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mercoledì 10 febbraio 2010

Il galateo dell'alcol
















Sapersi muovere anche nei contesti alcolici è indubbia prova di gusto e signorilità. Per far questo dobbiamo attenerci a poche e semplici regole, distinguendo tra il luogo in cui si beve e le modalità

A tavola

Il vino - I vini comuni si travasano in brocche o caraffe da tavola, quelli pregiati si lasciano nelle bottiglie originali. Per non offrire agli ospiti lo spettacolo di una lotta a corpo a corpo con il tappo riluttante, la bottiglia si porta a tavola già sturata, possibilmente con l'accortezza di dotare il collo con l'apposito salvagocce oppure, in mancanza, con un tovagliolino bianco avvolto intorno. Non si prende la bottiglia per il collo, ma per il corpo, cercando di non toccare mai l'orlo del bicchiere e di non far cadere gocce di vino sulla tovaglia. I vini bianchi si versano da una certa altezza, quelli rossi no perché possono contenere un deposito che, se viene scosso, si mescola al vino intorpidendolo. Prima di versare il vino agli ospiti, il padrone di casa può eseguire il tradizionale "assaggio". Ne versa un poco nel proprio bicchiere e lo assaggia per verificaere che non vi siano frammenti di sughero o tracce di olio e per sincerarsi che il vino portato in tavola sia proprio quello scelto. Dopo di che si possono servire gli ospiti, tenendo presente una semplice regola di cortesia: per prima si servirà la signora seduta alla destra del padrone di casa, poi quella alla sinistra e via di seguito. In un pranzo normale ogni invitato avrò cura di versare il vino nel bicchiere della vicina. Nessun vino va versato prima che sia stato servito il primo piatto. Se si servono diversi vini, non è necessario togliere il bicchiere del vino bevuto prima; i bicchieri si lasciano sulla tavola fino alla fine del pasto.

Al Ristorante

A chi invita spetta il compito di scegliere il vino, dopo aver chiesto agli altri commensali se hanno preferenze particolari sulla qualità. Il cameriere farà assaggiare il vino a chi lo ha ordinato e, quando ne avrà avuto il parere favorevole, lo servirà. Qualora si tratti di una riunione amicale o famigliare, la scelta sarà collegiale una volta raggiunta un'intesa sul tipo, la qualità e la portata economica della bottiglia. Si evitino narcisismi enologici richiedendo gran riserve quando i commensali non sono raffinati cultori della bevanda. L'effetto, di cattivo gusto, sarebbe pari all'esegeta che discute dei massimi sistemi con l'illetterato, sottoponendolo ad una umiliazione non richiesta.

In salotto

Gli aperitivi - Le bevande più adatte a essere servite come aperitivo sono il bitter, il vermut, lo cherry o il whisky. Alle signore che non bevono alcolici si offrirà una spremuta o altro genere di bevanda analcolica, come centrifugati di frutta o un succo di pomodoro condito con sale pepe e limone. Gli aperitivi si servono prima dei pasti, accompagnati da cubetti di ghiaccio e acqua minerale o seltz. Il padrone di casa porgerà il bicchiere direttamente da mano a mano; la cameriera - se presente - si servirà invece di un vassoio. Non dimenticate che con gli aperitivi è bene offrire qualche salatino, qualora non sia possibile approntare delle pietanze da cocktail come mini porzioni di quiches salate o ciò che la fantasia culinaria suggerisce.

I liquori - Si offrono sempre dopo il caffè, mai prima. Dopo un pranzo, sono più indicati il cognac e i liquori digestivi. Dopo una cena il cognac, il whisky o i liquori dolci. Il cognac si serve in speciali bicchieri panciuti (cosiddetti Napoleon), il whisky in bicchieri alti, non a calice, i liquori dolci e i digestivi in bicchieri piccoli, a calice o semplici. Per nessuna ragione l'invitato educato deve chiedere il bis del caffè e dei liquori.

Nei locali pubblici

Le persone a cui gira molto facilmente la testa non esitino a ordinare un cocktail analcolico, anche se il resto della comitiva trangugia con naturalezza rum e whisky. Le signore che "sopportano" magnificamente l'alcol si moderino nel bere, per una questione di eleganza. Se poi desidera essere affascinante, vi rinunci del tutto: l'alcol fa scintillare lo sguardo, ma anche il naso quando diventa rosso per effetto del bere. Una donna sola non deve mai ordinare alcolici ai bar, a meno che non si senta bene o debba rimettersi da uno spavento...

Come si beve?

- Si beve a piccoli sorsi, senza rovesciare il capo all'indietro, senza schioccare la lingua e senza annusare il contenuto del bicchiere.
- Il bicchiere si prende con la destra (a meno che non si sia mancini) senza afferrarlo e senza sollevare il mignolo, il che è semplice indice di cattivo gusto.
- A tavola ci si asciuga la bocca prima di bere e dopo aver bevuto. Le signore staranno attente a non stampare l'impronta del rossetto sul tovagliolo né sul bicchiere.
- Alzandosi da tavola, non ci si porta dietro il bicchiere, anche se il vino è ottimo.
- Non si alza il bicchiere verso chi ci sta versando da bere, ma lo si lascia fermo al suo posto.
- Se per disgrazia si rovescia un po' di vino sulla tovaglia, ci si scusa brevemente, senza cercare di ovviare con rimedi che sarebbero peggiori del male.
- In un brindisi, non è assolutamente necessario toccare tutti i bicchieri dei commensali, tra tintinii evviva e abbracci. E' sufficiente alzare il bicchiere in un gesto simbolico. Se però qualcuno dei presenti avanza il proprio bicchiere verso il nostro, non ritraiamoci, non fingiamo di non vedere, ma tintinniamo anche noi di buon grado.


3 commenti:

marco coccia ha detto...

scusa ballestrè ma che mi dici del brindisi incrociando le braccia???

Lord ha detto...

Comunque io quelli che fanno il brindisi e dicono "Cin ciiiinnn!", Li odio. E odio pure quelli che dicono "Guradiamoci negli occhi che altrimenti porta male!" Ma le gente è capace di alzare il calice e fare un semplice cenno con la testa senza fare le solite da commedia napoletana?

Ballestrero ha detto...

@ Marco Coccia: che dico dell'incrocio di braccia? Tremendamente indigesto. La prossima volta però attezione ai dettagli: si dice "piacere, Coccia Marco"! :-)

@ Lord: i miei sentimenti di disgusto si sintonizzano coi tuoi in entrambe le fattispecie che hai descritto. Forse quella più odiosa è proprio "guardiamoci negli occhi... ecc.", che ha un impressione di stracciona superstizione. Però non disperiamoci. Di solito, coloro che hanno il coraggio di fare simili esclamazioni, sono poi gli stessi che tengono l'amuleto piumato indiano appeso al retrovisore interno della macchina. Lasciamo che i simili vadano coi loro simili e che la Natura faccia il suo corso...