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sabato 27 aprile 2013

Come si gioca a carte

Quando si riuniscono in casa propria degli amici per un bridge, un poker, una canasta o un qualunque altro gioco con le carte, si dovrò innanzitutto badare che queste siano in buono stato e pulite: non è gentile costringere gli invitati a maneggiare carte unte, appiccicose o rotte. Se si organizzano in anticipo i tavolini, bisogna badare  a mettere insieme giocatori dello stesso calibro, cioè di pari "bravura" e dai caratteri non incompatibili.
Perché questo comportamento previdente? Beh, al tavolo da gioco la prudenza è necessaria per non provocare incidenti sgradevoli. Infatti molte persone che nella vita di tutti i giorni sono tranquille, distinte ed educate, appena si trovano impegnate in un qualunque gioco di carte, si trasformano, dimenticano molte regole di educazione e diventano veramente insopportabili. E' per questo che si dice che il "vero signore si riconosce al tavolo da gioco"; in verità, lo si riconosce anche in molte altre occasioni, tuttavia una cosa è certa: che al tavolo da gioco la signorilità è tanto evidente quanto indispensabile. Quando si gioca a carte non si chiacchiera, non si riflette a lungo facendo perdere la pazienza a tutti prima di decidersi a giocare, non si sbattono violentemente le carte sul tavolo. Non si fanno segni al proprio compagno: questo si chiama barare, anche se amichevolmente. Se si perde bisogna stare al gioco con indifferenza almeno apparente, senza fare riflessioni più o meno amare sulla sfortuna propria e la fortuna altrui e senza indispettirsi troppo.
Se si vince, non si scoppia di felicità né si consolano i perdenti con logore facezie come "Sfortunato al gioco, fortunato in amore".
Non ci si deve mai lasciar trascinare a giocare somme più alte di quanto ci si possa permettere e comunque si deve evitare di fare puntate troppo alte. Il padrone di case che organizza una serata al tavolo da gioco non proporrà di giocare a soldi, saranno i suoi ospiti, se mai, a farlo. E gli comunque sorveglierà perché non si stabiliscano poste eccessive. Se, alla fine della serata, si troverà ad aver vinto, farò un gesto molto signorile e ospitale se dividerà la sua vincita fra i perdenti.
Il debito di gioco va pagato subito,a meno che non si tratti di una somma molto piccola e si abbia al certezza di vedere molto presto il proprio creditore e poter così sdebitarsi entro breve tempo.
Non si rimprovera mai il proprio compagno di gioco se ha dimostrato di essere inesperto o distratto. Si accettano con filosofia gli errori altrui e si riconoscono prontamente i propri: regola valida per il gioco, e più valida ancora per la vita.

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