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giovedì 21 gennaio 2010

I doveri dell'invitato a pranzo
















Innanzitutto, chiariamo subito ogni possibile frainteso. Per "pranzo" si intende sempre il pasto consumato alle ore 20. Quello che comunemente viene definito pranzo, consumato invece a metà giornata, è propriamente la "seconda colazione". La "cena" è invece il pasto consumato dopo le 22. Questa distinzione, forse un pò scolastica e sicuramente passata fuori uso, serve a comprendere meglio il significato della parola pranzo, soprattutto nella sua dizione intrinseca di "pasto importante". Vediamo dunque quali sono le semplici regole a cui l'invitato deve attenersi.

1) Chi è invitato a un pranzo è innanzitutto tenuto a dare una risposta sicura e definitiva entro ventiquattro ore; per scritto, se l'invito è scritto (pensiamo agli sms o alle email), se ha occasione di incontrare chi l'ha invitato, altrimenti per telefono.

2) Deve arrivare in orario: possibilmente con un anticipo di cinque o dieci minuti (ma non di più) sull'ora esattamente indicata dai padroni di casa. Se è costretto a ritardare avvertirà per telefono, spiegando il motivo del ritardo. Se non avrà neanche la possibilità di avvertire (poniamo un incidente o un ingombro nel traffico), tanto più vive dovranno essere le sue scuse all'arrivo. Se prevede che il ritardo supererà la mezzora (per ragioni che dovranno essere comunque plausibili), telefonerà sinceramente dispiaciuto comunicando di rinunciare a partecipare al pranzo per non disturbare tutti col suo ritardo; solo se il padrone/la padrona di casa insisterà si presenterà carico di scuse e costernazione per tutti.

3) A meno che non sia molto in confidenza con la signora, l'invitato non porta i fiori con sè; glieli invia circa un'ora prima accompagnati da un biglietto da visita, con una frase di ringraziamento anticipato; oppure il mattino dopo, con un biglietto in cui si congratula per la perfetta riuscita del pranzo; con sé invece può portare, se è abbastanza in confidenza con gli ospiti, una scatola di cioccolatini o altri dolci.

4) Avviandosi a tavola, non chieder subito: "Dov'è il mio posto?", ma aspetterà che il padrone/la padrona di casa glielo indichi e, prima di accomodarsi, che si siano sedute tutte le donne. Se l'invitato è una signora, potrà sedersi dopo che si sarà seduta la padrona di casa; se al contrario è una ragazza, lascerà che prendano prima posto tute le donne più anziane di lei.

5) L'invitato non incomincerà a mangiare appena servito, ma lo farà solo dopo che si saranno serviti altri due o tre commensali (e tutte le signore, padrona di casa compresa). Inoltre mostrerà di gradire tutto quello che gli viene offerto, senza però fare la parte del leone; se qualcosa proprio non gli va, non la rifiuterà con orrore o con aria colpevole, ma brevemente, con un sorriso di scusa e senza tirare in causa dettagliate descrizioni sui capricci del proprio fegato, poco interessanti per gli altri e decisamente fuori luogo.

6) Ogni invitato ha poi il preciso dovere, di cortesia e di gratitudine, verso chi lo ha invitato, di fare il suo meglio per contribuire alla buona riuscita del pranzo. Aiuterà a far passare i piatti di portata (se non c'è servitù) servirà (se è un uomo) il vino a entrambe le sue vicine; converserà amabilmente (se è una donna) con i suoi vicini; non con uno solo di essi, ignorando completamente l'altro, non troppo poco, non troppo, stordendoli e impedendo loro di mangiare.

7) Finito il pranzo ognuno attenderà per alzarsi un cenno d'invito che verrà dato dal padrone/ padrona di casa. Alzarsi da tavola senza un segno di velato permesso da parte dell'ospite è scortese: si darebbe l'impressione che l'invito è stato accettato solo per riempirsi lo stomaco, prima ancora che per il piacere della compagnia.

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