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lunedì 23 gennaio 2012

E ora dove andiamo?

Senza il Cinefilante non avrei mai saputo dell'esistenza di questo film.Tant'è che mi ci ha portato lei insieme ad altri amici in comune. Del resto come poter conoscere questo film della regista libanese Nadine Labaki , interpretato da Nadine Labaki, i costumi realizzati da Caroline Labaki (la sorella). Per quanto premiato dalla giuria di Cannes almeno al grande pubblico (almeno per ora) rimane un pò sconosciuto. L'impianto scenico e registico ricorda molto Pranzo di Ferragosto, dove si intravede l'assenza delle grandi Produzioni e si apprezza il casereccio entusiasmo di quelle minori.
In un villaggio sperduto tra le montagne libanesi, convivono due comunità: quella islamica e quella cristiana. Le donne musulmane e quelle cristiane vanno d'amore e d'accordo, conciliando fede con amicizia e solidarietà. Gli uomini invece sono sempre in "tregua armata", pronti a bisticciare o accopparsi al minimo soffio di vento dove si possa tirare in causa la religione. Le donne fanno di tutto per tenere fuori dalla loro città-villaggio la feroce e cieca violenza che quotidianamente si consuma tra cristiani e musulmani nel resto della nazione.  Nel tentativo determinato e in un certo senso disperato di tenere lontani gli echi delle guerriglie, degli assalti e delle violenze, le donne si inventano di tutto: da false visioni della madonna ad improbabili castighi maomettiani, dall'ingaggiare un gruppuscolo di spogliarelliste russe di quart'ordine a organizzare una festa a base di danze del ventre e dolci impastati a base di marijuana ed hashish. Fino a quando a rimetterci le penne, oltre ai precedenti abitanti dello sparuto e improvvisato cimitero, è un ragazzino figlio di una donna cattolica. Sarà l'inizio di un epilogo tragico o un riscatto imprevisto? Non c'è che andare a vederlo.
Sarò onesto: il film parte lentamente. I primi venti minuti si perdono in una silenziosa descrizione del luogo affidata interamente alle musiche e alla fotografia. Superati i primi venti minuti il film riesce a rendersi gradevole, fino al punto di apprezzare il giusto dosaggio tra dramma e commedia che percorre il ritmo del film, riuscendo a trattare e mostrare temi seri come il fondamentalismo religioso, la cieca obbedienza o la sconsolata disillusione verso una divinità che non ha voluto o saputo proteggere la vita che gli veniva affidata. Si riesce a sorridere e a ridere spesso, si riesce a sdrammatizzare molto i toni senza che il messaggio e i contenuti ne risentano in degrado o in leggerezza. Sicuramente consigliato. Sbrigatevi però. Senza dubbio è un film di nicchia, per cui non credo rimarrà per molto tempo nelle sale.

3 commenti:

Lord Paranoia ha detto...

la domanda era: ma Ballestrero?
Penso che vedrò il film :)

Ballestrero ha detto...

Ciao Lord, oggi faccio fatica a comprendere la tua domanda. Che volevi dire?

Lord Paranoia ha detto...

Scrivere la mattina può per me essere perturbante.
Intendevo dire che attendevo un tuo aggiornamento.