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venerdì 26 febbraio 2010

Incidenti a tavola


















Il galateo della tavola non vuole che si sappiano maneggiare piatti e posate con destrezza, ma impone anche siano accuratamente evitati gli incidenti.
In realtà un incidente può capitare a chiunque: ma il commensale provetto saprà trarsi d'impaccio con garbo e disinvoltura. A tutti, per esempio, può accadere di rovesciare qualcosa sulla tovaglia. Se si tratta di un pezzetto di pietanza potete raccoglierlo discretamente e rimetterlo nel piatto, cercando di non dar troppo nell'occhio, ma senza assumere un'aria da cospiratori.
Se si tratta di sale, non fate previsioni sulle terribili disgrazie che il sale rovesciato porta con sé. Se si tratta di vino rosso, non coprite la macchia col sale, illudendovi di neutralizzarla, né date consigli ai padroni di casa su come potrà toglierla in seguito. Limitatevi a chiedere scusa, senza farla tanto lunga.
Quando vi cade a terra una posata, non raccoglietela se è presente una persona di servizio; dovete invece raccoglierla se la persona di servizio non c'è (i padroni di casa solleciti, però, porgeranno subito all'ospite una posata pulita).
Non raccogliete mai il pane. Raccogliete sempre il tovagliolo.
Se addirittura rompete un piatto o un bicchiere, scusatevi con sincero rincrescimento, senza peraltro emettere grida di dolore o mettervi in ginocchio. I padroni di casa, dal canto loro, sappiano nascondere il proprio disappunto e minimizzare l'accaduto.
Se per disgrazia il piatto, la tazza o il bicchiere che avete rotto fanno parte di un servizio prezioso, è bene che alle vostre scuse sincere aggiungiate, il giorno dopo, una telefonata o un biglietto o un mazzo di fiori (a seconda della gravità del danno e del carattere dei padroni di casa). Può capitare di urtare un bicchiere in modo da farlo involontariamente risuonare. Non esclamate "Oh che bel suono! Sentite, sentite...", abbandonandovi a variazioni musicali sui bicchieri vostri o altrui; ma nemmeno profondetevi in scuse per una simile inezia. Basta toccare il bicchiere con un dito per zittirlo.
Se vi sbrodolate, asciugatevi rapidamente, senza gridolini risaioli o drammatici, e cercate di non ripetere l'incidente.
Se dovete soffiarvi il naso fatelo con rapidità, naturalezza e discrezione.
Se vi va qualcosa di traverso, non fate cenni disperati, non alzatevi rovesciando la sedia, non parlate; statevene il più possibile tranquilli e fermi, soffocando tosse e rantoli con la mano davanti alla bocca: sopravviverete di certo. E appena avrete riacquistato la facoltà di parlare, scusatevi. Se trovate il classico capello nella minestra, la classica mosca nel bicchiere, il classico vermiciattolo nella frutta, non lanciate strilli di raccapriccio, non respingete il piatto, ma neppure fate commenti faceti o scene di tenerezza per il baco indifeso. Si elimina rapidamente il corpo estraneo, possibilmente nascondendolo, e si tace eroicamente. Ma se, colmo della disgrazia, sentiamo scricchiolare un sassolino sotto i denti o stiamo per ingoiare un pallino di piombo assieme alla lepre in salmì? Niente tragedie: espelliamoli rapidamente, come si espelle una lisca di pesce o un nocciolo di frutta, deponendoli sul piatto o nel tovagliolo con la massima astuzia e il minimo di pubblicità.

Quello che non si dice a tavola

Prima di tutto devono essere banditi tutti gli argomenti che facilmente possono degenerare in dispute e quelli che si presumono noiosi o scarsamente comprensibili a buona parte dei commensali: la tavola non è la sede adatta per discussione filosofiche, dissertazioni critiche, trattative di affari.
Vano evitati anche i resoconti di malattie, di operazioni, di morti, di funerali; le descrizoni raccapriccianti in genere; le barzellette poco pulite. Proibite sono pure le discussioni tra moglie e marito. Proibito rimproverare il personale di servizio. Proibito sgridare i figli e raccomandare loro continuamente "tieni giù i gomiti, non parlare con la bocca piena, ecc.": queste cose si insegnano prima, durante il pranzo si può intervenire solo quando la situazione si fa disperata. Le reprimende di ogni genere si fanno sempre dopo, quando gli invitati non sono costretti ad assistere alla scena.
Non si fanno neppure apprezzamenti più o meno spiritosi sull'aspetto, il sapore, la qualità dei cibi che vengono serviti, né d'altra parte ci si profonde in lodi davanti a pietanze decisamente mal riuscite. Non si spettegola coi vicini di tavola, ai danni di qualcuno che sta di fronte, o qualcuno posto più in là; non si intavolano lunghe conversazioni con chi sta all'altro capo della tavola; né ci si pencola continuamente avanti e indietro, con scarso gaudio del vicino, per parlare con chi sta due posti più in là.
Se si è invitati non ci si mette a celebrare le lodi di magnifici pranzi gustati in altri tempi: sarebbe lo stesso che fare paragoni spiacevoli con ciò che viene servito in quel momento. Le signore, in particolare, si trattengano dal raccontare come loro cucinano lo stesso piatto ottenendo risultati fantastici.

4 commenti:

Lord ha detto...

Il pezzo che mi è piaciuto di più, è senza dubbio: "Se vi va qualcosa di traverso, [...] statevene il più possibile tranquilli e fermi, soffocando tosse e rantoli [...] sopravviverete di certo."
Ehehehe
Comunque so che non è molto pertinete, ma se si versa del vino rosso sulla tovaglia, il modo migliore per togliere la macchia è quello di versarci sopra del vino bianco. Lo so che detta così pare una cazzata, ma giuro che funziona; lo ho provato personalmente. L'alone di vino rosso si dissolve immediatamente e quello di vino bianco poi non è difficile da pulire ocn un normale detergente.

Ballestrero ha detto...

Lord con la tua comprovata perizia in smacchiature e paiuoli puoi ritenerti, con effetto immediato, ASSUNTO come mio Governante di fiducia. Avrai da coordinare il seguente personale:

- 1 maggiordomo
- 1 cameriere
- 1 cameriera
- 1 cuoco
- 1 autista
- 1 giardiniere
- 2 maniscalchi di Palazzo
- 1 palafreniere
- 2 fantesche
- 1 contadino

Vitto, alloggio e lauto stipendio offresi!

Il cinefilante ha detto...

solo tu te ne puoi uscire con le fantesche.... troppo forte!

Silvietta ha detto...

^_^ Sempre grande: non sapevo se ridere o aver ribrezzo al pensiero di insetti vari nel bicchiere o nel piatto, per fortuna non mi è mai successo!Ammetto, in tutta sincerità, che non potrei mai seguire il tuo consiglio di galateo: ho orrore degli insetti!
Quanto alla storia del pencolare avanti e indietro e finire per chiacchierare con gente lontanissima è vero, però d'altro canto viene da chiederse se il padrone di casa non faccia apposta a tenere lontani due persone che legano molto!Misteri... bah!