739671545683' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3782405739671545683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3782405739671545683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/08/valentino-lultimo-imperatore-valentino.html' title='Valentino l&apos;ultimo Imperatore - Valentino the last Emperor'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-u7zBW9OrUlk/TkGGXGBN0AI/AAAAAAAAA4c/cV2cwBYb3P8/s72-c/valentino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-760429110194112386</id><published>2011-08-25T21:37:00.001+02:00</published><updated>2011-08-25T21:37:00.428+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Le scoperte dell'Ingegnere - 2° puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0Yg51YwxQaM/Th59G2OBs1I/AAAAAAAAA38/I9oo3bHVtM4/s1600/tumblr_lo4ct64fYX1qzl9oto1_500.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 353px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-0Yg51YwxQaM/Th59G2OBs1I/AAAAAAAAA38/I9oo3bHVtM4/s400/tumblr_lo4ct64fYX1qzl9oto1_500.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629074140846732114" /&gt;&lt;/a&gt;L'ingegnere è sempre lì. Che ti aspetta. Pronto a regalarti nuovi sconcerti quando apprende, con estremo ritardo rispetto al resto del mondo, l'esistenza di un qualcosa di materiale o di ideale che ai più suona ormai addirittura noiosa e stantia. Eppure ci siamo abituati bene. Tutti quanti. Perché l'Ingegnere scopre sempre l'America dopo il resto del mondo, a partire dai druidi fino ad arrivare a Colombo.&lt;div&gt;Al di fuori del consueto luogo dove vengono fuori tutte le scoperte tardive, pochi giorni fa l'Ingegnere mi annunciava coi toni dell'Aida di avere scoperto un &lt;a href="http://www.belightsoft.com/products/liveinterior/overview.php"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;software&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; unico, impareggiabile, specificamente rilasciato per Apple e che permette di progettare virtualmente, volendo anche in 3d, una casa nuova o modificare la propria già esistente. Basta possedere la planimetria di quest'ultima. Tombola! La planimetria, l'Ingegnere, ce l'ha. Super Tombola! L'Ingegnere possiede anche un Mac Book Pro. Non perché voluto e scelto intimamente, ma solo per mettersi a pari coi tempi in un sussulto parvenu.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Circa la scoperta, oggetto della sua esaltazione, è inutile dire di questi programmi ne è piena la Rete e scaffali interi di negozi di informatica, non ultime le stesse librerie con una sezione multimediale particolarmente ricca. Un nuovo buco nell'acqua dell'Ingegnere, ma che noi accogliamo sempre con letizia e soddisfazione, come si fa con i bambini quando riescono a farla nel vasetto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello che invece rende tutto incredibilmente insolito è che, sull'altra sponda del fiume dove il pubblico assiste divertito e impotente, i termini della questione si siano invertiti. Difatti in questo caso specifico è stato il pubblico a fare la scoperta, benché non così ovvia poi, quando ha appreso il fine ultimo di questo software di progettazione da parte dell'Ingegnere: superare i limiti posti da Dio oltre i quali l'uomo non deve andare. Ma anche sbriciolare i limiti della fisica quantistica, che per quanto elastici, trovano sempre un argine prima o poi. L'Ingegnere vuole stupire, dimostrando al pubblico e al mondo che si sbagliano. Con questo software l'Ingegnere metterà mano ai 96,32 metri quadri di appartamento che possiede, dimostrando che è possibile realizzarvi, con questa superficie, qualunque velleità umana. La Biblioteca ce l'ha già. Adesso vuole progredire aggiungendo un piccolo maneggio, una sala per le armi, la quadreria, una galleria di arazzi fiamminghi, ma soprattutto una sala hobby che contenga il minimo essenziale per lo svago, cioè biliardo, biliardino, sala musica, videogiochi, &lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;&lt;a href="http://www.beb-leginestre.it/images/stories/casa/Soggiorno%20angolo%20Bar.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;angolo-bar-con-corrimano-e-sgabelli-in-legno-massello&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;Adesso è il pubblico che ha scoperto quanto si possa fare con questo software e non più l'Ingegnere. Speriamo non intenda stupirci di nuovo, altrimenti dovrò cambiare il titolo della rubrica!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-760429110194112386?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/760429110194112386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=760429110194112386' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/760429110194112386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/760429110194112386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/08/le-scoperte-dellingegnere-2-puntata.html' title='Le scoperte dell&apos;Ingegnere - 2° puntata'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-0Yg51YwxQaM/Th59G2OBs1I/AAAAAAAAA38/I9oo3bHVtM4/s72-c/tumblr_lo4ct64fYX1qzl9oto1_500.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-6836188036201622304</id><published>2011-08-09T20:54:00.004+02:00</published><updated>2011-08-09T21:08:31.605+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Ballestrero quasi in vacanza</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5uSIno_aX0k/TkGDd8zcqGI/AAAAAAAAA4U/6tELe5lzt0U/s1600/P1010256.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-5uSIno_aX0k/TkGDd8zcqGI/AAAAAAAAA4U/6tELe5lzt0U/s400/P1010256.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638932759005931618" /&gt;&lt;/a&gt;Questa bella foto la devo alla bravura del mio amico e, in un certo senso fratello minore, Patrick Hubbard. Il talento è talento, non c'è nulla da fare. Uso questa immagine per avvisare i miei pochi, ma spero sempre affezionati lettori, che a breve sarò in vacanza. Il silenzio stampa mantenuto dall'ultimo post non è sinonimo di partenza verso lidi lontani, piuttosto una tragica conferma che gli impegni quotidiani non sono mai cessati, malgrado la stagione estiva. Adesso che avrò un poco di tempo in più per me, sono sicuro che potrò finalmente scrivere tutto quello che avevo temporaneamente accantonato nelle pieghe della memoria. Restate sintonizzati, quest'anno le &lt;a href="http://ballestrero.blogspot.com/2009/06/cronache-smeralde-matrioske-e.html"&gt;Cronache Smeralde&lt;/a&gt; verranno trasmesse da una nuova e bella località della Sardegna. Stay tuned and have fun!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-6836188036201622304?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/6836188036201622304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=6836188036201622304' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6836188036201622304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6836188036201622304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/08/ballestrero-quasi-in-vacanza.html' title='Ballestrero quasi in vacanza'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-5uSIno_aX0k/TkGDd8zcqGI/AAAAAAAAA4U/6tELe5lzt0U/s72-c/P1010256.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-2406439509135049741</id><published>2011-07-14T00:02:00.000+02:00</published><updated>2011-07-14T00:02:01.268+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lady Oscar'/><title type='text'>Lady Oscar - Episodio 7 - Una notte a Parigi</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-WMEssmS69Zo/Tg3Qk2xkVII/AAAAAAAAA3k/ffoCcSP8L4s/s400/vlcsnap-9049474.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624380841252902018" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 298px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il tempo non scorre &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;né&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt; facile né felice alla Reggia di Versailles. Il futuro Luigi XVI trascura troppo spesso la bella Maria Antonietta, preferendo passare gran parte del suo tempo nella bottega del fabbro, allestita in un angolo dei giardini della Reggia. Maria Antonietta scambia tutto questo per indifferenza e comincia a sentirsi trascurata sotto tutti i punti di vista. Anche le pellicce regalatele dal consorte in una battuta di caccia non le procurano il minimo interesse, visto che il suo guardaroba già trabocca di esse - &lt;i&gt;la principessa ha già 92 cappellini e 188 cappe.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_iqpdnSao10/Tg3QlPMXeFI/AAAAAAAAA3s/VfMT0TCUrso/s1600/vlcsnap-9050490.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-_iqpdnSao10/Tg3QlPMXeFI/AAAAAAAAA3s/VfMT0TCUrso/s400/vlcsnap-9050490.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624380847807756370" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 298px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le sorelle del Re suggeriscono a Maria Antonietta di andare al ballo in maschera a Parigi, dove parteciperà tutta la nobiltà di Francia e quella straniera. La futura Regina non se lo fa ripetere due volte, organizza l'innocente fuga in carrozza verso la città, avvisando solo Oscar che prenderà parte al ballo senza il permesso del Re. Per non incappare in imbarazzanti riconoscimenti, Maria Antonietta indosserà una maschera e si recherà al ballo, non senza la ritrosia di Oscar che si preoccupa della sicurezza della principessa e di una simile decisione presa all'insaputa del Re e dell'erede al trono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La bellezza di Maria Antonietta, anche sotto la maschera, incanterà molti dei presenti a cui concede molti balli. Tutti rimangono incantati e sono in molti a chiederle di concedergli un ballo. Un bel giovanotto rompe gli indugi e le chiede il privilegio del prossimo ballo. Lui è il conte Hans Axel di Fersen, giovane ufficiali dei Dragoni svedesi. Il tutto avviene sotto lo sguardo vigile di Oscar, che interviene quando il conte delicatamente toglie la maschera dal viso di Maria Antonietta, rivelandola in tutto il suo splendore e rimanendone folgorato. Da questo momento, fin negli anni futuri, i due sono e rimarranno per sempre innamorati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VutztOYy-K4/Tg3Qll_7phI/AAAAAAAAA30/Xg3Qb7FoOuE/s1600/vlcsnap-9052247.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 298px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-VutztOYy-K4/Tg3Qll_7phI/AAAAAAAAA30/Xg3Qb7FoOuE/s400/vlcsnap-9052247.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624380853929616914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Da quel momento, su invito di Maria Antonietta, il conte di Fersen prenderà a frequentare la Reggia di Versailles, andando a trovare la futura Regina in più occasioni, destando l'attenzione dei personaggi di corte e le oscure trame della Contessa Du Barry che tenterà di infangare la reputazione di Maria Antonietta con una lettera d'amore fatta scrivere da un falsario, successivamente ucciso e tentando, indirettamente, di uccidere anche Oscar quando viene dato fuoco all'abitazione del criminale oramai scoperto. Oscar non ha prove, ma sa bene che si tratta di un intrigo della Du Barry. Arriverà a minacciarla pesantemente, mettendola in guardia da futuri simili tentativi, congedandosi con disprezzo da lei dopo essersi incrociate in uno dei molti saloni di Versailles.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Elucubratio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Questa puntata segna un punto fondamentale che condizionerà molto la vita futura di Maria Antonietta: l'incontro con il Conte di Fersen. E' interessante notare come il futuro Luigi XVI e Maria Antonietta, giovanissimi sposi di alto rango, vivano il loro rapporto nell'equivoco. Maria Antonietta scambia la timidezza del marito per indifferenza e ragion di Stato. Luigi XVI invece è prigioniero della sua introversione, e scambia le intemperanze della principessa per capricci puerili. Pur amando Maria Antonietta è troppo timido per dirglielo. E' lui stesso a confessarlo ad Oscar durante la battuta di caccia. Oltre all'intrigo e alla crudeltà che costituiscono lo sfondo dipinto dai personaggi di contorno (Du Barry), osserviamo anche il ritratto a tinte forti di due tipologie di amore: quello convenzionale-affettivo matrimoniale (Maria Antonietta e Luigi XVI)  e quello passionale innescato dai sensi (Maria Antonietta e il Conte di Fersen). Negli anni futuri, quelli della maturità e dell'età adulta, non viene mai descritto o illustrato apertamente la relazione sessuale tra Fersen e Maria Antonietta, sebbene si intuisca con blande ed eleganti allusioni. Il loro amore conoscerà fasi alterne. Vedremo come in futuro anche Oscar ne verrà travolta, innamorandosi lei stessa (non ricambiata) di Fersen, vedendosi restituire da lui solo amicizia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il Manga&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; (a cura di Pimpulu)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il Principe trascura la sua graziosa consorte e questo consente alla Contessa Du Barry una nuova e facile occasione di discredito nei confronti di Maria Antonetta . . anche solo se fosse per il gusto di minare la credibilità della futura Regina di Francia. Ballo in maschera a parte, manovre notturne di corruzione, la riemersione della Du Barry, calligrafi e tutto quello che accade in questo episodio è frutto di una pura scelta di regia allo scopo di fornire, allo spettatore, dei moniti pedagogici che se vogliamo vanno ad integrare le "Elucubratio" di Ballestrero, per diversi scopi:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Enfatizzare l'efficienza, l'onestà, l'orgoglio e l'imparzialità della nostra Oscar.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Perseguire in una costante lotta alla diffamazione, a tendere, può portare se non altro alla distruzione psicologica in nome di una rivalsa ad ogni costo, per chi usa imbastire intrighi ma anche per le vittime di questi attacchi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Curiosità&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il personaggio di Rosalie La Morlière, più nella serie a cartoni animati che nel manga, sembra avere un ruolo marginale, quasi di contorno. A ragion del vero, in Rosalie convergono ben tre personaggi storici realmente esistiti. Il primo fra questi riguarda Anne Marie De La Motte Valois, la vera sorella minore di Jeanne Valois. Nelle diverse biografie redatte su quest'ultima si può facilmente rintracciare qualche notizia che narra di tale Anne Marie la quale viene dipinta come un prototipo di ragazza assolutamente differente da quello proposto nel manga e negli episodi animati. Dotata di uno spirito irrequieto e vagabondo accompagnò sempre la sorella maggiore nelle sue avventure. Inoltre, essa gode di un rapporto di protezione da parte di Jeanne, non certamente animato da quel sentimento complesso di amore-odio che osserviamo in entrambe le produzioni di Lady Oscar.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le altre “sorelle storiche” di Rosalie sono . . . . beh arrivederci alla prossima puntata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_iqpdnSao10/Tg3QlPMXeFI/AAAAAAAAA3s/VfMT0TCUrso/s1600/vlcsnap-9050490.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-WMEssmS69Zo/Tg3Qk2xkVII/AAAAAAAAA3k/ffoCcSP8L4s/s1600/vlcsnap-9049474.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-2406439509135049741?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/2406439509135049741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=2406439509135049741' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2406439509135049741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2406439509135049741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/07/lady-oscar-episodio-7-una-notte-parigi.html' title='Lady Oscar - Episodio 7 - Una notte a Parigi'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-WMEssmS69Zo/Tg3Qk2xkVII/AAAAAAAAA3k/ffoCcSP8L4s/s72-c/vlcsnap-9049474.png' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-7119159312941890563</id><published>2011-06-25T07:41:00.003+02:00</published><updated>2011-06-25T17:36:47.485+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>X Men - l'inizio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GBqlLO9Ufr4/TgV1NvLz2YI/AAAAAAAAA3c/2wHqg1MZHxM/s1600/2011-X-Men-First-Class-Wallpaper-1600-1200.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-GBqlLO9Ufr4/TgV1NvLz2YI/AAAAAAAAA3c/2wHqg1MZHxM/s400/2011-X-Men-First-Class-Wallpaper-1600-1200.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622028588706683266" /&gt;&lt;/a&gt;Se c'è una cosa che mi disturba molto è quella di arrivare tardi a commentare un film. Questo poi l'ho visto la settimana scorsa al cinema, se non mi decidevo a farlo oggi anche questo appuntamento della saga sarebbe già passato d'ufficio nella sezione d'essai della pagina cinema dei giornali.&lt;div&gt;Come alcuni già sapranno, si tratta di un &lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prequel"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;prequel&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;dove conosciamo i personaggi della serie, ossia i mutanti. Ognuno ha il suo talento, chi legge nel pensiero come colui che li dirige/coordina, ossia il professor Charles Xavier (&lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0564215/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;James McAvoy&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;), straordinariamente somigliante - povero lui - a Silvio Muccino.  Ce ne sono di buoni e di cattivi, ma il più cattivo di tutti è quello che per primo, in un campo di sterminio negli anni '40, scopre l'esistenza sulla Terra dei mutanti, ossia il dottor Sebastian Shaw (&lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0000102/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Kevin Bacon&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) che attraverso manipolazioni genetiche sulla pelle del giovane Magneto/Erik Lehnsherr (&lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm1055413/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Michael Fassbender&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;). Shaw diventa mutante in formato decisamente nucleare e si mette in testa di conquistare il mondo, facendo la parte del terzo che gode tra i due litiganti Russia e Stati Uniti, al culmine della guerra fredda con l'installazione dei missili atomici su Cuba nell'ottobre del 1962. Quando la CIA si rende conto di avere a che fare con i soggetti poco convenzionali come Shaw ed i suoi invincibili mutanti, si organizza per creare una squadra capitanata dal mutante buono Charles Xavier per sconfiggere Shaw. I mutanti buoni e cattivi si affrontano sotto gli occhi attoniti e impotenti degli esseri umani. Meravigliosa sotto ogni punto di vista la scena della battaglia navale nei pressi di Cuba. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un film molto ben fatto, con particolari che sorprendono per essere un film di fantascienza come la cura dei costumi a livello elevatissimo (le ricostruzioni anni 40 - 50  - 60) sono davvero eccellenti. Come pure di gran livello il soggetto e le scenografie, stesso dicasi per gli effetti speciali di sapore genuino e non da solito baraccone digitale. Tanta fantascienza poi regala un fondo di riflessione più che serio, mettendo alla luce fuor di metafora la debolezza dell'animo umano di fronte alla fragilità del considerarsi al centro dell' Universo. Fragilità che emerge in modo evidentissimo nel corso del combattimento e ben compresa dai mutanti buoni. Sebbene questi ultimi hanno le migliori intenzioni di stabilire con gli esseri umani dei rapporti amichevoli, sarà lo stesso Magneto che metterà in guardia i suoi compagni avvertendoli che gli umani saranno sempre impauriti da chi è più potente di loro e cercheranno comunque di combatterli e distruggerli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io sarò un umano anomalo, però di fronte ai poteri degli X-Men non mi passerebbe per la testa l'idea di combatterli, ma solo di farmeli amici. Anche perché ogni mezzo umano a disposizione si rivela ben poca cosa di fronte agli X-Men. Basterà vedere che fine fa una pioggia di missili nucleari lanciati dalle navi al largo di Cuba. La morale è: se qualcuno è più forte di te, armati di tanta dignità per riconoscerlo. Non è detto, infatti, che chi è più forte di te voglia necessariamente sottometterti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-7119159312941890563?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/7119159312941890563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=7119159312941890563' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7119159312941890563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7119159312941890563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/06/x-men-linizio.html' title='X Men - l&apos;inizio'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-GBqlLO9Ufr4/TgV1NvLz2YI/AAAAAAAAA3c/2wHqg1MZHxM/s72-c/2011-X-Men-First-Class-Wallpaper-1600-1200.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-3103562804046062180</id><published>2011-06-18T09:41:00.008+02:00</published><updated>2011-06-21T07:06:22.934+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>6 giorni sulla Terra</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1BfedumN4iU/TfxWqAddNTI/AAAAAAAAA3I/dkNnJTqZMPA/s1600/6-giorni-sulla-terra-6211.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5619461714729579826" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 281px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-1BfedumN4iU/TfxWqAddNTI/AAAAAAAAA3I/dkNnJTqZMPA/s400/6-giorni-sulla-terra-6211.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Può sembrare la solita storia di possessione. In effetti ne ricalca molto lo schema, ma in questo caso va sicuramente premiata la fantasia e, perchè no? anche un'audace e affascinante visione del mondo e dell'ultraterreno in chiave cospiratrice. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un audace e giovane scienziato, il dottor Piso, che da anni conduce con un gruppo ufficioso di universitari degli studi sugli alieni e sull'ipnosi, cerca in tutti i modi di provare che la razza umana è stata creata dagli alieni e che questi ultimi vivono in mezzo a noi. Attraverso manipolazioni genetiche sofisticatissime, gli alieni (naturalmente ostili, malvagi e con intenti di conquista della Terra e dei suoi abitanti) sono andati anche oltre alla semplice presa di possesso del corpo, da loro chiamato banalmente "contenitore", ma sono arrivati a conquistare anche la fonte energetica per eccellenza che è l'Anima. Seduta tra il pubblico di una trasmissione televisiva, dove il dottor Piso illustrava le sue teorie ai presenti e ai telespettatori, c'era anche una bella e giovane ragazza che si presenterà a lui chiedendogli di analizzare i suoi sogni e di studiare le immagini e le percezioni da lei ricevute in sogno per capire se possa essere stata rapita dagli alieni ed "impiantata". Il dottor Piso è scettico inizialmente, ma alla fine cede ed accetta di applicare sulla bella ragazza un'innovativa forma di ipnosi regressiva per mettersi in contatto con la creatura extra-terrestre che ha preso dominio della sua anima. Pochi istanti e l'entità aliena si manifesta, presentandosi come Hexabor di Ur, presenza aliena tutt'altro che pacifica e che rivendica il possesso del "contenitore", ribadendo il suo prossimo dominio sulla Terra. La bella ragazza "contenitore" si scoprirà essere Saturnia Gotha Varano, di nobilità antichissima e il cui albero genealogico parte più o meno dai Suméri. Per liberare l'anima di Saturnia, il dottor Piso si rivolge anche ad un gesuita fuori dal coro, ben addentro a queste tematiche. Hanno a disposizione solo 6 giorni per liberare l'anima di Saturnia, prima che Hexabor si impossessi del mondo per consegnarlo alla razza aliena da cui proviene. In questa lotta tra Bene e Male in salsa aliena il dottor Piso e i suoi compagni saranno affiancati anche da dissidenti dell'esercito che fino a poco tempo prima avevano partecipato attivamente al rapimento di ignari cristiani per consegnarli agli alieni ed ai loro esperimenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il racconto della trama non rende certamente giustizia all'intero film, me ne rendo conto, che rimane secondo me un must-to-see. L'argomento non è di facile trattazione, quindi per apprezzarlo come gli è dovuto, occorre scomporlo delle parti di cui si compone e parlare singolarmente di ciascuna di esse.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Regia, Produzione&lt;/strong&gt;: ben realizzate e curate, la fotografia continuamente a cavallo tra il professionale e l'amatoriale, ritmo sostenuto e godibile. Qualche pecca sull'audio, in alcuni passaggi concitati eccessivamente alto ed inutile, ma in buona sostanza ascoltabile.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Soggetto&lt;/strong&gt;: è davvero il nocciolo duro più interessante che rende il film davvero appassionante e ricco di spunti, proponendo un punto di vista un pò azzardato ma forse non così assurdo. Tutto si basa sulla domanda: se ciò che noi conosciamo attraverso la religione e i suoi fenomeni altro non fosse che qualcosa di più materialista e legato non ad entità ultraterrene, ma extraterrestri? Ciò che viene scambiato per possessione diabolica altro non fosse che la sovrapposizione di un essere superiore, ma comunque tangibile, che per quanto malvagio è tuttavia tangibile e percepibile dall'uomo? La similitudine  Satana/Extraterrestre, la sua identificazione, torna nuovamente alla ribalta quando l'alieno offre all'uomo, come merce di scambio, il suo sapere su come sconfiggere le malattie (come ad esempio l'Alzheimer che affligge la madre del dottor Piso), esattamente come Satana offre all'uomo il frutto della conoscenza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Insomma, ce n'è per andare a vederlo e lasciare la nostra mente a briglia sciolta per saperlo apprezzare non solo come film, tutto sommato, &lt;i&gt;d'azione&lt;/i&gt;, ma anche come spunto di riflessione comparativo tra il nostro sapere e l'eterna paura dell'uomo di considerare, prima o poi, di non essere al centro dell'Universo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-3103562804046062180?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/3103562804046062180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=3103562804046062180' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3103562804046062180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3103562804046062180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/06/6-giorni-sulla-terra.html' title='6 giorni sulla Terra'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-1BfedumN4iU/TfxWqAddNTI/AAAAAAAAA3I/dkNnJTqZMPA/s72-c/6-giorni-sulla-terra-6211.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-3927448968354436251</id><published>2011-06-15T20:52:00.006+02:00</published><updated>2011-06-15T21:48:47.792+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Le scoperte dell'Ingegnere - 1° puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-NAi3_ej3Ckk/Tfj_kf_q_wI/AAAAAAAAA3A/KUFoZSrDAac/s1600/tumblr_lc7d33V7it1qc87dxo1_500.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-NAi3_ej3Ckk/Tfj_kf_q_wI/AAAAAAAAA3A/KUFoZSrDAac/s400/tumblr_lc7d33V7it1qc87dxo1_500.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618521537673625346" /&gt;&lt;/a&gt;L'ambiente fa l'uomo? Il viaggio nel tempo esiste? L'alieno di Roswell è autentico o è il solito bambolone di pezza? Per queste e altre domande il beneficio del dubbio è sempre lecito. Ma se quello che esigete dalla vita è un punto fermo, qualcosa che celebra l'immobilismo rasentando l'immanenza, datemi retta... non c'è che da rivolgersi all'Ingegnere. Non uno qualsiasi, non certo il primo che passa per caso o che si può scegliere online filtrando la ricerca su Linkedin. No! No! Occorre andarci a pranzo, tutti i giorni, da lunedì a venerdì, per settimane, mesi, anche anni. Lavorandoci insieme la cosa viene piuttosto facile. Per scoprire che si può arrivare a quarant'anni, anche felicemente, senza aver ricevuto dalla vita il dono di un'esperienza degna di nota che sia una. Partendo da oggi, ho deciso che dedicherò qualche post all'Ingegnere sulle scoperte della vita che tardamente, ma con entusiasmo, sta facendo insieme ad un nutrito gruppo di gaudenti colleghi (me compreso) una serie di scoperte sulla vita fino a ieri inimmaginabili. Oggi, ad esempio, profittando di una conversazione delicatamente licenziosa, ha scoperto l'esistenza della figura del &lt;b&gt;trombamico/a&lt;/b&gt;. Imbarazzati per la sua ignoranza sull'argomento, ma rinfrancati dal suo interesse e dalla sua voglia di imparare, lo abbiamo ricolmato della nostra Sapienza spiegandogli tutto sull'argomento. L'iniziale entusiasmo e sincero interesse nell'apprendere di ciò che prima ignorava candidamente, si è affievolito a mano a mano che le nozioni sul tema gli carezzassero le orecchie, per lasciare emergere sul viso un'espressione amareggiata e condolente. "Ma perché a me non è mai capitato? Perché non sapevo che esistessero le &lt;b&gt;trombamiche&lt;/b&gt;?" "E come devono essere le &lt;b&gt;trombamiche&lt;/b&gt;?" "Quali regole si seguono con le &lt;b&gt;trombamiche&lt;/b&gt; e quali sono i ruoli da rispettare?"&lt;div&gt;Queste e altre domande hanno investito come un treno in corsa la mente oziosa dell'Ingegnere, evidenziando l'impudente e amara consapevolezza che questo argomento, come molti altri già trattati e che si tratteranno, non hanno mai permeato la sua vita, refrattaria come il trench di Humphrey Bogart alla pioggia. L'Ingegnere non ha mai avuto una &lt;b&gt;trombamica&lt;/b&gt;. Mai. Nemmeno in circostanze dove anche la solidarietà di generose benefattrici ha potuto più dell'attrazione (partenza per il militare, delusione per un amore non ricambiato, depressione momentanea, ecc.). Una vita in bianco e nero, come quella magnificamente ritratta dal film &lt;a href="http://ballestrero.blogspot.com/2009/02/pleasantville.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Pleasantville&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt; &lt;/span&gt;che passo dopo passo inizia magicamente a colorarsi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi l'Ingegnere ha finalmente fatto una scoperta. Incrinando per un attimo l'immobilismo che ha ingessato la sua vita. Che sia l'inizio di una nuova vita? Può darsi. Per scoprire che si può apprendere dell'esistenza della vita e delle sue componenti, senza necessariamente doversi rimettere in discussione. Di queste e di altre scoperte vi daremo lettura nelle prossime puntate, che già si annunciano molteplici. Perché l'Ingegnere è una miniera che, opportunamente scavata, ci restituirà quintali e quintali d'oro come in California all'epoca della Gold Rush. Stay tuned. L'Ingegnere ci stupirà...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-3927448968354436251?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/3927448968354436251/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=3927448968354436251' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3927448968354436251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3927448968354436251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/06/le-scoperte-dellingegnere-1-puntata.html' title='Le scoperte dell&apos;Ingegnere - 1° puntata'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-NAi3_ej3Ckk/Tfj_kf_q_wI/AAAAAAAAA3A/KUFoZSrDAac/s72-c/tumblr_lc7d33V7it1qc87dxo1_500.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-2506270572484533525</id><published>2011-06-10T15:07:00.005+02:00</published><updated>2011-06-10T18:33:27.216+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Ma come ti vesti? - Real Time</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-H3y85vOnzsA/TfIXDbWV3aI/AAAAAAAAA24/b7fx_0N6NJ0/s1600/Macometivesti[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616577032932941218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 330px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-H3y85vOnzsA/TfIXDbWV3aI/AAAAAAAAA24/b7fx_0N6NJ0/s400/Macometivesti%255B1%255D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Negli ultimi tempi, un mio amico mi ha chiesto a più riprese di parlare di questo programma e dei suoi due protagonisti. Anzi, diciamo tre visto che il terzo incomodo è la vittima protagonista del makeover, generalmente una poveretta malcapita e scelta con sapienza, cui viene testato prima la soglia di sopportazione per reggere il carico di insulti dei due stylist meneghini.&lt;br /&gt;Chi sono lo sanno tutti oramai, sono Carla Gozzi ed Enzo Miccio. Della trasmissione e di loro due ne hanno parlato e continuano a parlarne su migliaia di blog e siti internet. Che altro si potrebbe dire ancora? Nulla. O forse tutto. A cominciare dal fotomontaggio qui accanto, in versione padri pellegrini americani, dove finalmente è possibile vedere i nostri vestiti decentemente. Ma li avete visti mai? Perché ammirarli nei loro panni, puntata dopo puntata, c'è sempre da imparare. Grazie a loro adesso ho capito che è inutile buttare soldi su soldi per comprare House&amp;amp;Garden per ispirarmi su come arredare lo studio della villa di campagna. Pensavo appunto di rivestire le pareti di quello splendido tartan verde vomito che il maestro di tutte le eleganze sfoggiava, con sprezzo del ridicolo, tradotto in un completo doppio petto ed ingentilito con una cravatta viola (ma lui potrebbe rimproverarmi dicendo: "Non è viola! E' malva!". Un pò come Miranda Priestley ne Il Diavolo veste Prada, dove redarguisce la segretaria che scambia per azzurra una cinta color ceruleo...). La stizzita e un pò appassita signora che lo sostiene in questa specie di "operazione trionfo", da brutto anatraccolo a cigno, non è certo da meno di lui. Ama poco le tinte unite, a meno che non sparino tinte forti come le insegne di Las Vegas. Preferisce lo stampato, specie se di disegno un pò retrò, che fa tanto &lt;em&gt;vintage&lt;/em&gt; come ama spesso ripetere. La comunicazione, poi, è il loro vero punto di forza. Basta sentirli parlare quando insolentiscono la malcapitata di turno alla vista del suo armadio. Passando dalle parole ai fatti, buttando cioè nel secchio tutto ciò che non è di loro gradimento. Cioè tutto. Per passare subito, compiaciuti e vanitosi come il pavone che fa la ruota, a mostrare alcuni capi d'abbigliamento scelti da loro che non semplici "vestiti" - dio mio! che parola grossier - ma veri e propri &lt;em&gt;outfit&lt;/em&gt;. Perchè quando mostrano il manichino rivestito con indumenti e accessori scelti da loro, la coppia dei foderami e del tessuto a metraggio, lo chiama outfit. Suggerendo alla malcapitata, sempre più stressata, di osservare e provare indosso questo &lt;em&gt;outfit&lt;/em&gt;. La borsa scelta è sempre &lt;em&gt;glamour&lt;/em&gt; e le scarpe sono scarpe solo se hanno il &lt;em&gt;glitter&lt;/em&gt;, va bene il foulard ma solo se è &lt;em&gt;trendy&lt;/em&gt;, d'accordo i jeans ma solo di taglio &lt;em&gt;bootleg&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ancora mi chiedo come ancora nessuna malcapitata non sia scoppiata in un pianto dirotto dopo avere ascoltato tutte queste parole ampollose, vacue e per nulla comprensibili.&lt;br /&gt;Ma non è mica finita qui. E' già. Perchè la coppia milan-l'è-un-gran-milan ha un talento fuori dal comune: quello di non tenere in minimo conto chi hanno davanti. Se lo facessero, eviterebbero di fare indossare a tutti i costi vestititini a sottoveste con l'orlo a mezza gamba a sventurate non più alte di un metro e trenta ma larghe tre. Oppure di arrotolare giri e giri di collane e pendenti su derelitte dal collo corto, costringendole a respirare con una cannuccia infilata in mezzo al groviglio di catenacci per sopravvivere. Tragicomica la passerella sui tacchi che le afflitte percorrono per arrivare dal camerino allo specchio coperto dal telo, pronte ad ammirare il capolavoro - si fa per dire - compiuto su di loro. Poverine: vorrei vedere voi che fino a ieri correvate di gran carriera sulle vostre comode Tod's o Nike e posare il piede su pochi lembi di cuoio elettrosaldati a quattro nastrini di raso e rialzati di quindici centimetri dal suolo. Ci sarà nessuna poi che dopo questa ristrutturazione proseguirà la sua vita rimodellata così? Anche perchè quel rimodellamento esige che nella vita non si faccia altro che quello. Impossibile apparire al meglio se non stai ore ed ore dal parrucchiere e dal truccatore. Per non parlare degli infiniti cambi d'abito che ti obbligano a spendere ore ed ore nelle boutique. Rimarrà forse solo il tempo per la ceretta. Ma solo per le braccia. Di più non è possibile.&lt;br /&gt;Non ci vuole molto per diventare consulenti di immagine. Qualche parolina straniera, grande esperienza come magazziniere in qualche laboratorio di foderami e tanta spavalderia. E' così che nascono i nuovi mestieri. Chissà, potrebbero anche farvi fare un programma TV poi, no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-2506270572484533525?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/2506270572484533525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=2506270572484533525' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2506270572484533525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2506270572484533525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/06/ma-come-ti-vesti-real-time.html' title='Ma come ti vesti? - Real Time'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-H3y85vOnzsA/TfIXDbWV3aI/AAAAAAAAA24/b7fx_0N6NJ0/s72-c/Macometivesti%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-2355000040913956645</id><published>2011-06-05T11:19:00.003+02:00</published><updated>2011-06-05T23:31:24.874+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Lettera aperta di una puttana alle femministe</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vYSH056IB8Y/TetKWjTvH6I/AAAAAAAAA2w/YumSVGxSdBg/s1600/copertina%2Bfemminista.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 296px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-vYSH056IB8Y/TetKWjTvH6I/AAAAAAAAA2w/YumSVGxSdBg/s400/copertina%2Bfemminista.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614663111743053730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;La Biblioteca di Ballestrero raccoglie a volte delle sorprese insperate! Ho scoperto di avere accumulati parecchi giornali e riviste risalenti anche a molti anni fa. Come questo numero dell'Espresso, risalente al 1981. La copertina mi ha incuriosito parecchio e quando sono andato a leggere l'articolo non ho potuto fare a meno di pubblicarlo, trovandoci un'attualità coi&lt;/i&gt;&lt;i&gt; tempi di oggi dove si fa un gran parlare del mestiere più antico del mondo, delle sue evoluzioni ma soprattutto di una versione offerta da questa prostituta che, attraverso un'intervista ai giornalisti dell'Espresso, racconta una controstoria del mestiere da lei esercitato, in risposta ad un'inchiesta filmata da un gruppo di femministe che qualche settimana prima aveva documentato quella che era la vita e la giornata tipo di una prostituta, di nome Veronique, dei suoi incontri e della visione di tale vita dalle donne stesse.&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;La risposta a questa inchiesta viene da Ornella, prostituta romana, che a seguito di tale inchiesta risponde con una irriverente ma in un certo senso profonda "comparsa di risposta", fornisce il suo pensiero e la sua esperienza sul mestiere esercitato, non senza una sottile soddisfazione. Di seguito la lettera di Ornella, da leggere e meditare.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=" ;font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Gentile direttore, mi chiamo Ornella, faccio la puttana e sono stufa di essere sfruttata. Non però dai miei clienti, coi quali stipulo volta per volta, con reciproca soddisfazione, un onesto contratto verbale. Né dal mio supposto protettore, poiché lavorando in casa col telefono il numero è reperibile fra i piccoli annunci di un rispettabile quotidiano), non ho bisogno di un macrò che mi protegga dai pericoli della strada. Sono invece stufa di essere sfruttata da tutte quelle persone piene di buone intenzioni che col pretesto di interpretare i nostri bisogni, rivendicare i nostri diritti e salvare l'anima al mondo intero, fanno carriera e soldi divulgando frottole sul mio conto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=" ;font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Alludo – l’ avrà compreso - al fiume di sciocchezze con cui è stata gonfiata e commentata sulla stampa la ridicola vicenda del filmetto sulla "squillo" Véronique. Alienata, ghettizzata, reificata, vittimizzata, sfruttata: questi sono gli epiteti affibbiatimi da psicologi e giornalisti, antropologi e sociologi, preti e femministe. Autoritari, fallocrati, maschilisti: ecco altri epiteti, riferiti stavolta ai miei clienti dai medesimi "esperti". Inautentico, mercificato, squallido: altri epiteti ancora, con cui queste zelanti persone definiscono infine il rapporto fra me e la mia clientela. Ma che vorranno dire? Di tutte queste parole non capisco moltissimo. Ma una certa istruzione ce l'ho anch’io, e riflettendo bene credo di aver capito questo: nel loro linguaggio, che pretende d'essere scientifico e obbiettivo, tutte queste parole, pregne come sono di una connotazione dispregiativa, svolgono la stessa funzione dei termini con cui noi e i nostri clienti venivamo bollati una volta dal linguaggio religioso. Equivalgono, cioè, a ingiurie come "donnaccia", "depravata", "peccatore" e così via. Insomma non sono altro che nuove sioni di un'antica bigotteria mascherate da concetti psicologici, sociologici e antropologi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=" ;font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Sfruttata io? Come ho già detto mi sono sentita tale davvero solo quando ho visto che un gruppetto  di signore  filmando furtivamente una giornata di lavoro di quella mia vanitosa e spregiudicata collega  francese hanno ottenuto fama, prestigio e danaro offrendo a un battaglione di presunti esperti il pretesto per inondare il paese di saccenti corbellerie. I miei clienti, ai quali mi concedo soltanto fra le 17 e le 20 di ogni giorno, sabato e domenica esclusi, mi assicurano un reddito annuo di circa 70 milioni esentasse. Perché dovrei considerarli degli sfruttatori? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=" ;font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Ghettizzata io? Ma la mia esistenza non si esaurisce nel grazioso bicamere all' Aventino in cui lavoro. A parte le serate libere, weekend coi veri amici e i grandi viaggi estivi di cui sono fanatica, posso dedicare tutte le mie mattine ad altre occupazioni: un negozietto messo su coi miei risparmi, un po' di gioco in Borsa e qualche brillante  relazione personale. Si dirà che la mia condizione resta segnata  da una divisione "schizofrenica" fra il mio inconfessabile lavoro e il resto della mia vita. Ma questa "scissione" non mi sembra affatto un tratto peculiare della condizione puttanesca. Quante persone "per bene" evitano con cura di far conoscere ai propri cari certi umilianti e lacrimevoli aspetti della loro vita pubblica, o viceversa di rendere pubbliche le loro vergogne familiari?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=" ;font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Alienata e reificata io? Se queste parole,   come mi è stato   spiegato,  significano che io, nel mio lavoro. anziché esprimermi e realizzarmi, divento una "cosa" o un "oggetto", è da visionari applicarle a quelle donne, più o meno giovani e graziose come me che hanno scelto questa attività. Mi permetta innanzitutto di osservare che anche se questo lavoro fosse per noi soltanto un  “alienante" fonte di guadagno, tutte noi continueremmo a preferirlo ad altri lavori ugualmente "alienanti' ma assai meno remunerative, di cui mi esimo dal fare l'elenco. E poi, per dirla tutta, non è per niente vero che io non mi "esprimo" nel mio lavoro. Molti miei clienti mi attribuiscono infatti qualcosa, come un'attitudine speciale, ed io stessa, quando mi chiedo perché ho scelto questa professione, sento confusamente che il denaro non spiega proprio tutto. Non si tratterà anche di un certo talento?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=" ;font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Insomma, io non mi sento affatto una "vittima", e tanto meno un "carnefice". Penso piuttosto di essere una donna che una fortunata e sovente invidiata costituzione fisica e psichica ha reso capace di offrire alcune speciali soddisfazioni a una vaste categoria di uomini. Del resto sono proprio queste "doti", congiunte allo stile al tempo stesso semplice e delicato, riservato e diretto, con cui eseguiamo il nostro lavoro, garantendo ai nostri amici l'assenza di ogni ulteriore strascico o complicazione, ad assicurare quel che a certi "esperti" sembra inspiegabile: il persistente nostro successo in un mondo ormai pieno di donne disposte "anche" a fare un po' le porche. Beh, con i nostri clienti noi non facciamo "anche" le porche.  Facciamo le porche "e basta”.  Ecco la piccola ma eccitante "differenza" per la quale siamo ancora così ricercate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=" ;font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;E ora vorrei dire qualche parola in difesa dei miei clienti e sulla natura dei loro rapporti con me. Secondo i non richiesti difensori della mia causa, i miei clienti sarebbero dunque dei disgustosi campioni di maschilismo e di autoritarismo. Posso invece assicurarle che, salvo rare eccezioni che so perfettamente fronteggiare, essi sono di una commovente mitezza, e spesso addirittura di un infantile remissività. Non escludo che in famiglia, con gli amici o sul lavoro essi possano diventare violenti e aggressivi, cioè appunto maschilisti e autoritari. Ma da me si comportano come agnellini: cioè con la misura e la discrezione che dovrebbero caratterizzare tutte quelle relazioni che alcuni chiamano, come ho appreso in questi giorni, "interumane". Sicché a volte mi chiedo se quel che i miei clienti cercano da me non sia appunto e soprattutto questo: l'innocente miraggio di un' infanzia serenamente viziosa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=" ;font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Trovo poi sciocco definire questi rapporti "mercificati"; non sono forse tali tutti i rapporti professionali, compresi quelli di questi saccenti signori coi loro datori di lavoro: la Tv, la stampa, l'Università? Trovo ingiusto sogghignare sul loro lato ridicolo. Un uomo in pedalini che si sciacqua il pisello prima o dopo una scopata è forse più ridicolo di un sociologo che porta la borsa a un ministro? E infine trovo davvero ridicola la pretesa di condannarli perché "inautentici": Che cosa vi autorizza a credere "inautentico" il desiderio che spinge tanti uomini a cercarmi? La presunta illusorietà del godimento che darò loro? Ma quanti altri godimenti umani non sono ancor più illusori? E più pericolosi? E più funesti?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=" ;font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Un'ultima parola sullo "squallore" di ciò che avverrebbe sul mio letto o nei suoi dintorni. Giorni fa, per meglio impadronirmi di un linguaggio adeguato, al proposito di dire la mia sull'argomento, ho pregato un mio cliente, uno studente, di accompagnarmi a un dibattito sulla "felicità" organizzato da un collettivo di femministe. Che malinconia. M'è venuta una tristezza! Altro che lo squallore delle laconiche scenette che avvengono da me...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=" ;font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Grata dell'ospitalità che mi concede, La saluto, con affetto e ammirazione, la Sua Ornella. Della quale Le piacerà apprendere, spero, che ha una bella chioma rossa, grandi occhi azzurri, una figura più rotondetta che longilinea e tutto il resto a posto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-2355000040913956645?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/2355000040913956645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=2355000040913956645' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2355000040913956645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2355000040913956645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/06/lettera-aperta-di-una-puttana-alle.html' title='Lettera aperta di una puttana alle femministe'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-vYSH056IB8Y/TetKWjTvH6I/AAAAAAAAA2w/YumSVGxSdBg/s72-c/copertina%2Bfemminista.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-1807579557742746202</id><published>2011-05-20T06:56:00.002+02:00</published><updated>2011-05-20T07:05:27.231+02:00</updated><title type='text'>Comunicazione di Servizio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-VYN3QBD9sps/TdX0rdo5LHI/AAAAAAAAA2c/ZMJJ0qVAsRM/s1600/ill%2Bbe%2Bback%255B5%255D.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-VYN3QBD9sps/TdX0rdo5LHI/AAAAAAAAA2c/ZMJJ0qVAsRM/s400/ill%2Bbe%2Bback%255B5%255D.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608657938487520370" /&gt;&lt;/a&gt;Cari amici e lettori. E' vero, manco sul blog da qualche settimana. Il periodo di lavoro è molto intenso e le energie residue non sono molte. Mancando queste ultime non riesco a dedicarmi al blog come vorrei. Molti di voi aspettano le prossime puntate di Lady Oscar, altri ancora commenti ai film, al teatro e racconti di società. Prometto di fare un recupero in massa di tutto questo. So di avere in agenda già i seguenti post: la settima puntata di Lady Oscar, lo &lt;a href="http://www.ipannisporchi.it/"&gt;spettacolo teatrale della settimana scorsa&lt;/a&gt; e molto altro. Chiedo ancora un pò di pazienza e sarò online come prima! Oggi pomeriggio sarò alla presentazione del libro di &lt;a href="http://enchantedforest81.blogspot.com/2011/04/da-fan-di-star-wars-scrittrice-stellare.html?spref=bl"&gt;Silvietta&lt;/a&gt; presso la Mondadori di via Piave a Roma. Per chi volesse aggiungersi mi troverete e "ci" troverete là. Ai prossimi post, allora!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-1807579557742746202?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/1807579557742746202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=1807579557742746202' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/1807579557742746202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/1807579557742746202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/05/comunicazione-di-servizio.html' title='Comunicazione di Servizio'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-VYN3QBD9sps/TdX0rdo5LHI/AAAAAAAAA2c/ZMJJ0qVAsRM/s72-c/ill%2Bbe%2Bback%255B5%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-2212952110624431493</id><published>2011-05-05T20:11:00.000+02:00</published><updated>2011-05-05T20:11:40.669+02:00</updated><title type='text'>Enchanted Forest: Da fan di Star Wars a scrittrice 'stellare'</title><content type='html'>&lt;a href="http://enchantedforest81.blogspot.com/2011/04/da-fan-di-star-wars-scrittrice-stellare.html?spref=bl"&gt;Enchanted Forest: Da fan di Star Wars a scrittrice 'stellare'&lt;/a&gt;: "Silvia Azzaroli  ha iniziato pubblicando     online, sul suo blog, dei fantasiosi racconti ispirati     all'universo di Star Wars . Nu..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-2212952110624431493?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://enchantedforest81.blogspot.com/2011/04/da-fan-di-star-wars-scrittrice-stellare.html?spref=bl' title='Enchanted Forest: Da fan di Star Wars a scrittrice &apos;stellare&apos;'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/2212952110624431493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=2212952110624431493' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2212952110624431493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2212952110624431493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/05/enchanted-forest-da-fan-di-star-wars.html' title='Enchanted Forest: Da fan di Star Wars a scrittrice &apos;stellare&apos;'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-6629053335072087289</id><published>2011-04-25T14:12:00.003+02:00</published><updated>2011-04-25T14:22:50.185+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teatro'/><title type='text'>La Bella e la Bestia - Teatro Brancaccio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_L6HfQWyWGQ/TbVlsNOhiWI/AAAAAAAAA2E/dPRmKR7QzvQ/s1600/labellaelabestiacapodannonazionale.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 291px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-_L6HfQWyWGQ/TbVlsNOhiWI/AAAAAAAAA2E/dPRmKR7QzvQ/s400/labellaelabestiacapodannonazionale.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599493521844308322" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Questa magnifica recensione si deve alla bravura e alla perizia di Pimpulu, già validissimo collaboratore su Lady Oscar ed altrettanto valido critico sugli aspetti teatrali di cui il mio blog di tanto in tanto si occupa. A lui vanno di nuovo i miei ringraziamenti!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Prima di sciorinare la mia eloquenza sull'oggetto dell'argomento che sto per proporvi, devo ringraziare in primis la persona che ospita questo mio post (Ballestrero ovviamente), con il quale condivido una fiorente collaborazione "letterale" oltre ad una reciproca stima e la cui attenzione nei miei riguardi si esprime ogni giorno con un'encomiabile e squisita gentilezza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Proverò ora a delineare sinteticamente le impressioni che ho avuto nel seguire uno dei musical distinto fra i più riusciti di questa stagione teatrale 2011, "La Bella e La Bestia". Si tratta della rappresentazione in atti del 30° capolavoro disneyano di questa fiaba, uscito nelle sale cinematografiche nel 1991. Pur essendo un uomo, il mio personale livello di attenzione ai particolari mi ha concesso di cogliere, quasi con occhio femminile, tutti quegli aspetti macroscopici e non di questa rappresentazione che sto per dettagliarvi in questo screening fatto ai raggi X. Come in tutte le fiabe, si inizia con la narrazione dei fatti che hanno coinvolto un Principe di una terra lontana il cui aspetto attuale altri non è che la metafora bestiale di chi si lascia ingannare dalle apparenze. A seguire, lo spettacolo apre il primo atto con la frenetica vita di paese in cui si immerge l'altra protagonista della storia, Belle, interpretata da Arianna, il cui nome dovrebbe suggerire qualcosa dato che sulla locandina è l'unica a non avere riportato un cognome. Effettivamente in qualche anfratto della mia memoria fotografica ho un'istantanea che ritrae una ragazzina, di cui custodisco il suo primo singolo "Siamo Forti", su etichetta Diseny Records, uscito in promo edition come supplemento ad un numero di Topolino, in edicola a cavallo tra la fine degli 80 ed inizi anni 90.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jpPuwjPT7q4/TbVlrw_SxVI/AAAAAAAAA18/3NUrOcyRNwg/s1600/2926.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-jpPuwjPT7q4/TbVlrw_SxVI/AAAAAAAAA18/3NUrOcyRNwg/s400/2926.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599493514264233298" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Ricordo anche i suoi primi esordi in TV quando, su Raiuno, questa teenager esponeva le schede tecniche dei film Disney che stavano per essere mandati in onda nel ciclo "Cinema Insieme" del giovedÏ sera. In definitiva, Arianna pare essere anche lei una creazione Disney. Uscendo dalla dimensione dei ricordi, da questa scena iniziale si affacciano le prime insidie; infatti, ho notato che "Belle" nonostante abbia indubbie doti vocali, nella recitazione forse deve correggere qualche difettuccio che non passa inosservato in quanto ha la costante tendenza ad emettere, in ciascuna battuta, molto fiato al punto da urlare per il timore che non la sentano in fondo alla sala. Man mano che l'affabularsi della storia prende corpo, si fa più marcata questa sua attitudine con un risultato addirittura peggiore nei passaggi che vanno dai momenti drammatici a quelli più allegri, a discapito di una recitazione incolore, poco emotiva, affrettata e monotona oltre a produrle sonore "steccate" nel canto. In pratica . . . non mi è piaciuta. Altra nota sulla protagonista femminile è che non guarda quasi mai il pubblico, ma il soffitto quello sempre, come se il cielo le suggerisse le parole per mezzo di comunicazioni sacre a noi impercettibili. Tuttavia, si mostra ugualmente disinvolta sulla scena, nel canto e nel suo costume forse troppo fiorato e molto più vicino alla sua presunta cugina Annette delle Alpi svizzere. Entra immediatamente in scena Gaston, il rozzo pretendente di Belle, la cui prestanza fisica e lontana anni luce dal personaggio del film d'animazione. Camminata coatta da ragazzetto di Tor Bella Monaca, pantaloni in pelle che calzavano troppo grandi, il cui tessuto avanzava in più punti dalla vita in giù, stivali da cacciatore con eccesso di zeppa da far invidia al noto gruppo dei "Cugini di campagna", oltre ad essere anche gracile di aspetto. Essendo di natura un primordiale, Gaston tutto sommato risulta un personaggio simpatico già dal cartone. In scena invece, nel  tentativo di marcare la sua presunta stazza muscolare, con contrazioni di bicipiti e diversi movimenti ginnici, si è scivolati troppo nell'erotico se si pensa che in queste movenze molto spesso l'attore fa dei movimenti di bacino che simulano di fatto un coito. E' importante sottolineare che lo spettacolo è rivolto ad un pubblico anche di non adulti e anche se oggigiorno i ragazzini sono più svegli di noialtri ormai adulti non si più ostentare una gesticolazione  . . come dire  . . troppo osé ?!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DrvszXHA_Ag/TbVlrj7aWWI/AAAAAAAAA10/Mg8FbkYJTsU/s1600/imgCAPODANNO6.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 261px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-DrvszXHA_Ag/TbVlrj7aWWI/AAAAAAAAA10/Mg8FbkYJTsU/s400/imgCAPODANNO6.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599493510758291810" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Anche Gaston possiede ottime proprietà vocali ma deve fare maggiore attenzione perchè ad un certo punto in scena è spuntato fuori un modo di esprimersi dialettalmente e tipicamente romano, sicuramente non previsto da copione . . . .  ve la dico la battuta? Ok  . . tutto d'un fiato --&amp;gt; "Belle sta a fà tanto aaaa preziosa !!!"  . . Orroreeeee !!!. . . ma non per il dialetto romano ma per il contesto in cui erroneamente è sfuggita l'espressione. Parlando della Bestia cosa si può dire . . . che ad esempio non fa paura? Nel film animato questo personaggio trasuda ferocia e timoria non appena la sua bocca emette fiato e versi a metà fra un ruggito ed un ringhio . . . insomma fa reale spavento incutendo timore anche quando poi si approccia a Belle in modo un pò più familiare. Sul palco, la Bestia tenta di essere irascibile ma nonostante urli come fosse isterico proprio non è riuscito ad intimorire la bimbetta di 3 anni che mi era seduta accanto. Inoltre, la Bestia, che nel cartone ha una statura importante oltre ad una relativa possanza fisica assieme ad un aspetto fiero, in scena ritroviamo un attore veramente basso, più del dovuto forse; questo difetto viene accentuato maggiormente dalla maschera voluminosa e cotonatissima che indossa, molto più vicina a quella di un leone che alla bestia che dovrebbe impersonare. Negli Stati Uniti vidi lo stesso spettacolo e sinceramente ricordo per la Bestia una maschera più fedele ai caratteri somatici del personaggio animato. Paradossalmente i personaggi di contorno hanno dato il miglior contributo risultando perfetti nel ruolo in cui si calavano, sotto ogni aspetto, anche rispetto ai protagonisti. In questa versione teatrale alcuni di essi riprendono i loro nomi originali e altri vengono ribattezzati; quindi abbiamo che Tockins l'orologio viene ribattezzato come Din Don, madame Armoire diventa una cassettiera con specchio il cui nome originale è Madame de la Gran Bouche e così anche per Spolverina che riprende il nome di Babette. Al contrario del cartone animato, questi personaggi secondari non sono ancora diventati del tutto oggetti ma la loro metamorfosi E ancora in evoluzione e si lascia intuire che si sarebbe completata al cadere dell'ultimo petalo della rosa incantata, emblema romantico di una malinconica maledizione. Degni di nota sono poi i cambi di scena che sono ben supportati dal palco meccanico del Teatro Brancaccio. Scenografie sfavillanti e frizzanti che, oltre ad essere estremamente curati nei dettagli dal gusto ricercato, trovano la loro massima espressione nella famosissima scena della cena furtivamente organizzata Belle, in total Broadway style, accompagnata dalle note del pezzo arcinoto "Stia con noi". Ottime le soluzioni adottate riguardo ad alcuni costumi, a tutto favore di un'agevolezza nei movimenti sulla scena più semplice e dinamica. Per cui il costume di Mrs. Bric E un abito le cui due maniche riprendono la forma del beccuccio di una teiera, mentre Chicco, la simpatica tazzina, scorazza in scena comodamente trainato dalla madre (Mrs. Bric) per mezzo di un carrellino bar da cui fuoriesce la testa del bambino con indosso un copricapo a forma di tazza che egli interpreta ed il cui corpo viene magistralmente celato dietro una sorta di tendina applicato al mezzo di trasporto stesso. La cassettiera si muove grazie ad alcune rotelle applicate sotto la sua mobilia e Spolverina, alias Babette, indossa un abito a sirena dotato di un voluminoso piumaggio sull'orlo del vestito conferendole la giusta sinuosità nelle movenze e le tipiche fluttuazioni nell' aria di del piumo che è. Altra cosa che non passa inosservata è l'alterazione dei testi originali dei brani che a mio avviso ha spiazzato il pubblico presente, soprattutto quello infantile a cui veniva naturale cantare le canzoni con il popolare adattamento contenuto nel film d'animazione trovandosi quasi mai in linea con quello che stavano ascoltando/vedendo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Concludo dicendo che sicuramente avevo aspettative maggiori riguardo a questo musical soprattutto perché é stato abbondantemente sostenuto da un advertising system molto accattivante lasciando immaginare di poter assistere ad una rappresentazione di livello qualitativamente alto che comunque ha, ma che soprattutto non trascurasse l'importanza di un casting più attento, in particolare verso il trio di protagonisti Gaston-Belle-Bestia. Mettiamola così, forse non ho capito io che in realtà lo spettacolo era rivolto ad un pubblico infantile ed io forse mi sentivo troppo adulto da sentirmi fuori luogo, al punto di notare tutto quello che ho trascritto in questo post. Chissà poi, per molti che lo hanno visto ed apprezzato più di me, nel momento in cui leggeranno questo "articolo",  penseranno che io abbia scritto solo un mucchio di cattiverie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-dVQAzXQ7fbg/TbVlrpev-aI/AAAAAAAAA1s/kZYvQjXSlBA/s1600/827-0246ok.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-dVQAzXQ7fbg/TbVlrpev-aI/AAAAAAAAA1s/kZYvQjXSlBA/s400/827-0246ok.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599493512248687010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-6629053335072087289?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/6629053335072087289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=6629053335072087289' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6629053335072087289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6629053335072087289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/04/la-bella-e-la-bestia-teatro-brancaccio.html' title='La Bella e la Bestia - Teatro Brancaccio'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_L6HfQWyWGQ/TbVlsNOhiWI/AAAAAAAAA2E/dPRmKR7QzvQ/s72-c/labellaelabestiacapodannonazionale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-6319099081813605225</id><published>2011-04-20T06:33:00.006+02:00</published><updated>2011-04-27T22:27:15.801+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lady Oscar'/><title type='text'>Lady Oscar - Episodio 6 - La congiura sventata</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-YdEU5ijmVls/Ta5iWznZ2YI/AAAAAAAAA1c/369T0j016uM/s1600/vlcsnap-13617813.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 298px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-YdEU5ijmVls/Ta5iWznZ2YI/AAAAAAAAA1c/369T0j016uM/s400/vlcsnap-13617813.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597519530820229506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Ormai sono passati tre anni da quando Maria Antonietta è arrivata alla Corte di Versailles, ma in tutto questo tempo non le è stato ancora concesso di visitare Parigi. Nonostante la nobiltà faccia di tutto per rimandare un simile evento, sconsigliandola di recarsi a Parigi, Maria Antonietta stanca delle continue scuse decide di rivolgersi direttamente al Re per chiedere di poter recarsi insieme al futuro Luigi XVI in città. Permesso che le viene accordato e che la riempie di felicità. Oscar apprende la notizia con felicità e apprensione, che naturalmente sente su di sé la responsabilità di "caposcorta" per il giorno in cui il corteo reale visiterà Parigi. Ed è per questo che qualche giorno prima della visita, Oscar perlustrerà il percorso del corteo accompagnata da André e da Girodelle. Tutti avranno modo di vedere quali siano le reali condizioni di Parigi, immersa in una povertà che alimenta sempre di più i disordini. La sera stessa della perlustrazione, mentre si ritrovano a bere in un osteria, Oscar André e Girodelle notano un ex guardia reale ricevere del denaro dal Duca di Germaine, accendendo il sospetto di un possibile attentato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ecnd0LdysP8/Ta5iWc2UYCI/AAAAAAAAA1U/1Ypsj3StqrU/s1600/vlcsnap-13618450.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 298px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-ecnd0LdysP8/Ta5iWc2UYCI/AAAAAAAAA1U/1Ypsj3StqrU/s400/vlcsnap-13618450.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597519524708769826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Mentre il solito Duca d'Orléans non perde occasione per tramare contro i futuri sovrani, organizzando un attentato contro Maria Antonietta ed il futuro Luigi XVI durante il corteo, facciamo la conoscenza di tre nuovi personaggi che nei prossimi episodi incontreremo spesso con le loro evoluzioni. Si tratta infatti di Jeanne e Rosalie La Morlière, assieme alla loro madre. Dopo avere approfittato di un disordine presso una panetteria, Jeanne ruba del pane e lo porta a casa dalla madre e dalla sorella. Vuole cambiare vita, non ne può più della miseria, ma viene prontamente rimproverata dalla madre che l'accusa di non far nulla tutto il giorno e di non essersi ancora trovata un lavoro. Jeanne scappa e non tornerà a casa, decisa come è di mettere fine ad una vita di stenti. Fermando una carrozza la notte stessa della visita ufficiale degli eredi al trono, troverà una nobildonna disposta a raccoglierla e successivamente ad adottarla, credendo alla storia inventata da Jeanne di essere una discendente dei Balot. Rosalie non riuscirà a trovare più la sorella, ma camminando lungo la strada viene urtata da una carrozza che introdurrà un personaggio chiave per tutta la vicenda: il Conte Hans Axel di Fersen.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-yAWj4D_ttPU/Ta5iWEDuDfI/AAAAAAAAA1M/LYwzcQuF3SE/s1600/vlcsnap-13619186.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 298px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-yAWj4D_ttPU/Ta5iWEDuDfI/AAAAAAAAA1M/LYwzcQuF3SE/s400/vlcsnap-13619186.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597519518054092274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il corteo finalmente entra in città, Maria Antonietta rimane felicissima da tanto entusiasmo e anche il futuro re di Francia, Luigi Filippo, si dimostra molto compiaciuto. Sarà André ad accorgersi di qualcosa che non va lungo il corteo e, memore di quanto visto la sera prima, avverte Oscar di intervenire perché qualcuno lancerà della polvere da sparo per far imbizzarrire i cavalli e provocare un incidente al cocchio reale. Oscar si lancia all'inseguimento dell'attentore, lo raggiunge e dopo un breve duello alla spada lo costringe a confessare. Ma lui preferisce togliersi la vita ingerendo del veleno custodito nel castone del suo anello, per evitare connessioni e dunque conseguenze col duca di Germaine.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Elucubratio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;In questo episodio si potrebbero citare molti aspetti. Per primo quello del desiderio di Maria Antonietta di voler conoscere i suoi sudditi, ponendosi un'aspettativa che la Storia avrebbe poi amaramente smentito: quello di diventare una regina amata dal suo popolo. La stessa voce narrante commenta che se si fosse ricordata del calore con cui venne accolta a Parigi da giovane erede al trono, nonostante le condizioni sociali fossero già degradate, si sarebbe evitata la Rivoluzione che di lì a poco più di 20 anni sarebbe scoppiata. Il secondo aspetto è sicuramente l'introduzione del personaggio di Jeanne La Morlière "Balot", che è quello di un personaggio non rassegnato alla vita di stenti che il destino le ha assegnato, ma che percepiamo senza scrupoli pur di riscattare la sua miseria. Già in questo episodio si osserva con quanta rapidità e leggerezza abbandona la madre malata e la sorella per cercare fortuna altrove. Non si farà scrupolo di mentire quando, incontrando la carrozza della Marchesa de Brambery (in realtà, sarebbe la Marchesa de Boulainvilliers), le dirà di aver perduto anche la madre e di essere sola al mondo. La domanda che serpeggia è "il fine giustifica i mezzi"? Stando al personaggio di Jeanne si direbbe di si, come avremo modo di vedere anche nelle prossime puntate. Arrivismo e sete di riscatto che supererà ogni limite quando si arriverà allo scandalo della collana con il Cardinale De Rohan.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;Il Manga&lt;/b&gt; (a cura di Pimpulu)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;Siamo nel 1773 e precisamente nell'8 Giugno, giorno in cui Parigi si preparava a ricevere &lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;la visita ufficiale dei futuri sovrani di Francia. &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;Il titolo di questo episodio lascia poco all'immaginazione e fa presagire che di li a poco si sarebbe sviluppato un nuovo intrigo; infatti l'indegnità morale del Duca D'Orleans si rifà viva attraverso il suo instancabile impegno ai danni della Corona di Francia. &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;Intende sabotare il viaggio dei Principi nella capitale francese e lo fa con la complicità del Duca di Germaine. &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;Inutile ripetere che nel manga, per questa regale occasione, l'autrice non dedica neanche una vignetta, a nessuno dei due esponenti dei rispettivi ducati. &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;Altro punto di osservazione: nella serie TV, la storia e le vicissitudini delle due sorelle La Morliere vengono enucleate a partire da questo episodio in avanti. Ma come già pre-annunciai nei precendeti post pubblicati con Ballestrero, nel fumetto, in questa finestra storico-temporale Jeannne Valois risulta essere già da molto tempo in casa dalla marchesa di Brambillet ed è tutta intenta ad affinare la sua nobile educazione.  &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;Infine vi faccio notare solo un altra minuzia: sia nella produzione animata che a fumetti &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;Rosalie incontra Fersen proprio in questa giornata di festa fra le strade di Parigi, campeggiate da mendicanti moribondi per la fame, finendo quasi sotto la sua carrozza.  &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;Tuttavia,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;nel cartone la ragazza Ë distratta dalle preoccupazioni dei &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;rincari sempre più incessanti e per questo viene quasi investita dal nobile cocchio mentre,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;nel manga, ciò accade perchè ella è in preda all'angoscia per un fatto ben più preccupante, ossia il suo licenziamento dal posto di lavoro in locanda.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;b&gt;Curiosità&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;Nella traduzione dal titolo Giapponese di quest'opera a fumetti, l'autrice romanticamente nasconde in tre rose il virtuoso intreccio di destini in cui i tre coetanei Oscar-Fersen-Mariantonietta si troveranno a vivere nel corso della loro storia. &lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;Il titolo originale "Versailles no bara" vuol dire letteralmente "Le rose di Versailles" e proprio per la metafora che si cela dietro. Altra curiosità a cui vi sottopongo riguarda l'operazione di traslitterazione della lingua madre giapponese, da cui derivano diverse incongruenze in fatto di cognomi per alcuni personaggi.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;Quindi Rosalie La Morliere diviene nell'adattamento italiano Lamorielle, Jeanne Valois invece passa come "Balot" e la marchesa di Boulainvillers (dal giapponese Burembirie) viene addatato nella serie TV come "Bramberie" e nel manga Brambillet. Vorrei ricordare, in questa conclusione, che il regista, Osamu Desaki, la cui opera è stata da molti apprezzata ed il cui gusto ricercato emergeva in ogni cosa in cui spendeva la sua energia, si è spento domenica 17 aprile a.c. a Tokyo, all'età di 67 anni. Per me, che amo le tecniche di animazione, è doverso ricordare che a lui si deve l'introduzione negli "anime"  di soluzioni registiche innovative come lo split screen e l'uso di fermi immagine su disegni particolarmente curati, da lui stesso definit "cartoline ricordo".&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoPlainText" style="display: inline !important; "&gt;Grazie ancora per aver dato un nome incancellabile alla serie da te curate e che hanno accompagnato la nostra infanzia, oltre all'indiscusso valore conferito all'arte sopraffina del disegno animato d'autore&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;    &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-6319099081813605225?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/6319099081813605225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=6319099081813605225' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6319099081813605225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6319099081813605225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/04/lady-oscar-episodio-6-la-congiura.html' title='Lady Oscar - Episodio 6 - La congiura sventata'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-YdEU5ijmVls/Ta5iWznZ2YI/AAAAAAAAA1c/369T0j016uM/s72-c/vlcsnap-13617813.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-7928992073336704862</id><published>2011-04-12T11:15:00.002+02:00</published><updated>2011-04-13T11:01:54.619+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lady Oscar'/><title type='text'>Lady Oscar - Episodio 5 - La rivincita della contessa</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-PjGBB74uWCQ/TZASqPPQ7FI/AAAAAAAAA0s/EyrCwuiA-RE/s1600/vlcsnap-10530634.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588987654421146706" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-PjGBB74uWCQ/TZASqPPQ7FI/AAAAAAAAA0s/EyrCwuiA-RE/s400/vlcsnap-10530634.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lo scontro fra Maria Antonietta e la Contessa Du Barry non accenna a diminuire. Il gioco della differenza di rango permette a Maria Antonietta di continuare ad ignorare la Du Barry, consolidando ancora di più la sua posizione che la porta a non rivolgere la parola ad una donna il cui passato è poco limpido. L'indifferenza della principessa si trasforma nello sfogo isterico della contessa col sovrano Luigi XV, sobillandolo a dovere rimarcandogli la disobbedienza di Maria Antonietta agli ordini della madre Maria Antonietta e dello stesso Re di Francia. Più o meno "saggiamente" è il Duca d'Orlèans che interviene consigliando la Du Barry, ricordandole che Luigi XV è anziano e che prima o poi Maria Antonietta sarà Regina di Francia. Una volta assunto questo ruolo la Du Barry potrebbe anche finire il resto dei suoi giorni in carcere o al patibolo. Luigi XV convoca d'urgenza il Conte De Mercy per dimostrargli il suo disappunto sull'ostinazione di Maria Antonietta a non volere ancora rivolgere la parola alla Du Barry&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-RF2T00ICW4w/TZASp5E5IrI/AAAAAAAAA0k/2XW4qYGENSw/s1600/vlcsnap-10531273.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588987648472064690" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-RF2T00ICW4w/TZASp5E5IrI/AAAAAAAAA0k/2XW4qYGENSw/s400/vlcsnap-10531273.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Subdolamente, la Du Barry cerca di persuadere De Mercy facendogli credere che è stato soltanto grazie alla sua pazienza e all'influenza sul Sovrano che si è evitato uno scandalo. Nel frattempo, durante una battuta di caccia alla volpe, il futuro Luigi XVI rischia di rimanere ucciso da un fucile manomesso che il Duca d'Orlèans aveva fatto preparare. Con Luigi XVI fuori dalla scena e l'appoggio della Du Barry, il suo piano per diventare re di Francia non avrebbe conosciuto più ostacoli. Intanto De Mercy prova nuovamente a convincere Maria Antonietta a parlare con la Du Barry. Nonostante le ovvie resistenze della principessa, quest'ultima comprenderà che parlare con la Du Barry significa conservare l'alleanza tra Francia ed Austria e, di conseguenza, salvaguardare Maria Teresa sua madre in Austria. Maria Antonietta ragiona da futura Regina, si convince di parlare con la Du Barry al fine di evitare il potenziale scoppio di una guerra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ZGV0MzfTna8/TZASpmyhLkI/AAAAAAAAA0c/8mPMqXxaG3g/s1600/vlcsnap-10532320.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588987643563159106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-ZGV0MzfTna8/TZASpmyhLkI/AAAAAAAAA0c/8mPMqXxaG3g/s400/vlcsnap-10532320.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In occasione del Capodanno, dove tutti i nobili di Francia scambiano gli auguri con i sovrani, finalmente la Du Barry riesce a farsi porgere gli auguri da Maria Antonietta, sebbene in modo piuttosto forzato: «Buon Anno Contessa Du Barry. E spero tanto che ora vi riteniate soddisfatta!». Gli auguri vengono accolti dalla Du Barry con una sarcastica risata di soddisfazione, spingendo Maria Antonietta ad allontanarsi dal salone dopo l'umiliazione subita, sia pure per la ragion di Stato. Oscar raggiungerà Maria Antonietta e sarà lei stessa a consolarla, restando ammirata della regalità della principessa e giurandole in cuor suo fedeltà eterna.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Elucubratio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Alla fine Maria Antonietta prende al tempo stesso la decisione più sofferta e più saggia di parlare alla Contessa. In questo episodio comincia a spiccare in modo delineato la tematica dell'intrigo. Non si hanno remore, i personaggi sono disposti a qualunque cosa pure di ottenere i propri scopi. Non ultimo si è anche disposti ad uccidere, pure di soddisfare la propria ansia di potere. Il Duca d'Orléans ne è un esempio. La collaborazione della Du Barry lo è dal lato opposto, accettando un'alleanza corriva col Duca con l'unico scopo di salvare la pelle quando non potrà più contare sulla protezione di Luigi XV una volta morto. Il senso dell'onore e della dignità sono ben illustrati nel personaggio di Maria Antonietta, rispettando dunque il fine educativo che i contenuti della serie trasmettono allo spettatore.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Manga&lt;/strong&gt; (a cura di Pimpulu79)&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Nel Capodanno del 1772 vediamo finalmente la conclusione di questo memorabile alterco tra la Contessa Du Barry e la sposa del Delfino di Francia, Maria Antonietta. Siamo cronologicamente a due anni dopo l'arrivo della Principessa austriaca sul suolo francese. Il teatro di posa è lo stesso, Versailles ed in scena abbiamo nuovamente la Du Barry con il Duca D'Orleans la cui presenza, anche qui, è un artifizio utile ai soli fini dello sviluppo della storia da un punto di vista della serie animata.Il motivo conduttore è un nuovo intrigo che deve concretizzarsi nel solito obiettivo (Maria Antonietta deve uscire di scena prima che diventi Regina). Il Duca sa come far leva sulla complicità della Contessa per la riuscita di questo colpo di scena ed infatti, come ha già spiegato il buon Ballestrero, prontamente le illustra il suo infelice destino nel caso sia proprio la Principessa d'Austria a salire sul trono: Il suo potere ora tanto solido quanto stabile sparirebbe all'istante e per lei non ci sarebbe che l'infausto viaggio verso la morte o l'esilio. Nel manga, invece, nel momento stesso in cui la Du Barry viene sorpresa ad inscenare la sua commedia organizzata ai danni della madre di Oscar, sarà Oscar a farla riflettere sulla fragilità del proprio potere albergandosi fra le braccia di un sovrano di 62 anni.Di conseguenza, questo aspetto oggettivamente farebbe della Contessa una persona molto vicina al patibolo.E ancora, nel fumetto, l'ufficiale e vicendevole scambio di auguri fra le regali dame in quel famoso Capodanno, si alloca esattamente prima dell'intrigo acennato poc'anzi.L'ordine secondo cui nel manga si susseguono gli eventi appena enucleati, ci offre una chiave di lettura dei fatti differente rispetto alla serie TV e ci fa comprendere quanto sia stato insaziabile il desiderio della Contessa di pareggiare i conti verso tutti coloro che l'hanno ostacolata in questa vicenda con la futura Regina di Francia; quando Oscar le offre il valido motivo per desistere nei riguardi della persona di Maria Antoietta, rimarcando sul suo instabile potere, vediamo come da qui in avanti questo personaggio si prodighi in frequenti doni verso la sua nemica rivelando il suo aspetto grottesco a sostegno della sua puerile speranza di assicurare ancora a se stessa continuità di protezione di cui il suo stesso potere si alimenta. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Curiosità&lt;/strong&gt;: la maggior parte delle curiosità che si vengono a conoscenza sugli anime giapponesi sono dovuti alle copiose monografie pubblicate a titolo di complemento delle serie trasmesse in TV. Alcune di queste produzioni raggiungono l'Italia anche attraverso la distribuzione di negozi specializzati, oltre che per mano di appassionati del genere che acquistano direttamente dal Giappone e vengono comunemente indicati come "Roman Album" (o "Art Book"). Questi albi contengono approfondimenti sulla serie in oggetto, immagini originali del cartone e le curiosità legate alla produzione dello stesso anime. Anche a Lady Oscar ne fu dedicato uno che da noi è abbastanza raro ed in cui l'autrice dettaglia un profilo sulla popolare protagonista fornendo persino informazioni peculiari sulla sua fisicità a cui si è ispirata.Ecco a voi le misure corporee di Lady Oscar:&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Altezza: 178&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;cmSeno: 87 &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;cmVita: 63 cm&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Fianchi: 90 cm&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Peso:58 Kg.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-7928992073336704862?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/7928992073336704862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=7928992073336704862' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7928992073336704862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7928992073336704862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/03/lady-oscar-episodio-5-la-rivincita.html' title='Lady Oscar - Episodio 5 - La rivincita della contessa'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-PjGBB74uWCQ/TZASqPPQ7FI/AAAAAAAAA0s/EyrCwuiA-RE/s72-c/vlcsnap-10530634.png' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-7961619293075106875</id><published>2011-04-08T20:16:00.007+02:00</published><updated>2011-04-08T21:30:46.202+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Il Mortaccificio</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-C1inr2zjfIE/TZ9RNOoCcCI/AAAAAAAAA08/nowdLYuaItU/s1600/traditional_orthodox_funeral.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-C1inr2zjfIE/TZ9RNOoCcCI/AAAAAAAAA08/nowdLYuaItU/s400/traditional_orthodox_funeral.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593278549923622946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Vi era un tempo in cui la desinenza "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;icio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;" era legata a luoghi designati al lavoro artigianale, per lo più di qualità. Penso al maglificio, all'opificio, al lanificio e via elencando. Mai prima d'ora la desinenza in questione si era accostata ai luoghi di culto. Si parla molto di "crisi delle vocazioni" e di "cali di partecipazione dei fedeli" nelle chiese, soprattutto perché gli esseri umani del XXI secolo vogliono intravedere una partecipazione attiva tradotta in azioni concrete da parte di chi gestisce questi luoghi, generalmente rivolti più al Cielo che alla Terra. Questo sentimento comune non deve essere passato inosservato alla parrocchia di zona del quartiere dove lavoro e al pastore d'anime che la gestisce, decidendo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;de facto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; di mutare la destinazione d'uso della struttura da "luogo di Culto" a "Mortaccificio © " - termine coniato da Ballestrero, ci ho messo pure il copyright, guai a chi me lo ruba! -&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Dovete sapere infatti che questa chiesa celebra una media di due funerali al giorno, generalmente la mattina ed il primo pomeriggio. A ricordarcelo con macabra puntualità è il gelido e sordo rintocco delle campane a morto nei due intervalli, mattutino e pomeridiano, che mi (ci) affligono l'udito quasi tutti i giorni. La frequenza è troppo alta per pensare ad una semplice casualità. Riflettendoci, senza nemmeno troppo sforzo, sono arrivato a questa conclusione: questa chiesa produce morti. E anche in quantità. Per cui non esiste termine più adeguato di "Mortaccificio", cui diffido nuovamente ogni lettore ad usarlo senza citarmi! La situazione è al tempo stesso grottesca e curiosa, perché il quartiere di Roma dove lavoro non è certamente sovraccarico di abitanti anziani e o malandati. Spiegandomi con un esempio: non c'è partita tra il quartiere Eur Montagnola dove lavoro e, ad esempio, il quartiere Balduina-Medaglie d'Oro. Dove molti di coloro che lo abitano sono ancora quelli decorati con le medaglie d'oro al valor militare e che le esibiscono fieramente anche a 133 anni suonati mentre comprano il latte dal &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;droghiere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; e il vino nel &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;bottiglificio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Per loro parole come "Auchan", "Carrefour" o "Le Roy Merlin" evocano solo nomi di vascelli quadrialbero della Marina Napoleonica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Il quesito, allora, sull'ingente produzione di morti da parte di una chiesa localizzata in un quartiere povero di materia prima, cioé di avvizziti e rugosi vecchietti che tengono l'anima coi denti, si fa sempre più intricato. Per caso ci vengono da altri quartieri, se non addirittura da altre città? E' statisticamente possibile una ecatombe continua e costante in questo modo? No è impossibile: se fosse vero le strade del quartiere dovrebbero essere sgombre di auto parcheggiate. Ed invece traboccano. Parcheggiate in verticale anche su diafani ramoscelli da marciapiede definiti alberi, con autentico sprezzo del ridicolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Symbol;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Probabilmente gli abitanti del quartiere viventi non se ne renderanno più conto, come coloro che abitano a ridosso di una ferrovia o di un passaggio a livello. Ma io, nonostante lavori lì da quasi tre anni, a quel tetro suono che riecheggia puntuale ogni giorno della settimana, non mi ci sono ancora abituato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="Plantagenet Cherokee&amp;quot;font-family:&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-7961619293075106875?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/7961619293075106875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=7961619293075106875' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7961619293075106875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7961619293075106875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/04/il-mortaccificio.html' title='Il Mortaccificio'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-C1inr2zjfIE/TZ9RNOoCcCI/AAAAAAAAA08/nowdLYuaItU/s72-c/traditional_orthodox_funeral.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-4971523280884720676</id><published>2011-04-04T08:31:00.002+02:00</published><updated>2011-04-04T08:34:54.707+02:00</updated><title type='text'>Lady Oscar ed altre news</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-iNJWBTQ3csM/TZlmhEz13SI/AAAAAAAAA00/wpEeV842iGM/s1600/work_in_progress.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 293px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-iNJWBTQ3csM/TZlmhEz13SI/AAAAAAAAA00/wpEeV842iGM/s400/work_in_progress.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591613130770079010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Avviso i miei lettori che mi scuso per il ritardo sulla pubblicazione dell'episodio di Lady Oscar ma sono stati giorni piuttosto impegnati. Vi ringrazio ancora molto per esservi affacciati numerosi e sarò presto online col prossimo episodio ed altre notizie!&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-4971523280884720676?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/4971523280884720676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=4971523280884720676' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4971523280884720676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4971523280884720676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/04/lady-oscar-ed-altre-news.html' title='Lady Oscar ed altre news'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-iNJWBTQ3csM/TZlmhEz13SI/AAAAAAAAA00/wpEeV842iGM/s72-c/work_in_progress.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-4877648283104622711</id><published>2011-03-21T06:38:00.015+01:00</published><updated>2011-03-29T06:46:31.168+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lady Oscar'/><title type='text'>Lady Oscar - Episodio 4 - L'intrigo</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586404709884158178" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-n3B0Mr84uwE/TYblfFA24OI/AAAAAAAAA0E/kEFqq1rR2qE/s400/vlcsnap-4513049.png" border="0" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Informata dalle figlie del Re, Maria Antonietta viene a sapere dell'offensiva scagliata verso di lei dalla Contessa Du Barry che ha richiesto al sovrano, come dama di compagnia, la madre di Oscar Madame de Jarjayes. Maria Antonietta risponde al colpo richiedendo che quest'ultima diventi sua dama di compagnia esclusiva. Oscar inizia a preoccuparsi, non desidera affatto che per le ostilità di due persone possa andarci di mezzo la madre, costretta dalle regole di Corte ad obbedire ciecamente per diventare la dama di compagnia dell'una piuttosto che dell'altra. Eppure questa decisione coinvolge anche Oscar e sarà lo stesso André a ricordaglielo, imponendole di fare una scelta tra le due. Oscar teme ritorsioni o vendette da parte dell'una o dell'altra qualora la scelta le indispettisse. La questione preoccupa anche la Regina Maria Teresa d'Austria dall'altro capo del regno di Francia, spingendosi ad inviare il proprio ambasciatore Conte de Mercy per consigliare Maria Antonietta ed aiutarla a compiere scelte più mature, guidando la figlia per suo conto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,0)"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8tkBSA9BXt4/TYblfa3_fVI/AAAAAAAAA0M/Wgfrp_GEYGo/s1600/vlcsnap-4514127.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,0)"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8tkBSA9BXt4/TYblfa3_fVI/AAAAAAAAA0M/Wgfrp_GEYGo/s1600/vlcsnap-4514127.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586404715752553810" style="text-align: left;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; width: 400px; cursor: pointer; height: 298px; " alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-8tkBSA9BXt4/TYblfa3_fVI/AAAAAAAAA0M/Wgfrp_GEYGo/s400/vlcsnap-4514127.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il conte De Mercy giunge in Francia e scopre subito, passeggiando nei giardini di Versailles, che tra i nobili di Corte le chiacchiere e le scommesse sul caso Maria Antonietta - Du Barry aumentano e si moltiplicano aggiungendo benzina sul fuoco. Maria Antonietta si deciderà a parlare con la Du Barry? Il Conte De Mercy è preoccupato, ha paura che Luigi XIV possa intervenire pesantemente su Maria Antonietta e, soprattutto, che possa rimettere in discussione l'alleanza tra Francia ed Austria trascinando nuovamente i due paesi in guerra. La Contessa Du Barry torna alla carica su Luigi XIV manipolandolo a dovere e facendogli credere di essere stato insultato, sia pure indirettamente, dal comportamento di Maria Antonietta. Il Sovrano va in collera, la notizia giunge a Maria Teresa e va scrivere alla figlia dal Primo Ministro per convincerla a rivolgere la parola alla Du Barry.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;  &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-A9lYYfWKm14/TYblfvfEV0I/AAAAAAAAA0U/dpzR-cob3Zs/s1600/vlcsnap-4515686.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586404721285158722" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-A9lYYfWKm14/TYblfvfEV0I/AAAAAAAAA0U/dpzR-cob3Zs/s400/vlcsnap-4515686.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al solito ballo di Corte, dopo la diffusione della notizia sulle istruzioni giunte dall'Austria per Maria Antonietta, la Du Barry entra nei saloni trionfante e desiderosa di vedere capitolare la principessa. Maria Antonietta non demorde, nemmeno di fronte alla ragion di stato, e continua a non rivolgerle la parola. La Du Barry spezza il ventaglio dalla rabbia, lascia il ballo furibonda e si ritira nelle sue stanze per sfogare la collera. Sarà raggiunta dal Duca d'Orléans che le suggerisce uno stratagemma con del vino avvelenato. La contessa non esita ad immischiare la madre di Oscar, sulla quale tenterà di far ricadere il tentato omicidio suo e quello effettivo della sua cameriera avendo come mandante Maria Antonietta. Fortunatamente André si accorge che Madame Jarjayes si è recata dalla Du Barry, lo riferisce subito ad Oscar che interviene in tempo per sventare l'intrigo, minacciando la Du Barry di non osare coinvolgere sua madre o Maria Antonietta in futuro in simili intrighi. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8tkBSA9BXt4/TYblfa3_fVI/AAAAAAAAA0M/Wgfrp_GEYGo/s1600/vlcsnap-4514127.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-n3B0Mr84uwE/TYblfFA24OI/AAAAAAAAA0E/kEFqq1rR2qE/s1600/vlcsnap-4513049.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;Elucubratio&lt;/i&gt; &lt;i&gt;&lt;/i&gt;In questa puntata sono tre filoni che saltano alla luce. Il primo è quello della "scelta". In questo episodio il pubblico impara subito che, per quanto ci si possa sforzare, compiere una scelta significa necessariamente soddisfare qualcuno e scontentare qualcun altro. Operare una scelta che soddisfi tutti è praticamente impossibile. Nel cartone animato naturalmente i toni sono enfatizzati, eppure è tutto ben rappresentato dalla scelta che Oscar deve fare tra Maria Antonietta o la Du Barry, sia pure in via indiretta ed il tutto per proteggere la madre. Il secondo filone è quello della "supremazia", la sopraffazione fine a sè stessa, ben raffigurata dal personaggio della Du Barry. Incontentabile, volubile, ambiziosa fino all'inverosimile ma tutto sommato infelice. Prigioniera di una voglia di rivalsa che desidera sfogare sulla futura regina di Francia, eppure non sufficiente a renderla soddisfatta. Il terzo filone è quello dell'intrigo, l'assenza di scrupoli nell'ordire trame di un inganno: la Du Barry sacrifica senza rimorso la vita di una cameriera tentando di scaricare la colpa sulla madre di Oscar. Un immagine estrema, ma molto educativa: impariamo a conoscere quel lato di mondo contrassegnato dalla malvagità, che nel nostro mondo ovattato spesso fatichiamo a vedere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Il Manga&lt;/b&gt; (a cura di &lt;i&gt;Pimpulu&lt;/i&gt; cui ingigantisco i miei complimenti)&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 13px Arial"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: auto;font-family: Helvetica; font-size: medium; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Georgia, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: auto;font-family: Helvetica; font-size: medium; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Georgia, serif;"&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;In questo 4° episodio assistiamo finalmente allo sgretolamento dei cristallini silenzi tramutatesi poi in lotta all'insegna del "Chi sopravvirà allo stress di questa sopraffina guerra di nervi fra dame di Alto ceto ?" &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;Come ha già spiegato Ballestrero nel precedente episodio, la Du Barry cerca lei lo scontro per prima richiedendo come dama di compagnia la madre di Oscar; dal suo canto, Maria Antonietta risponde ad un colpo di pistola con un colpo di fucile pretendendo la stessa signora come &lt;u&gt;dama esclusiva di compagnia&lt;/u&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;Anche nel manga i caratteri di questa storica diatriba non sono di certo meno accesi e rispetto alla serie TV in Maria Antonietta percepiamo qui, già dalle prime battute, un maggiore sentimento di orgoglio . . . quasi paragonabile ad una sovrana con anni di reggenza alle spalle. U&lt;/span&gt;n'altra piccola differenza che non passa inosservata mettendo a confronto la trasposizione animata con l'originale fumetto è: Nel momento in cui le figlie del Re conferiscono con Maria Antonietta, nell'anime, apprendiamo da questa che L'Imperatrice sua madre sbatteva le meretrici come la Contessa in prigione mentre, nel manga, veniamo a sapere che al contrario Maria Teresa le faceva accogliere semplicemente in case di correzione. Interpretazione errata in fase di adattamento dei dialoghi in lingua italiana? Forse si. Verso la conclusione di questo episodio, abbiamo la rentrée del Duca D'Orleans con il suo corredo di sugerimenti sobillatori a sostegno della causa della Contessa; quest'ultimo è totalmete assente nel fumetto così come la sua partecipazione alle beghe di palazzo che coinvolgono la favorita del Re. Ne consegue che, l'iniziativa di attirare negli appartamenti di Maria Antonietta Madame Jarjayes allo scopo di far ricadere l'accusa di omicidio premeditato su questa, nel fumetto, viene ideata proprio dalla Du Barry e non dal Duca.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right:-17.35pt"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;Infine, nell'anime, l'intervento/ordine inviato dall'Austria da Maria Teresa riguardo alla presa di posizione della figlia Maria Antonietta per mano del Conte De Mercy, conduce la questione con la Du Barry verso svolte decisive; il consiglio da parte della stimata madre ha effetti istantanei su Maria Antonietta la quale finalmente le rivolgerà la parola nel prossimo episodio. Nel manga , invece  . . . . beh direi che lo possiamo vedere con calma nel prossimo post perché qui c'é un'importante punto su cui vorrei attirare la vostra attenzione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;Curiosità:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L'autrice Ryoko Ikeda decise di lasciare la carriera con cui ha fatto fortuna nell'ormai lontano 1987 e precisamente dopo la sua "Eroica" pubblicata in quello stesso anno; si tratta sempre di un'opera storica, di ambientazione filo-napoleonica che narra le gesta del grande condottiero francese Napoleone Bonaparte. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;Ad oggi lei è un'affermato soprano di canto lirico, altra sua passione di una vita.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-4877648283104622711?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/4877648283104622711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=4877648283104622711' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4877648283104622711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4877648283104622711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/03/lady-oscar-episodio-4-lintrigo.html' title='Lady Oscar - Episodio 4 - L&apos;intrigo'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-n3B0Mr84uwE/TYblfFA24OI/AAAAAAAAA0E/kEFqq1rR2qE/s72-c/vlcsnap-4513049.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-7273394567375191993</id><published>2011-03-18T20:42:00.002+01:00</published><updated>2011-03-18T20:43:07.759+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teatro'/><title type='text'>Istinti Immorali - Teatro Colosseo</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-hTr4gvW4140/TX37VJdhinI/AAAAAAAAAzk/4fELAtsl1Ac/s1600/IMG_0841[1].JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583895453744859762" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 267px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-hTr4gvW4140/TX37VJdhinI/AAAAAAAAAzk/4fELAtsl1Ac/s400/IMG_0841%255B1%255D.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Grazie allo spettacolo dell'amico &lt;a href="http://www.fredianoproperzi.com/"&gt;Frediano Properzi&lt;/a&gt;, Ballestrero ritorna a parlare di teatro nella rubrica che finora ha ampiamente trascurato. Anche se onestamente la trascuratezza è dovuta al troppo tempo che non andavo a teatro. Tornarci dopo molto tempo e con un bello spettacolo è davvero incoraggiante.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In un proscenio nero come il catrame si muovono in un gelido silenzio sei personaggi. Una coppia etero, una coppia gay, un single e una single. Ognuno di loro sorregge una sedia dall'alto schienale ricoperto da una retina trasparente. Quella rete è lo sfuocato riflesso delle anime di ognuno di loro. I personaggi non sono tali in senso stretto, ma sono espressioni dell'archetipo che ognuno di loro manifesta: il single un pò sfigato e tormentato da dipendenza affettiva, la single un pò attempata, docile calma e sicura ma che nasconde istinti di dominazione che ha imparato, con perverso gusto, a sfogare sulle chatline dove virtualmente incontra altri celati gaudenti, cui infliggere le sue punizioni virtuali. La coppia etero, dove lui sfoga la frustrazione del rapporto logoro e stantio impegnandosi in costanti tradimenti, non senza un'inclinazione violenta frutto di un principio di dissociazione. Lei, prototipo della donna remissiva, che spera e si danna, che si strazia e si consuma dietro un rapporto difficile quando non impossibile. La coppia gay che vive dinamiche simili eppure diverse da quella etero, impantanata in un rapporto sbilanciato dove uno è disposto ad accettare ogni compromesso pur di proseguire (e forse perpetuare) la relazione, mentre l'altro pur andando alla ricerca di un nuovo rapporto, non riesce a farlo fino in fondo per un certo senso di colpa nei confronti del compagno. Arriveranno a sperimentare anche rapporti a tre, senza tuttavia trarne una effettiva soddisfazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'allestimento proposto, a mio avviso, non ha un fine morale predeterminato. Chiunque si aspetti un meccanismo complesso che conduca ad un finale di senso compiuto è fuori strada. Perché lo scopo ultimo della rappresentazione non è di fornire un finale schematizzato scontato od ubbidiente ad un'aspettativa del pubblico, ma semplicemente illustrare i sentimenti e gli stati d'animo delle maschere che danno vita allo spettacolo. Sentimenti e stati d'animo esibiti come una radiografia passata alla gelida luce del neon su un pannello. Rinnovo il mio complimento all'autore con le stesse parole che gli ho rivolto personalmente, sintesi perfetta del suo lavoro: "Complimenti Frediano! E' chiaro che nella vita hai tanto vissuto e molto ascoltato!"&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-7273394567375191993?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/7273394567375191993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=7273394567375191993' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7273394567375191993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7273394567375191993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/03/istinti-immorali-teatro-colosseo.html' title='Istinti Immorali - Teatro Colosseo'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-hTr4gvW4140/TX37VJdhinI/AAAAAAAAAzk/4fELAtsl1Ac/s72-c/IMG_0841%255B1%255D.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-6575576198449947579</id><published>2011-03-13T16:55:00.016+01:00</published><updated>2011-03-16T11:02:47.887+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lady Oscar'/><title type='text'>Lady Oscar - Episodio 3 - Un triste presagio</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583593986571839394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-8-TfD1mfYtc/TXzpJcufJ6I/AAAAAAAAAzU/_t5XlBP5U2A/s400/vlcsnap-14739418.png" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Maria Antonietta giunge finalmente a Parigi. Siamo nel 1770 e a Versailles vengono celebrate le nozze tra lei ed il principe di Francia. Brutto presagio si affaccia però all'orizzonte: quando Maria Antonietta firma il certificato di nozze, una macchia d'inchiostro le sfugge dalla piuma. Questo incidente turba sia Maria Antonietta che gli ospiti intorno a lei. Non è considerato certo un segno di buonaugurio - &lt;i&gt;e la Storia poi non potrà che confermarlo&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-cjlT35ZM1UQ/TXzpJiBa-gI/AAAAAAAAAzc/mSmX3P-EZtY/s1600/vlcsnap-14744148.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583593987993434626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-cjlT35ZM1UQ/TXzpJiBa-gI/AAAAAAAAAzc/mSmX3P-EZtY/s400/vlcsnap-14744148.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Maria Antonietta inizia formalmente la sua vita di Corte. Conosce la nobiltà che abitualmente frequenta la reggia di Versailles e riceve i primi consigli dalle sorelle del Re. Tutti sono estasiati dalla bellezza e dall'eleganza della principessa austriaca. Tutti tranne una: la Contessa Du Barry, favorita del Re e regina &lt;em&gt;de facto&lt;/em&gt; della Corte. La Contessa ha un passato poco pulito, si dice sia stata donna di strada, che abbia sposato e poi avvelenato il Conte Du Barry allo scopo di impossessarsi del titolo e del suo patrimonio. Con queste credenziali è riuscita ad introdursi a Corte dove ben presto è diventata la favorita (per usare un eufemismo) del sovrano Luigi XV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Contessa Du Barry si sente minacciata dalla futura regina Maria Antonietta che, dopo aver saputo i suoi trascorsi, l'ha subito presa a malvolere, riservandole l'indifferenza più completa e si rifiuta di rivolgerle la parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'atteggiamento di Maria Antonietta fa imbestialire la Du Barry che va subito a sfogarsi dal Sovrano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-V6Gu0gHe8H0/TXzpJDr3OmI/AAAAAAAAAzM/QY-CiyQ7pjw/s1600/vlcsnap-14741053.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583593979849947746" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-V6Gu0gHe8H0/TXzpJDr3OmI/AAAAAAAAAzM/QY-CiyQ7pjw/s400/vlcsnap-14741053.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ricevute rassicurazioni dal Sovrano, la Du Barry incontrerà nuovamente Maria Antonietta nei giardini di Versailles assieme ad altre dame di Corte. Inaspettatamente Maria Antonietta si dirige verso di lei, che già assapora il gusto della vittoria, circondata da altre dame. Maria Antonietta prosegue, non rivolge nemmeno uno sguardo alla Du Barry e ignorandola volutamente invita le altre dame ad una partita a carte che si sarebbe tenuta la sera stessa nel suo salotto. La Du Barry, furibonda per l'accaduto, tornerà a lagnarsi dal sovrano, non prima però di aver parlato col Duca d'Orlèans che le consiglia di costringere la madre di Oscar, madame de Jarjayes, a diventare sua dama di compagnia. In questo modo la principessa di Francia non potrà rifiutarsi di rivolgerle la parola, vista la stima e la considerazione che Maria Antonietta ha di Oscar. Quando Oscar viene a sapere di questa bieca macchinazione reagisce rabbiosamente, ma il padre rassegnato le conferma che si tratta di un ordine del Re e, come tale, non si discute.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Elucubratio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In questa puntata il tema che più viene alla luce è proprio quello dei rapporti sociali inseriti in uno schema di Corte ed in un contesto aristocratico. Maria Antonietta, per quanto nata e cresciuta in un contesto regale-imperiale, paga l'inesperienza dovuta alla giovinezza e si aggira per la Corte di Versailles non senza uno spiccato egocentrismo: sa benissimo di essere molto bella e si compiace enormemente della sua vanità vedendosi rimirare da tutti. Mettersi di traverso con la Contessa Du Barry col solo scudo della differenza di rango (la Du Barry per etichetta non può rivolgersi alla principessa Maria Antonietta per prima, deve essere quest'ultima a degnare la Du Barry della sua attenzione), denota sicuramente un'incoscienza ed una assoluta ignoranza degli equilibri politici che vanno al di là delle superficiali baruffe da salotto. In questa puntata l'attenzione del pubblico viene concentrata proprio su questo genere di rapporti e sugli intrighi di palazzo che, come vedremo, attraversano la Storia dell'essere umano allora come oggi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Manga&lt;/strong&gt; (a cura di &lt;em&gt;Pimpulu&lt;/em&gt; cui amplifico i miei ringraziamenti)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E' interessante scoprire come gli autori dell'anime, a partire da questo episodio fino al 5° abbiano sviluppato i fatti rispetto al manga seguendo un ordine alternativo. Vediamo con qualche analisi in cosa differiscono. Dopo l'arrivo di Maria Antoinietta, l'autrice decide subito di introdurre altri due personaggi chiave, ossia le due pseudo-sorelle La Morliere, Jeanne e Rosalie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò accade perché sia nell'anime che nel manga abbimo qui un'altro comune storico di partenza. Il 16 maggio del 1770 vengono infatti celebrate le nozze dell'augusta coppia ed in occasione di questo evento coinvolgente per la Francia i giardini di Versailles vengono aperti in visita anche al popolo. Mentre nel manga, Jeanne e Rosalie meditano appunto se recarvisi o meno, nell'anime il loro debutto viene rimandato al 6° episodio, ossia durante la prima visita ufficiale dei futuri sovrani a Parigi avvenuta nel 1773 . . . quindi ben 3 anni dopo !!. Probabilmente questa scelta è stata dettata dalla necessità di dare continuità alle vicissitudini delle due ragazze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, nell'anime, il concludersi della guerra di nervi fra Maria Antonietta e la contessa Du Barry offre un ottimo spunto per aprire un nuovo tema di sviluppo nella storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel manga, invece, prima che prenda vita lo storico alterco fra le due gentildonne, Jeanne è già fuggita di casa alla ricerca di una vita migliore sotto la protezione della marchesa di Brambouillet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Curiosità&lt;/strong&gt; (sempre a cura di Pimpulu):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lady Oscar è un'opera molto cara all'autrice, non solo per la planetaria popolarità che le ha conferito ma anche perché attraverso la protagonista, man mano che prendeva vita dalla sua matita, la Ikeda sfogava il risentimento che aveva nei riguardi dei suoi genitori che prospettavano per la figlia un'altro corso di studi che l'avrebbero poi condotta ad altri scopi nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cui i sentimenti di protesta così come quelli di paura e amore che caratterizzano Oscar sono il riflesso della vita personale della disegnatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendiamo da un'intervista rivolta alla Ikeda, che quando un manga riesce ad uscire con successo dal territorio nipponico affermandosi con lo stesso eco in altri Paesi è solo in quell'istante che un mangaka (disegnatore di fumetti) viene riconosciuto tale nella propria nazione. Troppo severo? Non direi se si pensa che il fumetto si colloca ad inizio anni 70 in cui la società giapponese era forse meno occidentalizzata rispetto ad oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con Lady Oscar, Ryoko Ikeda, per il contributo divulgativo che ha offerto ed offre continuamente nei confronti della storia francese, nel 2008, riceve dal governo francese la più alta Onorificienza di Cavalierato che può attribuire, la Legion D'Onore.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-6575576198449947579?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/6575576198449947579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=6575576198449947579' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6575576198449947579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6575576198449947579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/03/lady-oscar-episodio-3-un-triste.html' title='Lady Oscar - Episodio 3 - Un triste presagio'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8-TfD1mfYtc/TXzpJcufJ6I/AAAAAAAAAzU/_t5XlBP5U2A/s72-c/vlcsnap-14739418.png' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-4233115972447405054</id><published>2011-03-08T06:57:00.015+01:00</published><updated>2011-03-11T07:14:47.164+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lady Oscar'/><title type='text'>Lady Oscar - Episodio 2 - L'arrivo di Maria Antonietta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-X5YLNUQ8bqk/TXXHAxZhqQI/AAAAAAAAAyM/cTZ3WexJnUg/s1600/vlcsnap-10070355.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581586129269926146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-X5YLNUQ8bqk/TXXHAxZhqQI/AAAAAAAAAyM/cTZ3WexJnUg/s400/vlcsnap-10070355.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Vienna 1770. Presso la Corte austriaca fervono i preparativi per le nozze di Maria Antonietta col futuro Luigi XVI. La madre, Maria Teresa d'Austria, vive quel giorno con qualche preoccupazione. La figlia ha appena 15 anni. In casa Jarjayes Oscar viene avvisata che è giunta voce di un possibile rapimento di Maria Antonietta lungo il percorso dall'Austria alla Francia. L'emozione di Ocar per l'incontro con la futura regina di Francia viene annullata quasi immediatamente dopo questa notizia. La delegazione francese attende l'arrivo di Maria Antonietta a Shüttern nei pressi del fiume Reno in Germania, dove spogliandosi di ogni abito ed accessorio austriaco e rivestendosi di soli panni francesi, proseguirà il suo cammino verso la reggia di Versailles. Iniziano però i primi problemi: Maria Antonietta fa i capricci, non vuole cambiarsi d'abito e tanto meno rinunciare anche all'anello-ricordo che sua madre Maria Teresa le ha dato. Vuole ritornare in Austria, rinunciando a sposarsi. Mentre cerca di uscire dal padiglione allestito presso il Reno, Maria Antonietta incontra una cameriera che si offre di sostituirsi a lei opportunamente vestita e con una parrucca bionda. La cameriera in realtà è una persona mandata dal Duca d'Orlèans, cugino del futuro Luigi XVI che mira al trono. Scopo del Duca d'Orlèans è quello di creare il giusto scandalo e scompiglio per screditare Luigi XVI e Maria Antonietta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-lZSdievyUj8/TXXHAvPzEoI/AAAAAAAAAyE/9ytkFLXXaLI/s1600/vlcsnap-10071127.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581586128692253314" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-lZSdievyUj8/TXXHAvPzEoI/AAAAAAAAAyE/9ytkFLXXaLI/s400/vlcsnap-10071127.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Maria Antonietta, travestita da cameriera, esce dal padiglione e si inoltra nel bosco. Oscar, che attende fuori, osserva la scena e si rende conto che c'è qualcosa che non va. Raggiunto il bosco, Maria Antonietta viene circondata dai sicari del Duca d'Orlèans intenzionati ad eliminarla. Oscar interviene uccidendo i sicari e riportando Maria Antonietta al cospetto del Re di Francia e del delfino. Nel frattempo la finta Maria Antonietta viene introdotta al cospetto di Luigi XIV alla presenza del Duca d'Orlèans. Prima che si compia la simulazione, Oscar interrompe la presentazione introducendo la vera Maria Antonietta, vestita ancora da cameriera. La sosia tenta di scappare viene fermata da Oscar ma il Duca d'Orlèeans, per evitare incresciose confessioni o accuse, la pugnala a morte. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-s3sKL9Gbh0k/TXXHAbo4QYI/AAAAAAAAAx8/0mGcrVBeDFw/s1600/vlcsnap-10072066.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581586123428741506" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-s3sKL9Gbh0k/TXXHAbo4QYI/AAAAAAAAAx8/0mGcrVBeDFw/s400/vlcsnap-10072066.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Maria Antonietta viene finalmente presentata al futuro Luigi XVI assieme alla famiglia reale. Scortata da Oscar, Maria Antonietta riprende il viaggio che la condurrà alla reggia di Versailles. Affanciandosi dal vetro della carrozza e osservando Oscar, Maria Antonietta chiede ad una dama di corte chi sia il giovanotto a cavallo accanto a loro. La dama risponde divertita che si tratta di una ragazza il cui nome è appunto madamigella Oscar. Sulla sommità di una collina c'è un personaggio che osserva il passaggio del corteo reale verso la Francia: si tratta del conte Hans Axel di Fersen, ufficiale dei Dragoni Svedesi. La giovane Maria Antonietta avrebbe conosciuto Fersen solo tra qualche anno, in occasione di un gran ballo di Corte.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Elucubratio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anche questo episodio trasmette messaggi educativi sotto molteplici punti di vista. Risaltano in particolare nella figura della regina Maria Teresa d'Austria i due aspetti naturalmente in conflitto: quello materno, di chi si preoccupa del futuro della propria figlia e quello nazionale, che la rende responsabile nei confronti dell'impero austro ungarico che guida. Anzi, a dirla tutta si nota chiaramente come Maria Teresa prevalga il senso dello Stato, facendo percepire un grande senso di responsabilità di chi è disposto a rinunciare alla felicità della figlia per il bene e la pace del proprio popolo. Francia ed Austria in quegli anni erano in guerra da tempo, il matrimonio tra Luigi XVI e Maria Antonietta d'Asburgo Lorena avrebbe assicurato la pace tra i due popoli. Si nota tra l'altro come le tematiche forti, come il tradimento, la cospirazione, l'omicidio, l'inganno e la simulazione non sono affatto occultate o edulcorate. Al pubblico (che almeno in Italia era costituito in prevalenza di bambini e ragazzi) non veniva nascosto nulla, come purtroppo accade nei cartoni animati più recenti sfornati a tinte rosa. L'unica vera censura calata nella versione italiana della serie è stata sulle scene giudicate sessualmente troppo spinte (ma di questo parleremo negli episodi competenti).  Altro aspetto che ben denota una certa, diciamo così, "educazione sentimentale" sono le parole di Maria Antonietta dopo il bacio casto e stentato di Luigi XVI: «Come sono confusa... Il mio futuro marito mi ha dato un bacio, ed io non ho provato niente». Si percepisce che Maria Antonietta non ha affatto presente la "ragion di Stato" che sottende alle sue nozze, ma spera di poter vivere un amore con la leggerezza e la speranza della sua giovane età. Sarà l'amore poi a travolgerla quando incontrerà il conte di Fersen. Ma per quest'ultima ipotesi avremo fior di puntate da vedere.&lt;/p&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Manga&lt;/strong&gt; (a cura di &lt;em&gt;Pimpulu&lt;/em&gt; cui rinnovo i miei ringraziamenti)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'episodio di questa recensione ha inizio con una sequenza in cui il padre di Oscar vorrebbe che la figlia accogliesse la futura Regina di Francia con indosso abiti femminili e da qui la prevedibile reazione ribelle della protagonista nei confronti del genitore. Nel manga è la nonna di André a suggerire ad Oscar una mise da damigella ed il tutto con una serie di vignette che sucitano molta ilarità.  E' importante sottolineare come tutta l'ironia dell'autrice, che nell'avvicendarsi della storia esprimeva in particolar modo attraverso espressioni nei volti dei personaggi, si perde totalmente nell'anime. Così facendo si riescono a mantenere coerenti i toni sempre molto composti di questo cartone animato. Il distacco di Maria Antonietta dalla madre è più struggente nel fumetto rispetto alla serie TV dove Maria Teresa, seppur evidentemente commossa, nel salutare la figlia lo fa con parole degne di una sovrana delsuo peso, senza lasciar trasparire la disperazione causata dall'imminente separazione.  Fortunatamente viene in aiuto il commento musicale di Koji Makaino grazie al quale viene sottolineata bene l'enfasi drammatica di tale distacco.  L'arrivo della principessa austriaca su territorio francese, avvenuto nell'aprile del 1770, si svolge nel fumetto senza macchinazioni di rapimenti della fanciulla in arrivo da parte del Duca D'Orleans con tanto di relativo salvataggio da parte di Oscar che fa molto romanzo di cappa e spada.   E' chiaro che gli autori volessero esaltare il coraggio della nostra eroina, oltre ad introdurre personaggi chiave come il Duca D'Orleans stesso che da qui in poi vedremo spesso muoversi con spirito antagonistico volto ad ostacolare l'ascesa al trono del cugino Delfino di Francia . . . . il futuro Luigi XVI.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Curiosità&lt;/strong&gt;: Chi come me ha seguito per anni la versione Mediaset di questo cartone animato cult, rivisionandolo nella versione DVD distribuita dalla Yamato Video avrà di certo notato come l'ordine di elementi come sigla, prologo e quant'altro siano differenti fra loro. Per capirlo meglio di seguito trovate i due schemi poposti in onda e non a confronto:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Schema Mediaset primi episodi&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;Sigla di Testa-&gt; Prologo intoduttivo all'episodio -&gt; Frame a fondo nero con Titolo -&gt; Episodio -&gt; Sigla di coda&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Schema Mediaset alternativo&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;Sigla di Testa-&gt; Frame a fondo nero con scritta "Lady Oscar" -&gt; Prologo intoduttivo all'episodio -&gt; Frame a fondo nero con Titolo -&gt; Episodio -&gt; Sigla di coda&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Schema originale Giapponese&lt;/strong&gt;: &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Frame con scritta "Lady Oscar" su fondo rosso e decorazioni a cornice oro -&gt; Prologo intoduttivo all'episodio -&gt; Sigla di Testa-&gt;  Titolo senza fermi immagine -&gt; Epsodio -&gt; Sigla di coda &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-4233115972447405054?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/4233115972447405054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=4233115972447405054' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4233115972447405054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4233115972447405054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/03/lady-oscar-episodio-2-larrivo-di-maria.html' title='Lady Oscar - Episodio 2 - L&apos;arrivo di Maria Antonietta'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-X5YLNUQ8bqk/TXXHAxZhqQI/AAAAAAAAAyM/cTZ3WexJnUg/s72-c/vlcsnap-10070355.png' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-965796524422542575</id><published>2011-03-07T11:00:00.000+01:00</published><updated>2011-03-07T10:58:36.632+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lady Oscar'/><title type='text'>Lady Oscar - Episodio 1 - La Grande Scelta</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Ysq-AKHyL88/TXKSe-rsU1I/AAAAAAAAAxU/hCQZEowAXXU/s1600/vlcsnap-7976579.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-_BFDJez1K94/TW8yaUfaS3I/AAAAAAAAAxM/UTfpG0MKgYo/s1600/vlcsnap-5446536.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579733891093777266" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-_BFDJez1K94/TW8yaUfaS3I/AAAAAAAAAxM/UTfpG0MKgYo/s400/vlcsnap-5446536.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Parigi 1755. In casa del Generale Jarjayes viene alla luce l'ennesima bambina, l'ultima di molte già avute dal Generale che accoglie la pargola con una decisa rabbia. Lui sognava di avere finalmente un figlio maschio, per perpetuare il nome del casato. Quasi intenzionato a disfarsene, il Generale ha un colpo di genio: mistificare la realtà. Decide di chiamare la figlia col nome maschile di Oscar François, promettendosi di crescerla ed allevarla come un uomo. Gli anni passano e la fanciulla è ormai un'adolescente, svelta di spada e di fioretto e piena di grinta nei suoi allenamenti col servitore André che - vedremo - svolgerà una parte fondamentale per la vita di Oscar. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Il Generale Jarjayes si rivolge a Luigi XV per proporre sua figlia come capitano della Guardia Reale. Anzi, quando il Generale parla di Oscar ne parla al maschile, presentandola come suo figlio. Il sovrano reagisce divertito, ma tutto sommato compiaciuto e per nulla scettico ad affidare il comando della Guardia ad Oscar. L'unica condizione che viene posta è che Oscar si dimostri valida con la spada più del figlio del conte Girodelle, anch'esso in lizza per la nomina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Nonostante le insistenze paterne, Oscar non vuole affatto diventare capitano. Non le piace l'idea di dover difendere una donna, Maria Antonietta, che a breve entrerà in Francia per sposare il nipote di Luigi XV. Ma il padre insiste e lei decide di affrontare il contendente Girodelle lo stesso giorno in cui dovrà ufficialmente farlo sotto gli occhi del Re, ma non davanti a lui. Lo aspetta sul percorso e lo sfida&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-paXSn5dTtm0/TW8yaERZFzI/AAAAAAAAAxE/C5MrEaGpX5Y/s1600/vlcsnap-5762627.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579733886740010802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-paXSn5dTtm0/TW8yaERZFzI/AAAAAAAAAxE/C5MrEaGpX5Y/s400/vlcsnap-5762627.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Naturalmente Oscar vincerà Girodelle, con evidente imbarazzo e scorno di quest'ultimo per essere stato battuto da una donna. La sfida privata non viene presa bene dal Generale Jarjayes e dallo stesso sovrano. Oscar e il padre hanno l'ennesima lite. Fuggita a cavallo con André avrà da battersi a mani nude anche con lui, soprattutto quando le ricorda che per quanto combattuta per lui rimarrà sempre una donna e che è ancora in tempo a cambiare. Oscar fugge prima di sentirselo dire, torna a casa e decide di indossare la divisa.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000ee;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580683949185454930" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ysq-AKHyL88/TXKSe-rsU1I/AAAAAAAAAxU/hCQZEowAXXU/s400/vlcsnap-7976579.png" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Elucubratio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Non è facile inquadrare facilmente il personaggio di Oscar, calato nel contesto particolarmente sofisticato della metà del 1700 e agli albori della Rivoluzione Francese. La figura di una ragazza, vestita ed educata come un uomo, se al giorno d'oggi può sembrare una bizzarria finanche trascurabile, non era certamente abituale per il contesto storico in cui è inserito. Tra l'altro, l'aspetto paradossale è che - rare eccezioni a parte che vedremo nel corso delle puntate - tutti i personaggi/protagonisti della serie sembrano perfettamente a loro agio con l'ambiguità della figura di Oscar. Non ci sono pregiudizi di fronte al suo essere contemporaneamente donna e uomo. Solo quando sorgono implicazioni sentimentali questo dualismo si fa sentire, anche in maniera decisamente vivace e talvolta anche struggente, specie quando tali implicazioni coinvolgono tre ben definiti personaggi della sua vita: il Conte Hans Axel di Fersen, il suo attendente servitore André Grandier e, non ultima, la stessa regina Maria Antonietta. Sarà dunque interessante osservare queste fattispecie all'interno degli episodi che vedremo prossimamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Manga&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;a cura di Pimpulu cui vanno i miei ringraziamenti&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;La vicenda della nostra eroina nel manga, dopo un accurata descrizone del contesto storico in cui si muovono i personaggi ed il racconto della nascita della protagonista e del destino che il padre si figura per lei, si apre con la consueta esercitazione a duello fra Oscar ed il suo genitore, anziché con Andrè.Durante tale esercitazione, il padre rivela ad Oscar l'avvicinarsi di un evento importantissimo per la Francia quale l'arrivo della principessa imperiale austriaca alla quale Oscar dovrà offrire servizio e protezione devota a costo della propria vita. A differenza della trsposizione animata Oscar non mostra alcuna reticenza nei confronti del compito appena assegnatole ed addirittura si traspira orgoglio da parte di questa nel volerlo portare a compimento.Inoltre, non vi è alcun duello decisivo col tenente Girodelle che avrebbe dovuto stabilire chi fra quest'ultimo ed Oscar dovesse ricoprire la carica di Capitano della Guardia Reale.Il manga, disegnato dall'abile e nobile mano di Ryoko Ikeda nel 1972, viene pubblicato diverse volte in Italia: Nell'83 dalla Fabbri editore con tavole a colori ed un finale alterato e a seguire poi nel 1993 dalla Granata Press fino a giungere alla versione pubblicata a partire dal 2001 dlla Planet Manga (Panini Comics) con tavole originali ribaltate (in modo da poter legere per cosi dire all'"occidentale", ossia da sinistra verso destra) in un edizione integrale e senza censure sulle immagini e/o adattamenti particolari nei dialoghi fra i personaggi che finalmente seguono una traduzione fedele a quelli giapponesi. La regia di questo primo episodio viene curato dalla regia di Tadao Nagahama e così fino al 18° episodio, non potendo avvalersi da subito della collaborazione di Osamu Dezaki che iniziò a sostituire il suo predecessore già a partire dall'episodio 12° e ancora prima il 5°, con evidenti miglioramenti. I più attenti e maniacali del genere portranno notare fra i titoli di testa questo cambio di regia ufficiale a partire dal 19° episodio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-965796524422542575?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/965796524422542575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=965796524422542575' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/965796524422542575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/965796524422542575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/03/lady-oscar-episodio-1-la-grande-scelta.html' title='Lady Oscar - Episodio 1 - La Grande Scelta'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_BFDJez1K94/TW8yaUfaS3I/AAAAAAAAAxM/UTfpG0MKgYo/s72-c/vlcsnap-5446536.png' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-4422105466820154006</id><published>2011-03-02T07:09:00.002+01:00</published><updated>2011-03-02T07:17:22.222+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Lady Oscar</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-IM6uR8GiAfc/TW3fQqdJ1HI/AAAAAAAAAwc/nl6OLaB4mg0/s1600/vlcsnap-4890815.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 298px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-IM6uR8GiAfc/TW3fQqdJ1HI/AAAAAAAAAwc/nl6OLaB4mg0/s400/vlcsnap-4890815.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579360990749381746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Presto sul blog uno special dedicato al cartone animato che tutti i ragazzi degli anni '80 hanno visto. Dopo aver passato in rassegna ben 40 episodi ho trovato tantissimi spunti di discussione che rendono questo cartone animato una miniera d'oro dal punto di vista storico, antropologico, pedagogico ed educativo. E perché no? Anche un pò pruriginoso. &lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Per gli argomenti trattati ed il contesto in cui è inserito, Lady Oscar è un manga fatto e finito più destinato agli adulti che ai ragazzi. Io da ragazzino ho visto quasi tutte le puntate. Oggi rivedendole tutte con occhi e orecchie adulte lo trovo davvero un capolavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Sto riflettendo se dedicare un post su ciascun episodio oppure se fare una &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;summa&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;. Avrò bisogno dei vostri suggerimenti su come procedere, per cui sono benvenute indicazioni e consigli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-4422105466820154006?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/4422105466820154006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=4422105466820154006' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4422105466820154006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4422105466820154006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/03/lady-oscar.html' title='Lady Oscar'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-IM6uR8GiAfc/TW3fQqdJ1HI/AAAAAAAAAwc/nl6OLaB4mg0/s72-c/vlcsnap-4890815.png' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-243608853235845282</id><published>2011-02-15T11:57:00.009+01:00</published><updated>2011-02-17T11:59:37.620+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Il discorso del Re</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-IOoggUecI2A/TVpcJkcPScI/AAAAAAAAAwU/ASSu-k2jBDk/s1600/Il_discorso_del_re_poster_ita-500x714.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573868808295107010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-IOoggUecI2A/TVpcJkcPScI/AAAAAAAAAwU/ASSu-k2jBDk/s400/Il_discorso_del_re_poster_ita-500x714.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Finalmente escono in circolazione film degni di questo nome. Due prove attoriali elevatissime, &lt;a href="http://www.nndb.com/people/813/000043684/"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Colin Firth&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; nel ruolo di re Giorgio VI e &lt;a href="http://www.nndb.com/people/126/000025051/"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Geoffrey Rush&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; in quello del suo logopedista Lionel Logue. In una storia vera: l'ascesa al trono del Duca di York dopo l'abdicazione del fratello maggiore Edoardo VII, fattosi da parte per poter sposare la divorziata Wallis Simpson.&lt;br /&gt;Il povero &lt;em&gt;Bertie&lt;/em&gt;, nomignolo con cui viene chiamato familiarmente Giorgio VI, vorrebbe sprofondare metri e metri sotto terra quando è costretto ad aprire bocca. Una terribile balbuzie lo afflige fin dall'infanzia. Trovarsi poi di fronte ad un pubblico, sia reale che radiofonico, lo fa andare in corto circuito completamente. Dopo avere consultato i migliori specialisti dell'epoca, la moglie si decide di portarlo da Lionel Logue, logopedista senza titoli e senza lauree e che usa un metodo tutto suo per curare anche i casi disperati, mescolando sapientemente tecnica meccanica e psicologia. Non è facile trattare con Albert Frederick Arthur George Windsor Sovrano di Inghilterra, altrimenti detto Bertie. Come ogni nobile che si rispetti, per di più di stirpe reale-imperiale, ha questi "pregi" dalla sua: altero, sprezzante, collerico, spocchioso e irascibile. Il logopedista non ci mette molto a capire di trovarsi in realtà di fronte ad un povero cristo, i cui difetti poco prima elencati non sono tanto frutto di un delirio di onnipotenza, ma il pesante risultato di una educazione infantile scellerata che ha lasciato traumi mai superati. La balbuzie di Sua Maestà non dipende altro che da quello. Gli inizi non sono facili, entrambi dovranno progressivamente smussare le proprie resistenze per trovare un terreno comune su cui lavorare. Ma il sovrano è perserverante, ha buona volontà. Il logopedista è altrettanto efficace e giudizioso: quando capisce che la sua insistenza altro non è che una introiettata voglia di affermazione di sè e del suo metodo, fa un passo indietro e riconosce di aver sbagliato. Ritornati in carreggiata i due si mettono a lavorare duramente per affrontare la prima delle grandi prove: il discorso d'incoronazione a Westminster. Felicemente superato. E poi quello più arduo: il discorso alla nazione e alle colonie per l'annuncio dell'entrata in guerra del Regno Unito contro la Germania di Hitler. Riuscirà il balbuziente Sovrano in questa prova? Beh, non resta che andare a vedere il film.&lt;br /&gt;Gran bella opera, sotto tutti i punti di vista. Recitazione eccellente da parte dei protagonisti, come pure di tutto il cast. Costumi, scenografia e soggetto curati nei minimi dettagli. Per la vastità dei temi trattati (sovranità, complessi di inferiorità, traumi infantili, amicizia, ecc.) si riconosce l'eccezionale riuscita di un azzeccato equilibrio fra essi.&lt;br /&gt;Si raccomanda la visione. Anche più volte ;-)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-243608853235845282?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/243608853235845282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=243608853235845282' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/243608853235845282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/243608853235845282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/02/il-discorso-del-re.html' title='Il discorso del Re'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-IOoggUecI2A/TVpcJkcPScI/AAAAAAAAAwU/ASSu-k2jBDk/s72-c/Il_discorso_del_re_poster_ita-500x714.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-395640013307431245</id><published>2011-02-14T17:34:00.001+01:00</published><updated>2011-02-14T17:35:00.791+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Kill me please</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TTv4Ib7rOXI/AAAAAAAAAwI/8uvz9vN6XYA/s1600/Kill-Me-Please..jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565314588367075698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 279px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TTv4Ib7rOXI/AAAAAAAAAwI/8uvz9vN6XYA/s400/Kill-Me-Please..jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Va bene lo ammetto. E' passato tanto, ma tanto tempo da che ho visto il film e da che mi ritrovo a parlarne. Avevo questo post in bozza dal 23 gennaio e, come al solito, mi sono trascinato per quasi un mese prima di parlarne. Beh, non che si sia perso molto, il ritardo sul commento a questo film non era certo teso a creare chissà quali ansie di attesa. Sono state settimane decisamente piene di impegni pratici più che mondani. Ma delle faccende di vita quotidiana del Ballestrero a nessuno importa nulla e per questo, o voi che leggete, avete la mia stima infinita.&lt;br /&gt;Per il prologo vi rimando alla ben riuscita &lt;a href="http://cinefilante.blogspot.com/2011/01/kill-me-please.html"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;descrizione &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;dell'amica Cinefilante all'inizio del suo commento allo stesso film. Il cinema Eden a Roma  ha ben 4 sale. A noi è toccata quella più piccola. Per capirci: quella che ha la stessa capienza del &lt;a href="http://www.orsolinegandino.it/Resource/PartenzaEtiopia6.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;pulmino delle suore&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, forse solo più confortevole. In questo quadretto lillipuziano ci accingiamo alla visione di questo &lt;em&gt;visionario&lt;/em&gt; film. Dall'inizio alla fine il bianco e nero l'ha fatta da padrone, velato solo da un tocco di ciano che donava una sfumatura quasi bluastra.&lt;br /&gt;Da qualche parte arroccata tra le Alpi svizzere sorge una villa padronale convertita in clinica privata dove ad accogliervi a caro prezzo troverete il Dottor Krueger (nome inquietante per un tipo tutto sommato tranquillo), disposto a donarvi ciò che andate cercando: un bel suicidio assistito. O per usare termini più soft e sicuramente più diffusi: la dolce morte. Si presentano l'uno dopo l'altro personaggi grotteschi e bislacchi col comune desiderio di farla finita col mondo. Un comico con un cancro inesistente, un nerd del Lussemburgo pieno di nevrosi quanto di soldi, un travestito stella del cabaret rimasto senza voce &lt;a href="http://www.cinematografo.it/cinematografo_new/allegati/17359/zazie.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;(Zazie de Paris&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;), un commesso viaggiatore e un vecchio giocatore d'azzardo che, a furia di azzardi, si è giocato pure la moglie. Questa sgangherata compagine comincia a prendere confidenza con le procedure di eutanasia indiretta che il dottor Krueger propone fino a quando, nel cuore della notte, un oscuro personaggio che si aggirava di notte tra le cucine della villa muore arso vivo tra le fiamme. Zac! Come una slavina il film precipita nel grottesco più assurdo che mente umana (probabilmente malata) potesse mai partorire. Il tutto aggravato dal fatto che i morituri volontari ospiti della villa diventano il bersagliio dei bracconieri locali, proabilmente infastiditi dalla presenza di un simile posto nelle loro valli. A quel punto come d'improvviso passa a tutti la voglia di morire. Si cambia facilmente idea quando è la Morte che cerca te e non viceversa.&lt;br /&gt;Da questo punto in poi si attinge a piene mani a "Dieci piccoli Indiani" di Agatha Christie. Prigionieri della clinica, senza possibilità di scappare, cadranno uno appresso all'altro seppur con qualche eccezione.&lt;br /&gt;Non si riesce a trovare il bandolo della matassa nella caduta a picco verso l'assurdo che tutta la storia prende fino al desolante epilogo.&lt;br /&gt;Culmine dell'assurdo è assistere alla scena in cui l'ex giocatore d'azzardo, non trovando niente di meglio da fare e provando un certo godimento, suggerisce alla cameriera della clinica di nascondersi dai bracconieri dentro una bara. Posto il coperchio sulla cassa, il buon biscazziere ce la sigilla dentro armato di un efficiente svita-avvita Bosch. Lei urla, batte i pugni sul coperchio, si dispera e si strazia. Lui, stretta l'ultima vite, prende e se ne va mentre un ghigno sornione illumina il muso barbuto. Finale desolante con l'obesa/o travestito che intona la Marsigliese nel desolante silenzio innevato del giardino fronte clinica, col vocione basso e rotto di un radiatore rotto.&lt;br /&gt;Il film è stato descritto al Festival del Cinema di Roma con queste parole: commedia in bianco e nero, nerissima e irresistibile, grottesca e scorrettissima.&lt;br /&gt;Io non ci ho visto assolutamente NULLA di tutto questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-395640013307431245?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/395640013307431245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=395640013307431245' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/395640013307431245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/395640013307431245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/02/kill-me-please.html' title='Kill me please'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TTv4Ib7rOXI/AAAAAAAAAwI/8uvz9vN6XYA/s72-c/Kill-Me-Please..jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-2448967601964121827</id><published>2011-01-18T09:30:00.001+01:00</published><updated>2011-01-22T20:25:37.953+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>La versione di Barney</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TTVPyk_4deI/AAAAAAAAAwA/rtqM8rD1JvU/s1600/barney.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563440645029787106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TTVPyk_4deI/AAAAAAAAAwA/rtqM8rD1JvU/s400/barney.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Visto la settimana scorsa. Nemmeno dopo una settimana di tempo sono riuscito ad elaborare un'idea decente del film tratto dall'omonimo romanzo - che, sia chiaro, non ho letto.&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un bel cast di attori non c'è che dire, una storia tutto sommato fluida anche se dai risvolti drammatici. I temi affrontati dalla storia sono tutti ben amalgamati tra di loro: la giovinezza scapestrata, lo sballo, la droga, i rapporti d'amore vacui e passeggeri e quelli profondi e duraturi, l'amicizia, il matrimonio e così via. Insomma il romanzo vero e proprio di un protagonista, Barney, cui la vita ha dato tanto ma a cui gli ha presentato un conto pesantissimo al tramonto della sua esistenza. Probabilmente il libro è tutt'altra cosa, sebbene dai commenti che ascoltavo all'uscita del cinema fra quanti lo avevano letto, è tutt'altro che leggero e scorrevole. Insomma, si può definire sicuramente un bel film che sicuramente lascia spazio alla riflessione. Unica pecca è che lo spazio alla riflessione tende a svaporare come bruma sotto i primi raggi del sole. Non riesce a lasciare un segno forte, sebbene il lato emotivo dello spettatore viene certamente scosso e sollecitato. Merita comunque di essere visto. Il cast è davvero di ottimo allestimento.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-2448967601964121827?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/2448967601964121827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=2448967601964121827' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2448967601964121827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2448967601964121827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/01/la-versione-di-barney.html' title='La versione di Barney'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TTVPyk_4deI/AAAAAAAAAwA/rtqM8rD1JvU/s72-c/barney.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-225627420504671264</id><published>2011-01-11T06:41:00.007+01:00</published><updated>2011-01-11T15:39:44.260+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Hereafter</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TSvtlEcv3BI/AAAAAAAAAv0/QCpOLm_5u0s/s1600/Hereafter-poster.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560799386024270866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 287px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TSvtlEcv3BI/AAAAAAAAAv0/QCpOLm_5u0s/s400/Hereafter-poster.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Ben poco di nuovo sotto i riflettori. Il solito sistema delle storie parallele che scorrono indipendenti, sia pure legate da un filo conduttore, per poi intersecarsi tutte insieme in un'unica trama e con questa crearci un finale che apre una romantica finestra (poco illuminata) sul futuro. Essendo un film "firmato Clint Eastwood" partiva già sovrastimato di suo. Si lascia vedere senza troppi entusiasmi, ma non può certo considerarsi un capolavoro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Tre protagonisti: una rampante giornalista televisiva francese Marie Le Lay (Cécile de France), un medium metalmeccanico George Lonegan (Matt Damon) e due gemelli inglesi, Marcus e Jason, educati e crescitui dai servizi sociali della Corona e dalla madre perdutamente tossica e ricoperta di buchi. La prima finisce travolta sotto lo tsunami di Phuket ma resta miracolosamente viva (o meglio... ritorna miracolosamente in vita). Il secondo preferisce scaricare pallet ai cantieri navali, piuttosto che riprendere la sua vecchia professione di medium, fonte sicura di tormento per le continue visioni sull'altro mondo che era costretto a sopportare ogni volta che stringeva la mano a qualcuno. I terzi, i gemelli, uniti sia dal Dna che dalla sciagura di una madre tossica, vengono separati da Sorella Morte per colpa di un incidente causato dai soliti bulli di strada. Marcus rimane adesso senza suo fratello Jason e naturalmente non sa vivere senza. Preferisco non soffermarmi sulla quantità industriale di tempi morti e sbrodolamenti inutili che nulla aggiungevano alla trama, se non l'imbarazzante intento di portare oltremisura la durata e dargli finalmente la forma di un film. Il tema del paranormale, quello cioè che sarebbe dovuto essere l'elemento cardine del film, è poco se non nulla sviluppato. Ma sopratutto mischia due filoni che rientrano nel macrocosmo del paranormale, ma che dovrebbero essere illustrati e approfonditi in via individuale e approfondita: quello delle NDE (near death experience - esperienze di premorte) e quello delle sedute medianiche ed il contatto coi trapassati. Per esigenze di trama le due cose vengono legate insieme surrettiziamente, ma è chiaro che sono funzionali solo alla storia e non certamente all'l'argomento. Difatti, se il personaggio di Marie Le Lay è quello portatore delle esperienze di premorte, mentre quello di George Lonegan è del medium, quello dei gemelli cerca di fungere da anello di congiunzione tra i due, ma senza aggiungere alcun valore aggiunto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;In poche parole, si tratta di un film cui si può tranquillamente attendere il rilascio sul satellite o sul digitale terrestre, ma di cui ci si può risparmiare agevolmente i soldi del biglietto al cinema.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-225627420504671264?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/225627420504671264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=225627420504671264' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/225627420504671264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/225627420504671264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/01/hereafter_11.html' title='Hereafter'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TSvtlEcv3BI/AAAAAAAAAv0/QCpOLm_5u0s/s72-c/Hereafter-poster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-8297024416560948547</id><published>2011-01-05T01:21:00.000+01:00</published><updated>2011-01-05T01:21:25.007+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Mine Vaganti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TSJcffWEm4I/AAAAAAAAAvU/7Nw6U8gyIUo/s1600/mine-vaganti-2010-brrip.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TSJcffWEm4I/AAAAAAAAAvU/7Nw6U8gyIUo/s400/mine-vaganti-2010-brrip.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558106586188389250" /&gt;&lt;/a&gt;Quando si inizia una sequenza spesso non sappiamo nemmeno come ci siamo finiti, riusciamo a trarre solo la consapevolezza di esserci dentro. Eppure dopo Saturno Contro e, prima ancora, Le Fate Ignoranti non potevo non vedermi pure quest'ultima produzione italo- turca, passata sotto forma di Dvd dalle mani del Cinefilante a quelle mie. E' vero che oramai Mine Vaganti è uscito da un pò di mesi, ma se andaste a rileggere il post precedente di &lt;a href="http://ballestrero.blogspot.com/2008/07/saturno-contro.html"&gt;Saturno Contro&lt;/a&gt;, capirete come mai di fronte al nome Ozpetek il mio volto si corrughi quasi sempre in una espressione infastidita.Supero le ostilità pregiudiziali e mi accingo a vederlo. Ebbene, stavolta il film mi è piaciuto. Non per la storia in sé, che già mi sembra un pò stantia e scontata, quanto per gli inserti macchiettistici che lo farciscono su ogni centrimetro di pel..licola.&lt;div&gt;La storia è semplice: il co-protagonista Tommaso Cantone (Riccardo Scamarcio - &lt;i&gt;e questa volta per mia personale riluttanza verso i pezzi di legno spacciati per attori non metto il link del conosciutissimo minus habens&lt;/i&gt;), torna a casa a Lecce dalla Capitale presso la sua doviziosa famiglia di pastaioli salentini. Ha intenzioni serie: confessa al fratello maggiore Antonio (&lt;a href="http://www.alessandropreziosi.tv/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Alessandro Preziosi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) che sia prima a Lecce e poi dopo a Roma ha scoperto che gli piace il lumacone (è gay). Visto che non ha la minima intenzione di restare a Lecce per fare il pastaiolo, vuole tornarsene a Roma (a Ròma anzi, con l'accento... siamo sempre a Lecce no?) a fare lo scrittore. Quale occasione migliore per fare l'annuncio a tavola con la famiglia riunita al completo, farsi cacciare dal padre Vincenzo (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ennio_Fantastichini"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Ennio Fantastichini&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) che mai accetterebbe di perdere la faccia in paese se si sapesse che ha un figlio gay? Il bell'Antonio, il fratello, cerca di dissuaderlo ma prepara già il tiro mancino: una volta a tavola, prende lui la parola, anticipa Tommaso e spiazza tutti. "Guardate che sono gay. E il mio ragazzo lavorava proprio al pastificio nostro finché non sono stato costretto a licenziarlo per allontanare i sospetti!".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Apriti Cielo! Papà Vincenzo stramazza al suolo, trascinandosi piatti e tovaglia in terra, colpito da un ictus. Tommaso ci resta come uno stronzo. Adesso le parti si sono invertite. E' Antonio ad essere cacciato di casa e Tommaso, di cui nessuno sa, dovrà prendere il posto del fratello al&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pastificio. &lt;i&gt;Limortaccisua&lt;/i&gt; gli sarà venuto di pensare! E sicuramente lo avrà pensato... (ma siamo sempre a Lecce, quindi l'avrà pensato in salentino, chissà... forse &lt;i&gt;LimortEccissu'&lt;/i&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eccolo adesso incastrato per bene dentro una vita che Tommaso non vuole fare. Ma ad Ozpetek piacciono tanto, ma proprio tanto, i giochetti delle parti e spedisce quattro "mine vaganti" a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tommaso, con una visita a sorpresa. Sono gli amici di Roma, ed eccoli qui sotto:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 169px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TSOpi_KHpzI/AAAAAAAAAvc/iHwi7fFI86U/s400/vlcsnap-6593956.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558472783639848754" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;"Che begl'amicc' ch' tieni a Ròmma!"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Ahi ahi! Qua si mette male. Se questi non si danno una regolata si vede subito che sono quattro checche. Riempie di raccomandazioni gli amici a non rivelarsi, sennò il resto della famiglia lo capisce subito da che parte sta. Ed è qui che parte la vena esilarante, anche spassosa, del film. Un fiume in piena di macchiette dove tutti si sforzano di apparire dei gran "macho", salvo tradirsi ogni due secondi con segnali inequivocabili. A fare da supervisore a tutto l'intreccio di storie private e pubbliche è la Nonna di Tommaso, a cui le sono affidate poche battute, ma dove la bravura recitativa di &lt;a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=6665"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Ilaria Occhini&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; esprime più di quanto le parole non possano fare. Sguardi, mimiche, pensieri inespressi ma meditati, fanno capire che la candida vegliarda ha trovato la chiave dell'esistenza. Fino a spingerla a compiere il suicidio più dignitoso che essere umano possa inventarsi.  Vestirsi, truccarsi e pettinarsi per poi abbottarsi di dolci e lasciare che il diabete già alle stelle faccia il suo corso. La ritrovano così:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 169px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TSOs0yqhOOI/AAAAAAAAAvk/vHdyNoR1Iak/s400/vlcsnap-6599215.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558476388058609890" /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;"Tommaso, se uno fa sempre quello che gli chiedono gli altri &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;non vale la pena di vivere!"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Impossibile obiettare di fronte a tanta saggezza. Saggezza che ci conduce verso un finale onirico e pennellato di esoterico dove la Nonna, mina vagante anch'essa, si ricongiunge all'uomo che effettivamente amava e che dovette rinunciare a sposare per ragioni di casato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Insomma, prendo atto che finalmente Ozpetek ha rinunciato alla turcaccia odiosa Serra Ylmaz, liberandosi dei precedenti cast uguali a sè stessi. Speriamo che la turcaccia stia svernando a Rosarno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Sebbene il film sia evidentemente a tema, secondo un andazzo consolidato non solo ad Ozpetek, si evidenzia il merito di porre delle riflessioni nuove, sicuramente non chiuse alla sola tematica dell'omosessualità. Fotografa senza invadenza l'Amore nelle sue diverse forme (ideale, carnale, subliminale), i rapporti avvelenati che spesso contraddistinguono la vita di provincia, specie se ricca e annoiata, i buchi neri di comunicazione in famiglia (Tommaso e Antonio ignoravano l'uno dell'altro della loro identità). Insomma, la soddisfazione è davvero completa. Spero un giorno non dovermi pentire di queste parole quando uscirà un nuovo film di Ozpetek.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;&lt;i&gt;Stavolta faccio io l'abbinamento, ricalcando il solco collaudato del Cinefilante. Ebbene, se vedrete il film arrivando fino al punto in cui la Nonna si suicida con i dolci, guardateli attentamente. Io credo di averli riconosciuti: dovrebbero essere le prelibatezze della Pasticceria &lt;a href="http://www.nessundove.net/cristalli-di-zucchero-pasticceria-a-roma/"&gt;&lt;b&gt;Cristalli di Zucchero&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; a Roma a piazza Scotti. Non si vince nessun premio se si tratta di loro. Ma sicuramente è un'ottima scusa per andarli a trovare!&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-8297024416560948547?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/8297024416560948547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=8297024416560948547' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/8297024416560948547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/8297024416560948547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/01/mine-vaganti.html' title='Mine Vaganti'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TSJcffWEm4I/AAAAAAAAAvU/7Nw6U8gyIUo/s72-c/mine-vaganti-2010-brrip.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-5368666279658146601</id><published>2011-01-04T19:55:00.003+01:00</published><updated>2011-01-04T20:00:28.070+01:00</updated><title type='text'>Simona Molinari - Egocentrica</title><content type='html'>Direi che è bello iniziare l'anno con una bella canzone e con una bellissima voce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lsZ_kX3acFQ?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/lsZ_kX3acFQ?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-5368666279658146601?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/5368666279658146601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=5368666279658146601' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5368666279658146601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5368666279658146601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2011/01/simona-molinari-egocentrica.html' title='Simona Molinari - Egocentrica'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-3613376093776832331</id><published>2010-12-07T19:54:00.002+01:00</published><updated>2010-12-07T19:59:49.214+01:00</updated><title type='text'>Ballestrero in pausa di riflessione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TP6De7pHNNI/AAAAAAAAAvA/oX2gwhAN0TE/s1600/morgue.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TP6De7pHNNI/AAAAAAAAAvA/oX2gwhAN0TE/s320/morgue.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548016358396474578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Avevo bisogno di schiarirmi le idee ed ho pensato che questo fosse il posto più fresco per meditare in santa pace. Le meditazioni sono quasi finite e sarò presto tra voi. Mi spiace di avervi lasciato senza post per molto tempo, ma saprò farmi perdonare!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Ringrazio tutti coloro che (non) si sono chiesti che fine ho fatto in queste settimane :-)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-3613376093776832331?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/3613376093776832331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=3613376093776832331' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3613376093776832331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3613376093776832331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/12/ballestrero-in-pausa-di-riflessione.html' title='Ballestrero in pausa di riflessione'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TP6De7pHNNI/AAAAAAAAAvA/oX2gwhAN0TE/s72-c/morgue.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-5885204112316975515</id><published>2010-11-12T23:26:00.004+01:00</published><updated>2010-11-12T23:31:57.428+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;object style="WIDTH: 640px; HEIGHT: 390px"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OS8Q5S5E06o?version=3"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/OS8Q5S5E06o?version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="640" height="390"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Non l'ho ancora visto, ma questa anteprima che mi ha segnalato l'amico giornalista mi ha fatto talmente divertire che sono sicuro che ci andrò presto!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-5885204112316975515?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/5885204112316975515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=5885204112316975515' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5885204112316975515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5885204112316975515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/11/non-lho-ancora-visto-ma-questa.html' title=''/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-4728365757175213659</id><published>2010-10-31T20:14:00.014+01:00</published><updated>2010-11-04T20:15:47.802+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Come tu mi vuoi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TM3AM1i_0UI/AAAAAAAAAuQ/FDZhMuZfYfY/s1600/come_tu_mi_vuoi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534290843873038658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TM3AM1i_0UI/AAAAAAAAAuQ/FDZhMuZfYfY/s400/come_tu_mi_vuoi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Questo film ha ricevuto una sequela infinita di s&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;troncature. A cominciare da quella, peraltro divertentissima, dell'amico X (non posso sve&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;lare il suo nome) sul suo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://tuttostanato.splinder.com/tag/come+tu+mi+vuoi"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;blog&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;. Eppure questo film ha esercitato una fascinazione particolare su di me. Sotto la superficie apparentemente lieve e banale si&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;nasconde una bella trattazione sociologica dei tempi moderni, una visione della società consumisti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;ca dell'apparire, dove anche chi ha sostanza deve cedere a tale legge per fare emergere ciò che ha dentro. Non per niente il film ruota intorno alla facoltà di Scienza della Comunicazione, quasi a fare da corince generale nel variopinto affresco di personaggi che popolano il film.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Giada Ferretti (Cristina Capotondi) è una studentessa fuori sede a Roma, salita dalla provincia alla grande città. E' lo stereotipo della ragazza impegnata, che prende tutto seriamente, non conosce ironia e non sa sdrammatizzare. A completare il tutto viene in soccorso una bruttezza &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;non da poco, esaltata da un vestiario che ricorda molto le coperte militari infestate dai vermi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Si aggira per l'università dove è di casa come i topi di biblioteca che la popolano e non lascia mai il cervello sgombro: si guarda in giro, analizza i fenomeni sociali e di mass media&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;condannandoli senza mezzi termini. Insomma, tanto brava quanto noiosa da morire. Il giorno dell'esame incontra Riccardo Croce, giovane figlio di papà pieno di soldi, un pò coglione,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;insipiente quanto basta, carico di soldi non suoi e contornato da un giro di amicizie fatti di giovanotti come lui e ragazze galline, benché firmatissime truccatissime e sceme quanto basta. In pieno caro euro, per sopravvivere a Roma, Giada (di origini burine, sebbene &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;parli un ottimo italiano) inizia a dare ripetizioni per sbarcare il lunario. Mette l'annuncio in facoltà, perduto tra diecimila altri, ed il destino cinico e baro ci mette del suo. A chiamarla "al buio&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;" sarà proprio Riccardo. Si incontreranno a casa di lui per la prima lezione. Per lei una spina nel fianco, per lui l'ennesima occasione per fare il piacione anche con lei, definita senza mezzi termini "un bidet coi capelli". Gal&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;eotto fu l'annuncio e chi lo scrisse, direbbe qualcuno, perché la bruttona socialmente impegnata inizia a mostrare segni di cedimento per il coglione belloccio. Anche a lui piace "Maria la Sanguinaria", altra definizione coniata da lui, ma la scocca è del tutto repellente. Come fare? Giada cede e si fa consigliare dalla cugina buzzicona dai gusti bifolchi, andando in giro per &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;negozi a provare vestiti e indumenti campioni di indecenza. Eppure è proprio qui che Sara, la &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;cugina buzzicona, snòcciola una perla di saggezza che rimarrà impressa a fuoco a tutto il pubblico, pagante e non:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 215px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TNMD5IJG4YI/AAAAAAAAAuo/Ze6m96X_L3w/s400/vlcsnap-4068248.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535772646941581698" /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;"Ah Gggiadaaah!! La storia della bellezza interiore.... E' 'NA CAZZATAA!!"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Preso atto di ciò, Giada decide che forse è meglio andare in perlustrazione da sola per negozi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;senza l'ingombrante compagnia di Sara. A piazza di Spagna, rimirando le vetrine di Lacoste chiusa nel suo maglioncino infeltrito e adornato di gigli fiorentini, incontra Fiamma. Fiamma, amica di Riccardo, diventerà la sua pigmalione trasformandola sia esteticamente che socialmente. Al punto da insegnarle le basi delle relazioni futili e vuote. Alla domanda "come stai?" Fiamma chiarisce le idee a Giada, suggerendo di evitare la sincerità cui nessuno vuole davvero, rifugiandosi nella metrica latina attraverso questa filastrocca:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 215px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TNMDczhoNUI/AAAAAAAAAug/Ae7C30dmaBQ/s400/vlcsnap-4071613.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535772160370947394" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;come stai ? - bene tu?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;che combini? - gran casini, lascia stare -&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;bel vestito! - appena preso - &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;grande festa - vodka tonic - &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;che casino , e' morto pino - un po' sciattino&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Un pò di trucco e parrucco, i vestiti giusti e la brutta anatroccola si trasforma in "topatomica", altro nomignolo stavolta coniato dal cugino di Riccardo Loris, che la vede dimenarsi ad un rave di ragazzi "bene" mentre mostra profonde scollature e gran pezzi di coscia. Attaccata, ovviamente, ad una bottiglia di vodka, ça va sans dire...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 215px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TNMFKBHZR5I/AAAAAAAAAuw/-TEy3fFAZ5k/s400/vlcsnap-4075880.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535774036624754578" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Insomma la vecchia Giada diventa come il pubblico la vuole. Finalmente Riccardo può farsela a ripetizione senza provare ribrezzo. Però Riccardo ne cambia una a sera, mentre la nuova Giada sia pure con la scocca nuova ci resta malissimo. Ci penserà l'università a farli rincontrare in ruoli diversi e con conseguenze prevedibili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Senza dubbio la trama del film si regge sull'argilla, per non dire sul fango, ma non è quest'ultima ad essere esaltata. Ciò che viene esaltato sono i temi che i film evidenzia, ossia l'eterno contrasto tra l'apparire e l'essere. Cosa conta di più tra i due? La risposta a freddo potrebbe sembrare scontata, ma una riflessione a caldo suggerisce di no. Ciò che difatti il film sembra suggerire come soluzione finale è questo: essere ed apparire sono funzionali, per non dire complementari, l'uno all'altro. In una metafora che non è chiusa alla semplice estetica, alla bellezza o alla bruttezza tout court fine a sé stessa. L'aspetto esteriore può aiutare a fare emergere e meglio trasmettere la sostanza cerebrale di cui si è dotati richiamando meglio l'attenzione. Concentrarsi sulla propria formazione culturale e spirituale, anche quando l'aspetto cui madre natura ci ha dotati non è granché, è comunque un esercizio necessario se non si vuole finire intrappolati nella vacuità che una vita tesa all'effimero potrebbe condurre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Sarò io che ho visto tutto questo sotto effetto di sostanze che non sapevo essere allucinogene, oppure questo film rimane la boiata che sembra?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;A voi i commenti!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-4728365757175213659?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/4728365757175213659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=4728365757175213659' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4728365757175213659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4728365757175213659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/10/come-tu-mi-vuoi.html' title='Come tu mi vuoi'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TM3AM1i_0UI/AAAAAAAAAuQ/FDZhMuZfYfY/s72-c/come_tu_mi_vuoi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-1663570587394917247</id><published>2010-10-21T19:58:00.000+02:00</published><updated>2010-10-21T19:57:21.862+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Passione - John Turturro</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TL0jhJKlKxI/AAAAAAAAAuI/5gC-dpf0aVw/s1600/47812.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529614969783790354" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 286px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TL0jhJKlKxI/AAAAAAAAAuI/5gC-dpf0aVw/s400/47812.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' possibile realizzare un film documentario incentrato sulla canzona napoletana e, allo stesso tempo, descrivere la città e chi la abita al ritmo di quella musica traendone un affresco di note e colori che per una volta non sono stereotipate, logore o banali? John Turturro sembra esserci riuscito benissimo, con la bravura e l'accuratezza di un &lt;a href="http://www.viaggio-in-germania.de/goethe-italia-i1.html"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Goethe&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;degli anni 2000 con il suo ultimo lavoro intitolato "Passione". Sebbene il titolo sia un pò retorico ed alquanto inflazionato, sarebbe tuttavia difficile trovarne di diversi ma calzanti con il ritmo ed i contenuti musicali del film. Passeggiando per Napoli, da Spaccanapoli ai "quartieri" - &lt;em&gt;spagnoli -&lt;/em&gt;, da Piazza del Gesù a via Duomo, la città si apre alla vista del pubblico dove musica, parole e interviste si miscelano nel quotidiano dei napoletani, dei suoi turisti e dei suoi canzonieri. Protagonista indiscussa è la canzone napoletana. Non l'insopportabile neo melodica che si traduce in centinaia di migliaia di cd &lt;em&gt;favz &lt;/em&gt;(falsi) con i volti sbavati dalle stampanti a getto di inchiostro di Gigi D'Alessio o Nino D'Angelo, facilmente repereribili sulle bancarelle di via Roma. In questo film-documentario è la canzone napoletana classica, reintepretata con suoni e virtuosismi del tutto attuali e cantate da voci gloriose del repertorio partenopeo: Peppe Barra, Gennaro Cosmo Parlato, Pietra Montecorvino, Massimo Ranieri, Raiz. Raramente si sono sentite delle esecuzioni così belle, vibranti ed appassionanti. Non credo di avere mai sentito una Tammuriuata Nera mixata con Pistol Packin Mama cantata così bene e appassionata da &lt;a href="http://peppebarra.altervista.org/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Peppe Barra,&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Casella"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Max Casella&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.bentaleb.it/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;M’Barka Ben Taleb &lt;/span&gt;c&lt;/a&gt;he ha aggiunto la nota acuta di richiamo berbero dal fascino indescrivibile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Balli, canti, musiche e assoli si mescolano morbidamente alle interviste con i cantanti ed i gruppi, tra cui gli Avion Travel.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come già affermato dal &lt;a href="http://cinefilante.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Cinefilante&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, questo film lascerà sicuramente il segno per la sua colonna sonora. Che non mi lascerà sereno finchè la colonna sonora non sarà presto disponibile su cd!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-1663570587394917247?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/1663570587394917247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=1663570587394917247' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/1663570587394917247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/1663570587394917247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/10/passione-john-turturro.html' title='Passione - John Turturro'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TL0jhJKlKxI/AAAAAAAAAuI/5gC-dpf0aVw/s72-c/47812.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-5372723224235710945</id><published>2010-10-21T16:33:00.003+02:00</published><updated>2010-10-21T20:02:15.955+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Adèle e l'enigma del faraone</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TL0iJCcx_yI/AAAAAAAAAuA/EXmNMXyh3WA/s1600/miss-adele-e-lenigma-del-faraone-trama-scheda-trailer-450x600.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529613456152592162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TL0iJCcx_yI/AAAAAAAAAuA/EXmNMXyh3WA/s400/miss-adele-e-lenigma-del-faraone-trama-scheda-trailer-450x600.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Prologo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi presento al cinema senza la minima cognizione di quello che sarei andato a vedere. Si è trattato come al solito di uno di quegli inviti cosiddetti “ad aggregazione”, dove cioè non bisogna svolgere alcun ruolo attivo per la scelta del film o della sala, salvo quello di dire “si vengo, dimmi ora e luogo” oppure “mi spiace non ci sarò”. E’ curioso osservare come questo schema, che di solito mi ritrovo ad applicare più per il teatro, stia progressivamente coinvolgendo anche il cinema.L’aggregazione è stata capitanata dal &lt;a href="http://cinefilante.blogspot.com/2010/10/passione.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Cinefilante&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;che assieme ad amici comuni ci ha dato convegno al cinema Doria per vedere questo film firmato da Luc Besson.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Svolgimento&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La giovane eroina Adèle Blanc-Sec è una specie di Indiana Jones del primo '900 il cui scopo nella vita è quello di guarire sua sorella Agathe che vive oramai in stato catatonico per via di uno spillone per capelli conficcato dietro la nuca e che le trapassa la testa, risultato di un incidente durante una partita di tennis. Assieme al professor Marie-Joseph Esperandieu (laureato in fisca a 16 anni, come ci spiega la voce narrante all'inizio del film) e alle sue straordinarie potenzialità di ridare vita ai morti, tenterà di riportare in vita la mummia del medico personale di un faraone affinchè trovi una cura o un modo per risanare la sorella. Girovagando per l'Egitto, in mezzo a cacciatori di tesori di piramidi, corse rocambolesche per trasportare il sarcofago dal Cairo a Parigi e la nascita di uno pterodattilo che sorvola la città, l'avventurosa e grintosa Adele si ritroverà a barcamenarsi con mummie, etnografi, goffi poliziotti e sgangherati cacciatori. Il tutto condito da pochi effetti speciali e da una storia fantastica che non è fine a sè stessa ma si rende gradevole e dal ritmo ben cadenzato.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Una menzione particolare la meritano i costumi: bellissimi, curatissimi e di grande gusto. Una nota davvero particolare per un film fantastico la cui attenzione di solito dovrebbe rivolgersi all'azione e non alla cura quasi maniacale del dettaglio e dei materiali utilizzati.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-5372723224235710945?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/5372723224235710945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=5372723224235710945' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5372723224235710945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5372723224235710945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/10/adele-e-lenigma-del-faraone.html' title='Adèle e l&apos;enigma del faraone'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TL0iJCcx_yI/AAAAAAAAAuA/EXmNMXyh3WA/s72-c/miss-adele-e-lenigma-del-faraone-trama-scheda-trailer-450x600.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-4035906987724854404</id><published>2010-10-04T16:33:00.019+02:00</published><updated>2010-10-05T20:22:33.310+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Due partite</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TKnl8UN18_I/AAAAAAAAAt4/ue3rsoUV39I/s1600/duepartite.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524199242328306674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 282px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TKnl8UN18_I/AAAAAAAAAt4/ue3rsoUV39I/s400/duepartite.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; Pieni anni '60. Quattro signore borghesi italiane si ritrovano ogni giovedì a casa di ognuna a rotazione per giocare a scala quaranta. Le rispettive figlie nell'altra stanza a giocare alle signore - come le loro mamme - ed a ritagliare le foto della principessa Grace di Monaco dalle riviste. Si gioca, si beve il tè, si fuma, ma soprattutto si parla. Si parla molto, spesso duramente, della loro vita e dei loro sogni, spesso infranti o repressi o disattesi. E le chiacchierate si susseguono in un sali e scendi di invettive, collere, qualche piccolo isterismo e tenere rassicurazioni. Beatrice aspetta un figlio e l'ultima doglia, con un balzo temporale, conduce gli spettatori negli anni '90 dove le figlie si ritrovano insieme per confortare il lutto di Sara, figlia di Beatrice, che ha perso la mamma proprio in quei giorni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Attraverso questa linea di confine ideale tra il mondo delle mamme, incorniciato negli anni '60, e quello delle figlie chiuso negli anni '90 si delinea un quadro a due ordini i cui tratti comuni rimangono gli stessi sebbene siano trascorsi trent'anni ed una generazione.&lt;br /&gt;Il quadretto del mondo borghese famigliare anni '60 è davvero ben reso: nello specchio dei tempi si richiedeva semplicemente (!) che le donne fossero buone mogli e bravi mamme, abili in cucina, truccate e pettinate come Mina e possibilmente senza grilli per la testa. Almeno in apparenza. Ma sotto lo smalto di moralistica perfezione, attraverso le accese conversazioni delle protagoniste, si scopre un mondo dove l'insoddisfazione sentimentale e personale la fa da padrone. C'è chi la maschera fin quasi a negarla come Claudia, chi invece la eviscera con rabbioso cinismo e sofferenza come Sofia. Chi non vuole arrendersi e sperare in un futuro migliore come Beatrice, salvo dover confessare che l'incomunicabilità e il vuoto affettivo creatosi  per costruire un apparenza vacua e rispettabile, hanno poi lentamente condotto sua madre al suicidio. Ed ecco uscire fuori storie di tradimenti, attuati o subiti o semplicemente desiderati. Ognuna racconta le proprie storie, fornendo con esse la personale visione della vita di ognuna di loro, riverberando speranza, disillusione, acquiescenza o semplice nichilismo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;I dialoghi sono sicuramente la punta vincente di questo film, sebbene i migliori rimangano quelli della prima parte del film in cui protagoniste sono le "madri" degli anni '60. Tra questi sono sicuramente da incorniciare i due monologhi di Sofia, il primo dove racconta come sua figlia descriverebbe i propri genitori nella vita quotidiana:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; - &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;...  fuori di qui ridete, vi vestite eleganti e andate ad incontrare altre persone. Mi date il bacio della buonanotte e fuggite via. Vi separate sotto casa, rientrate a notte fonda, ognuno per conto suo. Fate piano come due adolescenti spettinati, i vestiti sgualciti... felici! E la felicità si spegne sui vostri visi con il clic della luce all'ingresso -&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;il secondo sulla sequenza maternità/matrimonio/realizzazione personale:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;... noi godiamo a vedere il nostro corpo gonfio come un pallone, a rinunciare al talento, alla libertà. Noi vogliamo essere legate a qualcuno anche se ci strozza!&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; Vogliamo essere di qualcun altro! E non c'è fine! Non c'è rimedio! -&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Passano gli anni. Le figlie crescono. Gli anni sono passati. Non si ascolta più Mina in "Un anno d'amore", non si guida più la Lancia Fulvia. Cambia il lessico ed il linguaggio. Ma gli eterni temi della famiglia, dei rapporti d'amore che dominano la storia non cambiano. E i problemi delle figlie sono gli stessi che avevano le madri trent'anni fa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Nato come pièce teatrale con le stesse attrici, la sua versione cinematografia è addirittura più gustosa. Un piccolo capolavoro scritto da Cristina Comencini ed elegantemente diretto da Enzo Monteleone. Vi chiedete se mi sia piaciuto? La risposta è si. Ed anche molto!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-4035906987724854404?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/4035906987724854404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=4035906987724854404' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4035906987724854404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4035906987724854404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/10/due-partite.html' title='Due partite'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TKnl8UN18_I/AAAAAAAAAt4/ue3rsoUV39I/s72-c/duepartite.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-3021256996124870620</id><published>2010-09-26T15:05:00.008+02:00</published><updated>2011-03-15T07:03:11.323+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Galateo del Matrimonio - Le variazioni sul tema</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TJ9Il4H4MFI/AAAAAAAAAtg/vbjlaV-_Ggg/s1600/doggie.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TJ9Il4H4MFI/AAAAAAAAAtg/vbjlaV-_Ggg/s400/doggie.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521211483737305170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;E' possibile organizzare unmatrimonio fuori dai rigidi schemi classici e formali. E' possibile farlo quando gli sposi, i parenti, gli amici sono dotati di una particolare verve comica e sono inclini a vivere la situazione con spirito allegro e goliardico. Naturalmente il tutto deve svolgersi fuori dalle mura di una chiesa o di qualunque altro tempio religioso. I riti civili sono quelli che più lasciano spazio alla fantasia. Come abbiamo avuto modo di vedere c'è gente che riesce a sposarsi anche sott'acqua, riunendo la giunta comunale a &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/emiliaromagna/2010/06/12/visualizza_new.html_1821767794.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;qualche metro sotto le onde&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt; come hanno fatto all'Isola d'Elba.Ballestrero si è invece impegnato personalmente in questa caccia alla stravaganza, ed ha ben pensato di conciarsi da cardinale non appena il promesso sposo suo amico (e sporadico scrittore di questo blog Alessandro) gli ha dato il lieto annuncio. Non credendo assolutamente che sarebbe arrivato a tanto, gli aveva promesso anni fa che semmai fosse convolato a nozze il sottoscritto si sarebbe presentato vestito da cardinale. E siccome per il sottoscritto ogni promessa è un debito, ho vinto il torrido caldo estivo e mi sono presentato alla cerimonia addobato come nella foto:&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TJ9JfokoFtI/AAAAAAAAAto/EfyZgFdqUsk/s400/ballestrero.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521212475995330258" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Per la riuscita del tutto, oltre ad una grande capacità interpretativa, è necessaria la collaborazione e l'acquiescenza di tutti. In primis dell'ufficiale di Stato Civile, amichevolmente complice della pagliacciata. Poi di tutti gli altri. Anche perché la veridicità del mio ruolo, che si è presentata dal nulla in una cittadina umbra di provincia, ha destato enorme scalpore e ammirazione. Nemmeno una star cinematografica avrebbe ricevuto tanti sguardi ammirati. Sono stati in molti a chiedersi chi fosse l'alto prelato presente al matrimonio. Chi avrebbe potuto dubitarne, del resto? Un tipo vestito di rosso che scende da una Bmw 530 nera, con tanto di autista che gli apre la porta di fronte al Palazzo Comunale dotato di loggiato, con l'ufficiale di Stato Civile che scende ad accoglierlo e lo saluta da autorità ad autorità. Ad alcune vecchiette sedute nel cortile del Palazzo Comunale è presa una paralisi. Avrebbero voluto da me una benedizione, una parola di conforto ma erano troppo emozionate per chiedermi alcunché. Ed io, che dentro di me morivo dalle risate, mi sono sforzato al punto tale che il mio volto rimanesse impassibile, ieratico ed ispirato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Un suggerimento caloroso: piuttosto che lanciarsi in coreografie matrimoniali classiche, dove non si è sicuri di fare una bella figura, il matrimonio civile con risvolti goliardici è sicuramente da preferire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-3021256996124870620?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/3021256996124870620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=3021256996124870620' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3021256996124870620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/3021256996124870620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/09/galateo-del-matrimonio-le-variazioni.html' title='Galateo del Matrimonio - Le variazioni sul tema'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TJ9Il4H4MFI/AAAAAAAAAtg/vbjlaV-_Ggg/s72-c/doggie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-7068371887009298400</id><published>2010-08-10T21:05:00.018+02:00</published><updated>2010-08-19T17:11:47.621+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Galateo del Matrimonio - Gli Invitati</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TGLvs2sGYJI/AAAAAAAAAtE/DUCBS5MiB_c/s1600/wedbell.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 272px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TGLvs2sGYJI/AAAAAAAAAtE/DUCBS5MiB_c/s400/wedbell.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504225248473931922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;La stagione estiva si presta in modo particolare alla celebrazione dei matrimoni; siamo in agosto e sono certo che qualcuno sta terminando l'organizzazione del proprio o dovrà partecipare ad uno altrui.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;In entrambi i casi è necessario avvisare che questo avvenimento pone in essere un'infinità di regole per le quali sarebbe necessario dedicare più puntate. Non è escluso che al tema verranno dedicati degli spazi aggiuntivi, ma per ora mi limito a fornire un vademecum, diciamo così, "base" a cui attenersi. In queste situazioni i commenti (che andrebbero comunque evitati) sono sulla bocca di tutti e bisogna evitare di suscitare quelli meno lusinghieri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Abbigliamento&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;La prima regola, generalmente la più disattesa, è quella di evitare gli eccessi. Di seguito le regole base per uomini e donne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Uomini&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;: il vestito sarà sempre di taglio classico. Se siete in cerca dell'abito giusto, evitate come la peste qualunque luogo in cui l'insegna esponga la scritta  "abiti da cerimonia", quando con quest'utlimo si intendono giacche di taglio ambiguo e panciotti in macramè. Si preferisca il color grigio o blu scuro. La camicia sarà preferibilmente bianca. Evitare colori pastello: sempre sconvenienti. Evitare camicie a righe: è una cerimonia, non una riunione d'affari. Evitare colletti botton down: decisamente casual. Ammessi ed eleganti i polsini con gemelli, tuttavia lasciamo a casa ogni variante spiritosa di questi ultimi: gemelli a forma di teschio, di peperoncino o di banana vanno bene per una festa goliardica e non per una cerimonia formale. Capelli: non importa se lunghi o corti, l'importante è che siano freschi di taglio e lavaggio. Se i capelli sono particolarmente lunghi è ammesso legarli, possibilmente in modo morbido e non tirato per non somigliare alla compianta &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.cinetivu.com/wp-content/uploads/2010/04/Ave-Ninchi.jpg&amp;amp;imgrefurl=http://www.cinetivu.com/cucina-in-tv/cucina-in-tv-la-storia-ave-ninchi-la-prima-donna-alla-conduzione/&amp;amp;usg=__nDL2WLb-CK6kLuw1JsMPre9S12c=&amp;amp;h=561&amp;amp;w=450&amp;amp;sz=63&amp;amp;hl=it&amp;amp;start=18&amp;amp;zoom=1&amp;amp;tbnid=5zwkPZ1UvJXjwM:&amp;amp;tbnh=154&amp;amp;tbnw=160&amp;amp;prev=/images%3Fq%3Dave%2Bninchi%26um%3D1%26hl%3Dit%26biw%3D1016%26bih%3D628%26tbs%3Disch:10%2C338&amp;amp;um=1&amp;amp;itbs=1&amp;amp;iact=hc&amp;amp;vpx=582&amp;amp;vpy=284&amp;amp;dur=29&amp;amp;hovh=251&amp;amp;hovw=201&amp;amp;tx=135&amp;amp;ty=158&amp;amp;ei=qPhsTImdOIHM4gb-h4nlCg&amp;amp;oei=cPhsTNyoLZO7jAfO-OD6CA&amp;amp;esq=14&amp;amp;page=2&amp;amp;ndsp=12&amp;amp;ved=1t:429,r:2,s:18&amp;amp;biw=1016&amp;amp;bih=628"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Ave Ninchi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;. Barbe curate se lunghe o visi rasati. Scarpe: bandite sneakers di ogni genere, marca e costo. Scarpa di cuoio di colore intonato al vestito è quanto occorre, assicurandosi che non abbiano applicazioni di ferraglia inutile o fuori senso, fosse anche il filetto (dorato o cromato) sul mocassino Gucci. Occhio agli accessori: occhiali da sole ammessi purché intonati al proprio viso e sobri. Lasciamo le mascherine in policarbonato a coloro che hanno bisogno di celare i segni della cocaina dal proprio &lt;/span&gt;&lt;a href="http://fantacancio.files.wordpress.com/2009/08/briatore.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;viso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;.  Anelli, bracciali e orologi non vistosi sarebbero l'ideale. Sia pure con dolore, lasciamo nel cassetto gli anelli con le spade di Cesare Paciotti, il bracciale in corda e tartaruga che quella simpatica guida ci ha regalato durante il nostro safari in Kenya e l'orologio Casio al quarzo riesumato dalla Prima Comunione ed ultimamente ritornato in auge. Sapremo farci una ragione che gli anni '80 sono terminati 30 anni fa. Non fatevi incantare da chi vi dice il contrario: gli orecchini con zircone che brillano come un faro anche accanto ad una candela o il piercing a bullone incastonato nel lobo dell'orecchio non sono né sexy né eleganti. Sono semplicemente disgustosi. Le bretelle e le cinture non conoscono simbiosi, evitiamo di indossarle contemporaneamente. Anche per esse vale la frase pronunciata nel film Highlander: "...ne rimarrà solo uno!".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Attenzione: bretelle e stomaci pronunciati non sono compatibili. Fatevi un esame di coscienza e optate per la cintura se le bretelle rischiano di diventare delle pericolose corde di violoncello sulla cassa armonica della vostra pancia, col pericolo che ad un cedimento della pinza la stessa si trasformi in una frusta sul vostro volto. Se proprio non potete farne a meno, acquistatene del tipo non elasticizzato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;E' scontato ricordare che qualunque forma di borsello al seguito è bandita. Ricordatevi che Elio e le Storie tese ci hanno dedicato una &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=dx81F0Oigyc&amp;amp;feature=fvst"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;canzone&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt; che è passata alla Storia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Rifiutatevi con fermezza di addobare la propria auto con coccarde, nastri o ghirlande bianche anche se sono gli sposi stessi a richiedervelo. Adducete motivi religiosi. Se non se ne trovano di credibili nel Cattolicesimo, vi assicuro che i Quaccheri ne hanno da vendere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Donne&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;: ci delizia ricordare alle lettrici collegate che un matrimonio, dal più semplice e sommesso a quello più sfarzoso e opulento, non è un &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Casting&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;. Sia che si svolga in un edificio religioso di qualunque culto, sia che si svolga presso gli uffici comunali non troverete registi e produttori pronti a scritturarvi. Trucchi lascivi, unghie "aggressive" e abiti striminziti sono quanto di meglio da indossare di fronte a Cinecittà quando sono a caccia di comparse o di figuranti da infilare nei reality show. Avrete più libertà nella scelta dei colori dei vostri vestiti e non sarete limitate nelle vostre decisioni come gli uomini, tuttavia è fondamentale non perdere la testa. Tinte unite e pochi decori sono l'ideale. Scartare a priori qualunque stilista che ha fatto dell'eccesso la propria ragione di vita. Non riceverete premi e nastri dall'Unesco per aver promosso tigri, zebre, ghepardi ed antilopi tramite i vostri vestiti. Al contrario, potreste essere denunciate. Anche le donne avranno capelli curati e acconciature ricercate, purché di ottima fattura. Non consegnatevi inermi al vostro parrucchiere: se vi propone delle frezze biondo platino su un castano scuro, rosso pompeiano su un rosso ramato o qualunque altra combinazione, abbiate il coraggio di dire di no: sembrerebbe che abbiate avuto un incidente dentro ad un colorificio piuttosto che una seduta dentro al coiffeur. Trucco: lo stile Cleopatra è finito con Elizabeth Taylor nel 1963 quando girò l'omonimo film. Il mondo nel frattempo è andato avanti. A meno che non siate esperte del ramo, fatevi consigliare da chi ne sa più di voi. Non fidatevi di chi vi propone l'amica estetista. Di solito si tratta di brave ragazze la cui formazione professionale è rimasta alle ore precedenti l'ingresso in discoteca il venerdì sera. Rivolgetevi altrove. I costi saranno più alti ma il risultato è garantito. Gioielli: pochissimi e di minimo ingombro. Se avete un anello importante e vistoso indossate solo quello. Le dita farcite di anelli sono prerogativa di cartomanti, fattucchiere e del Mago Otelma. Attenzione agli orecchini: quelli col pendente sono prettamente da sera. Se la cerimonia è di giorno, sceglietene del tipo opposto. Accessori: per borsa solo una pochette. Tutto il resto è noia. Ed inutilità. Scarpe: una gita al rettilario comunale costa meno ed è anche istruttiva. Osservare pitoni, boa e coccodrilli dopo che sono stati trasformati nelle vostre scarpe è triste ed osceno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Nella prossima puntata parleremo del galateo degli sposi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-7068371887009298400?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/7068371887009298400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=7068371887009298400' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7068371887009298400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7068371887009298400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/08/galateo-del-matrimonio-gli-invitati.html' title='Galateo del Matrimonio - Gli Invitati'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TGLvs2sGYJI/AAAAAAAAAtE/DUCBS5MiB_c/s72-c/wedbell.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-5480040015105494777</id><published>2010-07-21T06:57:00.002+02:00</published><updated>2010-07-21T07:01:21.844+02:00</updated><title type='text'>Di nuovo in pausa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TEZ-XySkPDI/AAAAAAAAAs0/ZzU4ww3dgqE/s1600/stressed-worker.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TEZ-XySkPDI/AAAAAAAAAs0/ZzU4ww3dgqE/s400/stressed-worker.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5496219342354005042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Ballestrero è di nuovo in pausa forzata sul suo blog. Come avrete notato sono un pò di giorni che non scrivo più. Non sono in vacanza, non ancora e quest'anno non so nemmeno se ci andrò. Sono semplicemente svalangato di lavoro. Cosa che ha la sua ripercussione qui sul blog, perché dopo settimane passate trottando come un cavallo la tastiera del computer è l'ultima cosa che vorresti manipolare. Non appena ritorna un pò di calma il blog riprenderà il suo normale andamento. Grazie a tutti voi che mi leggete! &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-5480040015105494777?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/5480040015105494777/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=5480040015105494777' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5480040015105494777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5480040015105494777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/07/di-nuovo-in-pausa.html' title='Di nuovo in pausa'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TEZ-XySkPDI/AAAAAAAAAs0/ZzU4ww3dgqE/s72-c/stressed-worker.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-5472773243557749815</id><published>2010-07-01T21:35:00.002+02:00</published><updated>2011-05-04T09:10:52.193+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teatro'/><title type='text'>Pasteur e L'oro della perla - Teatro Patologico Roma</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe51NcctcI/AAAAAAAAAsE/azWxs3Ux6mY/s1600/PASTEUR-HOBOTEATRO.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487558994767427010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 283px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe51NcctcI/AAAAAAAAAsE/azWxs3Ux6mY/s400/PASTEUR-HOBOTEATRO.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il&lt;a href="http://www.teatropatologico.net/home/"&gt; &lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#ff9900;"&gt;Teatro Patologico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#ff9900;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;con sede a via Cassia 472, presumo coordinato e diretto da&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.teatropatologico.net/home/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=57&amp;amp;Itemid=40&amp;amp;lang=it"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#ff9900;"&gt;Dario D'Ambrosi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#ff9900;"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt; ha dato spazio a due rappresentazioni distanziate da pochi minuti una dall'altra.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;La prima dal titolo "&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Pasteur. Studio su due amici differenti"&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt; di e con Alessandro Pala, un monologo di un'ora il cui titolo si rifà al nome del romano Liceo Scientifico. Un'ora in cui l'attore, insieme protagonista e voce narrante, ci trasporta indietro a cavallo degli anni '60 e '70, nel pieno delle contestazioni studentesche e dei fenomeni terroristici tipici di quegli anni, rievocando fatti di cronaca vera del tempo. L'adolescenza liceale condivisa col suo compagno di banco. Le strade opposte intraprese da entrambi dopo il diploma, a cavallo tra università, politica militante e partecipazioni attive dell'uno e una divisa indossata dall'altro nella speranza di coltivare nei ranghi militari il suo sogno di sfondare in atletica. Sarà la storia di quegli anni, fino a culminare all'omicidio di Giorgiana Masi, che li farà rincontrare nel bel mezzo dello stesso e su fronti opposti. Per riconoscersi e confrontarsi con uno sguardo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Storia non particolarmente appassionante ed impostazione recitativa più adatta ad un comizio che al teatro. La mancanza di pathos era quasi totale. Una recitazione volenterosa ma ancora grezza, necessaria della naturale evoluzione che solo prossime rappresentazioni, studio e passione porteranno ad una completezza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe5xk0e3kI/AAAAAAAAAr8/Afg91P4TN-o/s1600/lora_della_perla.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487558932322770498" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 279px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe5xk0e3kI/AAAAAAAAAr8/Afg91P4TN-o/s400/lora_della_perla.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;La seconda rappresentazione, &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;"L'ora della Perla"&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt; di Alessandro Corazzi, indubbiamente è quella che ha regalato maggiori soddisfazioni sia al sottoscritto che al resto del pubblico. Il protagonista Giulio è un giovane operaio che ha perso il lavoro in fabbrica. Strategie aziendali. O per usare un termine abusato: crisi. Stagliato nella solitudine di un piazzale, intenzionato a suicidarsi dandosi fuoco, attende paziente ma intimamente turbato l'arrivo di fotografi, cameraman e giornalisti per documentare in questo suo atto-denuncia l'impotenza umana di fronte a simili circostanze. Ma non si presenterà nessuno. Solo una giovane ragazza, Carolina, liceale spensierata e con molto tempo libero a disposizione passa per quel piazzale. Leggiadra, delicata, senza ombra di malizia e ricolma di ottimismo cerca un contatto con Giulio. Nella sua disarmante semplicità Carolina chiede a Giulio cosa ha in mente di fare. Più volte Giulio respinge le domande di Carolina, invitandola ad andarsene e ad occuparsi degli affari propri. Ma la genuina semplicità dell'approccio di Carolina fa si che il dialogo sorga &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;spontaneamente, diventando il fulcro dello spettacolo stesso. Le ragioni di lui e le soluzioni di lei si contrappongono come due specchi riflessi. Al nero pessimismo rappresentato da Giulio, con la caduta di tutti i sogni, i desideri e le speranze risponde l'armonioso e acerbo ottimismo di Carolina con incoraggiamenti semplici, forse melliflui, ma che invitano ad andare avanti. Il dialogo prosegue, la confidenza aumenta e un'amicizia è di li per nascere. E forse qualcosa di più. Succederà? Non lo sveleremo. Perché ciò che davvero conta è il fine morale e le conseguenze filosofiche che accompagnano lo spettatore sia durante che dopo lo spettacolo. La domanda che riecheggia e che non trova risposta è infatti questa: chi dei due vede la vita nella giusta prospettiva? Giulio, con il suo razionale realismo ed un pessimismo cosmico inibitore di qualsiasi riscatto? O Carolina, con la sua spontanea e naturale semplicità che le fa vedere tutto rosa anche quando la speranza sembra essere fuggita? Probabilmente non lo sapremo mai. Ma se la virtù sta nel mezzo, un invito ad equilibrarsi tra queste due sponde è implicito e raccomandabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;I protagonisti sono stati entrambi all'altezza della regia e del testo affidatigli. Tutto si è mosso in tempi perfetti, la recitazione è stata spontanea ed efficace. Una punta di rabbiosità in meno nell'attore durante le scene drammatiche è consigliabile, anche se questa volta ci pensava il testo a stemperarla per lui. Semplicemente perfetta l'attrice in una parte non facile: rappresentare l'adolescente ingenuità e non scadere nello &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Zecchino D'Oro&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt; non è cosa da tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-5472773243557749815?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/5472773243557749815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=5472773243557749815' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5472773243557749815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5472773243557749815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/06/pasteur-e-loro-della-perla-teatro.html' title='Pasteur e L&apos;oro della perla - Teatro Patologico Roma'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe51NcctcI/AAAAAAAAAsE/azWxs3Ux6mY/s72-c/PASTEUR-HOBOTEATRO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-7999478048820099825</id><published>2010-06-27T22:52:00.004+02:00</published><updated>2010-06-28T16:48:08.150+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Un Brunch Cinefilante!</title><content type='html'>Un brunch organizzato dall'amica&lt;span style="color:#ff6600;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://cinefilante.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Cinefilante &lt;/span&gt;&lt;/a&gt; è una garanzia di gusto e benessere psico-fisico. Dopo un interruzione dovuta ad impegni lavorativi ed internazionali del nostro genio a tutto tondo, questa domenica ci siamo deliziati delle meraviglie da lei  personalmente preparate (cornetti esclusi). Analizziamo nel dettaglio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Foto 1&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe6cFPvA2I/AAAAAAAAAsc/t1zqKLX14RE/s1600/20100627_005.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487559662581515106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe6cFPvA2I/AAAAAAAAAsc/t1zqKLX14RE/s400/20100627_005.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella foto n. 1 troneggiano fieri i celeberrimi Pancake del Cinefilante, arricchiti questa volta con piccoli cubetti di mela. Pronti ad accompagnare gli stessi lo sciroppo d'acero puro, la cannella e lo yogurt greco che in foto non compare, ma che è stato portato in seguito.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Foto 2&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe6b11Ne_I/AAAAAAAAAsU/--fcuJp5QL4/s1600/20100627_004.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487559658443734002" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe6b11Ne_I/AAAAAAAAAsU/--fcuJp5QL4/s400/20100627_004.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella foto n. 2 osserviamo sulla sinistra dei gustosi muffin salati al formaggio, mentre alla destra i celeberrimi e gustosi cornetti e ventagli della pasticceria &lt;a href="http://www.cristallidizucchero.it/"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Cristalli di Zucchero&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, che confermano nuovamente la loro alta qualità nei lieviti e nelle farciture. Una comune amica ha portato poi delle squisite ciliege d.o.p., provenienti dal fondo di Cassino che più naturale non si può. I muffin salati sono solo per i cuori forti, lo sturbo provocato dalla bontà potrebbe essere fatale...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Foto 3&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe6bcPrliI/AAAAAAAAAsM/hTo_7EuT1Ko/s1600/20100627_003.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487559651575436834" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe6bcPrliI/AAAAAAAAAsM/hTo_7EuT1Ko/s400/20100627_003.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella foto n. 3 troneggia una fantastica lasagna di pane carasau composta di verdure, besciamella artigianale, pomodrini confit e fiori di zucca.  A fianco sulla destra degli invitanti e saporiti crostini di crema di olive verdi su pane alle noci.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Foto n. 4&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487559678186755778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe6c_YUFsI/AAAAAAAAAsk/23uWXoKz5_o/s400/20100627_008.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Gran finale con una splendida torta di lamponi freschi su crema pasticcera arricchita di bacche di vaniglia. L'impasto non è quello della semplice crostata, ma della ben più ricercata "pâte à tarte" francese, che conferisce consistenza e morbidezza su questa base rovesciata e farcita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Il tutto accompagnato da caffè americano e Prosecco di Valdobbiadene Doc a tiratura limitata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Ringrazio di cuore Cinefilante per l'estrema raffinatezza del brunch offerto, suscitando le iperbole di godimento gastronomico di tutti i presenti. Ma del resto da Cinefilante non ci si poteva aspettare di meglio. Dopotutto, non si appalude mai un soprano per essersi schiarito la voce...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-7999478048820099825?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/7999478048820099825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=7999478048820099825' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7999478048820099825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7999478048820099825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/06/un-brunch-cinefilante.html' title='Un Brunch Cinefilante!'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TCe6cFPvA2I/AAAAAAAAAsc/t1zqKLX14RE/s72-c/20100627_005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-1864641504233073385</id><published>2010-06-11T07:05:00.006+02:00</published><updated>2010-06-16T06:42:32.571+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Gli inviti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TBW2z3oKN9I/AAAAAAAAAq0/rlbRMBSrCjg/s1600/people+chatting.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482489123615422418" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 322px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TBW2z3oKN9I/AAAAAAAAAq0/rlbRMBSrCjg/s400/people+chatting.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Chiarezza innanzitutto&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Quando non si vuol dare al ricevimento una eccessiva solennità, gli inviti si fanno a voce: di presenza o per telefono. Non ci sono formule speciali per questo tipo di invito. Le parole, il tono, il modo dipendono infatti dal grado di intimità che ci lega alle persone che desideriamo invitare, dal luogo e dall'occasione in cui rivolgiamo l'invito. In ogni caso, gli inviti devono essere chiari, completi, espliciti, tali cioè da non indurre l'invitato a chiedersi: "Ha invitato solo me o anche mia moglie/marito?" "Mi avrà invitato a pranzo o dopo pranzo?"; devono essere cordiali (mai invitare una persona come le concedessimo una grazia: piuttosto non invitiamola) e non devono essere mai perentori ("Devi assolutamente venire" "Non sento storie" "Guarda che se non vieni mi arrabbio sul serio"). Un invito deve essere un'offerta, non un ordine né una minaccia: si deve sempre lasciare all'invitato al possibilità di rifiutare senza sentirsi per questo imbarazzato e colpevole. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Tatto e discrezione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non si invita una persona in presenza di un'altra che non si ha intenzione di invitare: o tutte e due o nessuna. Se si fanno degli inviti in presenza di qualcuno che ha rifiutato, si deve far capire a tutti che quest'ultimo è già stato invitato, onde non creare disagio. Gli inviti a voce vanno fatti con un certo anticipo, a meno che si tratti di riunioni non preorganizzate, ma nate dall'ispirazione del caso, comunque si avrà cura di invitare tutti i presenti, anche se tra questi ci sono persone che non ci piacciono: è un rischio che dobbiamo correre. Niente è infatti più antipatico e scortese che escludere palesemente un poveraccio dai nostri inviti, mortificandolo e facendolo sentire un reietto di fronte agli altri. Ancora peggio è escludere una persona mediante sotterfugi, facendo gli inviti all'orecchio o con manovre da cospiratori. Gli esclusi se ne accorgono sempre e hanno tutte le ragioni di offendersene e di pensare che l'invitante è un cafone. Altra cosa da tener presente, sia per gli inviti scritti sia per quelli a voce, è la discrezione: non invitare allo stesso pranzo persone che notoriamente si detestano, non invitare a una riunione di intellettuali (o presunti tali) un povero onesto ignorante, nè a una riunione di snob l'amica sempliciotta, né a una riunione di vecchi amici una persona appena conosciuta. Infine non fate mai inviti a persone celebri o importanti o di livello comunque superiore al vostro, a meno che queste non abbiano chiaramento dato a intendere di gradire la vostra compagnia ed i vostri eventuali inviti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Gli inviti scritti&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli inviti stampati si fanno solo per le grandi occasioni e per i ricevimenti di carattere ufficiale. Su cartoncino doppio, nella parte interna, si fa stampare l'invito in lisci caratteri tipografici. In un angolo, in basso si stampa la sigla R.S.V.P. (répondez s'il vous plait), ossia si prega di rispondere. Se si vuole evitare di scrivere a mano il nome di caiscun invitato (il che è gentile, ma se si tratta di un grande ricevimento porta via parecchio tempo) si può adottare la formula "Hanno il piacere di invitarvi". Risparmiatevi formule come la "Signoria Vostra", desueto e un pò ridicolo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche gli inviti su biglietto da visita si fanno in occasioni importanti, sebbene meno solenni. La formula è piuttosto elastica: su normale biglietto da visita, sopra il proprio nome (si cancella il cognome se se si è in rapporti di amicizia con l'invitato, e si cancellano sempre i titoli professionali, onorifici e nobiliari) si scrive a mano "Sarei felice di averLa a pranzo da me sabato 10 alle 21" oppure "volete venire per un cocktail? Non occorre un abbigliamento particolare": questo perché gli invitati possano regolarsi e non si trovino bardati a sera in mezzo a gente in pullover, o con giacca a quadrettoni in mezzo a frac e scollature.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se occorre fare degli i inviti per lettera (nel caso in cui gli amici invitati abitino in altre città), lo si fa con uno scritto, il tono e la lunghezza del quale dipendono dal grado di intimità che ci lega alla persone che invitiamo: si possono scrivere poche righe rispettose, se si tratta di un'amica "di riguardo" o fiumi di parole affettuose se si tratta di un'amicizia di lunga data. Ma in un caso come nell'altro si avrà cura di specificare con chiarezza il giorno e il tipo del ricevimento, o eventualmente la durata del soggiorno (fine settimana, una settimana, 15 giorni). Badate infine che gli inviti scritti siano inviati con almeno una settimana di anticipo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-1864641504233073385?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/1864641504233073385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=1864641504233073385' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/1864641504233073385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/1864641504233073385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/06/gli-inviti.html' title='Gli inviti'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TBW2z3oKN9I/AAAAAAAAAq0/rlbRMBSrCjg/s72-c/people+chatting.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-1386655280753580141</id><published>2010-05-31T06:40:00.006+02:00</published><updated>2010-06-07T07:00:47.326+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Sex and The City 2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TApBx24YyuI/AAAAAAAAAqs/U4hG_AbBXGg/s1600/20100529_001.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TAM95feFydI/AAAAAAAAAqM/cVRL8QE9RqQ/s1600/sex-and-the-city-2-LO-2-bas-691x1024.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TAM95feFydI/AAAAAAAAAqM/cVRL8QE9RqQ/s400/sex-and-the-city-2-LO-2-bas-691x1024.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477289629722200530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;E' passata una settimana dalla visione di questo film e malgrado gli impegni che mi hanno ingolfato il cervello in questi giorni, tutt'ora non riesco a trovare le parole per raccontare la seconda puntata della versione cinematografica di Sex&amp;amp;TheCity. Le troverò mai? Non posso dire che il film sia stata una delusione su tutta la linea, ma di lati negativi ne ho trovati fin troppi. Finora l'unica parte che si salva è proprio l'inizio con la celebrazione del matrimonio tra &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.hbo.com/sex-and-the-city/index.html#/sex-and-the-city/cast-and-crew/anthony-marentino/index.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Anthony Marentino&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;e &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.hbo.com/sex-and-the-city/index.html#/sex-and-the-city/cast-and-crew/stanford-blatch/index.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Stanford Blatch&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;, migrati nel Connetticut dove le nozze gay sono legali. Inutile descrivere la cornice sontuosa e tronfia che ispira tutta la cerimonia, anche se l'ingresso di Liza Minnelli come celebrante fa esalare un sussulto di meraviglia tra i componenti del coro quando la matura cantante fa il suo ingresso. Quel sussulto di meraviglia è uno dei pochi momenti davvero esilaranti di tutto il film.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le "ragazze" si ritrovano a fare il bilancio degli ultimi due anni, tra i rispettivi matrimoni  di tutte ad esclusione di Samantha, impegnata com'è a sopravvivere al suo mito di eterna scopatrice. All'ennesimo super fashion party per il lancio dell'ultimo film di&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.hbo.com/sex-and-the-city/index.html#/sex-and-the-city/cast-and-crew/smith-jerrod/index.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Smith Jerrod&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; (ve lo ricordate vero? Era il cameriere rimorchiato da Samantha da "Crudo" e che già nel primo film fa la star hollywoodiana grazie a lei), il produttore invita Samantha ad Abu Dabi per consulentarlo sui prossimi film. Lei prende la palla al balzo e le tre amiche e tutte insieme volano per Abu Dabi verso il lusso over the top. New York scompare dalle scene per far posto all'opulenza in salsa mediorientale.  Questa più o meno la storia. Quello che ruota intorno alla storia è a volte interessante e a volte vomitevole. E' interessante assistere alla breve colloquio tra Big e Carrie al matrimonio di Stanford con un altra coppia invitata, esterrefatta nell'apprendere che Big e Carrie non hanno figli benché sposati e peggio che mai senza nessuna voglia di averne (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;questo argomento verrà trattato in un post di società che scriverò appositamente sfruttando la mia approfondita conoscenza del popolo americano&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;). Tutto il resto è sinceramente da buttare. Samantha che alla sua attempata età si propone ancora come spregiudicata scopatrice; un ruolo che all'interno delle 6 stagioni del telefilm ha sempre esercitato  con ironia e gusto e che in questa seconda puntata cinematografica viene demolito dal cattivo gusto e dalla trivialità con cui si esprime. Indisponente più di prima Carrie, bambina viziata che sbatte il piedino e rompe le scatole a Big perché è inimmaginabile per lei tornare a casa dall'ufficio ed essere così stanchi da desiderare solo divano e TV. Bisogna continuare a fare i viveur a tutti i costi. Lei si "affanna" nell'orrido appartamento in cui si sono trasferiti (non è più quello della prima puntata) a scrivere boiate su temi matrimoniali, saltellando da una stanza all'altra in tacco 12 e ampie vestaglie di chiffon. Le boiate sono così evidenti che il suo ultimo libro verrà bocciato sonoramente da una recensione del New Yorker che Carrie leggerà ad Abu Dabi reagendo collerica e stizzita. A Charlotte sono bastate due figlie per spingerla all'esaurimento nervoso. E' difficile gestire due bambine piccole con uno stuolo di servi a disposizione ed una casa grande come Central Park. Come non capirla, del resto? Infine Miranda che riesce a mantenere una certa dignità per quasi tutto il film, eccezion fatta per quando si mette a fare l'americana in vacanza urlando dal finestrino della limousine in pieno deserto. Anche la meccanicità di queste espressioni di divertimento forzato e ridicolo saranno oggetto di trattazione in un successivo post di società.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Ah, per chiunque si aspetti un'esibizione di vestiti e scarpe di alto lignaggio non ci faccia troppo la bocca: il cattivo gusto regna sovrano, sembrano più mascherate che vestite. Unica nota positiva del film è che a dispetto della locandina, dove Carrie esibisce degli occhialoni 3d, si tratta di un normalissimo 2d.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-1386655280753580141?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/1386655280753580141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=1386655280753580141' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/1386655280753580141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/1386655280753580141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/05/sex-and-city-2.html' title='Sex and The City 2'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/TAM95feFydI/AAAAAAAAAqM/cVRL8QE9RqQ/s72-c/sex-and-the-city-2-LO-2-bas-691x1024.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-6858098623788913731</id><published>2010-05-22T16:30:00.010+02:00</published><updated>2010-05-24T20:49:22.215+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teatro'/><title type='text'>Il Rompiscatole</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S_fqprXZwDI/AAAAAAAAAqE/e_vNZouThiU/s1600/locandina-trastevere-copia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 256px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S_fqprXZwDI/AAAAAAAAAqE/e_vNZouThiU/s400/locandina-trastevere-copia.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474101873828544562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La &lt;a href="http://www.ipannisporchi.it/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Compagnia dei Panni Sporchi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; porta in scena questo testo, nato per il cinema,  del regista francese&lt;a href="http://www.nndb.com/people/645/000132249/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt; Francis Veber&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, già sceneggiatore dell'impareggiabile &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=27911"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Vizietto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; portato al successo da Ugo Tognazzi e Michel Serrault. Seguendo i tratti tipici della commedia bizzarra francese, vediamo il protagonista Ralph destreggiarsi in una camera d'albergo fra una cameriera petulante, un rappresentate di commercio con manie suicide e un medico maldestro, costantemente intralciato nel tentativo di compiere il mestiere per il quale è già stato pagato: il killer. In attesa del passaggio del corteo sotto le finestre dell'albergo, il killer Ralph divide lo spazio della sua camera col rappresentante di camicie François Pignon, intrappolati nella stessa camera d'albergo per colpa di un addetto che fatto confusione con le prenotazioni. Ralph faticherà non poco nel tentativo di liberarsi dello sgradito intruso, cui però non potrà fare a meno di provare una certa empatia con Pignon, arrivando perfino a riportargli indietro la moglie Louise per qualche attimo. A riportare Louise, che divide nel frattempo le gioie del talamo col dottor Wolf, sarà il fidato scagnozzo di Ralph, Felix. Un susseguirsi di scene rocambolesche nella baraonda a volte allegre, a tratti briose e a spesso concitate che porteranno ad un curioso e inatteso epilogo.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La sceneggiatura regge bene i due atti, rispettando tempi e intervalli ben cadenzati in tutti i passaggi. Essa si presta sempre ad offrire il fianco alla comicità improvvisata, al gioco dell'assurdo, miscelando ironia azione e comicità con una costante punta di noir così come necessitato dalla struttura stessa del testo. La scenografia è essenziale, lontana dall'austerità e ravvivata da colori che stemperano il nucleo essenziale della commedia altrimenti evocante un libro giallo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Un allestimento riuscito e di sicura gradevolezza per un pubblico generalista, cui tutto sommato non possono risparmiarsi alcuni appunti. Fra questi una regia poco decifrabile, che vuole il protagonista Ralph esprimersi principalmente a mascella serrata, perennemente irritato, quasi a voler sottolineare la figura ribelle e maledetta del killer prezzolato ma facendo pagare un prezzo troppo alto alla naturalezza dell'interpretazione, rendendola forzata e poco credibile soprattutto nelle manifestazioni rabbiose. La cameriera petulante è perfettamente calata nel ruolo, sebbene la rinuncia a qualche sussulto di affettazione sarebbe raccomandabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Poco gradevole e talvolta seccante il personaggio di Felix, troppo somigliante nella recitazione al &lt;a href="http://www.areazelig.it/dettaglio.php?id=133&amp;amp;type=a"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Jonny Groove &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;di Giovanni Vernia di Zelig.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Ben riuscito invece il cameo di Louise, trasudante di eleganza interpretativa cui però una digressione briosa e più civettuola avrebbe aggiunto una nota di smalto a tutta l'opera. Appunti un pò severi questi fatti finora, ma che nulla tolgono all'impegno e alla passione profusi dagli attori cui giova segnalare l'aspetto più importante: sono persone come noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-6858098623788913731?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/6858098623788913731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=6858098623788913731' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6858098623788913731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6858098623788913731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/05/il-rompiscatole.html' title='Il Rompiscatole'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S_fqprXZwDI/AAAAAAAAAqE/e_vNZouThiU/s72-c/locandina-trastevere-copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-7897363667817357612</id><published>2010-05-16T14:06:00.004+02:00</published><updated>2010-05-16T15:36:28.704+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Gli amori folli - Les Herbes Folles</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S-_f__BI5lI/AAAAAAAAAp0/h1Hf-W5RwSc/s1600/1270682404Gliamorifolli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S-_f__BI5lI/AAAAAAAAAp0/h1Hf-W5RwSc/s400/1270682404Gliamorifolli.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471838362619405906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La soupe à l'onion può provocare danni cerebrali se assunta regolarmente per quasi novant'anni? Questa è la domanda che mi assilla da ieri sera, dopo la visione del film, pensando intensamente al suo regista francese &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nndb.com/people/068/000134663/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Alain Resnais&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; - quello di Hiroshima mon amour - con questa sua ultima creazione, sorprendentemente premiata a Venezia così come ci ricorda la locandina. La risposta è: può darsi... &lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Lascio il quesito sospeso, meditativo, certamente non definitivo. Un film diviso tra un primo tempo spropositatamente lento eppure, malgrado tutto, piacevole ed un secondo tempo dove il pedale dell'acceleratore viene spinto a tavoletta sull'onda dell'assurdo. Impagabile è stato il lapidario commento di una colta ed elegante vegliarda all'uscita della sala:  «Ma dove erano gli amori folli? C'era solo la follia!». Semplicemente meravigliosa!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;L'apertura del film è tra i boulevards di Parigi. Décolleté  di vernice scura camminano sicure tra le promenade che portano alle boutique chic della cité. Una femme fascinosa ripresa di spalle dai rossi capelli arruffati si reca ad acquistare le consuete chaussure di Marc Jacobs, ma all'uscita del negozio subito il fattaccio: viene scippata da un voleur sui pattini. Con la borsa, cela va sans dire, prende il volo anche il portafoglio di pelle rossa quasi come i suoi scomposti frisé in testa. Verrà ritrovato dal canuto Georges, maturo monsieur dagli oscuri passati, in terra accanto alla sua voiture. In barba al detto comune che la curiosità è "femme", Georges apprende molte cose della charmant dame scandagliando il portafoglio; la più importante di tutte è che costei possiede un brevetto di pilota di aerei leggeri. Monsiuer Georges inizia a tormentarsi se chiamarla oppure no per avvertirla del ritrovamento, si reca alla polizia ma ci ripensa, torna a casa e si tormenta se farle un coup de fil - &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;telefonata &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- oppure presentarsi direttamente alla maison di lei, approfittando della consegna per appagare il suo appétit e conoscere di persona l'oggetto del suo désir. Con questa obsession magique andiamo avanti per tutto il primo tempo. Fin quando all'inizio del secondo, dopo che la suddetta signora rouge fatale decide di non opporre più resistenza spingendosi ad incontrarlo. Per tutto il secondo tempo assistiamo al crescendo di questa  liaison dangereuse tra i due che culminerà in un grand final che lascia il pubblico interdetto. Per la sua brevità. Ma soprattutto per la sua assurdità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Credo che se il film meritasse un premio questi sarebbe andato senza dubbio alla scenografia, molto curata fin negli sponsor che &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;vagamente&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; abbiamo potuto intuire (Marc Jacobs, Siemens, Renault, ecc.). Insomma, una storia la cui follia cammina pari passo con la vieillesse del suo regista. Interessante e originale. Ma non sufficientemente coinvolgente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;N'importe, nous nous serons bien aimés&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;, come ci ricorda la dotta citazione di Flaubert inserita casualmente nella proiezione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Dimenticavo... Vi ho forse detto che il regista è francese? E dire che pensavo si intuisse dalle parole usate nel commento...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-7897363667817357612?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/7897363667817357612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=7897363667817357612' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7897363667817357612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7897363667817357612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/05/gli-amori-folli-les-herbes-folles.html' title='Gli amori folli - Les Herbes Folles'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S-_f__BI5lI/AAAAAAAAAp0/h1Hf-W5RwSc/s72-c/1270682404Gliamorifolli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-592227832469481149</id><published>2010-04-19T20:30:00.002+02:00</published><updated>2010-04-24T06:58:20.578+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Simon Konianski</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S8yhROgtoaI/AAAAAAAAAps/lD0Kw8fjiX4/s1600/simon-konianski-29-07-2009-1-g.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461917765418721698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S8yhROgtoaI/AAAAAAAAAps/lD0Kw8fjiX4/s400/simon-konianski-29-07-2009-1-g.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; Molti di voi avranno già visto Little Miss Sunshine. Immaginate adesso lo stesso film in chiave yddish-belga-polacca. Naturalmente condito da quello che ormai è un vecchio classico "Weekend con il morto". In una chiave più o meno attuale otterrete un film divertente, sia pure un pò slegato nella correlazione degli eventi, ma in buona sostanza gradevole e simpatico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Protagonista indiscusso è appunto Simon, insegnante di filosofia ebreo che torna a vivere col vecchio padre dopo essersi separato dalla compagna spagnola (o venezuelana? In effetti mica si capisce tanto...) dalla quale ha avuto un figlio che ricalca il padre in tutto e per tutto, compreso il nastro adesivo che sostiene gli occhiali da vista.  La vita in casa non è facile: è dura per il vecchio Konianski avere di nuovo un figlio tra le scatole, per di più con simpatie palestinesi.  L'anziano genitore pur di liberarsi di lui non si frenerà nel chiedere aiuto al rabbino [&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;che poi mi chiedo: ma perché in tutti film a tematica ebrea tutti quanti vanno a consultarsi dal rabbino? Mah! Mistero...&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;] che lo ricopre di amuleti da mettere sotto il letto del figlio o nel suo portafoglio, suggerendogli anche le cose più ripugnanti per indurlo ad andarsene di casa. La morte tuttavia si porterà via il padre prima che quest'ultimo riesca a spronare il figlio sfaccendato a trovarsi un lavoro vero e ricominciare. A quel punto i ruoli si ribaltano. Alla morte del padre Simon Konianski darà fondo a tutte le sue risorse per portare la salma del padre nel luogo in cui esso desidera essere sepolto. Il grottesco si mischia alla commedia, alle macchiette dell'assurdo e ad una minima dose di sentimentalismo. Benché un pò slegato nella concatenazione degli eventi, il film si vede con piacere e si apprezzano i lati divertenti che comunque offre senza risparmi. Qualche pecca anche sul montaggio, dove una delle protagoniste indossa e poi dismette gli orecchini almeno quattro o cinque volte nell'arco di pochi secondi dalla stessa inquadratura. Finché è ancora in sala è consigliabile andarlo a vedere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-592227832469481149?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/592227832469481149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=592227832469481149' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/592227832469481149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/592227832469481149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/04/simon-konianski.html' title='Simon Konianski'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S8yhROgtoaI/AAAAAAAAAps/lD0Kw8fjiX4/s72-c/simon-konianski-29-07-2009-1-g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-5330250877912737320</id><published>2010-04-17T20:43:00.002+02:00</published><updated>2010-04-17T20:45:59.002+02:00</updated><title type='text'>Sono in pausa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S8oBeHBkXXI/AAAAAAAAApk/mN8ZKRuTlrc/s1600/02211_lazingleopard_1680x1050.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S8oBeHBkXXI/AAAAAAAAApk/mN8ZKRuTlrc/s400/02211_lazingleopard_1680x1050.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461179114933476722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono giorni un pò pieni, ma tornerò presto a scrivere. Chi mi legge sa che ogni tanto subisco battute d'arresto, dovute più al quotidiano che alla mancanza d'ispirazione (...quella davvero non manca mai!)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Approfitto di questa pausa per chiedervi spunti da trattare qui nel blog!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-5330250877912737320?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/5330250877912737320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=5330250877912737320' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5330250877912737320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5330250877912737320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/04/sono-in-pausa.html' title='Sono in pausa'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S8oBeHBkXXI/AAAAAAAAApk/mN8ZKRuTlrc/s72-c/02211_lazingleopard_1680x1050.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-221918472605472174</id><published>2010-03-30T06:32:00.004+02:00</published><updated>2010-03-31T07:12:11.477+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Le Presentazioni - Parte 3°</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S7LTVbENDZI/AAAAAAAAApc/IbdXXFHlEZ4/s1600/bree2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 226px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S7LTVbENDZI/AAAAAAAAApc/IbdXXFHlEZ4/s400/bree2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454654463695195538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;In un salotto, la presentazione viene normalmente fatta dai padroni di casa. Se i padroni di casa dovessero essere molto impegnati, l'aiuteranno i parenti, gli amici volenterosi o i figli grandi. In una presentazione regolare, ai nomi delle persone si fanno precedere i titoli (nobiliare, accademici, onorifici): mai più d'uno per persona, comunque. I sottotenenti, viceammiragli, sottoprefetti ecc. vanno citati senza il prefisso diminutivo; verranno cioè presentati col grado superiore (di tenente, ammiraglio, prefetto): viene eseguita così la cosiddetta "promozione a uso di mondo".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;A una signora che per sua nascita abbia un titolo nobiliare più alto di quello del marito, si dà il titolo del marito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;L'uomo presentato alla donna si alzerà sempre, se è seduto; si alzerà, se non è molto vecchio, anche quando gli presentano o viene presentato a un altro uomo. La donna rimarrà seduta se le presentano un uomo (a meno che non si tratti di un sacerdote) o una donna più giovane di lei; si alzerà invece quando viene presentata a una signora della stessa età o più anziana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Nel momento in cui si scambiano le parole durante la presentazione, evitiamo di pronunciare l'abusato e diffusissimo "piacere". Meglio sostituirlo con "molto lieto" oppure "è da tanto che desideravo conoscerla". La formula "piacere" è fuori luogo e anche un pò ipocrita: non possiamo sapere a priori se l'incontro sarà piacevole. Potrebbe essere possibile che non lo sia né noi né per gli altri. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Si può benissimo sostituire qualunque formula rituale, stringendo semplicemente la mano (senza stritolarla o porgendola afflosciata) e ripetendo il proprio nome senza titoli. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;E' normale che il perfetto anfitrione non farà delle presentazioni aride e meccaniche, ma aggiungerà  qualche parola (una qualifica, una spiegazione, un complimento, una notizia biografica) utile a dare un minimo spunto alla conversazione. Non si dirà dunque "L'avvocato rossi, la signora Verdi", ma "L'avvocato Rossi, che ha tutelato i miei interessi contro quel tale che tu sai" (si spera che la signora Verdi vi affiderà la tutela anche i suoi); "La signora Verdi, mia carissima amica e con la passione dei viaggi" (così anche l'avvocato è sistemato!). Basta pochissimo, una qualifica, una spiegazione, un complimento, per mettere in grado due persone di scambiare qualche parola senza ricorrere al solito tempo che fa o essere costretti a guardarsi con sorrisi vacui e infelici. Al termine della conversazione tra due persone recentemente presentate, la più anziana o la più importante o (trattandosi di uomo e donna) l'uomo, potrà dire "Sono stato molto lieto di conoscerla". Non è necessario che l'altro risponda altrettanto: dovrà solo sorridere gentilmente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-221918472605472174?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/221918472605472174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=221918472605472174' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/221918472605472174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/221918472605472174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/03/le-presentazioni-parte-3.html' title='Le Presentazioni - Parte 3°'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S7LTVbENDZI/AAAAAAAAApc/IbdXXFHlEZ4/s72-c/bree2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-7506606857095994633</id><published>2010-03-22T06:58:00.007+01:00</published><updated>2010-03-22T21:14:38.853+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Le Presentazioni - Parte 2°</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S6fPbkl5oWI/AAAAAAAAAos/8OAgE5YPDF8/s1600-h/signoralallo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 295px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S6fPbkl5oWI/AAAAAAAAAos/8OAgE5YPDF8/s400/signoralallo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451553946541334882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;I luoghi&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Le presentazioni sono &lt;b&gt;proibite&lt;/b&gt;: durante un funerale, durante una visita di condoglianze ed in Chiesa. Non sono questi luoghi o occasioni per intrecciare nuove amicizie o scambiarsi convenevoli mondani. Sono &lt;b&gt;superflue&lt;/b&gt;: in tram, per la strada, al cinema, nel ridotto di un teatro, quando ci si scambia semplicemente qualche parola di saluto. In questi casi la presentazione sarebbe, oltre che scomoda, inutilmente impegnativa: bisogna infatti ricordare che, una volta che siamo stati presentati, due persone contraggono l'obbligo (mondano, non legale...) di salutarsi vita natural durante dovunque si incontrino (mentre è invece quasi certo che due persone presentate frettolosamente in un cinmea o per al strada dimenticheranno immediatamente i reciproci nomi e le reciproche fisionomie; o peggio, ricorderanno la fisionomia ma non il nome e incontrandosi dovranno fare acrobazie mentali per ricordarsi dove, quando, come e se si sono giù conosciute).&lt;div&gt;Sono anche superflue le presentazioni tra persone che non avranno probabilmente più nessuna occasione o desiderio di incontrarsi. Le presentazioni sono invece sempre &lt;b&gt;consigliabili&lt;/b&gt; quando si presume che due persone abbiano desiderio di conoscersi: questo anche se ci si trova in un luogo dove, di regola, la presentazione non sarebbe necessaria (strada, cinema o teatro). Per rendere conveniente  la presentazione, però, bisogna che tutte e due quelle persone abbiano un presumibile desiderio di conoscersi. In altre parole: si sconsiglia di presentare alle persone brillanti i seccatori, alle celebrità gli snob, alle belle ragazze i dongiovanni, agli attori le cacciatrici d'autografi, ecc.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La presentazione è infine &lt;b&gt;obbligatoria&lt;/b&gt; quando, trovandosi in compagnia di Pippo, ci si ferma a fare una lunga chiacchierata con Giorgio. Per non lasciare il negletto e snobbato il povero Pippo, non c'è da fare altro che presentarlo subito a Giorgio, anche se  né l'uno né l'altro ardono particolarmente di fare la reciproca conoscenza. E' una pura formalità, ma obbligatoria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pUre obbligatoria è la presentazione in un salotto. A meno che non si tratti di uno di quei ricevimenti tipo "porto di mare", dove ognuno va, viene, mangia, beve, conversa senza neanche sapere chi sono gli anfitrioni; tutte le persone che si trovano insieme a un ricevimento normale devono essere presentate tra loro. Se nessuno pensa a presentarle (qualora il padrone di casa è distratto o pensa che già si conoscano), ricorrano alle autopresentazioni. Di quest'ultime si parlerà alla prossima puntata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Cose da non farsi durante le presentazioni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La persona presentata non deve porgere la mano per prima. E' la persona a cui si viene presentati che deve tendere per prima la propria. comunque,anche se la tendono tutti e due insieme o se la tende prima quello che vien presentato, la cosa non è grave: grave è invece ignorare, per alterigia o per far vedere che si conoscono le regole, la mano tesa per errore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Durante una presentazione è vietato fumare. In un luogo chiuso si posa la sigaretta in un posacenere non appena si prevede che si sarà coinvolti in una presentazione; all'aperto, si butta via la sigaretta senza rimpianti. Attenti agli incendi però!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche se si è tipi molto espansivi, cordiali e impulsivi, non ci si precipita sugli amici gridando e supplicando: «Dai, presentami subito quel giovanotto biondo là in fondo che non vedo l'ora di conoscerlo». Neanche, vedendo una persona celebre, si fa la coda pur di avere l'onore di toccare la sua mano: è una cosa avvilente per chi la fa e dovrebbe esserlo anche per chi la deve subire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una presentazione non è un ufficio anagrafico, nè un appello scolastico, perciò non si dice: «Ti presento Rossi Pietro» ma «Pietro Rossi».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non ci si affretta a dire «Ma non ci siamo già conosciuti?» oppure «Sono sicuro di averla già incontrata...» oppure «Mi dica dove l'ho già vista!» ma si aspetta, per risolvere questi dubbi, di aver scambiato qualche parola con chi ci è stato presentato. Quando la padrona di casa non ha tempo di fare da sola tutte le presentazioni e non ha nessuno che possa aiutarla, non se ne lava tranquillamente le mani, ma dice subito: «Scusatemi, volete presentarvi da voi» oppure si rivolge ad un amico / amica che conosce quasi tutti.&lt;/div&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-7506606857095994633?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/7506606857095994633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=7506606857095994633' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7506606857095994633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7506606857095994633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/03/le-presentazioni-parte-2.html' title='Le Presentazioni - Parte 2°'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S6fPbkl5oWI/AAAAAAAAAos/8OAgE5YPDF8/s72-c/signoralallo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-374340086385603706</id><published>2010-03-19T17:53:00.008+01:00</published><updated>2010-03-22T23:08:40.335+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Le Presentazioni - Parte 1°</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S6OsAn8usqI/AAAAAAAAAok/knSMqnxQGNg/s1600-h/dfjd403%C3%A7%C2%B0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 382px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S6OsAn8usqI/AAAAAAAAAok/knSMqnxQGNg/s400/dfjd403%C3%A7%C2%B0.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5450389100772111010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il momento delle presentazioni, formali o meno, è quello che più spesso ci trova impreparati sotto molti punti di vista. E' sicuramente un atto frequente, ma altrettanto spesso mal compiuto. Eppure deve seguire sempre le stesse regole: si deve presentare la persona di minor riguardo a quella di maggior riguardo, cioè la più giovane alla più anziana, l'inferiore al superiore, l'uomo alla donna e mai viceversa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le formule base sono le seguenti: «Signora, permette che le presenti il dottor Rossi?» &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;e rivolgendosi al Dottor Rossi: &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La Signora Bianchi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;». Oppure: «Carissima, ti presento l'avvocato Codicillo. La mia amica, Contessa Filo del Bucato». «Cavaliere, posso presentarle il ragionier Libromastro? Il Cavalier Galanti».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;Le Precedenze&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Se si devono presentare due uomini della stessa apparente età, della stessa posizione e dello stesso "riguardo", ecc. non si baderà a chi si nomina per primo; lo stesso dicasi per due signore. Però se si teme, facendo così, di ferire la suscettibilità di uno dei due (visto che è probabile che entrambe si sentano di maggior "riguardo"), si può dire: «Si conoscono?» oppure «Non so se vi conoscete...» e poi subito, a caso, i due nomi che verrano provvidenzialmente coperti dai convenevoli reciproci. Se si deve presentare un uomo a diverse signore, si comincerà col presentarlo alla più anziana o alla più importante e si terminerà con la più giovane o la meno importante. Se si deve presentare un bambino a una persona adulta, lo si fa dicendo il nome del bambino all'adulto, ma non quello dell'adulto al bambino: «Professore, questo è Augusto mio nipote/figlio/ecc.». E basta. Data la giovane età, Augusto non ha il diritto, secondo il galateo, di essere informato dei nomi dei grandi cui viene (forse abusivamente, secondo lui...) presentato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Presentando due giovani si dirà: «Fiammetta, conosci Orazio Distriscio? La mia amica Fiammetta Spenta». Se si tratta di giovanissimi, è ammessa la presentazione col solo nome: «Fiammetta - Orazio».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;Uno a molti&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Dovendo presentare un individuo a un gruppo di persone, indicandolo si dirà: «Il Signor Borracci» e indicando i presenti: «La Signora Galanti, la Signorina Zitelli, il Dottor Stranamore...».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Quando invece la nuova venuta è una signora si dirà: «Cara, posso presentarle i miei amici? La Signora Galanti, la Signorina Zitelli, il Dottor Stranamore...» poi, indicando la nuova venuta: «La Signora Borracci».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Queste le formule prescritte dal Galateo. Nelle prossime rubriche suggeriremo come rendere una presentazione, oltre che corretta, anche gradevole e disinvolta. Spesso da una buona presentazione può dipendere l'esito di un'amicizia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-374340086385603706?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/374340086385603706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=374340086385603706' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/374340086385603706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/374340086385603706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/03/le-presentazioni-parte-1.html' title='Le Presentazioni - Parte 1°'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S6OsAn8usqI/AAAAAAAAAok/knSMqnxQGNg/s72-c/dfjd403%C3%A7%C2%B0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-9029960381984549643</id><published>2010-03-08T06:36:00.004+01:00</published><updated>2010-03-09T06:52:50.822+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Alice in Wonderland - 3D</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S5SM9oH20AI/AAAAAAAAAoE/aa5GmV0qnBU/s1600-h/alice_in_wonderland_poster_1-480x711.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S5SM9oH20AI/AAAAAAAAAoE/aa5GmV0qnBU/s400/alice_in_wonderland_poster_1-480x711.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446132839768051714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Alice in wonderland in amazing 3D? «Tagliategli la testa!!!». Risponderei così a chi ha avuto il coraggio di parlare di un eccezionale effetto 3D, prendendo a prestito l'espressione della Regina Rossa, tra i personaggi più simpatici di tutta la favola. Sia chiaro: contenuti 3D a parte, praticamente inesistenti, a me il film è piaciuto. Non tanto per la storia in sè, conosciuta e straconosciuta anche dai muri. Ma per la miriade di personaggi minori che popolano la proiezione. A cominciare dalle splendide ranocchie in livrea della Regina Rossa, con una mimica invidiabile. La storia questa volta si svolge con una Alice cresciutella, promessa sposa di un dentone lord inglese dalla chioma pel di carota, nel corso della sua festa di fidanzamento combinata. Nel momento clou della richiesta della mano compare il bianconiglio, che naturalmente vede solo lei e che nuovamente le intima di seguirlo verso il bosco brandendo il magico orologio. Alice torna così in quel mondo dove era già stata da piccola, ritrovando tutti i curiosi personaggi che lo popolano: lo Stregatto, il Brucaliffo, il Cappellaio Matto, i fratelli Pinko Panko,  il cattivo Grifobrancio, la cattivissima Regina Rossa e l'eterea Regina Bianca. Questa volta Alice dovrà darsi da fare per bene, perché è in gioco una lotta di supremazia tra bene e male, tra la Regina Rossa e quella Bianca, attraverso la sfida a duello fra lei ed il paladino della Regina Rossa, il temuto Ciciarampa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Intendiamoci: la trama è quella che può offrire una favola, testo dal quale deriva, seppur migliore di altre sceneggiature di film ripugnanti. Tuttavia nello svolgimento saltano all'occhio alcuni particolari un irritanti. Come ad esempio la pedante e noiosa celebrazione del padre da parte di Alice. «Mio padre sapeva guardare lontano, ma io saprò guardare più lontano! Viva papino, sempre sia lodato!». Decisamente out. Particolare obbrobrioso, con cui Johnny Depp si è inflitto la condanna a morte artistica come Cappellaio Matto, è quello della deliranza: una breve, stupida e surreale breakdance ballata nel giorno gioiglorioso, quando la spada Brigalace uccide finalmente il Ciciarampa. Ora Depp può dedicarsi a tempo pieno alle sue begonie in giardino: nessun produttore lo chiamerà mai più a girare nemmeno un documentario sul ciclo vitale degli orsi della Taiga. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il film si rivolge a tutti, è abbastanza ben strutturato per non essere solo un fumettone per bambini. Andatelo a vedere, ma sforzatevi di trovare una sala dove non venga proiettato in 3d. Soldi persi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;E adesso voglio che mi siano tributati tutti gli onori per essermi ricordato di tutti i nomi bizzarri che popolano il film! &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-9029960381984549643?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/9029960381984549643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=9029960381984549643' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/9029960381984549643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/9029960381984549643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/03/alice-in-wonderland-3d.html' title='Alice in Wonderland - 3D'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S5SM9oH20AI/AAAAAAAAAoE/aa5GmV0qnBU/s72-c/alice_in_wonderland_poster_1-480x711.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-7884570553380442855</id><published>2010-03-05T06:37:00.002+01:00</published><updated>2010-03-05T06:59:11.699+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>La stretta di mano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S5CY0FLhFSI/AAAAAAAAAn8/eqPr62QFMhg/s1600-h/LR508Hands.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S5CY0FLhFSI/AAAAAAAAAn8/eqPr62QFMhg/s400/LR508Hands.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445019970002031906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Stringere la mano è la forma di saluto più simpatica, diretta ed immediata e non sembra ci voglia un' abilità speciale per farlo; eppure ci sono ancora tante, troppe persone che interpretano il gesto in via del tutto individuale, sbagliando irrimediabilmente.  Vediamo di far chiarezza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Come deve essere&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La stretta di mano, per essere simpatica e corretta, non deve essere troppo lunga (può diventare imbarazzante per l'altro o, se si tratta di due persone di sesso diverso, può dar adito a malignità tra i presenti); non deve neppure essere troppo breve, come se la mano di uno dei due scottasse o fosse repellente; non deve essere accompagnata da gioviali strattoni: il braccio di un amico non è una campana da suonare; non deve essere troppo molle, segno di apatia e di scarsa franchezza, non deve essere troppo vigorosa, come se si trattasse di una partita a "braccio di ferro" tra sportivi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Insomma la stretta di mano non deve essere una prova di forza fisica e morale, né deve aver l'aria di uno sgradevole obbligo, del quale liberarsi al più presto possibile. Deve essere moderatamente breve, moderatamente energica, semplice e cordiale. Stringendo la mano a una persona, bisogna sempre guardarla in faccia; non si deve tenere la sigaretta in bocca, né nell'altra mano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le Precedenze&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Chi deve porgere l amano per primo? Sempre la persona di maggior riguardo. Quindi non sarà mai l'uomo a stendere la mano alla donna, o la ragazza alla signora anziana, ma viceversa. Se però una ragazza, ignorando questa regola, stenderà per prima la mano alla signora di riguardo, questa non si mostrerà seccata, non fingerà di non vedere la mano stessa, ma la accetterà e stringerà l amano offerta di buon grado, con un indulgente sorriso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il Guanto&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Di regola, la stretta di mano va fatta a mano nuda. Però quando si è per la strada (specialmente se è inverno o se piove) è consigliabile non levarsi il guanto, sia per non costringere l'altro a fare lo stesso, sia per non rendere inutilmente luna e goffa la cerimonia del saluto, che deve invece essere spontanea, semplice e breve. E' anche cosa poco elegante, tenendo la mano guantata, la meccanica frase "Scusi il guanto!". O lo si toglie subito (rapidamente, senza divincolamenti) o lo si tiene con semplicità e senza scuse di sorta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-7884570553380442855?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/7884570553380442855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=7884570553380442855' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7884570553380442855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/7884570553380442855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/03/la-stretta-di-mano.html' title='La stretta di mano'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S5CY0FLhFSI/AAAAAAAAAn8/eqPr62QFMhg/s72-c/LR508Hands.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-8549365571169645593</id><published>2010-02-26T06:46:00.004+01:00</published><updated>2010-02-26T07:24:50.199+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Incidenti a tavola</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S4dgNHSl1HI/AAAAAAAAAnc/SHlZAljjs9A/s1600-h/Meissen-Porcelain-Table.JPG.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S4dgNHSl1HI/AAAAAAAAAnc/SHlZAljjs9A/s400/Meissen-Porcelain-Table.JPG.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442424453112124530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Il galateo della tavola non vuole che si sappiano maneggiare piatti e posate con destrezza, ma impone anche siano accuratamente evitati gli incidenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;In realtà un incidente può capitare a chiunque: ma il commensale provetto saprà trarsi d'impaccio con garbo e disinvoltura. A tutti, per esempio, può accadere di rovesciare qualcosa sulla tovaglia. Se si tratta di un pezzetto di pietanza potete raccoglierlo discretamente e rimetterlo nel piatto, cercando di non dar troppo nell'occhio, ma senza assumere un'aria da cospiratori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Se si tratta di sale, non fate previsioni sulle terribili disgrazie che il sale rovesciato porta con sé. Se si tratta di vino rosso, non coprite la macchia col sale, illudendovi di neutralizzarla, né date consigli ai padroni di casa su come potrà toglierla in seguito. Limitatevi a chiedere scusa, senza farla tanto lunga.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Quando vi cade a terra una posata, non raccoglietela se è presente una persona di servizio; dovete invece raccoglierla se la persona di servizio non c'è (i padroni di casa solleciti, però, porgeranno subito all'ospite una posata pulita).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Non raccogliete mai il pane. Raccogliete sempre il tovagliolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Se addirittura rompete un piatto o un bicchiere, scusatevi con sincero rincrescimento, senza peraltro emettere grida di dolore o mettervi in ginocchio. I padroni di casa, dal canto loro, sappiano nascondere il proprio disappunto e minimizzare l'accaduto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Se per disgrazia il piatto, la tazza o il bicchiere che avete rotto fanno parte di un servizio prezioso, è bene che alle vostre scuse sincere aggiungiate, il giorno dopo, una telefonata o un biglietto o un mazzo di fiori (a seconda della gravità del danno e del carattere dei padroni di casa). Può capitare di urtare un bicchiere in modo da farlo involontariamente risuonare. Non esclamate "Oh che bel suono! Sentite, sentite...", abbandonandovi a variazioni musicali sui bicchieri vostri o altrui; ma nemmeno profondetevi in scuse per una simile inezia. Basta toccare il bicchiere con un dito per zittirlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Se vi sbrodolate, asciugatevi rapidamente, senza gridolini risaioli o drammatici, e cercate di non ripetere l'incidente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Se dovete soffiarvi il naso fatelo con rapidità, naturalezza e discrezione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Se vi va qualcosa di traverso, non fate cenni disperati, non alzatevi rovesciando la sedia, non parlate; statevene il più possibile tranquilli e fermi, soffocando tosse e rantoli con la mano davanti alla bocca: sopravviverete di certo. E appena avrete riacquistato la facoltà di parlare, scusatevi. Se trovate il classico capello nella minestra, la classica mosca nel bicchiere, il classico vermiciattolo nella frutta, non lanciate strilli di raccapriccio, non respingete il piatto, ma neppure fate commenti faceti o scene di tenerezza per il baco indifeso. Si elimina rapidamente il corpo estraneo, possibilmente nascondendolo, e si tace eroicamente. Ma se, colmo della disgrazia, sentiamo scricchiolare un sassolino sotto i denti o stiamo per ingoiare un pallino di piombo assieme alla lepre in salmì? Niente tragedie: espelliamoli rapidamente, come si espelle una lisca di pesce o un nocciolo di frutta, deponendoli sul piatto o nel tovagliolo con la massima astuzia e il minimo di pubblicità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Quello che non si dice a tavola&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Prima di tutto devono essere banditi tutti gli argomenti che facilmente possono degenerare in dispute e quelli che si presumono noiosi o scarsamente comprensibili a buona parte dei commensali: la tavola non è la sede adatta per discussione filosofiche, dissertazioni critiche, trattative di affari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Vano evitati anche i resoconti di malattie, di operazioni, di morti, di funerali; le descrizoni raccapriccianti in genere; le barzellette poco pulite. Proibite sono pure le discussioni tra moglie e marito. Proibito rimproverare il personale di servizio. Proibito sgridare i figli e raccomandare loro continuamente "tieni giù i gomiti, non parlare con la bocca piena, ecc.": queste cose si insegnano prima, durante il pranzo si può intervenire solo quando la situazione si fa disperata.  Le reprimende di ogni genere si fanno sempre dopo, quando gli invitati non sono costretti ad assistere alla scena.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Non si fanno neppure apprezzamenti più o meno spiritosi sull'aspetto, il sapore, la qualità dei cibi che vengono serviti, né d'altra parte ci si profonde in lodi davanti a pietanze decisamente mal riuscite. Non si spettegola coi vicini di tavola, ai danni di qualcuno che sta di fronte, o qualcuno posto più in là; non si intavolano lunghe conversazioni con chi sta all'altro capo della tavola; né ci si pencola continuamente avanti e indietro, con scarso gaudio del vicino, per parlare con chi sta due posti più in là.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Se si è invitati non ci si mette a celebrare le lodi di magnifici pranzi gustati in altri tempi: sarebbe lo stesso che fare paragoni spiacevoli con ciò che viene servito in quel momento. Le signore, in particolare, si trattengano dal raccontare come loro cucinano lo stesso piatto ottenendo risultati fantastici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-8549365571169645593?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/8549365571169645593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=8549365571169645593' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/8549365571169645593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/8549365571169645593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/02/incidenti-tavola.html' title='Incidenti a tavola'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S4dgNHSl1HI/AAAAAAAAAnc/SHlZAljjs9A/s72-c/Meissen-Porcelain-Table.JPG.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-4710060120064462937</id><published>2010-02-19T06:37:00.009+01:00</published><updated>2010-02-19T17:20:45.615+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Gli argomenti proibiti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S34tT4KyZZI/AAAAAAAAAmk/SNNHWa_5ygI/s1600-h/de+Nittis_Salotto_principessa_Mathilde.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439835219428533650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 319px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S34tT4KyZZI/AAAAAAAAAmk/SNNHWa_5ygI/s400/de+Nittis_Salotto_principessa_Mathilde.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Qualcuno ha detto che la conversazione è un'arte e come tale è privilegio di pochi fortunati: tuttavia, anche se non rientriamo nella schiera eletta degli abili conversatori, non per questo dobbiamo trincerarci dietro un assoluto mutismo per timore di fare brutta figura. Per sostenere una buona conversazione, in fondo,bastano un pizzico di buon senso e molta discrezione. Vi sono alcuni argomenti, teniamolo presente, che è bene non costituiscano mai materia di conversazione perché potrebbero provocare discussioni troppo accese, urtare la suscettibilità di qualcuno o annoiare gli interlocutori. Facciamo alcuni esempi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;La Politica&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;E' un terreno molto pericoloso, nel quale conviene avventurarsi con la massima prudenza e solo se ci si trova fra amici. Ma attenzione: non si cada nella ingenuità di credere che persone che hanno ricevuto la stessa educazione o che si conoscono da molto tempo debbano necessariamente avere le stesse opinioni politiche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;Il lavoro&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le persone che lavorano saranno tanto più apprezzate quanto più saranno capaci di dimenticare la vita d'ufficio nelle ore libere dagli impegni di lavoro. Se due o più colleghi si ritrovano insieme ad altre persone, eviteranno dunque i commenti sul direttore, l'ultimo pettegolezzo sulla segretaria, le allusioni e le spiritosaggini che non possono riuscire che soporifere a chi non ha il piacere di lavorare nel medesimo ufficio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;Il denaro&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Chi ne ha molto, è meglio che non ne parli affatto, o verrà facilmente considerato un "arrivato". Chi lo desidera e ne ha poco, rischia di rattristare o di mettere in imbarazzo i presenti, lasciando intravedere i suoi problemi e le sue preoccupazioni. Conclusione: è bene cambiare argomento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;Gli animali&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Se non si è sicurissimi di trovarsi in presenza di persone amanti degli animali, non si impongano a nessuno le prodezze del proprio cane, le avventure amorose del proprio gatto, i malesseri del proprio pesce rosso. Per molte persone, gli animali sono l'argomento più noioso del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;Le malattie&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Non si affligga nessuno con i disturbi del proprio fegato, il morbillo dei bambini, i terribili mali della suocera. Non si facciano mai commenti sull'aspetto degli altri ("Ma che brutta cera!"), né richieste particolareggiate sui loro malanni. Se invece è il nostro interlocutore a descriverci spontaneamente i suoi dolori, bisogna dimostrare un sincero interessamento, evitando sia di prenderlo alla leggera, sia di confermare i suoi timori con un lugubre elenco di malattie concluse tragicamente. E infine non è assolutamente il caso di rispondere a chi ci confida il suo perenne mal di denti: "Pensi che io, invece, sono arrivato alla mia età senza mai andare dal dentista!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;La gastronomia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;E' un arte di cui, durante i pasti, è bene non parlarne con troppa insistenza. La padrona / il padrone di casa che elenca i meriti della sua salsa olandese è inopportuna e noiosa, come il padrone di casa che afferma con soddisfazione " Eh si, a casa mia si mangia proprio bene". Dal canto suo, l'invitato non deve paragonare le sogliole che sta mangiando a quelle gustate a Parigi l'anno precedente, e tanto meno descrivere le reazioni che provocano in lui certi cibi indigesti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;Le barzellette&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Meritano un discorsino a parte, che tuttavia può essere riassunto in due regole fondamentali. Prima regola: &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;non raccontarle&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;, a meno che non si sia dei veri e propri specialisti in materia. Seconda regola: &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;non sciupare le barzellette altrui&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il tipo che interrompe la barzelletta altrui con un non richiesto e crudele "La so già" è detestabile: primo, perché mortifica e "smonta" il narratore; secondo, perché anche se uno conosce già la storiella, non è detto che tutti gli altri la conoscano; terzo, perché ci può essere chi, pur conoscendola, l'ascolterebbe volentieri un'altra volta. Meno crudele, ma altrettanto insopportabile, è colui o colei che ride continuamente fuori tempo mostrando di non capire niente e disorientando tanto il narratore quanto l'uditorio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Perfido, oltre che maleducato, il tipo che alla fine della barzelletta dice "E' finita?" o dimostra con una frase o con un gesto qualsiasi di non aver apprezzato la storiella. Siamo d'accordo che ben poche, tra le barzellette che si sentono raccontare, sono divertenti (non per niente abbiamo elencato come prima regola "non raccontarle"), ma il galateo vuole che anche quando sono scipite, vadano ascoltate con pazienza, buon umore, indulgenza. E' uno dei tanti sacrifici imposti dalla vita di società.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;In un unica occasione è lecito interrompere il narratore, o almeno cercare di farlo: quando si ha ragione di credere che la sua barzelletta possa ferire la suscettibilità o il pudore di qualcuno tra i presenti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-4710060120064462937?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/4710060120064462937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=4710060120064462937' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4710060120064462937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4710060120064462937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/02/gli-argomenti-proibiti.html' title='Gli argomenti proibiti'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S34tT4KyZZI/AAAAAAAAAmk/SNNHWa_5ygI/s72-c/de+Nittis_Salotto_principessa_Mathilde.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-4731026806091374521</id><published>2010-02-15T06:39:00.007+01:00</published><updated>2010-02-17T20:59:17.954+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Amabili Resti - The lovely bones</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S3jeTkGkJ8I/AAAAAAAAAmc/rdDWquT1FAg/s1600-h/lovely_bones.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 216px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S3jeTkGkJ8I/AAAAAAAAAmc/rdDWquT1FAg/s320/lovely_bones.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438340977739966402" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;«Mi chiamo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando sono stata uccisa, il 6 dicembre 1973». Esordisce così, ça va sans dire, questo psichedelico film sospeso tra incanto e realtà, tra thriller e "chi l'ha visto", fra surreale e interregni tra il mondo reale, quello metafisico e gli stati di mezzo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Non ci avete capito un cazzo di quanto ho detto sopra? Benissimo, vuol dire che avete afferrato - pur senza averlo ancora visto - il senso del film.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Andiamo con ordine: la protagonista del film Susie Salmon (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm1519680/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Saoirse Ronan&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;) vive in una tranquilla cittadina di provincia della Pennsilvanya, figlia di un modesto ragioniere di nome Jack &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nndb.com/people/933/000023864/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Marc Whalberg&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;) con la passione dei velieri in bottiglia. Non ci vuole molto a capire che, per quanto candida e leggiadra e per nulla maliziosa, viene fatta oggetto delle morbose e omicide attenzioni del tranquillo vicino di casa George Harvey (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nndb.com/people/805/000043676/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Stanley Tucci&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;) che, scopriremo in seguito, ha già accoppato diverse povere fanciulle. Come da copione la poveretta, attirata nella trappola dal vicino col tipico: "vieni cara vieni che ti faccio vedere una bella cosa!", viene introdotta con l'inganno dentro una fossa scavata sottoterra e da cui uscirà fuggendo solo con l'anima. Il corpo, massacrato, rimarrà al suo posto finché non verrà sistemato dentro ad una cassaforte, opportunamente frollato, dal premuroso George. Nella sua corsa disperata verso una casa, la sua casa, che è già diventata eterea ed irraggiungibile, si imbatte nella solita outistica drogata, disadattata, dark e punkabbestia che ha il dono di vedere i morti e, alla bisogna, di mettere a disposizione il suo corpo per consentire ai trapassati di trombare post-mortem con gli amori non consumati lasciati sulla Terra. Il tutto comodamente distesi sul rosso cremisi di un velluto che decora il letto dell'alcova nei pressi di una discarica. Quando i genitori intuiscono dalla polizia che la figlia può aver fatto una brutta fine, le reazioni sono diverse: papà rompe tutte le bottiglie con dentro tutti i suoi velieri, mamma lascia marito ed altri due figli per impiegarsi come raccoglitrice di mele golden in una piantagione californiana. A fare le veci giunge nonna Lynn (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nndb.com/people/762/000024690/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Susan Sarandon&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;), opportunamente impellicciata, ingioiellata, supertruccata e perennemente attaccata alla sigaretta e al bicchiere di whisky, che prova a mettere ordine nel totale sfacelo creatosi  con piglio cinico (adoro!), autoritario (adoro!) e disincantato (adoro! adoro! adoro!). Susie bazzica ancora nel mezzo di un luogo che non è nè Cielo nè Terra. Medita vendetta e vuole che il suo assassino George la paghi per ciò che ha fatto. Come una "forma pensiero" - &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;gr&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;azie &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;a href="http://cinefilante.blogspot.com/"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Cinefilante&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt; -  trasmette al padre l'identità dell'assassino, il famoso vicino George. Papà Jack si arma di una mazza da baseball intenzionato a spaccargli la testa. Non ci riesce. Gli eventi si susseguono cavalcando l'assurdo a passi da gigante, consegnando un finale dove la protagonista si congeda augurando al pubblico in sala di poter vivere "una lunga vita" visto che lei, a differenza nostra, è morta a quattordici anni vergine e più incazzata che mai. Il pubblico ricambia l'augurio con una pioggia di romanissimi "mortacci" accompagnati da ruvidi rumori di grattate presso noti amuleti maschili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Punto positivo: a differenza di The Others, qui la protagonista capisce subito di essere morta. Non come quella poveraccia della Kidman che, chiappe per terra lungo il lugubre corridoio di casa, se ne rende conto sul finale che forse qualcosa era successo col fucile che aveva in mano - "At first I couldn't understand... what that rifle was doing in my hands....".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Punto negativo: il fantasy, mischiato al thriller e ripassato al sapore degli anni '70 tra zampe d'elefante, divani in canapone e borse di juta come zaini di scuola, può abbagliare il nostalgico ma non può ingannare il saggio. Che per forza di cose non può non riconoscere di avere assistito ad un film scialbo e inutile, prima ancora che brutto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-4731026806091374521?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/4731026806091374521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=4731026806091374521' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4731026806091374521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/4731026806091374521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/02/amabili-resti-lovely-bones.html' title='Amabili Resti - The lovely bones'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S3jeTkGkJ8I/AAAAAAAAAmc/rdDWquT1FAg/s72-c/lovely_bones.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-8603822445386419935</id><published>2010-02-10T19:07:00.010+01:00</published><updated>2010-02-10T20:52:22.681+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Il galateo dell'alcol</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S3MOTxlZMFI/AAAAAAAAAl0/NjqEcU4Wbe8/s1600-h/pinkys5++002.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S3MOTxlZMFI/AAAAAAAAAl0/NjqEcU4Wbe8/s400/pinkys5++002.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436704908056801362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Sapersi muovere anche nei contesti alcolici è indubbia prova di gusto e signorilità. Per far questo dobbiamo attenerci a poche e semplici regole, distinguendo tra il luogo in cui si beve e le modalità&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;A tavola&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il vino - I vini comuni si travasano in brocche o caraffe da tavola, quelli pregiati si lasciano nelle bottiglie originali. Per non offrire agli ospiti lo spettacolo di una lotta a corpo a corpo con il tappo riluttante, la bottiglia si porta a tavola già sturata, possibilmente con l'accortezza di dotare il collo con l'apposito salvagocce oppure, in mancanza, con un tovagliolino bianco avvolto intorno. Non si prende la bottiglia per il collo, ma per il corpo, cercando di non toccare mai l'orlo del bicchiere e di non far cadere gocce di vino sulla tovaglia. I vini bianchi si versano da una certa altezza, quelli rossi no perché possono contenere un deposito che, se viene scosso, si mescola al vino intorpidendolo. Prima di versare il vino agli ospiti, il padrone di casa può eseguire il tradizionale "assaggio". Ne versa un poco nel proprio bicchiere e lo assaggia per verificaere che non vi siano frammenti di sughero o tracce di olio e per sincerarsi che il vino portato in tavola sia proprio quello scelto. Dopo di che si possono servire gli ospiti, tenendo presente una semplice regola di cortesia:  per prima si servirà la signora seduta alla destra del padrone di casa, poi quella alla sinistra e via di seguito. In un pranzo normale ogni invitato avrò cura di versare il vino nel bicchiere della vicina. Nessun vino va versato prima che sia stato servito il primo piatto. Se si servono diversi vini, non è necessario togliere il bicchiere del vino bevuto prima; i bicchieri si lasciano sulla tavola fino alla fine del pasto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Al Ristorante&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;A chi invita spetta il compito di scegliere il vino, dopo aver chiesto agli altri commensali se hanno preferenze particolari sulla qualità. Il cameriere farà assaggiare il vino a chi lo ha ordinato e, quando ne avrà avuto il parere favorevole, lo servirà.  Qualora si tratti di una riunione amicale o famigliare, la scelta sarà collegiale una volta raggiunta un'intesa sul tipo, la qualità e la portata economica della bottiglia. Si evitino narcisismi enologici richiedendo gran riserve quando i commensali non sono raffinati cultori della bevanda. L'effetto, di cattivo gusto, sarebbe pari all'esegeta che discute dei massimi sistemi con l'illetterato, sottoponendolo ad una umiliazione non richiesta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;In salotto&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Gli aperitivi - Le bevande più adatte a essere servite come aperitivo sono il bitter, il vermut, lo cherry o il whisky. Alle signore che non bevono alcolici si offrirà una spremuta o altro genere di bevanda analcolica, come centrifugati di frutta o un succo di pomodoro condito con sale pepe e limone. Gli aperitivi si servono prima dei pasti, accompagnati da cubetti di ghiaccio e acqua minerale o seltz. Il padrone di casa porgerà il bicchiere direttamente da mano a mano; la cameriera - se presente - si servirà invece di un vassoio. Non dimenticate che con gli aperitivi è bene offrire qualche salatino, qualora non sia possibile approntare delle pietanze da cocktail come mini porzioni di quiches salate o ciò che la fantasia culinaria suggerisce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;I liquori - Si offrono sempre dopo il caffè, mai prima. Dopo un pranzo, sono più indicati il cognac e i liquori digestivi. Dopo una cena il cognac, il whisky o i liquori dolci. Il cognac si serve in speciali bicchieri panciuti (cosiddetti Napoleon), il whisky in bicchieri alti, non a calice, i liquori dolci e i digestivi in bicchieri piccoli, a calice o semplici. Per nessuna ragione l'invitato educato deve chiedere il bis del caffè  e dei liquori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Nei locali pubblici&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le persone a cui gira molto facilmente la testa non esitino a ordinare un cocktail analcolico, anche se il resto della comitiva trangugia con naturalezza rum e whisky. Le signore che "sopportano" magnificamente l'alcol si moderino nel bere, per una questione di eleganza. Se poi desidera essere affascinante, vi rinunci del tutto: l'alcol fa scintillare lo sguardo, ma anche il naso quando diventa rosso per effetto del bere. Una donna sola non deve mai ordinare alcolici ai bar, a meno che non si senta bene o debba rimettersi da uno spavento...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Come si beve?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Si beve a piccoli sorsi, senza rovesciare il capo all'indietro, senza schioccare la lingua e senza annusare il contenuto del bicchiere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Il bicchiere si prende con la destra (a meno che non si sia mancini) senza afferrarlo e senza sollevare il mignolo, il che è semplice indice di cattivo gusto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- A tavola ci si asciuga la bocca prima di bere e dopo aver bevuto. Le signore staranno attente a non stampare l'impronta del rossetto sul tovagliolo né sul bicchiere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Alzandosi da tavola, non ci si porta dietro il bicchiere, anche se il vino è ottimo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si alza il bicchiere verso chi ci sta versando da bere, ma lo si lascia fermo al suo posto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Se per disgrazia si rovescia un po' di vino sulla tovaglia, ci si scusa brevemente, senza cercare di ovviare con rimedi che sarebbero peggiori del male.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- In un brindisi, non è assolutamente necessario toccare tutti i bicchieri dei commensali, tra tintinii evviva e abbracci. E' sufficiente alzare il bicchiere in un gesto simbolico. Se però qualcuno dei presenti avanza il proprio bicchiere verso il nostro, non ritraiamoci, non fingiamo di non vedere, ma tintinniamo anche noi di buon grado.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-8603822445386419935?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/8603822445386419935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=8603822445386419935' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/8603822445386419935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/8603822445386419935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/02/il-galateo-dellalcol.html' title='Il galateo dell&apos;alcol'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S3MOTxlZMFI/AAAAAAAAAl0/NjqEcU4Wbe8/s72-c/pinkys5++002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-6731210354120778077</id><published>2010-02-08T06:43:00.005+01:00</published><updated>2010-02-08T07:05:42.977+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Per le scale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2-pfYcbCbI/AAAAAAAAAlk/jGPgYlktxBs/s1600-h/staircase.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 272px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2-pfYcbCbI/AAAAAAAAAlk/jGPgYlktxBs/s400/staircase.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435749631862180274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le scale sono, per così dire, un patrimonio comune che comporta una serie di diritti e di doveri per tutti gli utenti. Quali diritti? Solo uno: quello di passarci per entrare o uscire da casa. Quali doveri? Quello di passarci in modo educato, senza lasciare tracce (né visive, né olfattive, né acustiche). In altre parole:&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Cosa non si deve fare&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si gettano sulle scale mozziconi di sigarette, pacchetti  vuoti, carte di caramelle, sporcizie varie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si canta, non si fischia, non ci si chiama a voce alta, non si litiga e non si intrattengono conversazioni telefoniche al cellulare, magari ad alta voce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non ci si intrattiene sui pianerottoli a fare conversazione coi fornitori (lattaio, panettiere, ecc.) o con altri inquilini (e si vieta alle proprie persone di servizio di farlo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si permette ai propri figli di giocare per le scale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si completa per le scale il proprio abbigliamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si sorpassa precipitosamente chi cammina davanti a noi per le scale; o si aspetta con pazienza, oppure si chiede permesso con gentilezza Il più lento, comunque, dovrebbe spontaneamente affrettare il passo o spostarsi per lasciar passare il più svelto, soprattutto lungo i tapis-roulant degli aeroporti, dove qualcuno potrebbe avere molta più fretta di noi e viceversa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Se l'uomo e la donna sono insieme, l'ordine di precedenza è diverso a seconda che si salga o si scenda. Salendo, l'uomo resterà dietro alla donna, scendendo la precederà : il tutto perché se la dama dovesse incespicare egli possa trarla a salvamento prima che precipiti fin in fondo alle scale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Che cosa si deve fare&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Si salutano tutte le persone che si incontrano. Alla coinquilina con cui si hanno rapporti di vicinato diremo:  "Buongiorno Signora X", se i rapporti non sono strettamente confidenziali. In caso contrario il saluto sarà fatto per nome e SEMPRE, in entrambi i casi, accompagnato da un sorriso. Le signore possono sostituire un cenno della testa al saluto nei confronti dei signori che non conoscono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Gli uomini devono cedere sempre il passo alle signore che incontrano o che li raggiungono sulle scale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Nell'incontrare una signora per le scale gli uomini dovrebbero togliersi il cappello o almeno toccare l'ala in segno di riguardo (siete avvisati anche voi che indossate berretti da baseball).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Infine ci si deve ricordare, sempre, che le scale sono di tutti e che la reciproca discrezione e pazienza sono un vantaggio per ciascuno di noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-6731210354120778077?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/6731210354120778077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=6731210354120778077' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6731210354120778077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/6731210354120778077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/02/per-le-scale.html' title='Per le scale'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2-pfYcbCbI/AAAAAAAAAlk/jGPgYlktxBs/s72-c/staircase.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-761485024984391988</id><published>2010-02-05T07:14:00.004+01:00</published><updated>2010-02-05T07:16:50.226+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Minestre e Pasta: come destreggiarsi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2u3YDVhV1I/AAAAAAAAAlc/yABBUFb4d6k/s1600-h/07_DIxon_RH-thumb-650x418.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 257px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2u3YDVhV1I/AAAAAAAAAlc/yABBUFb4d6k/s400/07_DIxon_RH-thumb-650x418.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434638999192950610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le minestre, asciutte o in bordo che siano, non sono certamente piatti speciali: nella maggior parte delle famiglie esse costituiscono, a colazione e a pranzo, il classico primo piatto; sembrerebbe quindi che il modo con cui mangiare le minestre fosse una cosa ovvia e non degna di essere esaminata in particolare. In realtà non è così: anche in questo campo esistono precise regole di galateo che crediamo opportuno farvi conoscere.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La minestra in brodo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La minestra in brodo viene servita nella scodella o piatto fondo. La si prende, naturalmente, col cucchiaio, osservando i semplici accorgimenti già suggeriti la volta scorsa. Se si vogliono raccogliere anche le ultime cucchiaiate di brodo, si può inclinare la scodella verso il centro della tavola. Proibito inclinarla verso di sé. Finita la minestra il cucchiaio si pone nella scodella, perpendicolarmente al bordo della tavola, per facilitare il servizio dei camerieri (o di chi ci sta servendo, se si tratta di un pasto casalingo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le minestre in tazza&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Brodi, consommé, passati di verdura vengono serviti in tazza: questa si può portare alla bocca direttamente, servendosi di uno solo dei manici, il destro (le tazze da brodo ne hanno generalmente due). Se la tazza è accompagnata dal cucchiaio, questo serve per raccogliere i crostini o la pastina, se ci sono; altrimenti va usato per mescolare il brodo, ma non deve servire per sorbirlo. E' assolutamente scorretto soffiare sulla minestra, se è troppo calda; ciò non significa però che ci si debba scottare la lingua; basta attender un poco, in modo che possa raffreddarsi naturalmente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Può capitare di vedere qualcuno che mette bocconcini di pane nella minestra, o addirittutra, se è troppo calda o salata, aggiunge dell'acqua: non imitatelo! La minestra si mangia così come ci viene servita, senza aggiungervi niente che non sia il sale se troppo insipida. Se la minestra non fosse di nostro gusto non andrà respinta con sdegno. Si attende piuttosto che il piatto ci venga ritirato dopo averne assaggiata almeno un pò. Starà al buon senso del commensale, se interrogato, di fornire spiegazioni sul rifiuto solo in un contesto famigliare o amicale: in questi casi una giustificazione ineccepibile da chiamare in causa è la pressione sanguigna (alta). Al ristorante, alle cerimonie, non bisogna dare spiegazioni a nessuno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La pastasciutta&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Gli spaghetti e le tagliatelle non si tagliano con il coltello, si arrotolano sulla forchetta e si portano alla bocca senza l'aiuto del cucchiaio. Attenzione a non raccoglierne troppi: fareste un boccone troppo grosso che non entrerebbe tutto in bocca, con conseguente, antiestetica caduta di pezzi di spaghetti nel piatto. Cercate di arrotolare del tutto gli spaghetti sulla forchetta per evitare che rimangano appendici pendenti. Se la manovra non vi riesce alla perfezione (sebbene tale goffaggine è comprensibile solo per uno straniero...) e nonostante ogni sforzo qualche estremità di spaghetto resta a fare capolino, non risucchiatela! Sistematela in bocca con qualche colpo di forchetta aggiuntivo e con molta disinvoltura, senza vergognarvi: se vi guardate in giro, vedrete che gli "artisti" degli spaghetti non sono poi molti. Arrotolando gli spaghetti, cercate di non spruzzare intorno la salsa; se, nonostante tutte le precauzioni, vi capitasse di farne cadere qualche goccia sulla tovaglia, non mostratevi troppo confusi: scusandovi non fareste altro che attirare l'attenzione su un incidente che poteva benissimo passare inosservato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La pastasciutta di forma diversa (maccheroni, penne, tortellini, conchiglie, lasagne, ecc) si mangia con la sola forchetta, sempre evitando naturalmente di fare bocconi troppo grossi, per non imbrattarsi e fare smorfie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il risotto&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il risotto si mangia con la forchetta, non col cucchiaio, anche se è del tipo "morbido". Se scotta, non lo si spande a corona sugli orli del piatto, non lo si mescola e rimescola. Lo si appiana un pochino, rimuovendolo discretamente con la forchetta e si aspetta di poterlo mangiare senza scottarsi la lingua.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;I ravioli asciutti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Si mangiano sempre con la forchetta. Se sono ravioloni, di quelli che tengono quasi mezza fondina ognuno,si spezzano con il lato della forchetta, non col coltello.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;I cannelloni&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Si spezzano e si portano alla bocca con l'aiuto della sola forchetta. Si eviti assolutamente di fare ispezioni all'interno del cannellone per vedere "com'è fatto il ripieno": lo sapremo quando l'avremo in bocca, non prima. Le ispezioni, a tavola, non si devono fare. Tradiscono diffidenza per il cibo che si mangia; diffidenza che potrebbe negativamente influire sull'appetito altrui, oltre che offendere gli eventuali padroni di cas&lt;/span&gt;a.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-761485024984391988?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/761485024984391988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=761485024984391988' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/761485024984391988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/761485024984391988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/02/minestre-e-pasta-come-destreggiarsi.html' title='Minestre e Pasta: come destreggiarsi'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2u3YDVhV1I/AAAAAAAAAlc/yABBUFb4d6k/s72-c/07_DIxon_RH-thumb-650x418.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-1262626877078939991</id><published>2010-02-04T08:30:00.001+01:00</published><updated>2010-02-05T06:31:03.656+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Soul Kitchen</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2XZ0x9FgtI/AAAAAAAAAlE/cFy059wMrJs/s1600-h/locandina+di+soul+kitchen%5B4%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2XZ0x9FgtI/AAAAAAAAAlE/cFy059wMrJs/s320/locandina+di+soul+kitchen%5B4%5D.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432988026278347474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Sabato sera non è certo il giorno della settimana ideale per andare al cinema, sia pure al secondo spettacolo. Eppure, dopo un'inaugurazione del negozio di un amico, che ha preso buona parte del tardo pomeriggio, non si poteva non proseguire la serata per andare a vedere questo film i cui trailer erano davvero molto promettenti. In effetti è giusto parlarne all'imperfetto, perché una volta visto ci si è resi conto che in effetti non si trattava di nulla di speciale.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Amburgo ospita un mediocre chef greco, Zinos Kazantsakis, titolare di una tavola calda alla periferia della città, ritrovo affezionato di camionisti, operai, barboni, impiegati che non sanno resistere al gusto delle sue porcherie, tra cui un particolare merluzzo fritto con la panatura che si stacca, battezzando il locale col nome che gli si confà: Soul Kitchen - cibo per l'anima dirà qualcun altro in seguito. Una sera a cena in un ristorante d'Amburgo incontra lo chef ribelle Shayn Weiss, uomo dal temperamento pepato e dai modi gitani, dando il via ad un sodalizio che li porterà a rivoluzionare l'ex padiglione industriale in un locale alla moda. Al povero protagonista ne capitano di tutti i colori, naturalmente. Circondato da una fidanzata un pò mignotta che scappa in Cina con la scusa del lavoro e che se ne torna in compagnia di un altro, da un fratello ladruncolo e avanzo di galera col vizio del gioco, da un ex compagno di classe immobiliarista che non vede l'ora di mettere le mani sul cimicioso locale per demolirlo e lottizzarne il terreno, amici fricchettoni che suonano al suo locale in continuazione. Il tutto aggravato da un ernia del disco che progressivamente gli impedisce di camminare. Non potendosi permettere l'operazione perché sprovvisto di assicurazione medica e di servizio sanitario nazionale, Zinos viene condotto da un aruspice  turco che pratica medicina alternativa. Con metodi spicci e strumenti rudimentali, procurandogli un dolore allucinante, riuscirà a raddrizzarne la schiena e a rimetterlo in piedi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Difficile trovare un senso ad un film la cui trama è molto surreale e sicuramente divertente. Un difetto certo del flm è la sua lentezza. Il ritmo è lento per quasi i tre quarti della durata, salvo imprimere un colpo d'acceleratore sull'ultimo quarto accompagnando un minimo di azione ad una storia probabilmente non originale, ma di certo spiritosa e ben recitata. Tutti gli attori, protagonista compreso, se la cavano molto bene. Inutile dire che il personaggio che conquisterà di più gli spettatori sarà proprio lo chef  Shayn: per simpatia, piglio decisionista, modi bruschi e mira d'acciaio (nessuno sa lanciare i coltelli come lui!)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-1262626877078939991?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/1262626877078939991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=1262626877078939991' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/1262626877078939991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/1262626877078939991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/02/soul-kitchen.html' title='Soul Kitchen'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2XZ0x9FgtI/AAAAAAAAAlE/cFy059wMrJs/s72-c/locandina+di+soul+kitchen%5B4%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-2643111132838943488</id><published>2010-02-01T18:54:00.006+01:00</published><updated>2010-02-01T20:13:19.678+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>In auto: lui e lei</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2cnvC8bGPI/AAAAAAAAAlM/APIccFyffd0/s1600-h/citroen_ds.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 276px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2cnvC8bGPI/AAAAAAAAAlM/APIccFyffd0/s400/citroen_ds.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433355164643432690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La vita convulsa di tutti i giorni ci porta spesso ad avere un rapporto molto spiccio, quasi sbrigativo con l'automobile. Tuttavia, anche se le regole che andremo ad illustrare tra breve dovrebbero osservarsi anche nella quotidianità, sapremo che saranno inderogabili soprattutto in occasioni non relegate nel quotidiano. Andiamo sommariamente ad illustrare le reciproche obbligazioni.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Doveri di lei&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;1) La signora ospite su una macchina altrui non da' consigli tecnici al guidatore, anche se è lei stessa un'automobilista; non critica i suoi metodi di guida; non lo spinge a sorpassare quando non ne ha voglia, non gli dice continuamente "Oh che spavento! Attento che arriva un camion; oh Dio, ma cosa fa?" eccetera: è il miglior sistema per spingere il guidatore, confuso ed esasperato, a spiaccicarsi contro un muro: lui, la macchina e la sua asfissiante compagna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;2) Non fuma se il proprietario non fuma e se non ci sono posacenere in vista; se i posacenere ci sono può fumare, ma solo dopo averne chiesto il permesso al proprietario.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;3) Non pretende di tenere tutti i finestrini ermeticamente chiusi quando lui scoppia dal caldo; né tutti aperti quando lui ha freddo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;4) Non distrae il guidatore con manifestazioni d'affetto, o scene di gelosia, o discussioni troppo accese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;5) Se il suo compagno al volante ha il cattivo gusto, nonostante la sua presenza, di far discussioni col vigile, di litigare con gli altri automobilisti o coi pedoni, la signora non interviene per nessun motivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;Doveri di lui&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;1) L'uomo che va in auto a prendere una signora, arrivato davanti al portone, non aspetta in macchina, ma scende e aspetta pazientemente sul marciapiedi. Restare in auto, oltre a suscitare un senso di circospezione, procura un salto di categoria verso il basso da cavaliere a tassista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;2) Aiuta la signora a salire, provvedendo ad aprire e chiudere lo sportello.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;3) In macchina si assicura che la signora (o signorina) stia comoda, che non abbia borse o pacchi che le diano impiccio, se desidera il finestrino più o meno aperto o una regolazione dell'aria condizionata in sintonia con le sue richieste. La signora non approfitterà del suo status e della disponibilità dell'uomo e cercherà sempre un intesa riguardo sistemazioni dei sedili, temperatura a bordo e spazio disponibile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;4) Anche se è un asso al volante, non fa lo spericolato per impressionare la sua compagna; non tiene dissertazioni sulle virtù della sua macchina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;5) Per riguardo alla sua compagna, evita di discutere con gli altri automobilisti, anche se ha ragione; non insulta i pedoni e non impreca al traffico in genere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;6) Evita le brusche frenate, non fa partenze da pole position e non svetta su dossi e cuneette per magnificare le prodezze delle sospensioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#666666;"&gt;7) Arrivato finalmente a destinazione, l'uomo scende, gira intorno alla macchina, si preoccupa di aiutare la signora a scendere. Se fra gli altri passeggeri ci fosse un altro uomo anche questo, veramente,  non dovrebbe rimanere seduto quando una signora scende; ma è chiaro che, se per rispettare questa antica regola, deve disturbare altre signore, è meglio che resti dov'è, contentandosi di sollevarsi un poco dal sedile per salutare la signora che scende: almeno per dimostrare le buone intenzioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-2643111132838943488?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/2643111132838943488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=2643111132838943488' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2643111132838943488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/2643111132838943488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/02/in-auto-lui-e-lei.html' title='In auto: lui e lei'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2cnvC8bGPI/AAAAAAAAAlM/APIccFyffd0/s72-c/citroen_ds.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-537257954283193690</id><published>2010-01-31T19:17:00.006+01:00</published><updated>2010-01-31T20:14:01.616+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teatro'/><title type='text'>Oedipus on the top</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2XJUuohzLI/AAAAAAAAAk8/AyNw0RP-RxI/s1600-h/oedipus.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 221px; height: 310px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2XJUuohzLI/AAAAAAAAAk8/AyNw0RP-RxI/s320/oedipus.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432969883444956338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Certo che riprendere la rubrica teatrale con quanto visto due sere fa al Teatro Vascello non è certamente incoraggiante. Soprattutto per chi scrive. Perché, in tutta onestà, non saprei da che parte cominciare. Siccome si tratta della rivisitazione in chiave post-moderna, post-atomica ed ultra indecente della tragedia di Sofocle "Edipo Re", risparmiamoci la gran fatica di ricordare quanto studiato controvoglia alle scuole medie e andiamo a rileggercela &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edipo_re"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Avete letto? Bene. Immaginate di non essere a &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tebe_(Grecia)"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Tebe&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;, ma nel retro di un area industriale sporca, degradata e senza speranza i cui personaggi (Edipo, Giocasta, Creonte eccetera) sono dei barboni, dei senza tetto, degli homeless, dei bum, degli straccioni o scegliete voi il termine che più vi aggrada. Questi barboni non parlano. Il linguaggio non è parlato. Il linguaggio è figurativo. Come tale, i personaggi si esprimono con la sola mimica delle espressione e dei movimenti, accompagnata  con dei grugniti. Risparmio lo svolgimento della storia e porrei l'accento su una circostanza che non dovrebbe mai accadere quando in scena sono allestite delle tragedie: renderle, inconsapevolmente, delle esilaranti commedie dell'assurdo. I primi dieci minuti scorrono con l'introduzione di una voce narrante dalle corde vocali estroflesse, segue un fracasso di batteria e chitarra elettrica suonato in diretta e che farà da colonna sonora a tutta la storia, dopodichè vediamo spiegarsi i personaggi che non trovano nulla di meglio da fare che accoppiarsi tra di loro nella piena promiscuità. Poco importa chi capita sotto, Laio non risparmia nessuna/o. Tra scene boccaccesche, sequenze assurde e un agitazione di fondo che portava gli attori anche fuori del palco per girovagare nella platea, non si finisce più di ridere. A crepapelle. Inutile dire che ogni gesto, ogni interpretazione, anche un semplice sguardo era sufficiente a far scattare nel pubblico una battuta salace seguita da risate incontrollabili. Comprese quelle del sottoscritto, imbarazzato ma non più in grado di contenersi, tra l'osservazione degli attori e quanto le orecchie recepivano dal pubblico. Al culmine del pathos, quando il barbone-indovino Tiresia, seduto sopra un copertone, invita Edipo a sedersi sulle sue gambe con un gesto inequivocabile, dal pubblico si ode sommesso un: "mo' so' cazzi tuoi..." che fa ridere me ed i seduti in prima fila fino alle lacrime. Del resto, dopo gli amplessi promiscui, fino a quello di Edipo e Giocasta interpretato dai due attori completamente nudi, ci si poteva davvero aspettare di tutto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Raccomandatissimo se ci si trova con l'umore sotto le scarpe. Si uscirà inebriati di divertimento. Al Teatro Vascello fino al 7 febbraio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-537257954283193690?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/537257954283193690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=537257954283193690' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/537257954283193690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/537257954283193690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/01/oedipus-on-top.html' title='Oedipus on the top'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2XJUuohzLI/AAAAAAAAAk8/AyNw0RP-RxI/s72-c/oedipus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-5702869462370419951</id><published>2010-01-30T13:55:00.005+01:00</published><updated>2010-01-30T14:29:06.566+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>A tavola: cosa fare e non</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2Qse7LqCxI/AAAAAAAAAk0/SgtFscPklBI/s1600-h/dinner+final.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 256px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2Qse7LqCxI/AAAAAAAAAk0/SgtFscPklBI/s400/dinner+final.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432515960309943058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il perfetto commensale si rivela prima ancora di sedersi a tavola: infatti la prima prova delle sue buone maniere egli la da'&lt;/span&gt;&lt;a href="http://ballestrero.blogspot.com/2010/01/i-doveri-dellinvitato-pranzo.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;arrivando puntuale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt; Aggiungiamo che non è neppure corretto andarsene subito dopo la fine del pranzo: qualcuno potrebbe pensare che abbiamo accettato l'invito solo per sfamarci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Dal momento in cui si entra in casa dei nostri ospiti (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;l'ospite è colui che riceve. Coloro che partecipano sono gli invitati. L'uso improprio della parola "ospite" ne ha stravolto il significato al giorno d'oggi per cui è giusto ricordarne la versa dizione- ndr&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;), dobbiamo dimenticare il nostro orologio e regolarci, idealmente, su quello dei padroni di casa. La padrona di casa (userò questo termine per convenzione) si sederà a tavola per prima, mentre è vietato agli altri commensali di precederla. E sarà ancora lei (o chiunque ricopra il ruolo di titolare del ménage domestico) a dare il via all'inizio del pranzo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Alla fine del pranzo  nessuno dovrà alzarsi prima che l'abbia fatto la padrona di casa , la quale d'altra parte aspetterà che tutti i suoi ospiti abbaino finito di mangiare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Dopo questa premessa, il galateo del perfetto commensale si può riassumere in diversi punti, alcuni all'insegna delle buone maniere, altri all'insegna della discrezione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Le buone maniere&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si tengono i gomiti sulla tavola, non si allungano le gambe, non ci si rannicchia sulla sedia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si fuma tra una portata e l'altra, neanche se i padroni di casa lo fanno; è una mancanza di riguardo, da parte loro, che non dobbiamo imitare. si può fumare alla fine del pranzo, ma prima di accendere la sigaretta se ne chiede il permesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si posa la cenere nel bicchiere o sul piatto o nella tazzina del caffè,  ma solo nel posacenere; se questo non è sulla tavola, lo si chiede alla persona di servizio (se c'è) altrimenti semplicemente ai padroni di casa, offrendosi di andare a prenderlo personalmente. Pipa e sigari a tavola sono rigorosamente vietati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si soffia sulla minestra che scotta: si aspetta si raffreddi spontaneamente. Non moriremo di inedia nel frattempo ed eviteremo di apparire impazienti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si raccoglie, di regola, salse sughi e intingoli rimasti nel piatto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si riempie esageratamente il proprio piatto e non si lasciano avanzi visti, ma neanche si pretende di far sparire anche l'ultima briciola o goccia di sugo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non ci si accanisce sulle ossa de pollo come se spolparle fosse un punto d'onore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si fanno bocconi troppo grossi, né se ne introduce uno prima di avere inghiottito l'altro; non si sgranocchia rumorosamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si sorbisce il brodo con risucchi e sibili vari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si assapora il vino con mimiche da intenditore, magari rovesciando il capo all'indietro, come se fossimo attaccati a un fiasco. Si evita di fare "glu-glu" deglutendo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si schiocca mai la lingua dopo aver bevuto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non ci si dedica masticando a operazioni di interesse generale (condire l'insalata, versare il caffè, tagliare un dolce, ecc.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si prende il sale col coltello, anche se difficilmente potrebbe venire servito in ciotole rispetto ai più comuni macina sale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si addenta il pane, né lo si taglia col coltello, ma ci si limita a spezzarlo con le mani, senza spargere troppe briciole, né sulla tovaglia né per terra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si appoggia il pane sul piatto che si ha davanti, non si preparano bocconcini preventivi, se ne stacca di volta in volta la quantità necessaria preoccupandosi di non lasciare avanzi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La discrezione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si chiede sospettosamente come è stato cucinato un piatto prima di servirsi: si tratta di una indelicatezza irrecuperabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si toccano i cibi né con le mani né con le posate, prima di decidere quale prendere. Non si palpa la frutta per sentire se è matura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si tagliano le pietanze sul piatto di portata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si porta niente alla bocca direttamente dal piatto di portata. Ogni cosa va prima posata nel proprio piatto e di lì portata alla bocca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si guarda nel piatto degli altri, né si spia il loro modo di mangiare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si fanno troppi complimenti, non si insiste; non si rifiuta di servirsi prima dei padroni di casa se questi hanno proprio deciso così.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si rivoltano i piatti per vedere di che marca sono, né si guardano i bicchieri contro luce, fosse pure per ammirarne le bellezze;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si monopolizza la conversazione; non si parla a voce troppo alta e non si ride fragorosamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si intascano o si impacchettano dolci o frutti o altre delizie con l'idea commovente, ma non elegante, di farli assaggiare al nipotino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Non si mostra mai di aver fretta, cominciando magari a mangiare pane o a versarsi da bere in attesa di essere serviti; non si danno segni di impazienza tra una portata e l'altra, ma nemmeno si continua a chiacchierare invece di mangiare una volta serviti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;- Il piatto vuoto non si sposta nervosamente a destra o a sinistra: si aspetta che venga tolto dalla padrona di casa o dalla persona di servizio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-5702869462370419951?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/5702869462370419951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=5702869462370419951' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5702869462370419951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/5702869462370419951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/01/tavola-cosa-fare-e-non.html' title='A tavola: cosa fare e non'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S2Qse7LqCxI/AAAAAAAAAk0/SgtFscPklBI/s72-c/dinner+final.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5848557363265682763.post-592899800357614515</id><published>2010-01-24T20:09:00.003+01:00</published><updated>2010-01-29T19:21:38.822+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bon Ton'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galateo'/><title type='text'>Come si usano i bicchieri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S1yb-u_AGRI/AAAAAAAAAks/M805rqRqgCE/s1600-h/Calici+Retouched++003.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 272px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_oRJoyKVm14M/S1yb-u_AGRI/AAAAAAAAAks/M805rqRqgCE/s400/Calici+Retouched++003.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430386752768448786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;L'utilizzo dei bicchieri può sembrare la cosa più semplice e scontata che possa esistere a tavola. Eppure dimostreremo con con poche e chiare regole che non è così e di quanto sia importante badare ai dettagli.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Innanzitutto, come devono essere i bicchieri? Di che tipo e in che materiale. Diciamo che potenzialmente ogni strada è aperta, soprattutto alla luce delle nuove alternative fornite dall'odierno design. Tuttavia l'impostazione classica vuole i bicchieri in semplici vetro per la tavola di tutti giorni ed in prezioso cristallo per le occasioni importanti.  Nell'uno o nell'altro caso hanno comunque una funzione decisiva per l'eleganza della tavola: quella di "legare" tutti gli altri elementi, creando un effetto armonico. Per ottenere questo, tuttavia, non basta averli scelti con criteri di razionalità e di buon gusto; occorre anche saperli disporre con garbo e sapersene servire con proprietà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Come si dispongono - &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Per prima cosa un consiglio: non cedete alla tentazione di esibire sulla tavola l'intero servizio; davanti ad ogni commensale devono trovarsi due bicchieri, al massimo tre, se si tratta di un pranzo importante: uno grande per l'acqua, uno medio per il vino, eventualmente un terzo pure da vino, quando si prevede di servirne due qualità, rosso e bianco. Il bicchiere per il vino rosso sarà più grande di quello per il vino bianco. Si dispongono davanti al piatto e in ordine decrescente: il più alto a sinistra, il più basso a destra, perché non siano d'impaccio a chi deve servire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Tipo e colore - &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;La tavola classica prevede che tutti i bicchieri appartengano a uno stesso servizio, cioè che siano uguali per forma e colore. Tuttavia nulla vieta di accostare due o più tipi, purché l'accostamento sia armonioso e non appaia casuale. Anche in certi servizi completi, del resto, i bicchieri da vino  o quelli da dessert sono "a sé", se non come stile come colore: qualche volta sono colorati a differenza di quelli da acqua, rigorosamente trasparenti. L'importante è che tutti i bicchieri da acqua siano uguali tra loro come tipo e colore, e così quelli da vino e da dessert e così via.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Come si usano - &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Il bicchiere senza stelo si prende sempre dalla parte più bassa; i bicchieri a calice e le coppe non si prendono per il gambo, ma si sollevano reggendo con la mano il recipiente. Diffidate di chiunque vi dica il contrario, fosse anche un pluri-patentato Sommelier.  A nessuno è permesso, in un pranzo conviviale, di trasformare la degustazione del vino in un controllo qualità con metodi da laboratori chimico: tenere il calice per il gambo impedisce che il calore della mano alteri l'aroma e/o il sapore del vino, e via elencando altre stravaganze. La perizia dei degustatori e le loro tecniche troveranno spazio più appropriato in altri luoghi e momenti, come ad esempio l'acquisto di botti o di barili presso le opportune aziende vinicole. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Non si va incontro col bicchiere a chi versa il vino (o l'acqua). Non si copre mai il bicchiere col palmo della mano per significare " basta". Tanto meno lo si capovolge in segno di preventiva e assoluta astinenza. E' più che sufficiente dire: " No grazie, non bevo" o "Basta, grazie" senza ricorrere a questi esasperati gesti di difesa, quasi si temesse di venire ubriacati per forza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Non si prende mai il bicchiere dei vicini di posto, per versarle o farle versare da bere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Non si beve mai a bocca piena e non si accostano le labbra al bicchiere senza averle prima pulite col tovagliolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Non si vuota il bicchiere tutto d'un fiato come se si fosse terribilmente assetati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Non si indugia con le labbra sul bordo del bicchiere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Non si solleva il mignolo per aggiungere grazia all'operazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;Si beve e basta. Senza rumori. Senza gesti inutili. E soprattutto senza risucchi od insopportabili schiocchi di lingua.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5848557363265682763-592899800357614515?l=ballestrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ballestrero.blogspot.com/feeds/592899800357614515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5848557363265682763&amp;postID=592899800357614515' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/592899800357614515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5848557363265682763/posts/default/592899800357614515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ballestrero.blogspot.com/2010/01/come-si-usano-i-bicchieri.html' title='Come si usano i bicchieri'/><author><name>Ballestrero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16256137720913900332</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com
