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venerdì 19 marzo 2010

Le Presentazioni - Parte 1°






















Il momento delle presentazioni, formali o meno, è quello che più spesso ci trova impreparati sotto molti punti di vista. E' sicuramente un atto frequente, ma altrettanto spesso mal compiuto. Eppure deve seguire sempre le stesse regole: si deve presentare la persona di minor riguardo a quella di maggior riguardo, cioè la più giovane alla più anziana, l'inferiore al superiore, l'uomo alla donna e mai viceversa.
Le formule base sono le seguenti: «Signora, permette che le presenti il dottor Rossi?» e rivolgendosi al Dottor Rossi: «La Signora Bianchi». Oppure: «Carissima, ti presento l'avvocato Codicillo. La mia amica, Contessa Filo del Bucato». «Cavaliere, posso presentarle il ragionier Libromastro? Il Cavalier Galanti».

Le Precedenze

Se si devono presentare due uomini della stessa apparente età, della stessa posizione e dello stesso "riguardo", ecc. non si baderà a chi si nomina per primo; lo stesso dicasi per due signore. Però se si teme, facendo così, di ferire la suscettibilità di uno dei due (visto che è probabile che entrambe si sentano di maggior "riguardo"), si può dire: «Si conoscono?» oppure «Non so se vi conoscete...» e poi subito, a caso, i due nomi che verrano provvidenzialmente coperti dai convenevoli reciproci. Se si deve presentare un uomo a diverse signore, si comincerà col presentarlo alla più anziana o alla più importante e si terminerà con la più giovane o la meno importante. Se si deve presentare un bambino a una persona adulta, lo si fa dicendo il nome del bambino all'adulto, ma non quello dell'adulto al bambino: «Professore, questo è Augusto mio nipote/figlio/ecc.». E basta. Data la giovane età, Augusto non ha il diritto, secondo il galateo, di essere informato dei nomi dei grandi cui viene (forse abusivamente, secondo lui...) presentato.
Presentando due giovani si dirà: «Fiammetta, conosci Orazio Distriscio? La mia amica Fiammetta Spenta». Se si tratta di giovanissimi, è ammessa la presentazione col solo nome: «Fiammetta - Orazio».

Uno a molti

Dovendo presentare un individuo a un gruppo di persone, indicandolo si dirà: «Il Signor Borracci» e indicando i presenti: «La Signora Galanti, la Signorina Zitelli, il Dottor Stranamore...».
Quando invece la nuova venuta è una signora si dirà: «Cara, posso presentarle i miei amici? La Signora Galanti, la Signorina Zitelli, il Dottor Stranamore...» poi, indicando la nuova venuta: «La Signora Borracci».

Queste le formule prescritte dal Galateo. Nelle prossime rubriche suggeriremo come rendere una presentazione, oltre che corretta, anche gradevole e disinvolta. Spesso da una buona presentazione può dipendere l'esito di un'amicizia.

2 commenti:

Lord ha detto...

Riguardo alle presentazioni, io sono una schiappa totale perché non mi ricordo mai di nessuno e finisce sempre che mi ripresento alle persone per dieci volte... pero non trovi che sia estremamente sgarbato rispondere con un secco:
"Si, già ci hanno presentati...!"?
Voglio dire... e fate i vaghi pure voi! Ecco questo secondo me dovrebbe stare tra le tue regole di galateo, non si fa il pignolo durante una presentazione, se l'altro non si ricorda di te è perché evidentemente hai una faccia anonima. E adesso riscrivila con una formula migliore però.

Ballestrero ha detto...

@ Lord: io invece ho una memoria di ferro su nomi e cognomi. Magari potrei non ricordarmi un volto ma un nome e cognome sempre. Quasi un riflesso condizionato che mi porto dietro dagli appelli scolastici. Ancora mi ricordo quello delle elementari.
In effetti sono più che d'accordo sul fatto di non mettere in difficoltà qualcuno che per caso non si ricorda di noi. I motivi possono essere molteplici, non è il caso di indagare per infilarsi in pericolosi vicoli ciechi. In questo caso far finta di nulla e lasciare che la presentazione avvenga di nuovo è la soluzione migliore. Rispondere seccamente con la formula "si ci hanno già preseentati...", oltre ad essere poco carina, è pericolosamente legata al tono di voce: basta esprimerla col tono sbagliato, magari seccato, per trasformare il tutto in una rissa. Basta pronunciarla troppo allegramente che si viene scambiati per oche decerebrate. In casi come questo, suggerisco sempre di usare la frase "ma noi ci conosciamo già". Neutra, invulnerabile ai toni di voce e sempre efficace.