CERCA NEL BLOG!

domenica 13 marzo 2011

Lady Oscar - Episodio 3 - Un triste presagio


Maria Antonietta giunge finalmente a Parigi. Siamo nel 1770 e a Versailles vengono celebrate le nozze tra lei ed il principe di Francia. Brutto presagio si affaccia però all'orizzonte: quando Maria Antonietta firma il certificato di nozze, una macchia d'inchiostro le sfugge dalla piuma. Questo incidente turba sia Maria Antonietta che gli ospiti intorno a lei. Non è considerato certo un segno di buonaugurio - e la Storia poi non potrà che confermarlo.


Maria Antonietta inizia formalmente la sua vita di Corte. Conosce la nobiltà che abitualmente frequenta la reggia di Versailles e riceve i primi consigli dalle sorelle del Re. Tutti sono estasiati dalla bellezza e dall'eleganza della principessa austriaca. Tutti tranne una: la Contessa Du Barry, favorita del Re e regina de facto della Corte. La Contessa ha un passato poco pulito, si dice sia stata donna di strada, che abbia sposato e poi avvelenato il Conte Du Barry allo scopo di impossessarsi del titolo e del suo patrimonio. Con queste credenziali è riuscita ad introdursi a Corte dove ben presto è diventata la favorita (per usare un eufemismo) del sovrano Luigi XV.

La Contessa Du Barry si sente minacciata dalla futura regina Maria Antonietta che, dopo aver saputo i suoi trascorsi, l'ha subito presa a malvolere, riservandole l'indifferenza più completa e si rifiuta di rivolgerle la parola.

L'atteggiamento di Maria Antonietta fa imbestialire la Du Barry che va subito a sfogarsi dal Sovrano.

Ricevute rassicurazioni dal Sovrano, la Du Barry incontrerà nuovamente Maria Antonietta nei giardini di Versailles assieme ad altre dame di Corte. Inaspettatamente Maria Antonietta si dirige verso di lei, che già assapora il gusto della vittoria, circondata da altre dame. Maria Antonietta prosegue, non rivolge nemmeno uno sguardo alla Du Barry e ignorandola volutamente invita le altre dame ad una partita a carte che si sarebbe tenuta la sera stessa nel suo salotto. La Du Barry, furibonda per l'accaduto, tornerà a lagnarsi dal sovrano, non prima però di aver parlato col Duca d'Orlèans che le consiglia di costringere la madre di Oscar, madame de Jarjayes, a diventare sua dama di compagnia. In questo modo la principessa di Francia non potrà rifiutarsi di rivolgerle la parola, vista la stima e la considerazione che Maria Antonietta ha di Oscar. Quando Oscar viene a sapere di questa bieca macchinazione reagisce rabbiosamente, ma il padre rassegnato le conferma che si tratta di un ordine del Re e, come tale, non si discute.

Elucubratio

In questa puntata il tema che più viene alla luce è proprio quello dei rapporti sociali inseriti in uno schema di Corte ed in un contesto aristocratico. Maria Antonietta, per quanto nata e cresciuta in un contesto regale-imperiale, paga l'inesperienza dovuta alla giovinezza e si aggira per la Corte di Versailles non senza uno spiccato egocentrismo: sa benissimo di essere molto bella e si compiace enormemente della sua vanità vedendosi rimirare da tutti. Mettersi di traverso con la Contessa Du Barry col solo scudo della differenza di rango (la Du Barry per etichetta non può rivolgersi alla principessa Maria Antonietta per prima, deve essere quest'ultima a degnare la Du Barry della sua attenzione), denota sicuramente un'incoscienza ed una assoluta ignoranza degli equilibri politici che vanno al di là delle superficiali baruffe da salotto. In questa puntata l'attenzione del pubblico viene concentrata proprio su questo genere di rapporti e sugli intrighi di palazzo che, come vedremo, attraversano la Storia dell'essere umano allora come oggi.

Il Manga (a cura di Pimpulu cui amplifico i miei ringraziamenti)

E' interessante scoprire come gli autori dell'anime, a partire da questo episodio fino al 5° abbiano sviluppato i fatti rispetto al manga seguendo un ordine alternativo. Vediamo con qualche analisi in cosa differiscono. Dopo l'arrivo di Maria Antoinietta, l'autrice decide subito di introdurre altri due personaggi chiave, ossia le due pseudo-sorelle La Morliere, Jeanne e Rosalie.

Ciò accade perché sia nell'anime che nel manga abbimo qui un'altro comune storico di partenza. Il 16 maggio del 1770 vengono infatti celebrate le nozze dell'augusta coppia ed in occasione di questo evento coinvolgente per la Francia i giardini di Versailles vengono aperti in visita anche al popolo. Mentre nel manga, Jeanne e Rosalie meditano appunto se recarvisi o meno, nell'anime il loro debutto viene rimandato al 6° episodio, ossia durante la prima visita ufficiale dei futuri sovrani a Parigi avvenuta nel 1773 . . . quindi ben 3 anni dopo !!. Probabilmente questa scelta è stata dettata dalla necessità di dare continuità alle vicissitudini delle due ragazze.

Infatti, nell'anime, il concludersi della guerra di nervi fra Maria Antonietta e la contessa Du Barry offre un ottimo spunto per aprire un nuovo tema di sviluppo nella storia.

Nel manga, invece, prima che prenda vita lo storico alterco fra le due gentildonne, Jeanne è già fuggita di casa alla ricerca di una vita migliore sotto la protezione della marchesa di Brambouillet.


Curiosità (sempre a cura di Pimpulu):

Lady Oscar è un'opera molto cara all'autrice, non solo per la planetaria popolarità che le ha conferito ma anche perché attraverso la protagonista, man mano che prendeva vita dalla sua matita, la Ikeda sfogava il risentimento che aveva nei riguardi dei suoi genitori che prospettavano per la figlia un'altro corso di studi che l'avrebbero poi condotta ad altri scopi nella vita.

Per cui i sentimenti di protesta così come quelli di paura e amore che caratterizzano Oscar sono il riflesso della vita personale della disegnatrice.

Apprendiamo da un'intervista rivolta alla Ikeda, che quando un manga riesce ad uscire con successo dal territorio nipponico affermandosi con lo stesso eco in altri Paesi è solo in quell'istante che un mangaka (disegnatore di fumetti) viene riconosciuto tale nella propria nazione. Troppo severo? Non direi se si pensa che il fumetto si colloca ad inizio anni 70 in cui la società giapponese era forse meno occidentalizzata rispetto ad oggi.

Con Lady Oscar, Ryoko Ikeda, per il contributo divulgativo che ha offerto ed offre continuamente nei confronti della storia francese, nel 2008, riceve dal governo francese la più alta Onorificienza di Cavalierato che può attribuire, la Legion D'Onore.

6 commenti:

Silvietta ha detto...

Ed ecco arrivare di nuovo l'avvocatessa di Maria Antonietta.
Scusami, Ballestrero, ma non sono per nulla d'accordo riguardo al tuo giudizio severo contro di lei per il mancato saluto alla Du Barry.
Tra le altre cose, proprio in questo anime, si vede benissimo come la madre della futura regina di Francia, le ripeta fino alla nausea "Le favorite sono la rovina di una famiglia e di una corte", ergo la giovane Maria Antonietta, nella sua ingenuità, decise di seguire le istruzioni materne, né più né meno.
Che poi fosse poco avvezza alla politica ed agli intrighi di corte, sono d'accordo, ma personalmente apprezzo di più una persona che segue la morale che le ha insegnato sua madre(che per gioco politici cambierà idea), piuttosto che una che segue gli intrighi e gli intrigacci...

Pimpulu= è sempre affascinante vedere le differenze tra anime e manga, ti ringrazio anche io per il bel lavoro che stai facendo insieme al nostro Ballestrero(a cui va pure il mio grazie per il suo bel lavoro).
Non ricordavo che le due pseudo-sorelle entrassero in scena così presto, mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ah, io sono tra quelle che apprezzava Rosalie, mentre so che molti fan di Lady Oscar non l'apprezzavano per niente.
Infine molto interessante il riferimento all'intervista della mitica Ikeda!
Buona nanna!

Anonimo ha detto...

Grazie Silvietta,

ti assicuro che costa molta attenzione cercare di non dimenticare particolari che fanno capire sia le capillari che le evidenti differenze tra manga e cartone.

Sei una delle poche fedeli che almeno commenta sul lavoro di collabroazione tra me e Ballestrero. Mi fa piacere mettere qualche curiosità così almeno la lettura di questi post sul finale ti lascia sempre con qualcosa di nuovo.

Pasquale --> Pipulu79

Silvietta ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Silvietta ha detto...

@Pasquale/Pimpulu79=Grazie a te!Felice che apprezzi i miei interventi!Mi rendo conto di quanta fatica sia fare un lavoro così scrupoloso!Ehm sai che ero convinta che fossi una ragazza?
Un caloroso saluto a te e Ballestrero..

Ballestrero ha detto...

@ Silvietta: scusami per il ritardo con cui ti rispondo. Guarda, in un certo senso capisco il tuo ragionamento che formalmente è giusto ed in parte condivido pure. Tuttavia vedremo pure nel prossimo episodio, il quarto, come la stessa Maria Teresa sua madre sia costretta ad ammettere che per la ragion di Stato sarebbe il caso di parlare alla Du Barry (pur sentendosi una merdaccia, perchè si rende conto di fare la figura dell'ipocrita) per salvaguardare l'alleanza tra Austria e Francia.
Ti ringrazio tantissimo dei complimenti per me e Pimpulu. Pasquale poi è bravissimo a trovare tutto il materiale manga!

Silvietta ha detto...

@Ballestrero= non preoccuparti anche io sono molto presa e ho diverse cose da fare. Alla fine credo che la pensiamo uguale, capisco l'atteggiamento di Maria Teresa, anche se, come sottolinei anche tu, fa la figura dell'ipocrita, io ammetto che un po' la stima l'avrei persa, tuttavia, come ho scritto nell'altro post, lei almeno lo fa per evitare una guerra, insomma sempre questione morale è, mentre il re lo fa per un suo capriccio "la sua amante è la sua amante".
Una cosuccia su Maria Antonietta: io credo che il personaggio dimostri un gran spessore morale nel rifiutare di ubbidire ai capricci del re, ma ad accettare l'ordine della madre, lei come figlia si inchina al saggio suggerimento della madre, non alla regina e questo è veramente bellissimo. Segno tangibile, a mio parere, che Maria Antonietta accetta i consigli da persone che ritiene degne non per il rango ma per quello che le hanno insegnato, in questo caso la madre, non la regina d'Austria. Spero si capisca cosa voglio dire..