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venerdì 18 marzo 2011

Istinti Immorali - Teatro Colosseo

Grazie allo spettacolo dell'amico Frediano Properzi, Ballestrero ritorna a parlare di teatro nella rubrica che finora ha ampiamente trascurato. Anche se onestamente la trascuratezza è dovuta al troppo tempo che non andavo a teatro. Tornarci dopo molto tempo e con un bello spettacolo è davvero incoraggiante.




In un proscenio nero come il catrame si muovono in un gelido silenzio sei personaggi. Una coppia etero, una coppia gay, un single e una single. Ognuno di loro sorregge una sedia dall'alto schienale ricoperto da una retina trasparente. Quella rete è lo sfuocato riflesso delle anime di ognuno di loro. I personaggi non sono tali in senso stretto, ma sono espressioni dell'archetipo che ognuno di loro manifesta: il single un pò sfigato e tormentato da dipendenza affettiva, la single un pò attempata, docile calma e sicura ma che nasconde istinti di dominazione che ha imparato, con perverso gusto, a sfogare sulle chatline dove virtualmente incontra altri celati gaudenti, cui infliggere le sue punizioni virtuali. La coppia etero, dove lui sfoga la frustrazione del rapporto logoro e stantio impegnandosi in costanti tradimenti, non senza un'inclinazione violenta frutto di un principio di dissociazione. Lei, prototipo della donna remissiva, che spera e si danna, che si strazia e si consuma dietro un rapporto difficile quando non impossibile. La coppia gay che vive dinamiche simili eppure diverse da quella etero, impantanata in un rapporto sbilanciato dove uno è disposto ad accettare ogni compromesso pur di proseguire (e forse perpetuare) la relazione, mentre l'altro pur andando alla ricerca di un nuovo rapporto, non riesce a farlo fino in fondo per un certo senso di colpa nei confronti del compagno. Arriveranno a sperimentare anche rapporti a tre, senza tuttavia trarne una effettiva soddisfazione.

L'allestimento proposto, a mio avviso, non ha un fine morale predeterminato. Chiunque si aspetti un meccanismo complesso che conduca ad un finale di senso compiuto è fuori strada. Perché lo scopo ultimo della rappresentazione non è di fornire un finale schematizzato scontato od ubbidiente ad un'aspettativa del pubblico, ma semplicemente illustrare i sentimenti e gli stati d'animo delle maschere che danno vita allo spettacolo. Sentimenti e stati d'animo esibiti come una radiografia passata alla gelida luce del neon su un pannello. Rinnovo il mio complimento all'autore con le stesse parole che gli ho rivolto personalmente, sintesi perfetta del suo lavoro: "Complimenti Frediano! E' chiaro che nella vita hai tanto vissuto e molto ascoltato!"

3 commenti:

fredianoproperzi ha detto...

Grazie Gainluca della tua perfetta lettura dello spettacolo e del testo! Sei riuscito a cogliere tutte le sfumature piu' profonde della messa in scena, sfumature che solo un occhio attento come il tuo poteva cogliere ed evidenziare. Grazie davvero!

Silvietta ha detto...

Anche io è tanto che non vado a teatro, l'ultima volta ci sono stata per un musical. Spero che arrivi anche a Milano questo spettacolo e che riesca a trovare un momento libero per andarci: sembra molto molto interessante.

Ballestrero ha detto...

@ Frediano: è stato un piacere! Al punto che se non fossi stato parecchio impegnato sarei venuto a rivedermelo!
@ Silvietta: spero di cuore che lo spettacolo arrivi fino a Milano perché è davvero bello! Silvietta dai, convinci Frediano ad organizzare anche lì a Milano!