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lunedì 31 maggio 2010

Sex and The City 2


E' passata una settimana dalla visione di questo film e malgrado gli impegni che mi hanno ingolfato il cervello in questi giorni, tutt'ora non riesco a trovare le parole per raccontare la seconda puntata della versione cinematografica di Sex&TheCity. Le troverò mai? Non posso dire che il film sia stata una delusione su tutta la linea, ma di lati negativi ne ho trovati fin troppi. Finora l'unica parte che si salva è proprio l'inizio con la celebrazione del matrimonio tra Anthony Marentino e Stanford Blatch, migrati nel Connetticut dove le nozze gay sono legali. Inutile descrivere la cornice sontuosa e tronfia che ispira tutta la cerimonia, anche se l'ingresso di Liza Minnelli come celebrante fa esalare un sussulto di meraviglia tra i componenti del coro quando la matura cantante fa il suo ingresso. Quel sussulto di meraviglia è uno dei pochi momenti davvero esilaranti di tutto il film.
Le "ragazze" si ritrovano a fare il bilancio degli ultimi due anni, tra i rispettivi matrimoni di tutte ad esclusione di Samantha, impegnata com'è a sopravvivere al suo mito di eterna scopatrice. All'ennesimo super fashion party per il lancio dell'ultimo film di Smith Jerrod (ve lo ricordate vero? Era il cameriere rimorchiato da Samantha da "Crudo" e che già nel primo film fa la star hollywoodiana grazie a lei), il produttore invita Samantha ad Abu Dabi per consulentarlo sui prossimi film. Lei prende la palla al balzo e le tre amiche e tutte insieme volano per Abu Dabi verso il lusso over the top. New York scompare dalle scene per far posto all'opulenza in salsa mediorientale. Questa più o meno la storia. Quello che ruota intorno alla storia è a volte interessante e a volte vomitevole. E' interessante assistere alla breve colloquio tra Big e Carrie al matrimonio di Stanford con un altra coppia invitata, esterrefatta nell'apprendere che Big e Carrie non hanno figli benché sposati e peggio che mai senza nessuna voglia di averne (questo argomento verrà trattato in un post di società che scriverò appositamente sfruttando la mia approfondita conoscenza del popolo americano). Tutto il resto è sinceramente da buttare. Samantha che alla sua attempata età si propone ancora come spregiudicata scopatrice; un ruolo che all'interno delle 6 stagioni del telefilm ha sempre esercitato con ironia e gusto e che in questa seconda puntata cinematografica viene demolito dal cattivo gusto e dalla trivialità con cui si esprime. Indisponente più di prima Carrie, bambina viziata che sbatte il piedino e rompe le scatole a Big perché è inimmaginabile per lei tornare a casa dall'ufficio ed essere così stanchi da desiderare solo divano e TV. Bisogna continuare a fare i viveur a tutti i costi. Lei si "affanna" nell'orrido appartamento in cui si sono trasferiti (non è più quello della prima puntata) a scrivere boiate su temi matrimoniali, saltellando da una stanza all'altra in tacco 12 e ampie vestaglie di chiffon. Le boiate sono così evidenti che il suo ultimo libro verrà bocciato sonoramente da una recensione del New Yorker che Carrie leggerà ad Abu Dabi reagendo collerica e stizzita. A Charlotte sono bastate due figlie per spingerla all'esaurimento nervoso. E' difficile gestire due bambine piccole con uno stuolo di servi a disposizione ed una casa grande come Central Park. Come non capirla, del resto? Infine Miranda che riesce a mantenere una certa dignità per quasi tutto il film, eccezion fatta per quando si mette a fare l'americana in vacanza urlando dal finestrino della limousine in pieno deserto. Anche la meccanicità di queste espressioni di divertimento forzato e ridicolo saranno oggetto di trattazione in un successivo post di società.
Ah, per chiunque si aspetti un'esibizione di vestiti e scarpe di alto lignaggio non ci faccia troppo la bocca: il cattivo gusto regna sovrano, sembrano più mascherate che vestite. Unica nota positiva del film è che a dispetto della locandina, dove Carrie esibisce degli occhialoni 3d, si tratta di un normalissimo 2d.

2 commenti:

Lord ha detto...

Condivido in pieno il sentimento di "Ma che me state a prende pe' il culo?".
Nel senso che uno non si aspetta di vedere un capolavoro, ma neanche di guardare una pubblicità con Belen Rodriguez e Cristian De Sica della durata di due ore. E invece...
Eppure al botteghino non fallisce e quindi aspettiamoci un nuovo Sex And The City 3.

Ballestrero ha detto...

Big Lord,
in effetti non sei il solo che vede in questo filmaccio il clone dei cinepanettoni di Vanzina. Maurizio Porro del Corriere lo ha stroncato senza appello sia in un commento video sul Corriere TV che in alcuni articoli. Il fatto che regga il botteghino si spera. Quando siamo andati a vederlo la scorsa settimana all'Empire di viale regina Margherita l'enorme sala era praticamente vuota. Non saremmo stati più di 50 su 800 posti disponibili. Sul Sex and the City 3 qualche anticipo è stato dato su Panorama della scorsa settimana in una intervista alla Parker, in cui il giornalista accennava che durante le riprese in Marocco sono state girate scene per il terzo ma la Parker non si sentiva di confermare. Per me finisce qua. Della serie ho un ottimo ricordo che non voglio sporcarmi con queste forzature cinematografiche dai contorni troppo brutti