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lunedì 7 marzo 2011

Lady Oscar - Episodio 1 - La Grande Scelta


Parigi 1755. In casa del Generale Jarjayes viene alla luce l'ennesima bambina, l'ultima di molte già avute dal Generale che accoglie la pargola con una decisa rabbia. Lui sognava di avere finalmente un figlio maschio, per perpetuare il nome del casato. Quasi intenzionato a disfarsene, il Generale ha un colpo di genio: mistificare la realtà. Decide di chiamare la figlia col nome maschile di Oscar François, promettendosi di crescerla ed allevarla come un uomo. Gli anni passano e la fanciulla è ormai un'adolescente, svelta di spada e di fioretto e piena di grinta nei suoi allenamenti col servitore André che - vedremo - svolgerà una parte fondamentale per la vita di Oscar.
Il Generale Jarjayes si rivolge a Luigi XV per proporre sua figlia come capitano della Guardia Reale. Anzi, quando il Generale parla di Oscar ne parla al maschile, presentandola come suo figlio. Il sovrano reagisce divertito, ma tutto sommato compiaciuto e per nulla scettico ad affidare il comando della Guardia ad Oscar. L'unica condizione che viene posta è che Oscar si dimostri valida con la spada più del figlio del conte Girodelle, anch'esso in lizza per la nomina.
Nonostante le insistenze paterne, Oscar non vuole affatto diventare capitano. Non le piace l'idea di dover difendere una donna, Maria Antonietta, che a breve entrerà in Francia per sposare il nipote di Luigi XV. Ma il padre insiste e lei decide di affrontare il contendente Girodelle lo stesso giorno in cui dovrà ufficialmente farlo sotto gli occhi del Re, ma non davanti a lui. Lo aspetta sul percorso e lo sfida

Naturalmente Oscar vincerà Girodelle, con evidente imbarazzo e scorno di quest'ultimo per essere stato battuto da una donna. La sfida privata non viene presa bene dal Generale Jarjayes e dallo stesso sovrano. Oscar e il padre hanno l'ennesima lite. Fuggita a cavallo con André avrà da battersi a mani nude anche con lui, soprattutto quando le ricorda che per quanto combattuta per lui rimarrà sempre una donna e che è ancora in tempo a cambiare. Oscar fugge prima di sentirselo dire, torna a casa e decide di indossare la divisa.







Elucubratio
Non è facile inquadrare facilmente il personaggio di Oscar, calato nel contesto particolarmente sofisticato della metà del 1700 e agli albori della Rivoluzione Francese. La figura di una ragazza, vestita ed educata come un uomo, se al giorno d'oggi può sembrare una bizzarria finanche trascurabile, non era certamente abituale per il contesto storico in cui è inserito. Tra l'altro, l'aspetto paradossale è che - rare eccezioni a parte che vedremo nel corso delle puntate - tutti i personaggi/protagonisti della serie sembrano perfettamente a loro agio con l'ambiguità della figura di Oscar. Non ci sono pregiudizi di fronte al suo essere contemporaneamente donna e uomo. Solo quando sorgono implicazioni sentimentali questo dualismo si fa sentire, anche in maniera decisamente vivace e talvolta anche struggente, specie quando tali implicazioni coinvolgono tre ben definiti personaggi della sua vita: il Conte Hans Axel di Fersen, il suo attendente servitore André Grandier e, non ultima, la stessa regina Maria Antonietta. Sarà dunque interessante osservare queste fattispecie all'interno degli episodi che vedremo prossimamente.

Il Manga (a cura di Pimpulu cui vanno i miei ringraziamenti)
La vicenda della nostra eroina nel manga, dopo un accurata descrizone del contesto storico in cui si muovono i personaggi ed il racconto della nascita della protagonista e del destino che il padre si figura per lei, si apre con la consueta esercitazione a duello fra Oscar ed il suo genitore, anziché con Andrè.Durante tale esercitazione, il padre rivela ad Oscar l'avvicinarsi di un evento importantissimo per la Francia quale l'arrivo della principessa imperiale austriaca alla quale Oscar dovrà offrire servizio e protezione devota a costo della propria vita. A differenza della trsposizione animata Oscar non mostra alcuna reticenza nei confronti del compito appena assegnatole ed addirittura si traspira orgoglio da parte di questa nel volerlo portare a compimento.Inoltre, non vi è alcun duello decisivo col tenente Girodelle che avrebbe dovuto stabilire chi fra quest'ultimo ed Oscar dovesse ricoprire la carica di Capitano della Guardia Reale.Il manga, disegnato dall'abile e nobile mano di Ryoko Ikeda nel 1972, viene pubblicato diverse volte in Italia: Nell'83 dalla Fabbri editore con tavole a colori ed un finale alterato e a seguire poi nel 1993 dalla Granata Press fino a giungere alla versione pubblicata a partire dal 2001 dlla Planet Manga (Panini Comics) con tavole originali ribaltate (in modo da poter legere per cosi dire all'"occidentale", ossia da sinistra verso destra) in un edizione integrale e senza censure sulle immagini e/o adattamenti particolari nei dialoghi fra i personaggi che finalmente seguono una traduzione fedele a quelli giapponesi. La regia di questo primo episodio viene curato dalla regia di Tadao Nagahama e così fino al 18° episodio, non potendo avvalersi da subito della collaborazione di Osamu Dezaki che iniziò a sostituire il suo predecessore già a partire dall'episodio 12° e ancora prima il 5°, con evidenti miglioramenti. I più attenti e maniacali del genere portranno notare fra i titoli di testa questo cambio di regia ufficiale a partire dal 19° episodio.

9 commenti:

Il cinefilante ha detto...

Questa sera mi riguarderò il primo episodio per intervenire a ragione invece che a cazzo. Sarà divertente rivederlo a circa trenta anni di distanza o giù di lì.... :-) nel frattempo complimenti per l'iniziativa fichissima e anche per la nuova collaborazione!

Ballestrero ha detto...

Grazie Cinefilante! Anche io sono molto soddisfatto del post di esordio. Vedrai che la visione delle puntate da parte tua avverrano con un occhio attento. Natuarlmente sono accettatissimi anche i tuoi di contributi!

Silvietta ha detto...

Concordo con Cinefilante, un post di esordio molto interessante e che permette diversi spunti di riflessione.
Francamente ho trovato pessima l'idea di far vedere nell' anime un iniziale astio di Oscar verso Maria Antonietta, il resto dei cambiamenti sono anche intriganti ai fini della storia, ivi compreso il duello con Girondel, la lite con il padre, la fuga e la scazzottata con André.
Quest'ultima, in particolare, permette di mostrare già la forte alchimia tra i due personaggi, forse sono un po' fuori io, ma ho sempre avuto l'impressione che Oscar amasse André da quando era ragazzina, ivi compreso questo episodio, ma tra le fisse paterne e la sua infatuazione per Fersen(perché di infatuazione si tratta, non Amore con la A maiuscola), lei ha avuto le fette di salame sugli occhi per anni.
Anche io ho sempre trovato strano che nessuno avesse da ridire sulla figura uomo/donna di Oscar, considerando il quadro dell'epoca, c'è da dire, comunque, che le figure ambigue in quel periodo non mancavano per niente.
Ah, ne approfitto per dire qua che sono contenta che pure tu, Ballestrero, apprezzi come sia stata tratteggiata la figura di Maria Antonietta.
Infine un riferimento a Pimpulu, veramente un bel commento quello del manga, che lascia intravedere come la figura di Oscar sia un tantino più dura e orgogliosa di quello che vedevamo nell'anime!
Vedo che anche tu Pimpulu apprezzi non poco la figura di Dezaki, che ha saputo rendere meglio e con più incisività tutta la serie.
Ci tengo anche a sottolineare una cosa: ottimo il lavoro di ricostruzione storica pure degli ambienti e degli abiti, ogni cosa è disegnata con una cura maniacale!
Alla prossima e scusate il malloppo!

Anonimo ha detto...

Si amo anche io lo stile di Dezaki perché fa spesso uso di fermi immagine, quasi delle cartoline, che enfatizzano momenti di particolare intensità emotiva.

Ad ogni modo il manga opera un analisi piu' attenta nei confronti del sentimento di amore fra i nostri protagonisti . . . e devo riconoscere che Dezaki decide di trascurare quello che poi Oscar proverà per André uno smisurato e struggente amore.

Nell'anime si giunge drammaticamente alla fine riconoscendo il sentimento di amore troppo tardi . . . perfino per lo spettatore perché tutto si risolve in poche ed ultime puntate e senza maturazione intima.

Nessuno aveva da ridire nei confonti di Oscar per quel che riguarda il suo vestire perché studi storici dell'autrice ci rivelano che vestire con i panni dell'altro sesso, durante il solo periodo del 700, non era indice di scandalo e anzi significava vestire 'comodo'. Era utile soprattutto quando le donne dovevano affrontare lunghi ed impegnativi viaggi in diligenza oppure a cavallo nelle battute di caccia. All'epoca non era ancora perfezionata la cavalcata all'amazzone per cui molte donne cavalcavano come gli uomini in modo tradizionale.

E poi in qualche modo nell'anime qualcuno le riconosce la sua femminilità chimandola 'Madamigella Oscar' cosa che non accade mai nel manga conferendo così alla sua figura una certa autorevolezza pari a quella riservata agli uomini di pari grado ed estrazione sociale.

Meglio che mi fermo . . . per ora he he he

Pimpulu79

Miky ha detto...

A-D-O-V-O Lady Oscar, quanto piangere che ho fatto da bimbina...

Silvietta ha detto...

Pimpulu79=sei sicura che nell'anime la chiamino "Madamigella Oscar"?Mi riferisco alla versione originale, non a quella nostrana perché avevo sentito dire che in originale la nostra eroina veniva chiamata "Generale Oscar"
Sulla questione storica, condivido e non credo ci sia altro da aggiungere, se non che forse, come mentalità, si era più aperti in pieno 700 per alcune cose, che non oggi.
Sulla regia di Dezaki, le sue inquadrature sono spettacolari danno veramente una certa enfasi ai momenti salienti.
Mi viene da pensare al momento, per esempio, in cui Oscar e Maria Antonietta si dicono addio, in qualche modo, ecco notare che i capelli vanno in direzione opposta, scena che serve non poco a mostrare il distacco tra le due amiche.
A proposito di André e Oscar, è vero che il finale è frettoloso e ci restano pochi momenti salienti, finale frettoloso dato dai problemi di ascolti(in Giappone fu un flop clamoroso l'anime, a differenza del manga e solo con il tempo divenne un cult da loro ndr)e che, tuttavia, riesce ad incastonare perfettamente tutti i tasselli o quasi.
Mi spiego: varie volte Oscar ha dimostrato un forte attaccamento nei confronti di André, mi viene da pensare ad esempio, a quando decide di pedinarlo pensando che sia il cavaliere nero e da sottolineare che quando scopre che va a delle riunioni del popolo, lei è palesemente irritata(ed anche gelosa)del fatto che lui non l'abbia informata.
Ad un certo nell'episodio dice qualcosa del tipo "Ah così esci?"

Il cinefilante ha detto...

con grande ritardo sulla pubblicazione del primo post eccomi a commentare!
Prima di tutto è stato un piacere rituffarmi nelle avventure di Lady Oscar e spero di riuscire a stare al passo con i post!
I miei commenti si limiteranno alle sensazioni visto che non sono un'esperta di animazione giapponese...
Nel primo episodio troviamo un'Oscar già risoluta ma ancora incapace di ribellarsi al volere paterno ma soprattutto ad un'educazione/diseducazione che l'ha segnata profondamente...
Certo ho notato una cosa strana... ma a 14 anni già un incarico così importante come capo delle guardie della regina?????
Sulla querelle del titolo nobiliare... sicuramente un bel titolo... i ranghi più alti non erano certo casuali....

Anonimo ha detto...

@Silvietta: il "Madamigella" è chiaramente riferito all'adattamento dei dialoghi italiani; se guardato in lingua giapponese e non vado errato potrei quasi giurare che la chimassero esattamente come nel manga e non "Generale Oscar"

Anonimo ha detto...

Una figura come il colonnello Oscar françois de jarjayes avrei tanto voluto che esistesse, come esempio di nobiltà d'animo, di coraggio , di lealtà e sarebbe stato sicuramente un eroe nazionale francese, insieme ad Andrè e grazie a questo personaggio parecchia gente avrebbe voluto conoscere la storia di Francia di quel periodo, in maniera più personale e più intima come la scuola non avrebbe mai fatto. Tanto che è solo un cartone eppure l'autrice, Riyoko Ikeda, è stata insignita dal governo francese del titolo della Legion d'Onore per aver diffuso la cultura francese in tutto il mondo grazie alla storia di lady Oscar. La cosa che mi sconcerta e mi fa sudare e che da un lato mi lascia piuttosto perplessa come sia potuta succedere una cosa del genere: una donna allevata come un uomo in un passato così remoto dal momento si sa com'erano considerate e trattate le donne in passato, dall'altro lato la storia ti fa di "questi brutti scherzi". Se fosse esistito Oscar penso proprio che ci sarebbe uno sbaglio storico che il Colonnello Oscar françois de jarjayes era ufficialmente visto dai posteri come un omosessuale.