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mercoledì 11 marzo 2009

Watchmen

Come si può leggere dalla locandina il film è creazione del regista "visionario" di 300. Per quanto il film sia ispirato dal fumetto, sono sicuro che il regista abbia avuto davvero delle visioni attraversando le porte invocate dai mitici Doors. Fuori del cinema, occhieggiando soltanto la locandina, credevo che al di là dei tendaggi rossi mi avrebbe atteso un film molto simile - se non del tutto uguale - a The Spirit. Il colpo d'occhio, infatti, suscita diffidenza. Ci si aspetta il solito cartoon di supereroi, eternamente dotati di poteri fuori dal comune, eternamente votati al Bene, eternamente impegnati a salvare fanciulle in pericolo. Insomma, delle premesse che evocano un forte scetticismo. Questo è il caso in cui lo sbaglio del pregiudizio si tramuta in un piacere per chi lo commette quando si accorge di venire smentito.  Credo che l''ambientazione sia ispirata liberamente alla Gotham City di Batman. Gli otto protagonisti sono calati in una New York City del 1985, dove pioggia e degrado umano la fanno da padrone. Un flashback degli anni 50 ci riporta indietro a quando tutti insieme, e molti di più di otto, vestiti di panni stravaganti ed armature degne del Royal Allemande, si battevano contro lestofanti e malfattori, consegnandoli alle patrie galere o pestandoli al punto tale di fargli passare la voglia di commettere altri crimini. Erano belli, venerati e sulla bocca di tv e giornali. Ma il tempo passa, alcuni di loro vengono fatti fuori e il gruppo viene sciolto per decreto dal Presidente Nixon in persona. Tutti più o meno cercano di rifarsi una vita normale, ritrovandosi poi nel 1985  a pochi passi dalla fine universale dell'umanità, minacciata dall'incombente scoppio di una guerra nucleare Russia - Stati Uniti. La guerra nucleare estinguerà la razza umana o, paradossalmente, la salverà? Lo sapremo solo nel finale.
In realtà sto compiendo una piccola forzatura nel voler ridurre due ore e mezza di proiezione a questa breve sinossi. La verità è che questo film è decisamente complesso. Nella apparentemente banale storiella della guerra nucleare scoviamo soltanto un filo conduttore, una corda anche piuttosto sottile che tiene unite un sottoinsieme di trame spesso anche scorrelate tra di loro, perché legate ad intrecci personali o di gruppo dei protagonisti, a flashback che catapultano indietro al passato e si legano armoniosamente col presente. I protagonisti sono "super" in quanto dotati di una forza fisica eccezionale o di concentrazioni energetiche inusuali, ma non rispondono allo stereotipo comune dell'eroe senza macchia e senza paura. Essi sono violenti tanto se non a volte più dei loro stessi nemici. Nutrono pulsioni umane, conoscono i piaceri del corpo cui si dedicano senza risparmiarsi, vivono i loro sentimenti provandone gioie e dolori, sebbene per alcuni di loro quest'ultimo aspetto è sconosciuto (il Dottor Manhattan e Adrian Veidt). A fare da sfondo tra loro, la città e il mondo vi sono le eterne questioni dell'avidità di sapienza e di potere, della violenza fine a sè stessa, della giustezza o meno della guerra, dello ius vitae ac necis (diritto di vita o morte), dello sterminio di pochi per la salvezza di molti, della lealtà dell'amicizia e dell'infinito dilemma tra il bollore dei sentimenti e la fredda razionalità della scienza. Tutto ciò si riesce a cogliere, nonostante le frequenti scene dal ritmo frenetico, dalle botte da orbi conditi da rumori assordanti e da un generale colorazione fantascientifica che ne aiuta bizzarramente la comprensione invece di offuscarla.
Sfidate la recalcitranza che vi spingerebbe a non vedere un film lungo quasi come "Via col Vento" e andate a vederlo.
Apprezzerò fin da adesso l'abbinamento storico tra questo film ed i tragici decenni della Guerra Fredda che Alessandro vorrà farne.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

hai dimenticato i commenti sulla "mise" adamitica del dr. manhattan...

Pierino e la Jena ha detto...

Per meglio comprendere il film, vorrei saperne di più sulla Guerra Fredda. Credo si tratti della famosa battaglia tra Polo Nord e Polo Sud. Ma aspetto delucidazioni da "Santrino 'i mazulatore".
Grazie. Duccio da Foggia.

Anonimo ha detto...

Conosco bene la storia a fumetti dei "visionari" Alan Moore e Dave Gibbons;a mio avviso è grandiosa! Devo vedere il film al più presto letto il tuo commento ci vado di corsa!! PS: leggiti anche il fumetto...
RUggero