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domenica 23 giugno 2013

Star Trek - into darkness

Ho dovuto aspettare fin dopo Oblivion per riuscire a vedere un gran bel film. Calcolando che da allora sono passati abbondanti due mesi, posso ritenermi soddisfatto per aver aspettato tanto a ritornare al cinema.
Star Trek into darkness introduce una nuova e affascinante sfumatura finora davvero inesplorata, come le galassie che la serie TV ha battuto per anni. La nave spaziale Enterprise, il suo capitano Jim Kirk, lo storico equipaggio composto da Spock, Scott, Uhura e McCoy si ritrovano adesso ad affrontare una guerra tra Bene e Male, assumendo così una connotazione guerresca finora davvero estranea alla serie televisiva.
Partire alla caccia di un essere umano geneticamente modificato di nome Khan, malvagio come nessuno mai, riuscire a catturarlo e gettare il capitano Kirk nella confusione di identificare quali siano davvero i suoi nemici: se il cattivissimo Khan o l'ammiraglio Marcus che organizza la missione.
Nelle due ore in cui si svolge il film non si conosce uno, dico uno solo, momento di noia o stanchezza. Si viene letteralmente rapiti dalla bellezza della grafica, che stavolta non si ferma ai soliti effetti speciali, ma si estende con una cura impressionante anche alla ricostruzione delle città del futuro. Londra nel 2259 è una città che non conserva quasi nulla dei suoi monumenti storici, per far posto ad architetture avveniristiche e bellissime allo stesso tempo.
Gli scontri e le azioni si succedono con ritmo serrato, ben enfatizzato dal 3D che stavolta non regala una visione oscurata come spesso accade in questo tipo di proiezioni, ma sempre nitida e illuminata. In alcuni passaggi il 3D è riuscito ad essere addirittura più che realistico, con frammenti di detriti che "investivano" letteralmente lo spettatore.
Tutte le componenti che contribuiscono a stabilire la bellezza di un film sono presenti in Star Trek e tutte perfettamente equilibrate. Gli effetti e le immagini fanno da giusto scenario ad una storia solida e ben costruita (sappiamo invece quanto sia rara questa eventualità nei film d'azione), il ritmo sostenuto e gli effetti speciali di gran gusto, lo spazio per la riflessione quando si confrontano culture diverse, ben rappresentato dal dualismo capitano Kirk e Spock, inconciliabili ma analoghi seppur con aspetti diversi, molta ironia ben dosata e degnamente rappresentata da Scott (Simon Pegg), il discreto richiamo alla serie TV sulla storica bravura di dongiovanni del capitano Kirk, le cui scelte combattute sono sempre a cavallo tra le rigidità del protocollo e la furia del sentimento quando è seduto sulla plancia di comando.
Tutto questo non traspare dalla locandina, inoltre il genere fantascientifico non contribuisce certo ad immaginarselo. Tutt'altro discorso se ci fossimo trovati di fronte al poster di "Via col Vento".
Ma proprio per questo incoraggio tutti a vederlo e a superare quella naturale diffidenza che può precedere di fronte al genere azione/fantascienza. Gli effetti speciali non sono tutto. Star Trek lo dimostra pienamente.

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