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venerdì 23 gennaio 2015

Unbroken

Grazie a questa buona prova di Angelina Jolie come regista, conosciamo una storia vera cui il film si ispira che altrimenti sarebbe stata nota soltanto al pubblico americano. E' la storia di Louis Zamperini, atleta e soldato di origini italiane classe 1917 e recentemente scomparso a luglio 2014. Nato e vissuto nel pieno delle grandi immigrazioni dall'Europa del primo Novecento, quando agli Italiani come lui ci si rivolgeva con il termine "Dago"(presumibilmente da "dagger", coltello, oggetto con cui venivano contrassegnati gli Italiani che all'epoca risolvevano tutte le questioni a colpi di duelli e risse). Nonostante tutto, Zamperini riesce ad affermarsi come corridore segnando tempi record che lo porteranno alle Olimpiadi di Berlino nel 1936, mentre ci si avvicina pericolosamente al secondo conflitto mondiale. Zamperini viene mandato al fronte come aviatore, ma durante una missione di soccorso nel Pacifico, l'aereo che lo trasportava precipita in mare lasciandolo su un canotto in mezzo all'oceano assieme ad altri due sopravvissuti dell'equipaggio. Da qui in poi è tutta una lotta per la sopravvivenza dove il protagonista dimostra una forza ed una resistenza ai limiti dell'umano, cosa che li farà guadagnare il meritatissimo appellativo di Unbroken.
Con parole di altri tempi si potrebbe definire un film "per stomaci forti", le scene violente sono rese senza filtri e senza censure. Il film colpisce sia a livello visivo che emotivo. E' piacevole e un pò inquietante constatare che colui che ha subito tutto questo e che è riuscito anche a sopravvivere non era un supereroe dal cuore d'acciaio, ma un uomo qualunque nel cui corpo albergava una forza ed una tenacia davvero fuori dal comune. Per comprenderlo pienamente non se ne può solo parlare, andrebbe necessariamente visto. L'uscita nelle sale cinematografiche è prevista per il 29 gennaio.

venerdì 16 gennaio 2015

La Teoria del Tutto

La vita del cosmologo Stephen Hawking così come raccontata dal romanzo scritto dalla moglie, cui il film è tratto. Visto in anteprima e meditato per un paio di giorni, posso dire che è senz'altro un buon film da vedere e che fa riflettere. Tralasciando i dettagli sulla figura di Stephen Hawking, di suo molto conosciuto e su cui si può approfondire parecchio su internet, il dettaglio che salta all'occhio di questo film è il suo portare in evidenza il lato umano della sua vita, lasciando ampio spazio alla sua vicenda e alla lotta con una malattia per cui la Medicina ufficiale aveva già dato speranze zero, non oltre i due anni. La caparbietà e la voglia di vivere sua, corroborata dalla ragazza che poi diventerà sua moglie, fa superare gli ostacoli che ognuno di noi riterrebbe umanamente insuperabile. Grandissima prova di interpretazione da parte degli attori, sopratutto di Eddie Redmayine che nei panni di una persona (tuttora vivente) quasi del tutto paralizzata ha saputo donare espressività e profondità alla figura di Stephen Hawking.