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sabato 30 gennaio 2010

A tavola: cosa fare e non















Il perfetto commensale si rivela prima ancora di sedersi a tavola: infatti la prima prova delle sue buone maniere egli la da' arrivando puntuale. Aggiungiamo che non è neppure corretto andarsene subito dopo la fine del pranzo: qualcuno potrebbe pensare che abbiamo accettato l'invito solo per sfamarci.
Dal momento in cui si entra in casa dei nostri ospiti (l'ospite è colui che riceve. Coloro che partecipano sono gli invitati. L'uso improprio della parola "ospite" ne ha stravolto il significato al giorno d'oggi per cui è giusto ricordarne la versa dizione- ndr), dobbiamo dimenticare il nostro orologio e regolarci, idealmente, su quello dei padroni di casa. La padrona di casa (userò questo termine per convenzione) si sederà a tavola per prima, mentre è vietato agli altri commensali di precederla. E sarà ancora lei (o chiunque ricopra il ruolo di titolare del ménage domestico) a dare il via all'inizio del pranzo.
Alla fine del pranzo nessuno dovrà alzarsi prima che l'abbia fatto la padrona di casa , la quale d'altra parte aspetterà che tutti i suoi ospiti abbaino finito di mangiare.
Dopo questa premessa, il galateo del perfetto commensale si può riassumere in diversi punti, alcuni all'insegna delle buone maniere, altri all'insegna della discrezione.

Le buone maniere

- Non si tengono i gomiti sulla tavola, non si allungano le gambe, non ci si rannicchia sulla sedia.
- Non si fuma tra una portata e l'altra, neanche se i padroni di casa lo fanno; è una mancanza di riguardo, da parte loro, che non dobbiamo imitare. si può fumare alla fine del pranzo, ma prima di accendere la sigaretta se ne chiede il permesso.
- Non si posa la cenere nel bicchiere o sul piatto o nella tazzina del caffè, ma solo nel posacenere; se questo non è sulla tavola, lo si chiede alla persona di servizio (se c'è) altrimenti semplicemente ai padroni di casa, offrendosi di andare a prenderlo personalmente. Pipa e sigari a tavola sono rigorosamente vietati.
- Non si soffia sulla minestra che scotta: si aspetta si raffreddi spontaneamente. Non moriremo di inedia nel frattempo ed eviteremo di apparire impazienti.
- Non si raccoglie, di regola, salse sughi e intingoli rimasti nel piatto.
- Non si riempie esageratamente il proprio piatto e non si lasciano avanzi visti, ma neanche si pretende di far sparire anche l'ultima briciola o goccia di sugo.
- Non ci si accanisce sulle ossa de pollo come se spolparle fosse un punto d'onore.
- Non si fanno bocconi troppo grossi, né se ne introduce uno prima di avere inghiottito l'altro; non si sgranocchia rumorosamente.
- Non si sorbisce il brodo con risucchi e sibili vari.
- Non si assapora il vino con mimiche da intenditore, magari rovesciando il capo all'indietro, come se fossimo attaccati a un fiasco. Si evita di fare "glu-glu" deglutendo.
- Non si schiocca mai la lingua dopo aver bevuto.
- Non ci si dedica masticando a operazioni di interesse generale (condire l'insalata, versare il caffè, tagliare un dolce, ecc.)
- Non si prende il sale col coltello, anche se difficilmente potrebbe venire servito in ciotole rispetto ai più comuni macina sale.
- Non si addenta il pane, né lo si taglia col coltello, ma ci si limita a spezzarlo con le mani, senza spargere troppe briciole, né sulla tovaglia né per terra.
- Non si appoggia il pane sul piatto che si ha davanti, non si preparano bocconcini preventivi, se ne stacca di volta in volta la quantità necessaria preoccupandosi di non lasciare avanzi.

La discrezione

- Non si chiede sospettosamente come è stato cucinato un piatto prima di servirsi: si tratta di una indelicatezza irrecuperabile.
- Non si toccano i cibi né con le mani né con le posate, prima di decidere quale prendere. Non si palpa la frutta per sentire se è matura.
- Non si tagliano le pietanze sul piatto di portata.
- Non si porta niente alla bocca direttamente dal piatto di portata. Ogni cosa va prima posata nel proprio piatto e di lì portata alla bocca.
- Non si guarda nel piatto degli altri, né si spia il loro modo di mangiare.
- Non si fanno troppi complimenti, non si insiste; non si rifiuta di servirsi prima dei padroni di casa se questi hanno proprio deciso così.
- Non si rivoltano i piatti per vedere di che marca sono, né si guardano i bicchieri contro luce, fosse pure per ammirarne le bellezze;
- Non si monopolizza la conversazione; non si parla a voce troppo alta e non si ride fragorosamente.
- Non si intascano o si impacchettano dolci o frutti o altre delizie con l'idea commovente, ma non elegante, di farli assaggiare al nipotino.
- Non si mostra mai di aver fretta, cominciando magari a mangiare pane o a versarsi da bere in attesa di essere serviti; non si danno segni di impazienza tra una portata e l'altra, ma nemmeno si continua a chiacchierare invece di mangiare una volta serviti.
- Il piatto vuoto non si sposta nervosamente a destra o a sinistra: si aspetta che venga tolto dalla padrona di casa o dalla persona di servizio.

5 commenti:

Lord ha detto...

Quelle che continuo a sbagliare consapevolmente sono:
- Non si soffia sulla minestra che scotta (cavolo, non ce la faccio proprio a mangiare le cose che scottano e quindi puntualmente soffio sempre peggio di eolo)
- non si allungano le gambe, non ci si rannicchia sulla sedia (no, questo è più forte di me, dopo un determinato periodo di tempo perdo l'autonomia e inizio a cedere dalla posizione eretta a quella sbracata).
Insomma, però, direi che per il resto mi si può tranquillamente invitare a pranzo.
E comuqnue adoro questa rubrica.

Ballestrero ha detto...

Caro Lord,
certamente anche io nei contesti famigliari-casalinghi mi lascio andare, violando consapevolmente queste regole. Fuori dalle mura domestiche, oppure in situazioni formali o tra persone conosciute da poco, cerco di osservarle con stretta osservanza. Più che sulla minestra io mi infiggo un auto-violenza sulla postura, perché non ce la faccio spesso a non contorcere i miei arti, ma anche qui vince lo sforzo ciclopico.
Ti ringrazio ancora dei complimenti. Anche io mi sto appassionando a questa rubrica! Quando vuoi ti invito a pranzo :-)

Il cinefilante ha detto...

ahhh! fantastico! tutti dovrebbero leggerti e mettere in opera! chapeau!

Il cinefilante ha detto...

però sappi che la prossima volta che mangi a casa mia ti faccio le pulci e se sbagli qualcosa ti sputtano qui sulla rubrica eh! ;-)))

Ballestrero ha detto...

@ Cinefil: il tuo è davvero un colpo basso! Ahahahha!!!! Anche volendo non potrei mai mantenere un atteggiamento così compìto a casa tua: lo riterrei un insulto nei confronti di Daniele....