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domenica 18 marzo 2012

L'altra faccia del Diavolo - The Devil Inside

Il titolo era interessante. Accompagnato dal richiamo malandrino del prologo "Il Film che il Vaticano non vorrebbe mai che tu vedessi", arrivando persino a coniugare un verbo al condizionale nell'impoverimento generale della lingua parlata e scritta.
I protagonisti e il regista hanno implicitamente dato ragione a questa frase. Il film non dovrebbe essere visto tanto è insulso.
La trama è stringatissima: una signora italo americana nel 1978 uccide, durante un esorcismo praticato su di lei, due preti ed una suora nello scantinato di casa sua. Viene arrestata. La fanno carcerare nel fantomatico ospedale psichiatrico "Centrino" a Roma per volere di quei cattivoni della Curia. La figlia Isabella, 30 anni dopo, vuole girare un documentario per capire se la madre è veramente posseduta oppure si è semplicemente bevuta il cervello. Si reca a Roma, va alla scuola di esorcismo alla San Tommaso presso la chiesa di San Domenico e Sisto sopra via IV Novembre, vi ci incontra due giovani preti di cui uno di loro medico che fanno esorcismi en travesti - cioè, all'insaputa del proprio Vescovo e della stessa Curia. "Forse mia madre è posseduta dal demonio" - pensa l'ingenua Isabella. "Perché non ci provate voi due a liberarla da Satanasso?". Non se lo fanno ripetere due volte. Praticano il primo esorcismo e ottengono un risultato strabiliante. Belzebù comincia a saltare di corpo in corpo, praticando il cosiddetto transfert, fino ad uccidere tutti i protagonisti.
Un pò di xenoglossia, botte da orbi con forza sovrumana ed insulti osceni di Belfagor a base di fica e cazzo verso il prete che tenta di scacciarlo e tanto, ma proprio tanto splatter.
Il film è girato col taglio documentario, un lavoro ibrido per metà stile Blair Witch Project e per metà a camera fissa. Si salta dalla sedia in diversi momenti, del resto è sempre così quando ti acchiappa satanasso. Se non te la fai sotto in quei momenti, quando mai allora? Però la storia non convince per nulla.  Meno che mai il messaggio, che tenta di far passare il concetto per il quale il Male vince sempre e che per Male debba intendersi un Lucifero caduto cui obbiettivo non è l'anima, ma il corpo della vittima da fare a spezzatino. Nonostante i momenti di suspence e di genuina paura, resta un film da evitare. Se non siete convinti di farlo, potete sempre parlarne con i cinque ragazzi seduti nella fila avanti a me. Con la capacità persuasiva della migliore aristocrazia della Magliana vi spiegheranno, con rutti e bestemmie, perché il film non merita di essere visto. Li ringrazio ancora, perché con la loro genuina rozzezza, mi hanno fatto davvero divertire!

4 commenti:

Il cinefilante ha detto...

adoro! l'aristocrazia della magliana è un epiteto da incorniciare!

Anonimo ha detto...

..mi unisco agli applausi per l'epiteto da incorniciare..

nickoftime

G. Blue ha detto...

Mi meraviglia, che tu vada a vedere certe sciocchezze. Mica avrai creduto allo slogan banale e scontato? il fatto che appunto ci sia scritto:"ispirato ad eventi realmente accaduti" è solo un discorso pubblicitario.

Da evitare assolutamente. E' anche vero che non c'è nulla di veramente notevole da vedere in questo momento. Poi si lamentano della crisi del cinema, ma cominciassero a fare film decenti innanzitutto.

Ballestrero ha detto...

Grazie Cinefilante e Nickoftime!
@ G. Blue: come al solito ci sono andato per accompagnare qualcuno. Però mi incuriosiva, non certo perché ispirato a eventi accaduti che suona falso come pochi. Tra l'altro era pure parecchio che non tornavo al cinema. La sciocchezza più grande l'ho trovata nel modo in cui hanno preteso di trattare un argomento che ha poco a che fare con le sciocchezze