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sabato 22 settembre 2012

De Rerum Hilarem - Il Duca d'Orléans

E' partito! Finalmente è partito! La mia esclamazione suona un pò asincrona, lo so, perché  ad essere onesti il Duca d'Orléans è partito la scorsa domenica, dopo aver concluso il suo soggiorno offrendo la cena avec la famille a base di poisson e senza champagne. Come al solito gli impegni settimanali mi impediscono di essere tempestivo. Ricomposti gli umili panni e chiamato a raccolta il suo cocchiere, il Duca d'Orléans ha fatto sistemare il frugale bagaglio sulla carrozza ispirata alla sobrietà più essenziale, come potete ammirare dalla foto qui accanto. Predisposti tutti i dettagli, il Duca tornerà all'amata Parigi non senza far tappa presso una località italiana conosciuta (Rapallo) ed un'altra sconosciuta in Francia, molto probabilmente diverso da "Aux Alpes" del viaggio di andata ma altrettanto segreta. Sarebbe allettante immaginarsi cosa possa nascondersi dietro tanta riservatezza. Magari la località francese segreta è uno chateau dove gli ultimi scampoli di aristocrazia gallica si dà convegno ogni anno per rinverdire i fasti di secoli oramai passati ma dal fascino evocativo.
Chissà, magari alla luce delle torce nella plumbea e solitaria campagna dove si erge il castello, gentiluomini e nobildonne si abbandonano a balli patrizi con delicati giri di minuetto ed amabili cenni d'inchino della testa a guardo basso, bandendo lascivia e impudicizia dai saloni da ballo, permettendone  poi libera irruenza nelle ovattate camere da letto. Forse quest'ultima parte non è più nelle corde del Duca d'Orléans, ma credo se la cavi ancora bene col ballo cortese. Quelle sue peculiarità che a noi popolani fanno tanto orrore, come lo sdrucito portafoglio menzionato nel precedente post, in questo ambiente sarebbero accolte come stravaganze irrinunciabili per la caratterizzazione del personaggio, del tutto organiche ad un gruppo sociale che di stravaganze ne fanno ragione di vita.



Dalla sua partenza ad oggi non abbiamo ricevuto notizie. Non sappiamo e non potremmo nemmeno sapere dove si trova in questo momento. Come prassi, al momento del congedo, siamo stati vagamente informati che tornerà a Parigi verso la fine del mese, sebbene non sappia ancora quando. Ragazzi, se non è aristocrazia questa! Mistero e irreperibilità saltuaria. Tra poco quando uscirò di casa lascerò il cellulare a casa per assaporare il gusto di non esser rintracciato.
Di una cosa però sono convinto. Che se fossi nato nella Francia prerivoluzionaria, io sarei stato come il Visconte di Valmont qui in alto, attorniato da amante e concubina. Sicuramente sono gli scampoli di una mia vita precedente che si fanno prepotentemente risentire. Altrimenti, come si spiegherebbe il mio amore sfrenato per il velluto? Prima o poi me la farò cucire un giustacuore come il suo!

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