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lunedì 24 settembre 2012

Dai lucchetti alle macchiette Liberiamo Roma Nord

Finalmente un bellissimo articolo che parla ironicamente di Roma Nord. Era tanto che volevo farlo anch'io, ma Maria Laura Rodotà sul Corriere è stata bravissima. Non è mia abitudine riportare sul mio blog produzioni altrui, ma siccome lo ritengo un piccolo capolavoro, ne raccomando a tutti la lettura. Soprattutto agli abitanti di Roma Nord.






Dai lucchetti alle macchiette Liberiamo Roma Nord (corriere.it del 23 settembre 2012)


Non è «un posto dove anche i cani portano le Hogan», Roma Nord. Non lo è neanche adesso. C'è sicuramente un'altra marca costosa (non troppo) di polacchine per cani con cui i cani di Roma Nord sono «ti ggiuro, troppo carini» (ragazze e giovani signore lì dicono così). Ci sono sicuramente i lucchetti di Ponte Milvio e le opere di Moccia, i Suv in seconda fila nella movida e il pensiero dei Vanzina, le toghe e le teste di maiale e le feste alla Carlo De Romanis; che hanno rivelato al Paese eccessi e degrado di un pezzo di città che qualcuno vorrebbe indicare come peculiare. Ma che riflette, ingigantisce, interpreta la deriva di un bel pezzo di borghesia italiana. Per questo ora la saga di Roma Nord affascina; per questo domina i social network, soprattutto Twitter, colonizzato dai giornalisti.Tra l'altro, Roma Nord (nella componente che rientra nella Ventesima Circoscrizione) è la zona d'Italia che ha dato più giornalisti/e alla Patria. Ora ne parlano a manetta. Avrebbero dovuto iniziare prima. Anzi, avremmo.


L'IDENTITA' - Principali e modernissime caratteristiche di Roma Nord sono l'avere confini variabili, perché nessuno è d'accordo sui suoi confini; e l'avere abitanti in apparenza sicuri di sé ma spesso desiderosi di essere come quelli un po' più su (socialmente) che stanno un po' più in là (quelli di Balduina e Cassia a Vigna Clara, quelli di Vigna Clara ai Parioli, quelli dei Parioli nell'Upper East Side di Gossip Girl, ora). Gli ecumenici la allargano dalla Balduina al quartiere Trieste includendo giustamente Prati. Quelli con radici parioline tentano di chiudere a quelli di Vigna Clara-Fleming, con lo stesso successo dei bramini di Boston che tentavano di stoppare il clan Kennedy (il parallelo finisce qui). Tutti entrano in ansia sulla Cassia, frontiera complessa e trafficata, a suo modo losangelina. Come, a sua insaputa, è Roma Nord.
Storicamente la zona più americana di Roma. Laboratorio del ceto medio e medioalto come la San Fernando Valley di Los Angeles, in bilico come la Florida (nel senso che a corso Francia il secondo partito era il Pci ma tallonato dal Msi), piena di finte bionde come la California (Enrico Vanzina ci ha scritto un libro). Un tempo socialmente diversificata e interessantissima. Tra gli anni 60 e gli anni 80, nella Roma Nord nuova, crescevano fianco a fianco figli di palazzinari e cardiochirurghi, di muratori e ladroni di tradizione, di esponenti del ceto medio riflessivo nati nelle case di cooperativa costruite con gli ultimi soldi del piano Marshall (in strade modello Richard Scarry; nella mia via c'era una palazzina di giornalisti Rai, una di ufficiali dell'aeronautica, una di magistrati, una di ingegneri, una di professori di giurisprudenza che era la mia; (ggiuro, troppo carino). L'egemonia culturale era già allora di destra più molta Dc, della borghesia dei commerci e delle professioni, delle bionde tinte; ma si conviveva e ci si confrontava. Poi, non solo a Roma Nord, c'è stata la tribalizzazione.


L'EVOLUZIONE - Perché (ggiuro) nel corso degli anni l'italico multiculturalismo di Roma Nord si è perso. Le ex zecche hanno/abbiamo cercato casa altrove, verso il centro, verso Monti-Esquilino, verso Milano (per un romanordista è più semplice vivere a Milano che a Roma Sud; oltretutto la Spocchia Roma Nord, genere «più sono scostante e villano più sono ganzo», intimorisce i milanesi e fa far carriera). I cinematografari idem. Sono rimasti i più borghesi, i più destri, intrappolati in un brodo di monocultura; privati dello stimolo del confronto continuo col diverso da sé. Sono andate via le famiglie cattoliche impegnate nel sociale e quelle comuniste e dintorni legate alla sezione Ponte Milvio (quella di Enrico Berlinguer, indimenticato e allora non anomalo residente di Vigna Clara); sono arrivati i negozi delle grandi griffes, e altri autosaloni. E l'ex parroco di una di queste zone (una di lusso) racconta: «E' stata è la mia parrocchia più difficile», con fedeli apparentemente impeccabili, con una diffusa amoralità e un certo materialismo. Difetti generalizzatisi, in seguito.


L'ARROCCAMENTO - Così, la Roma Nord in purezza si è costruita le sue istituzioni (la movida di Ponte Milvio, e altro) e ha conquistato una sua autonomia e un suo ruolo pop. Di zona battistrada delle mode, di polo d'attrazione aspirazionale. Certo, ora non va tanto bene. Ci sono protesti, fallimenti. Ci sono negozianti di lusso che dicono «non vendo più niente, ci ho tutte le clienti coi mariti inquisiti» (l'ha sentito una mia amica, ggiuro). C'è la saga di De Romanis, che trascina Roma Nord nello scandalo e pure nella leggenda.


LA DIASPORA - Anche grazie ai suoi figli più nerd, noi giornalisti, si diceva. Dispersi tra quartieri pseudo-bohémien e redazioni lontane, da giorni entusiasti di discutere su Twitter della terra natìa. Un po' sprezzanti, un po' giustificazionisti (qualcuno ha scritto «io alla festa di Ulisse mi sarei imbucato»; io mi imbucai, dopo le
nozze di Caroline di Monaco nel 1983, a una festa in cui i ragazzi scandivano lo slogan «Ca-si-ra-ghi! Ca-si-ra-ghi!»; ggiuro), avidi di battute e dettagli. Il più buono ha twittato «Roma Nord libera!», dagli inciuci, dalla corruzione, dai lucchetti e dalle macchiette, e ci speriamo tutti, ri-ggiuro.

Maria Laura Rodotà 23 settembre 2012 | 13:46© RIPRODUZIONE RISERVATA




3 commenti:

Il cinefilante ha detto...

Non si negare una virgola ma ne mancano di macchiette! e qui mim fermo che non vorrei dare troppe idee all'autrice dell'articolo! :-D

Lord Paranoia ha detto...

non l'avevo letto,
però ecco: questo articolo che hai postato è da incorniciare.

Ciao Ballestrero :)

Anonimo ha detto...

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