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martedì 19 maggio 2009

The Fall

E' già passata più di una settimana da che ho visto questo film assieme al Cinefilamte. Stando alle sue anticipazioni, questo film del 2006 non era stato mai distribuito in Italia. In effetti nei circuiti classici non mi è sembrato proprio di vederlo in giro, tanto che è stato necessario andare al cinema d'essai "Detour" a Roma per poterlo vedere. La sala- che forse è già un'esagerazione chiamarla tale - non accoglie più di 30 o 40 persone. Non è il massimo per areazione e schermo ma ci si può stare. Sebbene le premesse non siano delle migliori, con un pubblico in sala che sembra tratto da una sceneggiatura horror, il film inizia e si lascia vedere con una partecipazione via via in crescendo.
In una Los Angeles degli anni '20, all'interno di un ospedale, troviamo i due protagonisti principali di questa storia a metà tra la fantasia e la realtà,  nella trasposizione assoluta di quella che a tutti gli effetti può sembrare una fiaba. Roy (Lee Peace) è un giovane stuntman che si ritrova sul letto d'ospedale dopo una caduta finita male. Alexandria (Catinca Utaru) è la piccola bambina col braccio rotto che sa di dover passare un bel pò di tempo in ospedale prima di poter ritornare al suo mondo. Alexandria e Roy si incontrano quindi nello stesso padiglione. Come ogni bambino Alexandria è estremamente curiosa di conoscere uno dei pochi, se non forse l'unico, ammalato giovane temporaneamente ospite della clinica. I due fanno presto amicizia, sebbene Roy chiederà più volte ad Alexandria di portargli qualche pillola di morfina per alleviare i dolori della caduta.
Accanto al letto di Roy, e per i giorni a venire, la piccola Alexandria inizia ad ascoltare una bellissima favola raccontata da lui. E' a questo punto che come in un tuffo, entriamo nella fantasia e nel cuore di Alexandria che ascolta la favola popolandola con l'immaginazione di tutti le persone che si trova intorno o accanto in ospedale. Roy, naturalmente, assume i panni dell'imperatore Alessandro circondato da altri bizzarri e simpatici personaggi con cui si muove all'avventura per uccidere lo spietato imperatore Odius.
Tra paesaggi incantati ed una bellissima principessa, incontrata nel deserto e che somiglia a Kim Cattrall ai tempi di Grosso Guaio a Chinatown, il bell'imperatore inseguirà l'imperatore Odius mentre tutti i suoi compagni di battaglia cadranno ad uno ad uno.
Il film è a dir poco eccezionale per il forte impatto visivo fatto di ambientazioni, trucchi, costumi e riprese fotografiche da Oscar. La caratteristica fondamentale della sua eccellenza è che il tripudio di fantasia che conduce l'intera storia non scivola mai verso l'assurdo o il delirio, ma è sempre ancorata ad un criterio di verosimiglianza agganciando i personaggi fantastici alle persone reali. Regista e sceneggiatore sono riusciti ad entrare nella mente di un bambino, anzi di una bambina, navigare nella sua fantasia e trasportare il mondo fantastico in un allestimento che segue una sua trama, una sua logica e lo carica di sentimento. Sentimenti di innocenza, semplicità, schiettezza che solo l'anima e la mente incontaminata di un bambino possono provare. Una notevole prova di successo, tratta da un idea apparentemente semplice, che si è tradotta in una sofisticata e pregnante proiezione.

domenica 17 maggio 2009

Angeli e Demoni

Con qualche giorno di ritardo rispetto alla prima a cui ho assistito lo scorso 13 maggio, riesco finalmente a spendere qualche parola su questo film, attesissimo dai fanatici ammiratori di Dan Brown ed occhieggiato con sussiego Oltretevere. Non facendo parte di nessuna delle due categorie poc'anzi citate, ma essendo semplicemente un lettore deluso da quel libercolo conosciuto come "Il Codice Da Vinci" - non ho retto per più della metà e l'ho richiuso - ed uno spettatore tediato dal ridicolo filmetto scaturito da esso cui è stata riservata la stessa sorte, certamente non mi stavo avvicinando a questo nuovo film tratto dall'ormai vecchio e omonimo libro "Angeli e Demoni" con le migliori intenzioni. Anzi. Eppure ci hanno saputo fare bene con i trailer, presentando un film che al di là della storia sembrava farcito di effetti speciali fascinosi insolitamente ambientati a Roma, a cavallo tra le sue indiscusse bellezze e le vesti corali cardinalizie che, in occasione di un conclave, sfoderano l'artiglieria pesante in tema di abiti.
Secondo il mio insindacabile parere la condizione principale affinché il film possa rendersi piacevole è una sola: non aver letto il libro. Entrare in sala conoscendo già il finale fa perdere sicuramente molto dello smalto e dell'effetto che invece si avrebbe senza conoscere la storia a priori. Si assiste infatti ad un ribaltamento a sorpresa dell'epilogo che ci si attendeva. Questo forse è l'unico punto di forza che conferisce una nervatura al film. Conoscere il finale prima significherebbe togliere un elemento fondamentale che farebbe scadere il film in un fumetto. 
La trama è semplice ma sofisticata allo stesso tempo: si inizia con un bel funerale. Di un Papa naturalmente. Un Papa che nella presentazione scenica allude chiaramente a Giovanni Paolo II. Occorre dunque trovarne uno nuovo, possibilmente scelto tra la rosa dei quattro favoriti all'interno del Sacro Collegio. Parallelamente, al C.E.R.N. di Ginevra, una fascinosa ricercatrice di nome Vittoria Vetra (Ayelet Zurer) assieme al Capo Progetto col clergymen Padre Silvano Bentivoglio, stanno conducendo un esperimento che nulla ha a che fare con rosari e penitenze: la creazione dell'antimateria. Entrambe le cose fanno rimettere in moto un antica corrente ecclesiastica, mutatasi in setta segreta dopo la repressione subita da parte della Chiesa stessa, conosciuta col nome di Illuminati. Costoro sostengono, allora come adesso, che Scienza e Fede (Fides et Ratio) non siano incompatibili, ma che l'una sia in grado di fornire le prove dell'esistenza dell'altra. Parte un'azione incrociata e simultanea. A Ginevra l'antimateria prodotta e conservata in un urna con batteria tampone viene trafugata. A Roma vengono rapiti i quattro cardinali favoriti e nascosti in un luogo introvabile. L'urna esplosiva viene piazzata da qualche parte nella città, secondo il ricatto fatto giungere dagli Illuminati al Comando della Guardia Svizzera Pontificia. Secondo un programma simbolico ed epigrammico, l'esecuzione dei quattro poveretti e il conseguente annientamento della Città del Vaticano avverrà seguendo un immaginifico percorso tra le chiese di Roma simboleggianti, con i loro contenuti, i quattro elementi di fuoco, terra, aria e acqua. Non sapendo che pesci prendere, di concerto con il Camerlengo di S. Romana Chiesa (Ewan McGregor), la Gendarmeria Pontificia va a pescare il professor Robert Langdon (Tom Hanks) in America per supplicarne l'aiuto nell'interpretazione dei simboli e dei piani apocalittici degli Illuminati. Il Camerlengo si unisce al gruppo di ricerca, forte dell'amore filiale che lo legava al precedente e defunto papa, essendo stato da lui adottato quando era ancora arcivescovo (di Cracovia?), rimasto orfano e solo al mondo.  Partitrà una serrata caccia per salvare i poveri vegliardi porporati tenuti sotto scacco da un killer spietato al soldo di qualcuno che scopriremo soltanto nel finale, nonché per salvare l'urbi et orbi - la città e il mondo - dall'esplosione dell'antimateria. Qualche Cardinale non ce la farà e incontrerà Sorella Morte in modalità talmente macabre da risultare ripugnanti, pur nelle intenzioni di mostrare l'allegoria del martirio. Ma come nella migliore delle tradizioni, il Bene vincerà e tutti saranno appagati: lo scienziato Langdon, che vedrà soddisfatta la sua ricerca di conoscenza attraverso uno scritto originale di Galileo. Il religioso, ancorché cardinale, che diventerà papa che inaugurerà un nuovo corso della Fede che non scadrà in eresia.
A parte qualche grossolanità giuridica riferita alla  Città del Vaticano nel corso dei dialoghi, la ricostruzione dei particolari sui meccanismi canonici e curiali può dirsi abbastanza fedele. Non ultima anche la citazione alla Costituzione Aposotolica Romano Pontefici Eligendo sulla modalità di elezione per "acclamazione" o "ispirazione" può dirsi interessante perché sconosciuta al grande pubblico, anche se di fatto tale modalità di elezione non è più utilizzata da svariati decenni.
Altrettanto interessante il risalto, sia pure propedeutico al connotato da romanzo giallo, che viene dato alla figura-istituzione del Camerlengo, colui cioé che assume pro-tempore  il governo centrale della Chiesa fino all'elezione del nuovo pontefice. Esso può compiere solo atti di ordinaria amministrazione, mancando della potestas che spetta unicamente al Vescovo di Roma, cioè il papa. Benché negli ultimi tre secoli tale figura sia stata sempre ricoperta da un cardinale, il Codice di Diritto Canonico prevede semplicemente che si tratti di una persona consacrata. Ciò spiega perché nel film il personaggio indossa una semplice veste piana nera con mozzetta dello stesso colore, a differenza dei tripudi di seta moiré indossati dai suoi colleghi "imprigionati" in Sistina.
La visione del film è consigliata a tutti, con l'esclusione dei seguenti individui a tutela della loro salute:
- l'Arciprete della Basilica di San Pietro, che non potrebbe reggere il colpo di vedere (sia pure nella finzione scenica) un uomo darsi fuoco proprio sotto l'altare della Confessione, usando per giunta una delle preziose lampade ad olio ricoperte in foglia d'oro che circondano la balaustra d'altare;
- l'Architetto della Fabbrica di San Pietro, erede morale di Antonio da Sangallo e Michelangelo, cui nessuno potrebbe salvare da un ictus fulminante osservando l'intero mosaico della cupola sbriciolarsi al centro del transetto dopo l'esplosione in cielo dell'ampolla dell'antimateria;
- il Cardinale Archivista dell'Archivio Segreto Vaticano, che potrebbe non sopravvivere per le troppe risate dopo aver visto che tra i beni più preziosi custoditi all'interno della cantina a prova di atomica figura la Mercedes "gattona" decapottabile che fu di Giovanni XXIII (non me ne vogliano i suoi devoti...);
- il Comandante della Guardia Svizzera, che potrebbe restare fatalmente turbato nel vedere come i suoi pittoreschi soldatini a spicchi colorati vengano presentati come dei suscettibili ultrà da stadio Maracanà nella difesa del papa e del palazzo apostolico;
- il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, che potrebbe rimetterci le coronarie nell'osservare che dopo più di un secolo di storia i suoi uomini, pur continuando ad agire in coppia come Franco e Ciccio, riescano a farsi accoppare con una facilità degna delle migliori commedie all'italiana.
Come ultima annotazione posso semplicemente aggiungere che se tutti i Camerlenghi fossero dei modelli da copertina come Ewan McGregor, anche le femministe più coriacee spingerebbero con forza la porta dei conventi per farsi monaca.



Stemma del Cardinale Camerlengo sormontato da Gonfalone a gheroni
e trenta fiocchi disposti a quindici per lato

Ballestrero ringrazia la Conferenza Episcopale Italiana che ha voluto soffermarsi a leggere il suo blog lo scorso 20 aprile.

sabato 2 maggio 2009

X Men - Wolverine le origini

Dichiaro subito la mia scarsa propensione ai film di fantascienza. Se dovessero contare su di me per il successo di questo genere cinematografico sarebbero già andati falliti. In questo caso, tradendo vergognosamente la fiducia di un bambino di 9 anni cui avevo promesso di andarlo a vedere insieme, mi sono ritrovato con un allegra compagnia di adulti la cui spensieratezza è pari solo a quella del povero novenne tradito. Stando al dettagliatissimo Internet Movie Database questo X Men è il quarto della serie. Nutrivo qualche perplessità per il fatto che mi accingevo a vedere questo per la prima volta senza avere visto i precedenti tre. Nel corso dell'azione ho capito subito che si trattava di fatica risparmiata. Wolverine e gli X Men sono forgiati sullo schema delle più celebri soap-opera americane nell'indiscussa capacità di autorigenerarsi. Possono cambiare gli attori, le storie, persino i personaggi ma ci sarà sempre materiale per girarne un altro. Infatti il finale non è mai definitivo, almeno da quello che si desume da questo quarto episodio. Vengo tuttavia rassicurato dagli adulti amici di cui sopra che anche per gli altri è stato così. Credo a questo punto che ci siano i numeri per inaugurare una saga. Il film ha avuto un'ottima riuscita sul piano degli effetti speciali, collocati ovunque e in ogni frangente, taluni grotteschi e un pò piatti ed altri decisamente entusiasmanti. Il più efficace rimane sicuramente l'operazione a cui è sottoposto Logan / Wolverine per l'iniezione dell'adamantio che lo renderà indistruttibile. Come nei più classici dei fumettoni gli ingredienti sono ben miscelati per far tutti felici: amore, senso dell'onore, lealtà eccetera. Il ritmo è accelerato, trasformandosi nel motore che fa girare la mole di effetti speciali su cui non si è di certo risparmiato. Un film d'azione e fantastico allo stesso tempo che potrebbe farmi ritornare in sala a vederlo di nuovo per riparare al torto procurato al piccolo innocente di 9 anni!