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martedì 15 aprile 2014

Transcendence

Con notevole ritardo riesco finalmente a parlare di questo film visto in anteprima al cinema Adriano a Roma.
Johnny Depp nei panni del Dottor Caster è il protagonista cervellone di questa storia di fantascienza che assieme alla moglie lavora alla creazione di una intelligenza artificiale che, a differenza delle precedenti, saprà coniugare non solo l'aspetto logico razionale ma anche quello emozionale, con lo scopo di realizzare una vera e propria macchina senziente.
E' bello notare che nei film americani questi geni del computer come il Dottor Caster vivono in lugubri e decadenti case, dove però si coltiva un amore per il giardino sul retro che per quanto trasandato i coniugi Caster tentano di addolcire con qualche piantina e una rete di rame come patio per isolarsi dalle onde elettroamgnetiche, ma questa osservazione resta un di cui. Intorno al lavoro dei coniugi Caster c'è qualcuno che non la pensa esattamente come loro. C'è chi vede nel lavoro condotto dai coniugi Curie del terzo millennio un qualcosa di potenzialmente pericoloso ed eticamente contrario alla natura umana. Utilizzando metodi non proprio ortodossi ma certamente efficaci, il cervellone Caster viene messo KO con una pistolettata al polonio. La sua sorte è segnata, ma lavorandoci sopra la devotissima moglie assieme ad alcuni colleghi compiono il miracolo che grossolanamente riuscì anche al Dottor Frankestein. Will Caster cesserà di vivere nella sua carcassa mortale per risorgere a nuova vita all'interno del super computer quantistico nel quale vivrà per sempre, conservando le sue emozioni ed il suo io senziente. Ma forse è proprio qui che la macchina s'inceppa e nel corso del film si osserverà con preoccupazione  la deriva distorta cui può arrivare un essere umano in possesso però di poteri superiori e assoluti.
Appare evidente che la bussola del film tende a puntare il tutto per tutto sugli aspetti ed i risvolti etici, morali e filosofici piuttosto che sui consueti cotillons di effetti speciali e saggi di recitazione emozionanti. Da questo punto di vista infatti non si trova riscontro né dei primi né dei secondi. La storia tende a innescare nello spettatore il tarlo della riflessione, mettendolo di fronte alle possibili conseguenze negative in cui l'essere umano può arrivare nella sua ferma volontà di sostituirsi al divino. La storia fantastica presentata in questi termini evidenzia proprio questo tema, gridando ad alta voce che l'essere umano può veramente diventare il Dio creatore di sé stesso, facendo cadere di schianto qualunque tipo di fede o filosofia in quanto non più necessaria. L'essere umano è auto consistente ed auto rigenerante. Non ha bisogno di invocare spiriti o divinità, resi ormai inutili perché  non ha più bisogno di queste figure per sperare di colmare le lacune terrene. Tutto ormai nasce, finisce e si evolve con lui.
Prendo il film come un messaggio di avvertimento e riflessione. Non ho invece molto da dire sulla performance degli attori, in particolare di Johnny Depp dove, in questa avventura cinematografica, essere inscatolato dentro la fissità di uno schermo al plasma trova la perfetta sintesi di rigidità tra lui e il lavoro del suo chirurgo plastico.

1 commento:

Lord Paranoia ha detto...

ciao Ballestrero,
passo per un saluto.

:)))