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domenica 3 novembre 2013

Before Midnight

Brutto, fastidioso, irritante, logorroico, cervellotico, ansiogeno e malfatto.
E pensare che quando ho detto che sarei andato a vederlo (sia chiaro: avevo i biglietti gratis), ero stato avvisato che si trattava del terzo film sugli stessi protagonisti, che si sono sempre conosciuti before qualcosa, che forse mi sarebbe sfuggito qualcosa mancandomi i due precedenti. Ebbene, non è stato così. Visto l'orrore indescrivibile di questo film, diciamo pure che mi sono risparmiato le precedenti due torture.
Jesse e Céline Wallace, i protagonisti del film, sono due grandissimi rompicoglioni. Dovevo capirlo dall'inizio del film, dove il figlio di primo letto di Jesse scongiura il padre di non venirlo a trovare a Chicago per il saggio di musica. Soltanto dopo ho capito perché. Jesse e Wallace sono la versione Ipad delle coppie fine anni '70 intrise di   Age of Acquarius, secondo cui bisogna parlarsi e analizzarsi a vicenda ogni secondo della propria vita. Anche i contenuti delle loro conversazioni sono tutti ispirati a psicologie socio famigliari cara ai guru dei collettivi equi e solidali:  se mangi la mela smozzicata di tua figlia che dorme sul sedile della macchina che non aveva finito, quando si sveglierà e non la troverà avrà un trauma e da grande diventerà una puttana che la dà via per una striscia di coca. E proprio questo fanno. Parlano. Parlano in continuazione. Non smettono mai di parlare. Dall'inizio del film fino alla fine. Mai come prima di questo film mi sono sentito soffocare, prigioniero in sala di un torrente in piena di parole che non avevano come fine quello di tenere alta l'attenzione, come sarebbe stato più congeniale se si fosse trattato di una pièce teatrale.
Solo una lacerante, interminabile ed asfissiante rottura di coglioni.
Velo pietoso sulla trama sciatta e banale su cui si sviluppa il film: 40 minuti di chiacchiere in macchina dall'aeroporto a casa, 45 minuti di chiacchiere a tavola del vecchio saggio greco, 40 minuti di chiacchiere passeggiando per un isoletta greca, 30 minuti di chiacchiere litigate che fanno saltare la notte d'amore dei due protagonisti.
Meno male che l'Hard Rock Café era vicino al cinema e mi sono riconsolato lì. L'ottimo hamburger ha salvato una serata che questo film aveva veramente messo knockout.

venerdì 1 novembre 2013

Questione di Tempo - About Time


Siete tutti avvisti. Chi entra a vedere questo film con in testa "Ritorno al Futuro", coi teletrasporti di Star Trek ed acceleratori temporali fantascientifici rimarrà un pò deluso.
Il protagonista Tim usa metodi molto più semplici. Si chiude in un armadio o dentro a un pertugio, stringe forti i pugni e voilà, è in grado di rimandare indietro le lancette del tempo.
Tim vive la sua giovane vita in una magnifica villa in Cornovaglia assieme alla sua famiglia allargata. Non del tipo attuale dove ogni bambino ha due o tre madri e padri diverse, ma di quelle che una volta c'erano anche in Italia, comprendenti anche gli zii e amici vari. Il padre di Tim finalmente gli svela il segreto di famiglia, ossia la capacità degli eredi maschi di viaggiare nel tempo anche se solo al passato. Non possono balzare nel tempo verso il futuro e vedere quel che sarà. Ma andando indietro nel tempo sarà possibile costruirsi un buon futuro, correggendo errori e prevenendo sciagure.
Tim sperimenta il dono e resta stupito fin da subito di quanto funzioni bene. Finalmente può utilizzarlo per trovare la ragazza dei suoi sogni e saremo tutti intrigati dei suoi balzi temporali per conquistarla e costruirsi una vita assieme a lei. Impagabile la scena in cui Tim fa la proposta di matrimonio alla sua ragazza facendole credere che la musica di sottofondo provenisse dalla radio. Si era portato invece l'intera orchestrina del locale dentro casa.

Una commedia bilanciatissima che condisce la già splendida scenografia con ironia, amore, sarcasmo e ritmo. Un esaltazione dell'amore e della famiglia fatto senza retorica, in un certo senso nuovo e spiazzante in un campo dove gli Italiani hanno sempre avuto il primato. La mano e il gusto del regista di sente e si apprezza in ogni passaggio del film che, nel mio caso, è stato visto in anteprima in lingua originale con sottotitoli. Sono pronto a rivedere il film doppiato in Italiano, ma temo che le atmosfere infuse dal film potrebbero diminuire.
Comunque raccomandatissimo! Se ne consiglia la visione senza riserve.
Ringrazio Paolo Centra  per l'invito all'anteprima!