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martedì 15 febbraio 2011

Il discorso del Re

Finalmente escono in circolazione film degni di questo nome. Due prove attoriali elevatissime, Colin Firth nel ruolo di re Giorgio VI e Geoffrey Rush in quello del suo logopedista Lionel Logue. In una storia vera: l'ascesa al trono del Duca di York dopo l'abdicazione del fratello maggiore Edoardo VII, fattosi da parte per poter sposare la divorziata Wallis Simpson.
Il povero Bertie, nomignolo con cui viene chiamato familiarmente Giorgio VI, vorrebbe sprofondare metri e metri sotto terra quando è costretto ad aprire bocca. Una terribile balbuzie lo afflige fin dall'infanzia. Trovarsi poi di fronte ad un pubblico, sia reale che radiofonico, lo fa andare in corto circuito completamente. Dopo avere consultato i migliori specialisti dell'epoca, la moglie si decide di portarlo da Lionel Logue, logopedista senza titoli e senza lauree e che usa un metodo tutto suo per curare anche i casi disperati, mescolando sapientemente tecnica meccanica e psicologia. Non è facile trattare con Albert Frederick Arthur George Windsor Sovrano di Inghilterra, altrimenti detto Bertie. Come ogni nobile che si rispetti, per di più di stirpe reale-imperiale, ha questi "pregi" dalla sua: altero, sprezzante, collerico, spocchioso e irascibile. Il logopedista non ci mette molto a capire di trovarsi in realtà di fronte ad un povero cristo, i cui difetti poco prima elencati non sono tanto frutto di un delirio di onnipotenza, ma il pesante risultato di una educazione infantile scellerata che ha lasciato traumi mai superati. La balbuzie di Sua Maestà non dipende altro che da quello. Gli inizi non sono facili, entrambi dovranno progressivamente smussare le proprie resistenze per trovare un terreno comune su cui lavorare. Ma il sovrano è perserverante, ha buona volontà. Il logopedista è altrettanto efficace e giudizioso: quando capisce che la sua insistenza altro non è che una introiettata voglia di affermazione di sè e del suo metodo, fa un passo indietro e riconosce di aver sbagliato. Ritornati in carreggiata i due si mettono a lavorare duramente per affrontare la prima delle grandi prove: il discorso d'incoronazione a Westminster. Felicemente superato. E poi quello più arduo: il discorso alla nazione e alle colonie per l'annuncio dell'entrata in guerra del Regno Unito contro la Germania di Hitler. Riuscirà il balbuziente Sovrano in questa prova? Beh, non resta che andare a vedere il film.
Gran bella opera, sotto tutti i punti di vista. Recitazione eccellente da parte dei protagonisti, come pure di tutto il cast. Costumi, scenografia e soggetto curati nei minimi dettagli. Per la vastità dei temi trattati (sovranità, complessi di inferiorità, traumi infantili, amicizia, ecc.) si riconosce l'eccezionale riuscita di un azzeccato equilibrio fra essi.
Si raccomanda la visione. Anche più volte ;-)

3 commenti:

Silvietta ha detto...

Film che voglio vedere da tempo ma che hanno osato già levare dalle mie parti, mi sa che dovrò attendere il cineforum!
Bella recensione si sente che ti ha preso molto come film!

Ballestrero ha detto...

Grazie Silvietta, sono contento che ti sia piaciuto. Ne approfitto per scusarmi se latito sul tuo blog ma nelle ultime settimane ho avuto difficoltà a gestire anche il mio, come avrai potutto vedere...

Silvietta ha detto...

Non preoccuparti Ballestrero, anche io non sempre sono presente e cerco di aggiornarmi quando posso.
Un caro saluto!