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sabato 11 febbraio 2012

Habemus Papam

Dopo aver visto il film ieri, comodamente a casa, le domande che mi sono fatto sono state tante. A partire dal titolo del film. Perché al termine della proiezione ci si chiede se habemus papam o habemus dementia senilis. Michel Piccoli presta il volto ad un papa senza nome, perché la brutta reazione psicologica all'elezione al papato è talmente scomposta e bislacca che il prevosto manco ha saputo scegliersi un nome per l'augusta nomina.

«Qui nomine vis vocari?»
«Vocabor Stocazzo! Tanto sò pazzo...!!»

Potrebbe essere sintetizzata così, con una battuta da osteria, la Romano Pontifici Eligenda. Tanto se di fronte ti trovi davanti un povero anziano con la testa soffocata dall'amnesia, senza cognizione di tempo causa e luogo, attorniato da un commando di cardinali che, non sapendo che pesci prendere, si affidano ad un isterico psicoterapeuta (Nanni Moretti), potremmo tranquillamente tagliarla corta qui.
Il succo della trama infatti é semplicemente questo. Cosa potrebbe succedere se venisse eletto un papa la cui mente alterna lucidità alterata, associata ad una crescente paura per l'incarico che gli viene affidato? Certamente una grande confusione. Superabile, secondo Nanni Moretti, organizzando un campionato di pallavolo nel cortile del palazzo apostolico tra i cardinali di tutto il mondo,  dipingendo un bel quadretto grottesco senza senso e perciò inutile. Ci sono guizzi di ironia e blande prese in giro della psicologia, con gli addetti ai lavori che generalmente tendono a trattare qualunque anomalia mentale attraverso la lente a senso unico della loro impostazione scolastica. Per la moglie del professor Brezzi (Nanni Moretti) - interpretata da Margherita Buy - tutto si spiega con il deficit dell'abbandono. Quando il soggetto in età infantile non riceve le adeguate attenzioni, tende a portarsi il trauma per tutta la vita facendolo esplodere nei momenti più imprevisti. Per allungare un pò di più il brodo, si va avanti con la fuga del neo eletto papa tra le strade di Roma, dove nessuno lo riconosce non avendolo mai visto dopo aver saputo della sua elezione. Dopo la fumata bianca il novello papa senza nome si rifiuta di salutare i fedeli in piazza che lo attendono, dandosela a gambe levate dentro le rassicuranti mura della Sistina.
Non aspettatevi un finale da colpo di scena. Perché tanto non esiste.

5 commenti:

G. Blue ha detto...

Anche io rimasi deluso. Per fortuna che non ho pagato il biglietto, per il lavoro che faccio. Il suo personaggio è irritante superficiale e non fa ridere. Moretti affronta la debolezza dei potenti.
Anche il "Discorso del Re" tratta lo stesso argomento, ma è senza dubbio girato in modo sublime, e recitato con altrettanta bravura.

Ballestrero ha detto...

Grazie per la visita G.Blue. Inutile dire che condivido il tuo commento. Si, probabilmente un'analogia col "Discorso del Re" ci sta, sebbene si contrapponga un handicap fisico, quello del Re, ad uno mentale, quello del papa.
Io non nutro simpatia per Moretti, ho sempre trovato i suoi film troppo autoreferenziali e naturali appendici alle sue isterie. Di Habemus Papam salvo Michel Piccoli, i costumi che sono eccezionali e Camillo Milli, caratterista fenomenale fatto apposta per fare il prete (se si esclude il suo cameo in Fantozzi dove interpreta Barambani che lo invita sulla nave).

Il cinefilante ha detto...

la conferma che il film non sia riuscito è nel suo dimenticarsene completamente. sono dovuta a andare a rileggere la mia recensione per stimolare i ricordi....

Velies Thyrrens ha detto...

a me aveva fatto curiosità, all'epoca. Sono contento di essermelo perso... ^^'

Ballestrero ha detto...

Ciao Velies,
anche a me incuriosì molto quando uscì. Tant'è che sarei dovuto andare al cinema a vederlo ma poi non se ne fece più nulla, senza che mi ricordi più il perché. Oggi mi risolvo dicendo che sono stati soldi risparmiati. Unico Oscar che avrei attribuito a questo film inutile sarebbe stato per i costumi.