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lunedì 15 febbraio 2010

Amabili Resti - The lovely bones

«Mi chiamo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando sono stata uccisa, il 6 dicembre 1973». Esordisce così, ça va sans dire, questo psichedelico film sospeso tra incanto e realtà, tra thriller e "chi l'ha visto", fra surreale e interregni tra il mondo reale, quello metafisico e gli stati di mezzo.

Non ci avete capito un cazzo di quanto ho detto sopra? Benissimo, vuol dire che avete afferrato - pur senza averlo ancora visto - il senso del film.

Andiamo con ordine: la protagonista del film Susie Salmon (Saoirse Ronan) vive in una tranquilla cittadina di provincia della Pennsilvanya, figlia di un modesto ragioniere di nome Jack (Marc Whalberg) con la passione dei velieri in bottiglia. Non ci vuole molto a capire che, per quanto candida e leggiadra e per nulla maliziosa, viene fatta oggetto delle morbose e omicide attenzioni del tranquillo vicino di casa George Harvey (Stanley Tucci) che, scopriremo in seguito, ha già accoppato diverse povere fanciulle. Come da copione la poveretta, attirata nella trappola dal vicino col tipico: "vieni cara vieni che ti faccio vedere una bella cosa!", viene introdotta con l'inganno dentro una fossa scavata sottoterra e da cui uscirà fuggendo solo con l'anima. Il corpo, massacrato, rimarrà al suo posto finché non verrà sistemato dentro ad una cassaforte, opportunamente frollato, dal premuroso George. Nella sua corsa disperata verso una casa, la sua casa, che è già diventata eterea ed irraggiungibile, si imbatte nella solita outistica drogata, disadattata, dark e punkabbestia che ha il dono di vedere i morti e, alla bisogna, di mettere a disposizione il suo corpo per consentire ai trapassati di trombare post-mortem con gli amori non consumati lasciati sulla Terra. Il tutto comodamente distesi sul rosso cremisi di un velluto che decora il letto dell'alcova nei pressi di una discarica. Quando i genitori intuiscono dalla polizia che la figlia può aver fatto una brutta fine, le reazioni sono diverse: papà rompe tutte le bottiglie con dentro tutti i suoi velieri, mamma lascia marito ed altri due figli per impiegarsi come raccoglitrice di mele golden in una piantagione californiana. A fare le veci giunge nonna Lynn (Susan Sarandon), opportunamente impellicciata, ingioiellata, supertruccata e perennemente attaccata alla sigaretta e al bicchiere di whisky, che prova a mettere ordine nel totale sfacelo creatosi con piglio cinico (adoro!), autoritario (adoro!) e disincantato (adoro! adoro! adoro!). Susie bazzica ancora nel mezzo di un luogo che non è nè Cielo nè Terra. Medita vendetta e vuole che il suo assassino George la paghi per ciò che ha fatto. Come una "forma pensiero" - grazie Cinefilante! - trasmette al padre l'identità dell'assassino, il famoso vicino George. Papà Jack si arma di una mazza da baseball intenzionato a spaccargli la testa. Non ci riesce. Gli eventi si susseguono cavalcando l'assurdo a passi da gigante, consegnando un finale dove la protagonista si congeda augurando al pubblico in sala di poter vivere "una lunga vita" visto che lei, a differenza nostra, è morta a quattordici anni vergine e più incazzata che mai. Il pubblico ricambia l'augurio con una pioggia di romanissimi "mortacci" accompagnati da ruvidi rumori di grattate presso noti amuleti maschili.

Punto positivo: a differenza di The Others, qui la protagonista capisce subito di essere morta. Non come quella poveraccia della Kidman che, chiappe per terra lungo il lugubre corridoio di casa, se ne rende conto sul finale che forse qualcosa era successo col fucile che aveva in mano - "At first I couldn't understand... what that rifle was doing in my hands....".

Punto negativo: il fantasy, mischiato al thriller e ripassato al sapore degli anni '70 tra zampe d'elefante, divani in canapone e borse di juta come zaini di scuola, può abbagliare il nostalgico ma non può ingannare il saggio. Che per forza di cose non può non riconoscere di avere assistito ad un film scialbo e inutile, prima ancora che brutto.

5 commenti:

Il cinefilante ha detto...

fantastico as usual! poi vabbè io mi eccito per particolari come quello delle mele golden! la citazione di the others poi... poesia pura!

Silvietta ha detto...

Sono morta dal ridere, soprattutto per la descrizioni dell'allegra famigliola e del vicino schizzoide!
Ah, comunque, tecnicamente, la povera Susie non muore vergine, dato che, ehm, viene stuprata.
Come già detto altrove, il successo della trilogia su Tolkien ha dato alla testa a Jackson, con il risultato che usa sempre le stesse atmosfere, con abbondanza di effetti speciali, dimenticandosi della psicologia dei personaggi, cosa che è sempre essenziale e lo era anche nel belo romanzo della Sebold.
Senza contare che qualche fan del libro ha fatto notare "che edulcorare la scena della violenza è davvero stupido e controproducente: il libro è violento, crudo, intriso di violenza, invece qui non si riesce completamente ad empatizzare con la povera Susie(bravissima la Ronan)proprio perché è tutto edulcorato!" bah-_-''', però, come al solito, la critica, anche quella che parla male del film, giustifica il buon Pj, dicendo "poverino è dovuto ricorrerre a compromessi" ma per favore. E ditelo no? Soldini, soldini, tanti soldini!Scusate il malloppone!
Ah ti ho aggiunto ai blog che seguo^_^

Ballestrero ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ballestrero ha detto...

Ciao Silvietta, ti ringrazio del bel commento e dei complimenti. Beh si in effetti è vero che Susie non muore vergine, ma come hai detto giustamente te la smania di edulcorare il tutto fa si che nemmeno ci si badi a questo particolare. Forse, più propriamente, avrei dovuto dire che muore comunque incazzata non per il fatto che resti vergine, ma che dopo la prima volta (sia pure in quel modo orrendo) è passata direttamente all'altro mondo. Quella si che è una vera incul.... :-))
Ti ringrazio per avermi aggiunto ai blog che segui! Ho visto il tuo ieri un pò di corsa, oggi lo leggerò con calma. Ciao :-)

mizza ha detto...

oh (oh... che inizio...), a me è piaciuto, ed anche tanto. certo, ci sono stati momenti in cui avrei voluto avere qualcosa da lanciare allo schermo, ma nel complesso l'ho trovato un film veramente BELLO. a parte mark walcoso che, mado', ma veramente è un attore?