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sabato 22 maggio 2010

Il Rompiscatole

La Compagnia dei Panni Sporchi porta in scena questo testo, nato per il cinema, del regista francese Francis Veber, già sceneggiatore dell'impareggiabile Vizietto portato al successo da Ugo Tognazzi e Michel Serrault. Seguendo i tratti tipici della commedia bizzarra francese, vediamo il protagonista Ralph destreggiarsi in una camera d'albergo fra una cameriera petulante, un rappresentate di commercio con manie suicide e un medico maldestro, costantemente intralciato nel tentativo di compiere il mestiere per il quale è già stato pagato: il killer. In attesa del passaggio del corteo sotto le finestre dell'albergo, il killer Ralph divide lo spazio della sua camera col rappresentante di camicie François Pignon, intrappolati nella stessa camera d'albergo per colpa di un addetto che fatto confusione con le prenotazioni. Ralph faticherà non poco nel tentativo di liberarsi dello sgradito intruso, cui però non potrà fare a meno di provare una certa empatia con Pignon, arrivando perfino a riportargli indietro la moglie Louise per qualche attimo. A riportare Louise, che divide nel frattempo le gioie del talamo col dottor Wolf, sarà il fidato scagnozzo di Ralph, Felix. Un susseguirsi di scene rocambolesche nella baraonda a volte allegre, a tratti briose e a spesso concitate che porteranno ad un curioso e inatteso epilogo.
La sceneggiatura regge bene i due atti, rispettando tempi e intervalli ben cadenzati in tutti i passaggi. Essa si presta sempre ad offrire il fianco alla comicità improvvisata, al gioco dell'assurdo, miscelando ironia azione e comicità con una costante punta di noir così come necessitato dalla struttura stessa del testo. La scenografia è essenziale, lontana dall'austerità e ravvivata da colori che stemperano il nucleo essenziale della commedia altrimenti evocante un libro giallo.
Un allestimento riuscito e di sicura gradevolezza per un pubblico generalista, cui tutto sommato non possono risparmiarsi alcuni appunti. Fra questi una regia poco decifrabile, che vuole il protagonista Ralph esprimersi principalmente a mascella serrata, perennemente irritato, quasi a voler sottolineare la figura ribelle e maledetta del killer prezzolato ma facendo pagare un prezzo troppo alto alla naturalezza dell'interpretazione, rendendola forzata e poco credibile soprattutto nelle manifestazioni rabbiose. La cameriera petulante è perfettamente calata nel ruolo, sebbene la rinuncia a qualche sussulto di affettazione sarebbe raccomandabile.
Poco gradevole e talvolta seccante il personaggio di Felix, troppo somigliante nella recitazione al Jonny Groove di Giovanni Vernia di Zelig.
Ben riuscito invece il cameo di Louise, trasudante di eleganza interpretativa cui però una digressione briosa e più civettuola avrebbe aggiunto una nota di smalto a tutta l'opera. Appunti un pò severi questi fatti finora, ma che nulla tolgono all'impegno e alla passione profusi dagli attori cui giova segnalare l'aspetto più importante: sono persone come noi.

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