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mercoledì 20 aprile 2011

Lady Oscar - Episodio 6 - La congiura sventata

Ormai sono passati tre anni da quando Maria Antonietta è arrivata alla Corte di Versailles, ma in tutto questo tempo non le è stato ancora concesso di visitare Parigi. Nonostante la nobiltà faccia di tutto per rimandare un simile evento, sconsigliandola di recarsi a Parigi, Maria Antonietta stanca delle continue scuse decide di rivolgersi direttamente al Re per chiedere di poter recarsi insieme al futuro Luigi XVI in città. Permesso che le viene accordato e che la riempie di felicità. Oscar apprende la notizia con felicità e apprensione, che naturalmente sente su di sé la responsabilità di "caposcorta" per il giorno in cui il corteo reale visiterà Parigi. Ed è per questo che qualche giorno prima della visita, Oscar perlustrerà il percorso del corteo accompagnata da André e da Girodelle. Tutti avranno modo di vedere quali siano le reali condizioni di Parigi, immersa in una povertà che alimenta sempre di più i disordini. La sera stessa della perlustrazione, mentre si ritrovano a bere in un osteria, Oscar André e Girodelle notano un ex guardia reale ricevere del denaro dal Duca di Germaine, accendendo il sospetto di un possibile attentato.
Mentre il solito Duca d'Orléans non perde occasione per tramare contro i futuri sovrani, organizzando un attentato contro Maria Antonietta ed il futuro Luigi XVI durante il corteo, facciamo la conoscenza di tre nuovi personaggi che nei prossimi episodi incontreremo spesso con le loro evoluzioni. Si tratta infatti di Jeanne e Rosalie La Morlière, assieme alla loro madre. Dopo avere approfittato di un disordine presso una panetteria, Jeanne ruba del pane e lo porta a casa dalla madre e dalla sorella. Vuole cambiare vita, non ne può più della miseria, ma viene prontamente rimproverata dalla madre che l'accusa di non far nulla tutto il giorno e di non essersi ancora trovata un lavoro. Jeanne scappa e non tornerà a casa, decisa come è di mettere fine ad una vita di stenti. Fermando una carrozza la notte stessa della visita ufficiale degli eredi al trono, troverà una nobildonna disposta a raccoglierla e successivamente ad adottarla, credendo alla storia inventata da Jeanne di essere una discendente dei Balot. Rosalie non riuscirà a trovare più la sorella, ma camminando lungo la strada viene urtata da una carrozza che introdurrà un personaggio chiave per tutta la vicenda: il Conte Hans Axel di Fersen.
Il corteo finalmente entra in città, Maria Antonietta rimane felicissima da tanto entusiasmo e anche il futuro re di Francia, Luigi Filippo, si dimostra molto compiaciuto. Sarà André ad accorgersi di qualcosa che non va lungo il corteo e, memore di quanto visto la sera prima, avverte Oscar di intervenire perché qualcuno lancerà della polvere da sparo per far imbizzarrire i cavalli e provocare un incidente al cocchio reale. Oscar si lancia all'inseguimento dell'attentore, lo raggiunge e dopo un breve duello alla spada lo costringe a confessare. Ma lui preferisce togliersi la vita ingerendo del veleno custodito nel castone del suo anello, per evitare connessioni e dunque conseguenze col duca di Germaine.

Elucubratio

In questo episodio si potrebbero citare molti aspetti. Per primo quello del desiderio di Maria Antonietta di voler conoscere i suoi sudditi, ponendosi un'aspettativa che la Storia avrebbe poi amaramente smentito: quello di diventare una regina amata dal suo popolo. La stessa voce narrante commenta che se si fosse ricordata del calore con cui venne accolta a Parigi da giovane erede al trono, nonostante le condizioni sociali fossero già degradate, si sarebbe evitata la Rivoluzione che di lì a poco più di 20 anni sarebbe scoppiata. Il secondo aspetto è sicuramente l'introduzione del personaggio di Jeanne La Morlière "Balot", che è quello di un personaggio non rassegnato alla vita di stenti che il destino le ha assegnato, ma che percepiamo senza scrupoli pur di riscattare la sua miseria. Già in questo episodio si osserva con quanta rapidità e leggerezza abbandona la madre malata e la sorella per cercare fortuna altrove. Non si farà scrupolo di mentire quando, incontrando la carrozza della Marchesa de Brambery (in realtà, sarebbe la Marchesa de Boulainvilliers), le dirà di aver perduto anche la madre e di essere sola al mondo. La domanda che serpeggia è "il fine giustifica i mezzi"? Stando al personaggio di Jeanne si direbbe di si, come avremo modo di vedere anche nelle prossime puntate. Arrivismo e sete di riscatto che supererà ogni limite quando si arriverà allo scandalo della collana con il Cardinale De Rohan.

Il Manga (a cura di Pimpulu)

Siamo nel 1773 e precisamente nell'8 Giugno, giorno in cui Parigi si preparava a ricevere

la visita ufficiale dei futuri sovrani di Francia.

Il titolo di questo episodio lascia poco all'immaginazione e fa presagire che di li a poco si sarebbe sviluppato un nuovo intrigo; infatti l'indegnità morale del Duca D'Orleans si rifà viva attraverso il suo instancabile impegno ai danni della Corona di Francia.

Intende sabotare il viaggio dei Principi nella capitale francese e lo fa con la complicità del Duca di Germaine.

Inutile ripetere che nel manga, per questa regale occasione, l'autrice non dedica neanche una vignetta, a nessuno dei due esponenti dei rispettivi ducati.

Altro punto di osservazione: nella serie TV, la storia e le vicissitudini delle due sorelle La Morliere vengono enucleate a partire da questo episodio in avanti. Ma come già pre-annunciai nei precendeti post pubblicati con Ballestrero, nel fumetto, in questa finestra storico-temporale Jeannne Valois risulta essere già da molto tempo in casa dalla marchesa di Brambillet ed è tutta intenta ad affinare la sua nobile educazione.

Infine vi faccio notare solo un altra minuzia: sia nella produzione animata che a fumetti

Rosalie incontra Fersen proprio in questa giornata di festa fra le strade di Parigi, campeggiate da mendicanti moribondi per la fame, finendo quasi sotto la sua carrozza.

Tuttavia, nel cartone la ragazza Ë distratta dalle preoccupazioni dei

rincari sempre più incessanti e per questo viene quasi investita dal nobile cocchio mentre, nel manga, ciò accade perchè ella è in preda all'angoscia per un fatto ben più preccupante, ossia il suo licenziamento dal posto di lavoro in locanda.

Curiosità

Nella traduzione dal titolo Giapponese di quest'opera a fumetti, l'autrice romanticamente nasconde in tre rose il virtuoso intreccio di destini in cui i tre coetanei Oscar-Fersen-Mariantonietta si troveranno a vivere nel corso della loro storia.

Il titolo originale "Versailles no bara" vuol dire letteralmente "Le rose di Versailles" e proprio per la metafora che si cela dietro. Altra curiosità a cui vi sottopongo riguarda l'operazione di traslitterazione della lingua madre giapponese, da cui derivano diverse incongruenze in fatto di cognomi per alcuni personaggi.

Quindi Rosalie La Morliere diviene nell'adattamento italiano Lamorielle, Jeanne Valois invece passa come "Balot" e la marchesa di Boulainvillers (dal giapponese Burembirie) viene addatato nella serie TV come "Bramberie" e nel manga Brambillet. Vorrei ricordare, in questa conclusione, che il regista, Osamu Desaki, la cui opera è stata da molti apprezzata ed il cui gusto ricercato emergeva in ogni cosa in cui spendeva la sua energia, si è spento domenica 17 aprile a.c. a Tokyo, all'età di 67 anni. Per me, che amo le tecniche di animazione, è doverso ricordare che a lui si deve l'introduzione negli "anime" di soluzioni registiche innovative come lo split screen e l'uso di fermi immagine su disegni particolarmente curati, da lui stesso definit "cartoline ricordo".

Grazie ancora per aver dato un nome incancellabile alla serie da te curate e che hanno accompagnato la nostra infanzia, oltre all'indiscusso valore conferito all'arte sopraffina del disegno animato d'autore

2 commenti:

Silvietta ha detto...

Prima di tutto complimenti: sempre un riassunto scrupoloso e un ottimo commento!
Episodio che ricordo con grande piacere che mostra l'innocenza e anche l'ingenuità di Maria Antonietta, lei vuole farsi amare dal popolo, vuole vedere dove viva il suo popolo.
Mi tocca di nuovo difenderla: la voce fuoricampo dimentica che la regina poco o nulla sapeva delle condizioni della sua gente, la quale, peraltro, fu apposta male informata e sobillata contro la straniera, in modo che si dimenticassero i veri colpevoli della miseria..
Riguardo a Jeanne, io non sono mai stata una sua grande fan e nello scandalo della collana dimostrò un arrivismo e uno squallore incredibili, la cosa assurda è che pur essendo palesemente colpevole, venne dipinta come un'eroina... comunque dicevo, non sono mai stata una sua grande fan, eppure credo che in fondo al cuore un po' di reale affetto per la sorella e la madre l'avesse per davvero...

Ballestrero ha detto...

Grazie Silvietta, sei sempre la nostra lettrice più fedele ed attenta. Pimpulu ha fatto la parte del Manga e ti consiglio di leggerla perché è davvero interessante. Grazie ancora!