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lunedì 22 febbraio 2016

Deadpool

Un nuovo supereroe matto, irriverente, sboccato, violentissimo, un pò perverso e sessualmente disinvolto? Potevo mai perdermelo? Finalmente un personaggio che si stacca del tutto dal solito stereotipo del superuomo invulnerabile e misticamente devoto al Bene. Deadpool, alias Wade Wilson, ex killer moribondo e risanato per mutazione genetica se ne frega dell'Umanità, il suo scopo è uno solo: mettere le mani su colui che per risanarlo lo ha poi sfigurato per sempre, costringendolo a indossare un costume e una maschera per nascondere il suo ex bellissimo sembiante. Un film non solo pieno d'azione, ma ricco di comicità, umorismo, velocità, violenza, scene splatter e fantascienza ben equilibrato. Menzione a parte merita la vecchia AL che lo accoglie a casa sua, cocainomane e cieca e che passa la giornata a montarsi da sola i mobili Ikea che puntualmente crollano dopo l'ultima vite stretta male. Insomma tra effetti speciali, botte da orbi, ammazzamenti truculenti non ci si annoia mai, complice il filo demenziale che tiene unito il tutto senza stancare. I titoli di coda già ci hanno assicurato che ci sarà presto un sequel. Io non me lo perdo, e voi?

sabato 20 febbraio 2016

Perfetti Sconosciuti


Dopo averne sentito parlare in giro, incuriosito dalla trama ma soprattutto dalla presenza nel cast di Anna Foglietta, l'indimenticabile escort Eva in "Nessuno mi può giudicare", mi sono spinto al cinema per gustarmelo. E non sarebbe stata scelta migliore, perché le soddisfazioni sono state molteplici. Dal cast assemblato in maniera egregia, sebbene con l'unica riserva su Alba Rohrwacher che porca miseria quanto cazzo è brutta, al magnifico Giallini che aumenta di valore come i quadri di Tiziano da Sotheby's ogni anno che passa.
Curioso notare come il cinema abbia accolto nel suo alveo una storia che sembra fatta e finita per il Teatro, non solo per l'impianto scenografico più o meno statico ma proprio per la storia in sè stessa. Una storia che prende spunto da una tanto banale quanto pungente gioco della verità, che vede gli smartphone e noi stessi coinvolti in una relazione talmente perversa in grado di alterare o stravolgere il  quotidiano anche solo per un equivoco, quando non proprio per fatti evidenti, incresciosi o imbarazzanti.
"Veritas Vos Liberat", la Verità vi renderà liberi diceva Gesù nel vangelo di Giovanni, ma penso che per questo film Gloria Steinem l'abbia detta meglio: "La Verità vi renderà liberi. Ma prima ti farà incazzare". Il punto è tutto lì, infatti. Si fa presto a sollecitare gli altri di essere sinceri onesti e veritieri a tutti i costi. Ma poi, onestamente, siamo forti abbastanza per accettarne le conseguenze? Tutto ciò viene magnificamente ritratto nel film in questione, che ha tra l'altro il grande e raro pregio di far parlare di sé dal pubblico anche dopo la proiezione. Più  metà del pubblico che usciva dalla sala ne è uscita in un silenzio assordante, segno inequivocabile che ha visto sé stesso, noi stessi, nei personaggi del film e dell'impianto nel suo complesso. E basta questo, secondo me, per consegnare il film all'eternità perché racconta una storia universale, così come è stato per taluni capolavori hollywoodiani come Eva contro Eva, di cui ho scritto qui alcuni anni fa e che resta uno dei miei film preferiti.
Perfetti Sconosciuti è uscito nelle sale adesso, quindi avete tutto il tempo per andarlo a vedere senza scuse! Si raccomanda senza riserve.