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lunedì 15 giugno 2009

Cronache Smeralde - Matrioske e Piastrelle


La spiaggia non si esaurisce mai in sole e mare, anche quando sono vissuti in luoghi incantevoli come quelli in cui mi trovo adesso. Ciò che a volte la rende davvero speciale, la valorizza o la degrada, è la fauna umana che la popola e che di fatto la trasforma in una specie di laboratorio di analisi, un'estesa gabbia da cui osservare le reazioni e i comportamenti dei criceti-bagnanti nel loro soggiorno salmastro.
Il Fato ci ha messo del suo, forse aveva intenzioni serie quando ha deciso di depositare davanti a me un curioso quartetto così formato: lui italiano quarantenne, lei trentacinquenne russa, un'altra russa più giovane che si intuisce essere la cognata e un bambino bianco come il latte, biondo come il miele e senza ombra di dubbio figlio della Perestroika tra i primi due. Già - penserete voi - saranno i soliti tipi con il dollaro pesante in tasca, frutto degli intrallazzi poco puliti tra l'industrialotto italiano con la solita top(a)-model russa, magra slanciata e longilinea non per scelta ma per fame. Ebbene niente di tutto questo. La realtà, se volete, riesce ad essere più tragica di così. Si comincia a intuire che le russe in questione non sono scese dalla passerella di qualche sfilata milanese, issate su tacchi alti come trivelle petrolifere e il bicchiere di champagne ancora madido di brina. Costoro devono aver visto e vissuto tempi duri, forse come Rossella O'Hara quando stremata dalla fame andava a scavare con le mani qualche radice da mangiare nell'incolta e bruciata Tara. Lo si capisce rapidamente quando iniziano a fermare ogni genere di ambulante senegal-nigeriano carico di mercanzia di ogni genere: finte borse Louis Vuitton, cd con gli ultimi successi di Albano targati 1979, copricostume in voile di nylon sovraccarichi di perline e paillette, collane etniche, asciugamani e parei, occhiali da sole e ciarpame vario. In breve tempo i loro lettini si sono trasformati in una fermata d'autobus sulla battigia, nessun ambulante è stato risparmiato dal fermarsi lì e aprire le borse come un autobus con le porte. L'industrialotto italiano, il cui vello incolto sbucava ovunque e, sissignori, anche da luoghi imbarazzanti dove non batte il sole per colpa di un costume sottodimensionato, tatuaggi osceni tra cui una gigantesca croce sepolcrale rossa e nera incisa sulla schiena, era troppo impegnato in altre faccende: sudato e incazzato pigiava un mantice a pedale, intento a gonfiare un canotto a forma di automobile per il pargolo del Volga.
Le signore, rispettivamente moglie e cognata, pretendevano dai pazienti ambulanti di vedere e provare qualunque cosa di cui fossero in possesso, mettendo a dura prova la loro resistenza ma senza acquistare nulla, petulanti e incomprensibili in un precario anglo-russo-gestuale. Fino al punto in cui uno di loro non ha retto più ed è sbottato, in un mix tra italiano e inglese, con: "Non potete fare tirare fuori tutto e niente compra!". Alle proteste del povero ambulante risponde tra il fraterno e il bonario il buzzurro tatuato, esclamando con pelosa solidarietà: "Eh caro mio, sai io quante piastrelle faccio vedere e poi alla fine non le comprano?" tradendo un accento italo-modenese. Capiamo quindi quale sia il core-business di costui: la ceramica industriale decorativa, ma non escludo quella funzionale fatta pure di cessi e bidet.
Mettendo da parte queste premesse, la visione della scena durata svariate ore mi ha lasciato con una domanda a cui tuttora non trovo risposta: cosa spinge legioni di italiani oltre i quaranta (tra divorziati e non) a prendersi mogli/compagne importate dall'estero, se poi devono trovarsi comunque incazzati e sudati a pigiare sopra un mantice e ossequiare le pretese di una consorte petulante, così come accadrebbe con una qualsiasi sana e onesta italiana di Concordia sulla Secchia?

5 commenti:

Il cinefilante ha detto...

guarda... sono in visibilio... non so cosa altro dire... veramente non trovo parole...
per la risposta al tuo quesito... ti esporrò la mia teoria a voce...
spero comunque che tu possa fare qualche altro incontro meraviglioso simile a questo fantastico quartetto (sono comunque certa che il piastrellista si faccia sia moglie che cognata)...
mi auguro infine che il tipo non bazzichi internet perché altrimenti si fa anche te!

Ballestrero ha detto...

Mi auguro anch'io che il piastrtellaro non vada oltre le sue ceramiche e non bazzichi internet, ma forse è proprio lì che si è trovato moglie e cognata! Grazie delle lusinghe! Tra poco pubblico la terza puntata e ci sarà da divertirsi...

Medea ha detto...

No, no! Mica sarai già tornato???? Ti prego scrivine ancora, sono troppo divertenti!!!
un abbraccio e salutami il piastrellaro

Anonimo ha detto...

ciao Ballestrero, ho visto che hai usato un'immagine, quella delle matrioske,
che sono sicurissimo non ti appartiene; diciamo pure che l'hai fregata al mio
amico Gabriele Protti dal suo sito www.gabrieleprotti.com
il quale l'ha prodotta con tecniche artigianali-digitali che tu nemmeno
ti immagini lontanamente esistano, anni e anni fa, prima che il tuo stupido blog venisse alla luce

ti ricordo che l'immagine è coperta da copywright !!!

fai la cosa giusta..cancellala !c e chiedi scusa a chi di dovere

Gabriele Protti ha detto...

Buongiorno,
sono l'autore dell'immagine delle Matrioski impropriamente utilizzata per questo post, peraltro senza citazione della fonte nè tantomeno autorizzata. Chiedo pertanto di sostituirla con altra immagine libera da copyright. E' spiacevole vedere che le proprie creazioni, nate da ispirazioni e con altri intendimenti e significati, vengano utilizzate senza alcun permesso per farsi portatrici di concetti che assolutamente non appartengono loro. Nella speranza che tali atteggiamenti siano sempre più stigmatizzati e banditi, attendo con impazienza quanto richiesto.
Gabriele Protti
www.gabrieleprotti.com