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venerdì 5 febbraio 2010

Minestre e Pasta: come destreggiarsi
















Le minestre, asciutte o in bordo che siano, non sono certamente piatti speciali: nella maggior parte delle famiglie esse costituiscono, a colazione e a pranzo, il classico primo piatto; sembrerebbe quindi che il modo con cui mangiare le minestre fosse una cosa ovvia e non degna di essere esaminata in particolare. In realtà non è così: anche in questo campo esistono precise regole di galateo che crediamo opportuno farvi conoscere.

La minestra in brodo

La minestra in brodo viene servita nella scodella o piatto fondo. La si prende, naturalmente, col cucchiaio, osservando i semplici accorgimenti già suggeriti la volta scorsa. Se si vogliono raccogliere anche le ultime cucchiaiate di brodo, si può inclinare la scodella verso il centro della tavola. Proibito inclinarla verso di sé. Finita la minestra il cucchiaio si pone nella scodella, perpendicolarmente al bordo della tavola, per facilitare il servizio dei camerieri (o di chi ci sta servendo, se si tratta di un pasto casalingo).

Le minestre in tazza

Brodi, consommé, passati di verdura vengono serviti in tazza: questa si può portare alla bocca direttamente, servendosi di uno solo dei manici, il destro (le tazze da brodo ne hanno generalmente due). Se la tazza è accompagnata dal cucchiaio, questo serve per raccogliere i crostini o la pastina, se ci sono; altrimenti va usato per mescolare il brodo, ma non deve servire per sorbirlo. E' assolutamente scorretto soffiare sulla minestra, se è troppo calda; ciò non significa però che ci si debba scottare la lingua; basta attender un poco, in modo che possa raffreddarsi naturalmente.
Può capitare di vedere qualcuno che mette bocconcini di pane nella minestra, o addirittutra, se è troppo calda o salata, aggiunge dell'acqua: non imitatelo! La minestra si mangia così come ci viene servita, senza aggiungervi niente che non sia il sale se troppo insipida. Se la minestra non fosse di nostro gusto non andrà respinta con sdegno. Si attende piuttosto che il piatto ci venga ritirato dopo averne assaggiata almeno un pò. Starà al buon senso del commensale, se interrogato, di fornire spiegazioni sul rifiuto solo in un contesto famigliare o amicale: in questi casi una giustificazione ineccepibile da chiamare in causa è la pressione sanguigna (alta). Al ristorante, alle cerimonie, non bisogna dare spiegazioni a nessuno.

La pastasciutta

Gli spaghetti e le tagliatelle non si tagliano con il coltello, si arrotolano sulla forchetta e si portano alla bocca senza l'aiuto del cucchiaio. Attenzione a non raccoglierne troppi: fareste un boccone troppo grosso che non entrerebbe tutto in bocca, con conseguente, antiestetica caduta di pezzi di spaghetti nel piatto. Cercate di arrotolare del tutto gli spaghetti sulla forchetta per evitare che rimangano appendici pendenti. Se la manovra non vi riesce alla perfezione (sebbene tale goffaggine è comprensibile solo per uno straniero...) e nonostante ogni sforzo qualche estremità di spaghetto resta a fare capolino, non risucchiatela! Sistematela in bocca con qualche colpo di forchetta aggiuntivo e con molta disinvoltura, senza vergognarvi: se vi guardate in giro, vedrete che gli "artisti" degli spaghetti non sono poi molti. Arrotolando gli spaghetti, cercate di non spruzzare intorno la salsa; se, nonostante tutte le precauzioni, vi capitasse di farne cadere qualche goccia sulla tovaglia, non mostratevi troppo confusi: scusandovi non fareste altro che attirare l'attenzione su un incidente che poteva benissimo passare inosservato.
La pastasciutta di forma diversa (maccheroni, penne, tortellini, conchiglie, lasagne, ecc) si mangia con la sola forchetta, sempre evitando naturalmente di fare bocconi troppo grossi, per non imbrattarsi e fare smorfie.

Il risotto

Il risotto si mangia con la forchetta, non col cucchiaio, anche se è del tipo "morbido". Se scotta, non lo si spande a corona sugli orli del piatto, non lo si mescola e rimescola. Lo si appiana un pochino, rimuovendolo discretamente con la forchetta e si aspetta di poterlo mangiare senza scottarsi la lingua.

I ravioli asciutti

Si mangiano sempre con la forchetta. Se sono ravioloni, di quelli che tengono quasi mezza fondina ognuno,si spezzano con il lato della forchetta, non col coltello.

I cannelloni

Si spezzano e si portano alla bocca con l'aiuto della sola forchetta. Si eviti assolutamente di fare ispezioni all'interno del cannellone per vedere "com'è fatto il ripieno": lo sapremo quando l'avremo in bocca, non prima. Le ispezioni, a tavola, non si devono fare. Tradiscono diffidenza per il cibo che si mangia; diffidenza che potrebbe negativamente influire sull'appetito altrui, oltre che offendere gli eventuali padroni di casa.

5 commenti:

Lord ha detto...

Comunque io sono troppo avanti. Figurati che sapevo anche che il piatto del brodo si può inclinare, ma solo verso il centro della tavola. Non chiedermi perché lo so, però lo so.

So che c'entra poco, ma l'altra sera al ristorante vietnamita (o qualcosa del genere) ho ordinato una zuppa di spaghetti. Inutile dire che raccogliere gli spaghetti in brodo con le bacchette sia un impresa degna del ragionier Ugo Fantozzi. Alla fine ho preso e bevuto tutto ocme fose una tazza di latte. Ma son sicuro che il tuo libro di galateo mi avrebbe perdonato... che Dio punisca i vietnamiti per questo!

Ballestrero ha detto...

Sono contento che in questo sull'argomento di questo post partivi già avvantaggiato! Certo che il galateo occidentale poco si sposa alle tavole orientali, vietnamiti o cinesi che siano.... Comunque potevi dirmelo che venivo a gustarmi la scena! Ci mancava solo che durante il pasto vi avessero cucinato Pierugo, il pechinese della Silvani!
Ma almeno la zuppa era buona?

Oscar ha detto...

ei, fantastici e particolarmente esaustivi i tuoi post sulle regole di bon ton!! condivido tutto ciò che ho letto! :-)

Lord ha detto...

Gradevole direi.
Ma le lasagne so' meglio

Ballestrero ha detto...

@ Oscar: grazie, sono contento che l'argomento ti piaccia e ti interessi!

@ Lord: a me la cucina etnica piace, ma la sacrifico volentieri per cannelloni e pasta e fagioli. Sono un inguaribile tradizionalista...