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lunedì 25 aprile 2011

La Bella e la Bestia - Teatro Brancaccio

Questa magnifica recensione si deve alla bravura e alla perizia di Pimpulu, già validissimo collaboratore su Lady Oscar ed altrettanto valido critico sugli aspetti teatrali di cui il mio blog di tanto in tanto si occupa. A lui vanno di nuovo i miei ringraziamenti!

Prima di sciorinare la mia eloquenza sull'oggetto dell'argomento che sto per proporvi, devo ringraziare in primis la persona che ospita questo mio post (Ballestrero ovviamente), con il quale condivido una fiorente collaborazione "letterale" oltre ad una reciproca stima e la cui attenzione nei miei riguardi si esprime ogni giorno con un'encomiabile e squisita gentilezza.

Proverò ora a delineare sinteticamente le impressioni che ho avuto nel seguire uno dei musical distinto fra i più riusciti di questa stagione teatrale 2011, "La Bella e La Bestia". Si tratta della rappresentazione in atti del 30° capolavoro disneyano di questa fiaba, uscito nelle sale cinematografiche nel 1991. Pur essendo un uomo, il mio personale livello di attenzione ai particolari mi ha concesso di cogliere, quasi con occhio femminile, tutti quegli aspetti macroscopici e non di questa rappresentazione che sto per dettagliarvi in questo screening fatto ai raggi X. Come in tutte le fiabe, si inizia con la narrazione dei fatti che hanno coinvolto un Principe di una terra lontana il cui aspetto attuale altri non è che la metafora bestiale di chi si lascia ingannare dalle apparenze. A seguire, lo spettacolo apre il primo atto con la frenetica vita di paese in cui si immerge l'altra protagonista della storia, Belle, interpretata da Arianna, il cui nome dovrebbe suggerire qualcosa dato che sulla locandina è l'unica a non avere riportato un cognome. Effettivamente in qualche anfratto della mia memoria fotografica ho un'istantanea che ritrae una ragazzina, di cui custodisco il suo primo singolo "Siamo Forti", su etichetta Diseny Records, uscito in promo edition come supplemento ad un numero di Topolino, in edicola a cavallo tra la fine degli 80 ed inizi anni 90.

Ricordo anche i suoi primi esordi in TV quando, su Raiuno, questa teenager esponeva le schede tecniche dei film Disney che stavano per essere mandati in onda nel ciclo "Cinema Insieme" del giovedÏ sera. In definitiva, Arianna pare essere anche lei una creazione Disney. Uscendo dalla dimensione dei ricordi, da questa scena iniziale si affacciano le prime insidie; infatti, ho notato che "Belle" nonostante abbia indubbie doti vocali, nella recitazione forse deve correggere qualche difettuccio che non passa inosservato in quanto ha la costante tendenza ad emettere, in ciascuna battuta, molto fiato al punto da urlare per il timore che non la sentano in fondo alla sala. Man mano che l'affabularsi della storia prende corpo, si fa più marcata questa sua attitudine con un risultato addirittura peggiore nei passaggi che vanno dai momenti drammatici a quelli più allegri, a discapito di una recitazione incolore, poco emotiva, affrettata e monotona oltre a produrle sonore "steccate" nel canto. In pratica . . . non mi è piaciuta. Altra nota sulla protagonista femminile è che non guarda quasi mai il pubblico, ma il soffitto quello sempre, come se il cielo le suggerisse le parole per mezzo di comunicazioni sacre a noi impercettibili. Tuttavia, si mostra ugualmente disinvolta sulla scena, nel canto e nel suo costume forse troppo fiorato e molto più vicino alla sua presunta cugina Annette delle Alpi svizzere. Entra immediatamente in scena Gaston, il rozzo pretendente di Belle, la cui prestanza fisica e lontana anni luce dal personaggio del film d'animazione. Camminata coatta da ragazzetto di Tor Bella Monaca, pantaloni in pelle che calzavano troppo grandi, il cui tessuto avanzava in più punti dalla vita in giù, stivali da cacciatore con eccesso di zeppa da far invidia al noto gruppo dei "Cugini di campagna", oltre ad essere anche gracile di aspetto. Essendo di natura un primordiale, Gaston tutto sommato risulta un personaggio simpatico già dal cartone. In scena invece, nel tentativo di marcare la sua presunta stazza muscolare, con contrazioni di bicipiti e diversi movimenti ginnici, si è scivolati troppo nell'erotico se si pensa che in queste movenze molto spesso l'attore fa dei movimenti di bacino che simulano di fatto un coito. E' importante sottolineare che lo spettacolo è rivolto ad un pubblico anche di non adulti e anche se oggigiorno i ragazzini sono più svegli di noialtri ormai adulti non si più ostentare una gesticolazione . . come dire . . troppo osé ?!

Anche Gaston possiede ottime proprietà vocali ma deve fare maggiore attenzione perchè ad un certo punto in scena è spuntato fuori un modo di esprimersi dialettalmente e tipicamente romano, sicuramente non previsto da copione . . . . ve la dico la battuta? Ok . . tutto d'un fiato --> "Belle sta a fà tanto aaaa preziosa !!!" . . Orroreeeee !!!. . . ma non per il dialetto romano ma per il contesto in cui erroneamente è sfuggita l'espressione. Parlando della Bestia cosa si può dire . . . che ad esempio non fa paura? Nel film animato questo personaggio trasuda ferocia e timoria non appena la sua bocca emette fiato e versi a metà fra un ruggito ed un ringhio . . . insomma fa reale spavento incutendo timore anche quando poi si approccia a Belle in modo un pò più familiare. Sul palco, la Bestia tenta di essere irascibile ma nonostante urli come fosse isterico proprio non è riuscito ad intimorire la bimbetta di 3 anni che mi era seduta accanto. Inoltre, la Bestia, che nel cartone ha una statura importante oltre ad una relativa possanza fisica assieme ad un aspetto fiero, in scena ritroviamo un attore veramente basso, più del dovuto forse; questo difetto viene accentuato maggiormente dalla maschera voluminosa e cotonatissima che indossa, molto più vicina a quella di un leone che alla bestia che dovrebbe impersonare. Negli Stati Uniti vidi lo stesso spettacolo e sinceramente ricordo per la Bestia una maschera più fedele ai caratteri somatici del personaggio animato. Paradossalmente i personaggi di contorno hanno dato il miglior contributo risultando perfetti nel ruolo in cui si calavano, sotto ogni aspetto, anche rispetto ai protagonisti. In questa versione teatrale alcuni di essi riprendono i loro nomi originali e altri vengono ribattezzati; quindi abbiamo che Tockins l'orologio viene ribattezzato come Din Don, madame Armoire diventa una cassettiera con specchio il cui nome originale è Madame de la Gran Bouche e così anche per Spolverina che riprende il nome di Babette. Al contrario del cartone animato, questi personaggi secondari non sono ancora diventati del tutto oggetti ma la loro metamorfosi E ancora in evoluzione e si lascia intuire che si sarebbe completata al cadere dell'ultimo petalo della rosa incantata, emblema romantico di una malinconica maledizione. Degni di nota sono poi i cambi di scena che sono ben supportati dal palco meccanico del Teatro Brancaccio. Scenografie sfavillanti e frizzanti che, oltre ad essere estremamente curati nei dettagli dal gusto ricercato, trovano la loro massima espressione nella famosissima scena della cena furtivamente organizzata Belle, in total Broadway style, accompagnata dalle note del pezzo arcinoto "Stia con noi". Ottime le soluzioni adottate riguardo ad alcuni costumi, a tutto favore di un'agevolezza nei movimenti sulla scena più semplice e dinamica. Per cui il costume di Mrs. Bric E un abito le cui due maniche riprendono la forma del beccuccio di una teiera, mentre Chicco, la simpatica tazzina, scorazza in scena comodamente trainato dalla madre (Mrs. Bric) per mezzo di un carrellino bar da cui fuoriesce la testa del bambino con indosso un copricapo a forma di tazza che egli interpreta ed il cui corpo viene magistralmente celato dietro una sorta di tendina applicato al mezzo di trasporto stesso. La cassettiera si muove grazie ad alcune rotelle applicate sotto la sua mobilia e Spolverina, alias Babette, indossa un abito a sirena dotato di un voluminoso piumaggio sull'orlo del vestito conferendole la giusta sinuosità nelle movenze e le tipiche fluttuazioni nell' aria di del piumo che è. Altra cosa che non passa inosservata è l'alterazione dei testi originali dei brani che a mio avviso ha spiazzato il pubblico presente, soprattutto quello infantile a cui veniva naturale cantare le canzoni con il popolare adattamento contenuto nel film d'animazione trovandosi quasi mai in linea con quello che stavano ascoltando/vedendo.

Concludo dicendo che sicuramente avevo aspettative maggiori riguardo a questo musical soprattutto perché é stato abbondantemente sostenuto da un advertising system molto accattivante lasciando immaginare di poter assistere ad una rappresentazione di livello qualitativamente alto che comunque ha, ma che soprattutto non trascurasse l'importanza di un casting più attento, in particolare verso il trio di protagonisti Gaston-Belle-Bestia. Mettiamola così, forse non ho capito io che in realtà lo spettacolo era rivolto ad un pubblico infantile ed io forse mi sentivo troppo adulto da sentirmi fuori luogo, al punto di notare tutto quello che ho trascritto in questo post. Chissà poi, per molti che lo hanno visto ed apprezzato più di me, nel momento in cui leggeranno questo "articolo", penseranno che io abbia scritto solo un mucchio di cattiverie.

7 commenti:

Silvietta ha detto...

Letta con attenzione la tua recensione.
Io lo vidi un anno fa a Milano e per fortuna nella parte de La Bestia c'era anche Michel Altieri, non so chi ci fosse a Roma, ma Altieri è abbastanza altino e possente, metteva proprio paura in taluni momenti.
Su Arianna concordo in toto..
Ti lascio la mia recensione che feci allora:

http://enchantedforest81.blogspot.com/2010/01/il-musical-la-bella-e-la-bestia.html

Anonimo ha detto...

uff

Anonimo ha detto...

Ok Silvietta vado a spulciarmi la tua recensione. Mi interessa sapere cosa ne pensano gli altri.
La Bestia di questo spettacolo è stata caratterizzata da Antonello Angiolillo e ahimè il risultato è stato quanto ho esposto nella mia recensione. Per carità è sempre una mia opinione, ma a giudicare dai visi degli altri spettatori potrei giurare che fossero in linea con il mio pensiero a riguardo.
Pimpulu79

Anonimo ha detto...

Silvietta,

ho apprezzato la lettura del tuo post su questo spettacolo e devo dirti che secondo me forse avresti notato qualcosa di più se i tuoi co-spettatori avessero fatto opportunamente silenzio (che rabbia questo tipo di persone!) e soprattutto se tu non fossi stata, come dici tu giustamente, in "piccionaia" he he he.

Pimpulu79

@Ballestrero: come già sai sono due giorni che provavo a commentare sul tuo blog ma avevo problemi. Ci sono riuscito oggi ma mi è sfuggito un commento di prova. Puoi cancellarlo? Così manteniamo la pulizia di questo bel blog.

saponegelido ha detto...

Sono d'accordo sui commenti positivi per comprimari scenografie e costumi. Io ho trovato apprezzabile anche Arianna, sinceramente problemi di intonazione non ne ho proprio sentiti e l'interpretazione, sì magari poche sfumature, ma a me sembrava una principessa Disney materializzata!... e molto bravo Gastone: è qualche mese che l'ho visto ma mi ricordo una discreta prestanza fisica (certo per riprodurre quello del film bisognava ripiegare su un culturista, ma dubito ce ne siano fra gli interpreti di musical!) e soprattutto un ottima voce. In effetti la Bestia era decisamente "sottodimensionata".

Zerep ha detto...

Ciao a tutti!!!
Lo spettacolo "non originale" preciso, naturalmente, ma almeno spingiamo un pò di CULTURA
in Riviera ;) sarà anche a Riccione sabato, 14 maggio con la Compagnia "Fratelli di Taglia"!
E' patrocinato da Ministero della Cultura, Regione Emilia Romagna, Provincia e Comune!
In bocca al lupo!!!
Se volete informazioni:
http://www.eventirimini.it/2011/05/una-favola-riccione-la-bella-e-la.html

... anche se mi piacerebbe tanto vedere l'originale... non sapete quando saranno nei dintorni
della Romagna?? Grazie...un saluto

Anonimo ha detto...

@Zerep: al momento non sono previste date in riviera romagnola. . . . mi dispiace ma credo che grazie alla vostra compagnia teatrale si sia potuto godere di questa rappresentazione.

Pimpulu79