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sabato 27 agosto 2011

Valentino l'ultimo Imperatore - Valentino the last Emperor

Alla fine mi sono fatto convincere da una mia amica a vedere questo film-documentario sulla vita e le opere di Valentino Garavani, maestro impareggiabile di stile, eleganza, gusto del bello, desiderio del sublime, apologeta della perfezione. In una parola: sarta.
Non me ne voglia il buon Valentino, mi rendo conto che è stato ed è tuttora bravissimo. Alcune sue creazioni rasentano l'opera d'arte. Tuttavia in tutto il percorso del film si capisce bene una cosa, cioè quanto Valentino faccia pagare a caro prezzo il peso della sua grandezza a coloro che gli sono accanto. Ma andiamo con ordine. Tutto il film ruota intorno alla preparazione degli abiti per la nuova collezione che sfilerà a Parigi. Tutte le sue lavoranti si danno un gran daffare, tutte tagliano e cuciono senza macchina per cucire. Il manager e compagno di Valentino Giancarlo Giammetti, assieme al nuovo proprietario della holding Valentino Matteo Marzotto, si prodigano per la buona riuscita dell'evento, stando dietro a tutta la macchina organizzativa. Che si scontra puntualmente con le paturnie isteriche di sua Maestà Valentino, indeciso se applicare dieci o dodici volants al vestito bianco che sarà - secondo lui - quello più bello di tutta la collezione. Stendo un velo pietoso sulle sue lavoranti, isteriche come e più di lui. Non certo perché subiscono le angherie del loro incipriato capo. Sono in tutto e per tutto come il loro capo, fenomeno che non le rende dissimili agli appartenenti di talune sette dove si applica e si esalta il culto del fondatore o del suo maestro spirituale, un pò come Charles Manson volendo esagerare.
Chi paga il prezzo più alto di tutti è proprio Giancarlo Giammetti, suo storico compagno, che da 45 anni vive e lavora con Valentino, in una simbiosi incomprensibile di amore e sublimazione del sacrificio. Perché Valentino è una persona anche buona e generosa; questo lo si percepisce nel corso di tutto il film-documentario. Ma che gran dose di pazienza ci vuole per affrontare i suoi ripensamenti, come quello di voler modificare la scenografia della sfilata di Parigi alle Beaux Arts, con un paio di dune di sabbia sulla passerella, oramai che tutto era stato fatto. Ne sa qualcosa Giancarlo Giammetti, quando Valentino si rivolge a lui in francese, benché entrambi italiani, dicendogli: "Tu est sûr de cette sable? Maintenant c'est trop tard je crois...". Oppure quando alla festa per i suoi 45 anni carriera nella "miserrima" cornice del Tempio di Venere e Roma al foro romano, minaccia di non presentarsi se non troverà dei bagni adeguati. Insomma, meno male che anche lui è consapevole di che gran rompipalle possa essere, arrivando a commuoversi quando rivolge un pensiero a parte a Giancarlo quando, a Parigi, durante il discorso di ringraziamento per l'attribuzione della Legion d'Onore.
Invidiabili di Valentino, almeno per me, rimangono due cose: il suo chateau in Francia poco fuori Parigi di bellezza non comune e il suo yacht. Di quegli yacht talmente grandi, talmente belli e con tanti di quei ponti da cui, almeno io, non vorrei mai scendere.

giovedì 25 agosto 2011

Le scoperte dell'Ingegnere - 2° puntata

L'ingegnere è sempre lì. Che ti aspetta. Pronto a regalarti nuovi sconcerti quando apprende, con estremo ritardo rispetto al resto del mondo, l'esistenza di un qualcosa di materiale o di ideale che ai più suona ormai addirittura noiosa e stantia. Eppure ci siamo abituati bene. Tutti quanti. Perché l'Ingegnere scopre sempre l'America dopo il resto del mondo, a partire dai druidi fino ad arrivare a Colombo.
Al di fuori del consueto luogo dove vengono fuori tutte le scoperte tardive, pochi giorni fa l'Ingegnere mi annunciava coi toni dell'Aida di avere scoperto un software unico, impareggiabile, specificamente rilasciato per Apple e che permette di progettare virtualmente, volendo anche in 3d, una casa nuova o modificare la propria già esistente. Basta possedere la planimetria di quest'ultima. Tombola! La planimetria, l'Ingegnere, ce l'ha. Super Tombola! L'Ingegnere possiede anche un Mac Book Pro. Non perché voluto e scelto intimamente, ma solo per mettersi a pari coi tempi in un sussulto parvenu.
Circa la scoperta, oggetto della sua esaltazione, è inutile dire di questi programmi ne è piena la Rete e scaffali interi di negozi di informatica, non ultime le stesse librerie con una sezione multimediale particolarmente ricca. Un nuovo buco nell'acqua dell'Ingegnere, ma che noi accogliamo sempre con letizia e soddisfazione, come si fa con i bambini quando riescono a farla nel vasetto.
Quello che invece rende tutto incredibilmente insolito è che, sull'altra sponda del fiume dove il pubblico assiste divertito e impotente, i termini della questione si siano invertiti. Difatti in questo caso specifico è stato il pubblico a fare la scoperta, benché non così ovvia poi, quando ha appreso il fine ultimo di questo software di progettazione da parte dell'Ingegnere: superare i limiti posti da Dio oltre i quali l'uomo non deve andare. Ma anche sbriciolare i limiti della fisica quantistica, che per quanto elastici, trovano sempre un argine prima o poi. L'Ingegnere vuole stupire, dimostrando al pubblico e al mondo che si sbagliano. Con questo software l'Ingegnere metterà mano ai 96,32 metri quadri di appartamento che possiede, dimostrando che è possibile realizzarvi, con questa superficie, qualunque velleità umana. La Biblioteca ce l'ha già. Adesso vuole progredire aggiungendo un piccolo maneggio, una sala per le armi, la quadreria, una galleria di arazzi fiamminghi, ma soprattutto una sala hobby che contenga il minimo essenziale per lo svago, cioè biliardo, biliardino, sala musica, videogiochi, angolo-bar-con-corrimano-e-sgabelli-in-legno-massello. Adesso è il pubblico che ha scoperto quanto si possa fare con questo software e non più l'Ingegnere. Speriamo non intenda stupirci di nuovo, altrimenti dovrò cambiare il titolo della rubrica!

martedì 9 agosto 2011

Ballestrero quasi in vacanza

Questa bella foto la devo alla bravura del mio amico e, in un certo senso fratello minore, Patrick Hubbard. Il talento è talento, non c'è nulla da fare. Uso questa immagine per avvisare i miei pochi, ma spero sempre affezionati lettori, che a breve sarò in vacanza. Il silenzio stampa mantenuto dall'ultimo post non è sinonimo di partenza verso lidi lontani, piuttosto una tragica conferma che gli impegni quotidiani non sono mai cessati, malgrado la stagione estiva. Adesso che avrò un poco di tempo in più per me, sono sicuro che potrò finalmente scrivere tutto quello che avevo temporaneamente accantonato nelle pieghe della memoria. Restate sintonizzati, quest'anno le Cronache Smeralde verranno trasmesse da una nuova e bella località della Sardegna. Stay tuned and have fun!