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lunedì 21 marzo 2011

Lady Oscar - Episodio 4 - L'intrigo

Informata dalle figlie del Re, Maria Antonietta viene a sapere dell'offensiva scagliata verso di lei dalla Contessa Du Barry che ha richiesto al sovrano, come dama di compagnia, la madre di Oscar Madame de Jarjayes. Maria Antonietta risponde al colpo richiedendo che quest'ultima diventi sua dama di compagnia esclusiva. Oscar inizia a preoccuparsi, non desidera affatto che per le ostilità di due persone possa andarci di mezzo la madre, costretta dalle regole di Corte ad obbedire ciecamente per diventare la dama di compagnia dell'una piuttosto che dell'altra. Eppure questa decisione coinvolge anche Oscar e sarà lo stesso André a ricordaglielo, imponendole di fare una scelta tra le due. Oscar teme ritorsioni o vendette da parte dell'una o dell'altra qualora la scelta le indispettisse. La questione preoccupa anche la Regina Maria Teresa d'Austria dall'altro capo del regno di Francia, spingendosi ad inviare il proprio ambasciatore Conte de Mercy per consigliare Maria Antonietta ed aiutarla a compiere scelte più mature, guidando la figlia per suo conto.



Il conte De Mercy giunge in Francia e scopre subito, passeggiando nei giardini di Versailles, che tra i nobili di Corte le chiacchiere e le scommesse sul caso Maria Antonietta - Du Barry aumentano e si moltiplicano aggiungendo benzina sul fuoco. Maria Antonietta si deciderà a parlare con la Du Barry? Il Conte De Mercy è preoccupato, ha paura che Luigi XIV possa intervenire pesantemente su Maria Antonietta e, soprattutto, che possa rimettere in discussione l'alleanza tra Francia ed Austria trascinando nuovamente i due paesi in guerra. La Contessa Du Barry torna alla carica su Luigi XIV manipolandolo a dovere e facendogli credere di essere stato insultato, sia pure indirettamente, dal comportamento di Maria Antonietta. Il Sovrano va in collera, la notizia giunge a Maria Teresa e va scrivere alla figlia dal Primo Ministro per convincerla a rivolgere la parola alla Du Barry.


Al solito ballo di Corte, dopo la diffusione della notizia sulle istruzioni giunte dall'Austria per Maria Antonietta, la Du Barry entra nei saloni trionfante e desiderosa di vedere capitolare la principessa. Maria Antonietta non demorde, nemmeno di fronte alla ragion di stato, e continua a non rivolgerle la parola. La Du Barry spezza il ventaglio dalla rabbia, lascia il ballo furibonda e si ritira nelle sue stanze per sfogare la collera. Sarà raggiunta dal Duca d'Orléans che le suggerisce uno stratagemma con del vino avvelenato. La contessa non esita ad immischiare la madre di Oscar, sulla quale tenterà di far ricadere il tentato omicidio suo e quello effettivo della sua cameriera avendo come mandante Maria Antonietta. Fortunatamente André si accorge che Madame Jarjayes si è recata dalla Du Barry, lo riferisce subito ad Oscar che interviene in tempo per sventare l'intrigo, minacciando la Du Barry di non osare coinvolgere sua madre o Maria Antonietta in futuro in simili intrighi.
Elucubratio In questa puntata sono tre filoni che saltano alla luce. Il primo è quello della "scelta". In questo episodio il pubblico impara subito che, per quanto ci si possa sforzare, compiere una scelta significa necessariamente soddisfare qualcuno e scontentare qualcun altro. Operare una scelta che soddisfi tutti è praticamente impossibile. Nel cartone animato naturalmente i toni sono enfatizzati, eppure è tutto ben rappresentato dalla scelta che Oscar deve fare tra Maria Antonietta o la Du Barry, sia pure in via indiretta ed il tutto per proteggere la madre. Il secondo filone è quello della "supremazia", la sopraffazione fine a sè stessa, ben raffigurata dal personaggio della Du Barry. Incontentabile, volubile, ambiziosa fino all'inverosimile ma tutto sommato infelice. Prigioniera di una voglia di rivalsa che desidera sfogare sulla futura regina di Francia, eppure non sufficiente a renderla soddisfatta. Il terzo filone è quello dell'intrigo, l'assenza di scrupoli nell'ordire trame di un inganno: la Du Barry sacrifica senza rimorso la vita di una cameriera tentando di scaricare la colpa sulla madre di Oscar. Un immagine estrema, ma molto educativa: impariamo a conoscere quel lato di mondo contrassegnato dalla malvagità, che nel nostro mondo ovattato spesso fatichiamo a vedere.


Il Manga (a cura di Pimpulu cui ingigantisco i miei complimenti)


In questo 4° episodio assistiamo finalmente allo sgretolamento dei cristallini silenzi tramutatesi poi in lotta all'insegna del "Chi sopravvirà allo stress di questa sopraffina guerra di nervi fra dame di Alto ceto ?"

Come ha già spiegato Ballestrero nel precedente episodio, la Du Barry cerca lei lo scontro per prima richiedendo come dama di compagnia la madre di Oscar; dal suo canto, Maria Antonietta risponde ad un colpo di pistola con un colpo di fucile pretendendo la stessa signora come dama esclusiva di compagnia. Anche nel manga i caratteri di questa storica diatriba non sono di certo meno accesi e rispetto alla serie TV in Maria Antonietta percepiamo qui, già dalle prime battute, un maggiore sentimento di orgoglio . . . quasi paragonabile ad una sovrana con anni di reggenza alle spalle. Un'altra piccola differenza che non passa inosservata mettendo a confronto la trasposizione animata con l'originale fumetto è: Nel momento in cui le figlie del Re conferiscono con Maria Antonietta, nell'anime, apprendiamo da questa che L'Imperatrice sua madre sbatteva le meretrici come la Contessa in prigione mentre, nel manga, veniamo a sapere che al contrario Maria Teresa le faceva accogliere semplicemente in case di correzione. Interpretazione errata in fase di adattamento dei dialoghi in lingua italiana? Forse si. Verso la conclusione di questo episodio, abbiamo la rentrée del Duca D'Orleans con il suo corredo di sugerimenti sobillatori a sostegno della causa della Contessa; quest'ultimo è totalmete assente nel fumetto così come la sua partecipazione alle beghe di palazzo che coinvolgono la favorita del Re. Ne consegue che, l'iniziativa di attirare negli appartamenti di Maria Antonietta Madame Jarjayes allo scopo di far ricadere l'accusa di omicidio premeditato su questa, nel fumetto, viene ideata proprio dalla Du Barry e non dal Duca.

Infine, nell'anime, l'intervento/ordine inviato dall'Austria da Maria Teresa riguardo alla presa di posizione della figlia Maria Antonietta per mano del Conte De Mercy, conduce la questione con la Du Barry verso svolte decisive; il consiglio da parte della stimata madre ha effetti istantanei su Maria Antonietta la quale finalmente le rivolgerà la parola nel prossimo episodio. Nel manga , invece . . . . beh direi che lo possiamo vedere con calma nel prossimo post perché qui c'é un'importante punto su cui vorrei attirare la vostra attenzione.

Curiosità:

L'autrice Ryoko Ikeda decise di lasciare la carriera con cui ha fatto fortuna nell'ormai lontano 1987 e precisamente dopo la sua "Eroica" pubblicata in quello stesso anno; si tratta sempre di un'opera storica, di ambientazione filo-napoleonica che narra le gesta del grande condottiero francese Napoleone Bonaparte.

Ad oggi lei è un'affermato soprano di canto lirico, altra sua passione di una vita.

venerdì 18 marzo 2011

Istinti Immorali - Teatro Colosseo

Grazie allo spettacolo dell'amico Frediano Properzi, Ballestrero ritorna a parlare di teatro nella rubrica che finora ha ampiamente trascurato. Anche se onestamente la trascuratezza è dovuta al troppo tempo che non andavo a teatro. Tornarci dopo molto tempo e con un bello spettacolo è davvero incoraggiante.




In un proscenio nero come il catrame si muovono in un gelido silenzio sei personaggi. Una coppia etero, una coppia gay, un single e una single. Ognuno di loro sorregge una sedia dall'alto schienale ricoperto da una retina trasparente. Quella rete è lo sfuocato riflesso delle anime di ognuno di loro. I personaggi non sono tali in senso stretto, ma sono espressioni dell'archetipo che ognuno di loro manifesta: il single un pò sfigato e tormentato da dipendenza affettiva, la single un pò attempata, docile calma e sicura ma che nasconde istinti di dominazione che ha imparato, con perverso gusto, a sfogare sulle chatline dove virtualmente incontra altri celati gaudenti, cui infliggere le sue punizioni virtuali. La coppia etero, dove lui sfoga la frustrazione del rapporto logoro e stantio impegnandosi in costanti tradimenti, non senza un'inclinazione violenta frutto di un principio di dissociazione. Lei, prototipo della donna remissiva, che spera e si danna, che si strazia e si consuma dietro un rapporto difficile quando non impossibile. La coppia gay che vive dinamiche simili eppure diverse da quella etero, impantanata in un rapporto sbilanciato dove uno è disposto ad accettare ogni compromesso pur di proseguire (e forse perpetuare) la relazione, mentre l'altro pur andando alla ricerca di un nuovo rapporto, non riesce a farlo fino in fondo per un certo senso di colpa nei confronti del compagno. Arriveranno a sperimentare anche rapporti a tre, senza tuttavia trarne una effettiva soddisfazione.

L'allestimento proposto, a mio avviso, non ha un fine morale predeterminato. Chiunque si aspetti un meccanismo complesso che conduca ad un finale di senso compiuto è fuori strada. Perché lo scopo ultimo della rappresentazione non è di fornire un finale schematizzato scontato od ubbidiente ad un'aspettativa del pubblico, ma semplicemente illustrare i sentimenti e gli stati d'animo delle maschere che danno vita allo spettacolo. Sentimenti e stati d'animo esibiti come una radiografia passata alla gelida luce del neon su un pannello. Rinnovo il mio complimento all'autore con le stesse parole che gli ho rivolto personalmente, sintesi perfetta del suo lavoro: "Complimenti Frediano! E' chiaro che nella vita hai tanto vissuto e molto ascoltato!"

domenica 13 marzo 2011

Lady Oscar - Episodio 3 - Un triste presagio


Maria Antonietta giunge finalmente a Parigi. Siamo nel 1770 e a Versailles vengono celebrate le nozze tra lei ed il principe di Francia. Brutto presagio si affaccia però all'orizzonte: quando Maria Antonietta firma il certificato di nozze, una macchia d'inchiostro le sfugge dalla piuma. Questo incidente turba sia Maria Antonietta che gli ospiti intorno a lei. Non è considerato certo un segno di buonaugurio - e la Storia poi non potrà che confermarlo.


Maria Antonietta inizia formalmente la sua vita di Corte. Conosce la nobiltà che abitualmente frequenta la reggia di Versailles e riceve i primi consigli dalle sorelle del Re. Tutti sono estasiati dalla bellezza e dall'eleganza della principessa austriaca. Tutti tranne una: la Contessa Du Barry, favorita del Re e regina de facto della Corte. La Contessa ha un passato poco pulito, si dice sia stata donna di strada, che abbia sposato e poi avvelenato il Conte Du Barry allo scopo di impossessarsi del titolo e del suo patrimonio. Con queste credenziali è riuscita ad introdursi a Corte dove ben presto è diventata la favorita (per usare un eufemismo) del sovrano Luigi XV.

La Contessa Du Barry si sente minacciata dalla futura regina Maria Antonietta che, dopo aver saputo i suoi trascorsi, l'ha subito presa a malvolere, riservandole l'indifferenza più completa e si rifiuta di rivolgerle la parola.

L'atteggiamento di Maria Antonietta fa imbestialire la Du Barry che va subito a sfogarsi dal Sovrano.

Ricevute rassicurazioni dal Sovrano, la Du Barry incontrerà nuovamente Maria Antonietta nei giardini di Versailles assieme ad altre dame di Corte. Inaspettatamente Maria Antonietta si dirige verso di lei, che già assapora il gusto della vittoria, circondata da altre dame. Maria Antonietta prosegue, non rivolge nemmeno uno sguardo alla Du Barry e ignorandola volutamente invita le altre dame ad una partita a carte che si sarebbe tenuta la sera stessa nel suo salotto. La Du Barry, furibonda per l'accaduto, tornerà a lagnarsi dal sovrano, non prima però di aver parlato col Duca d'Orlèans che le consiglia di costringere la madre di Oscar, madame de Jarjayes, a diventare sua dama di compagnia. In questo modo la principessa di Francia non potrà rifiutarsi di rivolgerle la parola, vista la stima e la considerazione che Maria Antonietta ha di Oscar. Quando Oscar viene a sapere di questa bieca macchinazione reagisce rabbiosamente, ma il padre rassegnato le conferma che si tratta di un ordine del Re e, come tale, non si discute.

Elucubratio

In questa puntata il tema che più viene alla luce è proprio quello dei rapporti sociali inseriti in uno schema di Corte ed in un contesto aristocratico. Maria Antonietta, per quanto nata e cresciuta in un contesto regale-imperiale, paga l'inesperienza dovuta alla giovinezza e si aggira per la Corte di Versailles non senza uno spiccato egocentrismo: sa benissimo di essere molto bella e si compiace enormemente della sua vanità vedendosi rimirare da tutti. Mettersi di traverso con la Contessa Du Barry col solo scudo della differenza di rango (la Du Barry per etichetta non può rivolgersi alla principessa Maria Antonietta per prima, deve essere quest'ultima a degnare la Du Barry della sua attenzione), denota sicuramente un'incoscienza ed una assoluta ignoranza degli equilibri politici che vanno al di là delle superficiali baruffe da salotto. In questa puntata l'attenzione del pubblico viene concentrata proprio su questo genere di rapporti e sugli intrighi di palazzo che, come vedremo, attraversano la Storia dell'essere umano allora come oggi.

Il Manga (a cura di Pimpulu cui amplifico i miei ringraziamenti)

E' interessante scoprire come gli autori dell'anime, a partire da questo episodio fino al 5° abbiano sviluppato i fatti rispetto al manga seguendo un ordine alternativo. Vediamo con qualche analisi in cosa differiscono. Dopo l'arrivo di Maria Antoinietta, l'autrice decide subito di introdurre altri due personaggi chiave, ossia le due pseudo-sorelle La Morliere, Jeanne e Rosalie.

Ciò accade perché sia nell'anime che nel manga abbimo qui un'altro comune storico di partenza. Il 16 maggio del 1770 vengono infatti celebrate le nozze dell'augusta coppia ed in occasione di questo evento coinvolgente per la Francia i giardini di Versailles vengono aperti in visita anche al popolo. Mentre nel manga, Jeanne e Rosalie meditano appunto se recarvisi o meno, nell'anime il loro debutto viene rimandato al 6° episodio, ossia durante la prima visita ufficiale dei futuri sovrani a Parigi avvenuta nel 1773 . . . quindi ben 3 anni dopo !!. Probabilmente questa scelta è stata dettata dalla necessità di dare continuità alle vicissitudini delle due ragazze.

Infatti, nell'anime, il concludersi della guerra di nervi fra Maria Antonietta e la contessa Du Barry offre un ottimo spunto per aprire un nuovo tema di sviluppo nella storia.

Nel manga, invece, prima che prenda vita lo storico alterco fra le due gentildonne, Jeanne è già fuggita di casa alla ricerca di una vita migliore sotto la protezione della marchesa di Brambouillet.


Curiosità (sempre a cura di Pimpulu):

Lady Oscar è un'opera molto cara all'autrice, non solo per la planetaria popolarità che le ha conferito ma anche perché attraverso la protagonista, man mano che prendeva vita dalla sua matita, la Ikeda sfogava il risentimento che aveva nei riguardi dei suoi genitori che prospettavano per la figlia un'altro corso di studi che l'avrebbero poi condotta ad altri scopi nella vita.

Per cui i sentimenti di protesta così come quelli di paura e amore che caratterizzano Oscar sono il riflesso della vita personale della disegnatrice.

Apprendiamo da un'intervista rivolta alla Ikeda, che quando un manga riesce ad uscire con successo dal territorio nipponico affermandosi con lo stesso eco in altri Paesi è solo in quell'istante che un mangaka (disegnatore di fumetti) viene riconosciuto tale nella propria nazione. Troppo severo? Non direi se si pensa che il fumetto si colloca ad inizio anni 70 in cui la società giapponese era forse meno occidentalizzata rispetto ad oggi.

Con Lady Oscar, Ryoko Ikeda, per il contributo divulgativo che ha offerto ed offre continuamente nei confronti della storia francese, nel 2008, riceve dal governo francese la più alta Onorificienza di Cavalierato che può attribuire, la Legion D'Onore.

martedì 8 marzo 2011

Lady Oscar - Episodio 2 - L'arrivo di Maria Antonietta

Vienna 1770. Presso la Corte austriaca fervono i preparativi per le nozze di Maria Antonietta col futuro Luigi XVI. La madre, Maria Teresa d'Austria, vive quel giorno con qualche preoccupazione. La figlia ha appena 15 anni. In casa Jarjayes Oscar viene avvisata che è giunta voce di un possibile rapimento di Maria Antonietta lungo il percorso dall'Austria alla Francia. L'emozione di Ocar per l'incontro con la futura regina di Francia viene annullata quasi immediatamente dopo questa notizia. La delegazione francese attende l'arrivo di Maria Antonietta a Shüttern nei pressi del fiume Reno in Germania, dove spogliandosi di ogni abito ed accessorio austriaco e rivestendosi di soli panni francesi, proseguirà il suo cammino verso la reggia di Versailles. Iniziano però i primi problemi: Maria Antonietta fa i capricci, non vuole cambiarsi d'abito e tanto meno rinunciare anche all'anello-ricordo che sua madre Maria Teresa le ha dato. Vuole ritornare in Austria, rinunciando a sposarsi. Mentre cerca di uscire dal padiglione allestito presso il Reno, Maria Antonietta incontra una cameriera che si offre di sostituirsi a lei opportunamente vestita e con una parrucca bionda. La cameriera in realtà è una persona mandata dal Duca d'Orlèans, cugino del futuro Luigi XVI che mira al trono. Scopo del Duca d'Orlèans è quello di creare il giusto scandalo e scompiglio per screditare Luigi XVI e Maria Antonietta.






Maria Antonietta, travestita da cameriera, esce dal padiglione e si inoltra nel bosco. Oscar, che attende fuori, osserva la scena e si rende conto che c'è qualcosa che non va. Raggiunto il bosco, Maria Antonietta viene circondata dai sicari del Duca d'Orlèans intenzionati ad eliminarla. Oscar interviene uccidendo i sicari e riportando Maria Antonietta al cospetto del Re di Francia e del delfino. Nel frattempo la finta Maria Antonietta viene introdotta al cospetto di Luigi XIV alla presenza del Duca d'Orlèans. Prima che si compia la simulazione, Oscar interrompe la presentazione introducendo la vera Maria Antonietta, vestita ancora da cameriera. La sosia tenta di scappare viene fermata da Oscar ma il Duca d'Orlèeans, per evitare incresciose confessioni o accuse, la pugnala a morte.



Maria Antonietta viene finalmente presentata al futuro Luigi XVI assieme alla famiglia reale. Scortata da Oscar, Maria Antonietta riprende il viaggio che la condurrà alla reggia di Versailles. Affanciandosi dal vetro della carrozza e osservando Oscar, Maria Antonietta chiede ad una dama di corte chi sia il giovanotto a cavallo accanto a loro. La dama risponde divertita che si tratta di una ragazza il cui nome è appunto madamigella Oscar. Sulla sommità di una collina c'è un personaggio che osserva il passaggio del corteo reale verso la Francia: si tratta del conte Hans Axel di Fersen, ufficiale dei Dragoni Svedesi. La giovane Maria Antonietta avrebbe conosciuto Fersen solo tra qualche anno, in occasione di un gran ballo di Corte.


Elucubratio

Anche questo episodio trasmette messaggi educativi sotto molteplici punti di vista. Risaltano in particolare nella figura della regina Maria Teresa d'Austria i due aspetti naturalmente in conflitto: quello materno, di chi si preoccupa del futuro della propria figlia e quello nazionale, che la rende responsabile nei confronti dell'impero austro ungarico che guida. Anzi, a dirla tutta si nota chiaramente come Maria Teresa prevalga il senso dello Stato, facendo percepire un grande senso di responsabilità di chi è disposto a rinunciare alla felicità della figlia per il bene e la pace del proprio popolo. Francia ed Austria in quegli anni erano in guerra da tempo, il matrimonio tra Luigi XVI e Maria Antonietta d'Asburgo Lorena avrebbe assicurato la pace tra i due popoli. Si nota tra l'altro come le tematiche forti, come il tradimento, la cospirazione, l'omicidio, l'inganno e la simulazione non sono affatto occultate o edulcorate. Al pubblico (che almeno in Italia era costituito in prevalenza di bambini e ragazzi) non veniva nascosto nulla, come purtroppo accade nei cartoni animati più recenti sfornati a tinte rosa. L'unica vera censura calata nella versione italiana della serie è stata sulle scene giudicate sessualmente troppo spinte (ma di questo parleremo negli episodi competenti). Altro aspetto che ben denota una certa, diciamo così, "educazione sentimentale" sono le parole di Maria Antonietta dopo il bacio casto e stentato di Luigi XVI: «Come sono confusa... Il mio futuro marito mi ha dato un bacio, ed io non ho provato niente». Si percepisce che Maria Antonietta non ha affatto presente la "ragion di Stato" che sottende alle sue nozze, ma spera di poter vivere un amore con la leggerezza e la speranza della sua giovane età. Sarà l'amore poi a travolgerla quando incontrerà il conte di Fersen. Ma per quest'ultima ipotesi avremo fior di puntate da vedere.

Il Manga (a cura di Pimpulu cui rinnovo i miei ringraziamenti)

L'episodio di questa recensione ha inizio con una sequenza in cui il padre di Oscar vorrebbe che la figlia accogliesse la futura Regina di Francia con indosso abiti femminili e da qui la prevedibile reazione ribelle della protagonista nei confronti del genitore. Nel manga è la nonna di André a suggerire ad Oscar una mise da damigella ed il tutto con una serie di vignette che sucitano molta ilarità. E' importante sottolineare come tutta l'ironia dell'autrice, che nell'avvicendarsi della storia esprimeva in particolar modo attraverso espressioni nei volti dei personaggi, si perde totalmente nell'anime. Così facendo si riescono a mantenere coerenti i toni sempre molto composti di questo cartone animato. Il distacco di Maria Antonietta dalla madre è più struggente nel fumetto rispetto alla serie TV dove Maria Teresa, seppur evidentemente commossa, nel salutare la figlia lo fa con parole degne di una sovrana delsuo peso, senza lasciar trasparire la disperazione causata dall'imminente separazione. Fortunatamente viene in aiuto il commento musicale di Koji Makaino grazie al quale viene sottolineata bene l'enfasi drammatica di tale distacco. L'arrivo della principessa austriaca su territorio francese, avvenuto nell'aprile del 1770, si svolge nel fumetto senza macchinazioni di rapimenti della fanciulla in arrivo da parte del Duca D'Orleans con tanto di relativo salvataggio da parte di Oscar che fa molto romanzo di cappa e spada. E' chiaro che gli autori volessero esaltare il coraggio della nostra eroina, oltre ad introdurre personaggi chiave come il Duca D'Orleans stesso che da qui in poi vedremo spesso muoversi con spirito antagonistico volto ad ostacolare l'ascesa al trono del cugino Delfino di Francia . . . . il futuro Luigi XVI.

Curiosità: Chi come me ha seguito per anni la versione Mediaset di questo cartone animato cult, rivisionandolo nella versione DVD distribuita dalla Yamato Video avrà di certo notato come l'ordine di elementi come sigla, prologo e quant'altro siano differenti fra loro. Per capirlo meglio di seguito trovate i due schemi poposti in onda e non a confronto:
Schema Mediaset primi episodi:
Sigla di Testa-> Prologo intoduttivo all'episodio -> Frame a fondo nero con Titolo -> Episodio -> Sigla di coda
Schema Mediaset alternativo:
Sigla di Testa-> Frame a fondo nero con scritta "Lady Oscar" -> Prologo intoduttivo all'episodio -> Frame a fondo nero con Titolo -> Episodio -> Sigla di coda
Schema originale Giapponese:

Frame con scritta "Lady Oscar" su fondo rosso e decorazioni a cornice oro -> Prologo intoduttivo all'episodio -> Sigla di Testa-> Titolo senza fermi immagine -> Epsodio -> Sigla di coda

lunedì 7 marzo 2011

Lady Oscar - Episodio 1 - La Grande Scelta


Parigi 1755. In casa del Generale Jarjayes viene alla luce l'ennesima bambina, l'ultima di molte già avute dal Generale che accoglie la pargola con una decisa rabbia. Lui sognava di avere finalmente un figlio maschio, per perpetuare il nome del casato. Quasi intenzionato a disfarsene, il Generale ha un colpo di genio: mistificare la realtà. Decide di chiamare la figlia col nome maschile di Oscar François, promettendosi di crescerla ed allevarla come un uomo. Gli anni passano e la fanciulla è ormai un'adolescente, svelta di spada e di fioretto e piena di grinta nei suoi allenamenti col servitore André che - vedremo - svolgerà una parte fondamentale per la vita di Oscar.
Il Generale Jarjayes si rivolge a Luigi XV per proporre sua figlia come capitano della Guardia Reale. Anzi, quando il Generale parla di Oscar ne parla al maschile, presentandola come suo figlio. Il sovrano reagisce divertito, ma tutto sommato compiaciuto e per nulla scettico ad affidare il comando della Guardia ad Oscar. L'unica condizione che viene posta è che Oscar si dimostri valida con la spada più del figlio del conte Girodelle, anch'esso in lizza per la nomina.
Nonostante le insistenze paterne, Oscar non vuole affatto diventare capitano. Non le piace l'idea di dover difendere una donna, Maria Antonietta, che a breve entrerà in Francia per sposare il nipote di Luigi XV. Ma il padre insiste e lei decide di affrontare il contendente Girodelle lo stesso giorno in cui dovrà ufficialmente farlo sotto gli occhi del Re, ma non davanti a lui. Lo aspetta sul percorso e lo sfida

Naturalmente Oscar vincerà Girodelle, con evidente imbarazzo e scorno di quest'ultimo per essere stato battuto da una donna. La sfida privata non viene presa bene dal Generale Jarjayes e dallo stesso sovrano. Oscar e il padre hanno l'ennesima lite. Fuggita a cavallo con André avrà da battersi a mani nude anche con lui, soprattutto quando le ricorda che per quanto combattuta per lui rimarrà sempre una donna e che è ancora in tempo a cambiare. Oscar fugge prima di sentirselo dire, torna a casa e decide di indossare la divisa.







Elucubratio
Non è facile inquadrare facilmente il personaggio di Oscar, calato nel contesto particolarmente sofisticato della metà del 1700 e agli albori della Rivoluzione Francese. La figura di una ragazza, vestita ed educata come un uomo, se al giorno d'oggi può sembrare una bizzarria finanche trascurabile, non era certamente abituale per il contesto storico in cui è inserito. Tra l'altro, l'aspetto paradossale è che - rare eccezioni a parte che vedremo nel corso delle puntate - tutti i personaggi/protagonisti della serie sembrano perfettamente a loro agio con l'ambiguità della figura di Oscar. Non ci sono pregiudizi di fronte al suo essere contemporaneamente donna e uomo. Solo quando sorgono implicazioni sentimentali questo dualismo si fa sentire, anche in maniera decisamente vivace e talvolta anche struggente, specie quando tali implicazioni coinvolgono tre ben definiti personaggi della sua vita: il Conte Hans Axel di Fersen, il suo attendente servitore André Grandier e, non ultima, la stessa regina Maria Antonietta. Sarà dunque interessante osservare queste fattispecie all'interno degli episodi che vedremo prossimamente.

Il Manga (a cura di Pimpulu cui vanno i miei ringraziamenti)
La vicenda della nostra eroina nel manga, dopo un accurata descrizone del contesto storico in cui si muovono i personaggi ed il racconto della nascita della protagonista e del destino che il padre si figura per lei, si apre con la consueta esercitazione a duello fra Oscar ed il suo genitore, anziché con Andrè.Durante tale esercitazione, il padre rivela ad Oscar l'avvicinarsi di un evento importantissimo per la Francia quale l'arrivo della principessa imperiale austriaca alla quale Oscar dovrà offrire servizio e protezione devota a costo della propria vita. A differenza della trsposizione animata Oscar non mostra alcuna reticenza nei confronti del compito appena assegnatole ed addirittura si traspira orgoglio da parte di questa nel volerlo portare a compimento.Inoltre, non vi è alcun duello decisivo col tenente Girodelle che avrebbe dovuto stabilire chi fra quest'ultimo ed Oscar dovesse ricoprire la carica di Capitano della Guardia Reale.Il manga, disegnato dall'abile e nobile mano di Ryoko Ikeda nel 1972, viene pubblicato diverse volte in Italia: Nell'83 dalla Fabbri editore con tavole a colori ed un finale alterato e a seguire poi nel 1993 dalla Granata Press fino a giungere alla versione pubblicata a partire dal 2001 dlla Planet Manga (Panini Comics) con tavole originali ribaltate (in modo da poter legere per cosi dire all'"occidentale", ossia da sinistra verso destra) in un edizione integrale e senza censure sulle immagini e/o adattamenti particolari nei dialoghi fra i personaggi che finalmente seguono una traduzione fedele a quelli giapponesi. La regia di questo primo episodio viene curato dalla regia di Tadao Nagahama e così fino al 18° episodio, non potendo avvalersi da subito della collaborazione di Osamu Dezaki che iniziò a sostituire il suo predecessore già a partire dall'episodio 12° e ancora prima il 5°, con evidenti miglioramenti. I più attenti e maniacali del genere portranno notare fra i titoli di testa questo cambio di regia ufficiale a partire dal 19° episodio.

mercoledì 2 marzo 2011

Lady Oscar

Presto sul blog uno special dedicato al cartone animato che tutti i ragazzi degli anni '80 hanno visto. Dopo aver passato in rassegna ben 40 episodi ho trovato tantissimi spunti di discussione che rendono questo cartone animato una miniera d'oro dal punto di vista storico, antropologico, pedagogico ed educativo. E perché no? Anche un pò pruriginoso.
Per gli argomenti trattati ed il contesto in cui è inserito, Lady Oscar è un manga fatto e finito più destinato agli adulti che ai ragazzi. Io da ragazzino ho visto quasi tutte le puntate. Oggi rivedendole tutte con occhi e orecchie adulte lo trovo davvero un capolavoro.
Sto riflettendo se dedicare un post su ciascun episodio oppure se fare una summa. Avrò bisogno dei vostri suggerimenti su come procedere, per cui sono benvenute indicazioni e consigli.