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domenica 19 gennaio 2014

I Segreti di Osage County

Si preannuncia interessante e ricco di spunti il film che mette insieme una platea di mostri sacri del cinema, prima fra tutti Meryl Streep. Felicemente accompagnata in questa storia da Julia Roberts e Ewan McGregor.
Tratto da un opera teatrale in tre atti cui titolo originale è "August: Osage County", il film ci pone dinanzi alla figura della famiglia e delle sue sfaccettature nelle relazioni parentali, umane e personali.  Non avendolo ancora visto non posso certo lanciarmi in una recensione completa, tuttavia parlando di aspettative e dalle notizie che posso leggere sui blog di tutto il mondo mi aspetto un buon lavoro anche se i toni, per quanto interrotti da qualche battuta o intervento simpatico, credo che resteranno drammatici. Lanciandomi in un confronto avventato, visto che prima di domani non avrò la possibilità di vederlo in anteprima, sono incline a pensare che i Segreti di Osage County siano il corrispondente opposto del simpatico film very british "Funeral Party". In quest'ultimo si rideva molto, in Osage County forse prevarrà un'amarezza che suggerisce riflessione.
Se dovessi vedere me stesso invece all'interno di una famosa famiglia del cinema, immaginandomi di esserci nato, le mie opzioni potrebbero essere addirittura due: la prima quella del magnifico film "La Famiglia Omicidi", la seconda invece in quella di Oliver e Millicent Jordan del superbo, impagabile e inarrivabile capolavoro "Pranzo alle Otto".
Non vedo l'ora di tornare dall'anteprima per darvi maggiori dettagli!

giovedì 9 gennaio 2014

Il Capitale Umano

Bellissima anteprima al cinema Moderno a Roma del nuovo film di Paolo Virzì, alla presenza del regista e di quasi tutto il cast. Assente (giustificata) solo Valeria Golino.
Un bel parterre che ha visto la sala 3 del cinema strapiena.
Metti due famiglie dell'alta Brianza, così diverse ma con qualche affinità tra di loro, un breve amore adolescenziale e un incidente stradale che legherà i loro destini facendoli confluire su binari diversi e paralleli.
La prima, quella del ricco finanziere Bernaschi e la seconda del piccolo borghese Ossola con velleità di scalata sociale. Il primo, Giovanni Bernaschi (Fabrizio Gifuni) milanese affarista, stereotipato, dall'accento meneghino sfacciato. Il secondo, Dino Ossola (Fabrizio Bentivoglio), ganassa un po' coglionazzo e finto come un giubbotto di ecopelle.
Un mosaico scenografico che intorno all'episodio comune di un incidente, che purtroppo causerà la morte del malcapitato, fotografa caratteri, pensieri e antropologie  dei personaggi per il tramite delle loro azioni e dei loro pensieri. Carla, la moglie di Giovanni, stordita e persa in un mondo tutto suo, eppure consapevole della sua intelligenza. A lei viene affidata la battuta finale "Avete scommesso sulla rovina di questo Paese. E avete vinto!" Riscatta il personaggio e regala un'amara quanto tragica e manifesta allusione allo stato attuale dell'Italia, in mano a (presunti) maghi della Finanza che speculando sulle miserie altrui costruiscono le proprie fortune. Fortune che in questa storia hanno vacillato, ma solo per un momento. A dimostrazione che è sempre il Banco a vincere.



Sull'altro versante la smania e l'ingenuità di raggiungere in breve tempo ricchezze enormi investendo soldi che non si hanno, rappresentata da Dino Ossola. La vecchia, classica storia dell'albero degli zecchini di Pinocchio, replicata in salsa NASDAQ. Con l'ingenuità di un bambino si lancia in un'avventura più grande di lui, ma la terra sotto i piedi comincerà a mancarli presto quando si renderà conto che sta per rovinarsi alla grande. I pescecani hanno un fiuto particolare per i polli, Bernaschi ci ha messo meno di un istante nel riconoscerlo. La compagna di Ossola Roberta (Valeria Golino), nulla sa e nulla immagina. Al suo personaggio viene affidato il compito di fare da contraltare di donna comune che fa la psicologa presso la Asl, in contrapposizione a quello di Carla impegnata unicamente ad essere "la moglie di", compiaciuta ma poi prigioniera delle mollezze e dei lussi che la circondano.


Ci sono i figli delle due coppie Massimiliano e Serena, interpretati dai bravissimi Guglielmo Pinelli e Matilde Gioli. Naturalmente non può mancare il terzo incomodo, Luca (Giovanni Anzaldo) di cui Serena si innamora follemente, fino al punto di coprirlo con la Polizia quando l'incidente occorso in una fredda notte di inverno sulle strade ghiacciate della Brianza regala un morto che l'assicurazione del veicolo quantificherà in circa 200.000 Euro per risarcire alla famiglia il cosiddetto "Capitale Umano".

Un film drammatico, con una partenza leggera ed una metamorfosi progressiva verso il noir. Nessuno stallo, nessun momento di noia. La storia si lascia seguire agevolmente, nonostante i flashback e la concentrazione in capitoli che potrebbe confondere lo spettatore ma che in realtà non accade mai.
Una triste morale che consegna si un colpevole alla giustizia ma non il peggiore fra tutti. L'unico che veramente resta a terra sotto forma di risarcimento è appunto il "Capitale Umano".
Raccomandatissima visione. Non guasterebbe nemmeno una visione bis.