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domenica 26 luglio 2009

Ghost Town

Risolleva il morale poter trovare film gradevoli in questo torrido periodo estivo, stagione in cui la distribuzione cinematografica di solito dà il peggio di sè, scovando solo spazzatura festivaliere generalmente girate tra i Carpazi e la Moldavia.
Ghost Town è riuscito a ravvivare un soggetto un pò antiquato come la morte e l'aldilà prendendo spunto da film come "Il sesto Senso", "Scrooge" e "Il paradiso può attendere" - quest'ultimo storico e bellissimo film con Warren Beatty - con un cast di tutto rispetto: Greg Kinnear, Tea Leoni, Ricky Gervais. Quest'ultimo protagonista indiscusso accanto a Greg Kinnear nel ruolo del misantropo che sperimenta una morte apparente durante un'operazione e che al suo risveglio si ritrova con una straordinaria capacità: può vedere e parlare alla gente morta. A differenza del "Sesto Senso" qui sono i morti a parlare ad un vivo, ben consapevole di esserlo tanto quanto infastidito e seccato dagli assedi dei trapassati. Questi  ultimi lo rincorrono per tutta la città, increduli di poter finalmente comunicare con qualcuno che possa vederli e ascoltarli e che, soprattutto, possa aiutarli a risolvere quelle questioni lasciate in sospeso col mondo dei vivi che non gli permettono il passaggio verso l'aldilà. Il dottor Pincus, dentista schivo e taciturno, si troverà ad affrontare una situazione sicuramente inusuale per uno che non solo ha in odio il mondo, ma che oltretutto se lo ritrova addosso sotto forma di spiriti che solo lui può vedere e con cui può interagire. L'esperienza però lo porterà ad un cambiamento di carattere, senza tuttavia perdere quel tanto che basta di cinismo e irriverenza che lo tiene legato alla realtà e che, sicuramente, resta funzionale al soggetto per non fargli assumere un tono troppo caramelloso. Da vedere, magari proprio dopo una bella giornata di mare.

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