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sabato 24 gennaio 2009

Tony Manero - Pablo Larrain

Una settimana! Una settimana mi ci è voluta per digerire, metabolizzare ed espellere questa invereconda porcata! Mi lascio sedurre dall'invito ad andare a vedere questo film, certamente non destinato al grande pubblico, ed inaspettatamente vincitore del Torino Film Festival. Bisogna sciropparsi tutto il film, dall'inizio alla fine, come una condanna all'olio di fegato di merluzzo, per poter meglio caricare e riversare tutto il disprezzo, lo sdegno e la rabbia verso questi pseudo-critici che si sono sdilinguati a dovere per coprire questa porcata di palme, incensi e oli profumati. Probabilmente avranno voluto stemperare la puzza di cacca che si percepisce anche dallo schermo durante una delle scene madri in cui il protagonista consuma l'ennesima vendetta. Proviamo a mettere insieme la trama, insulsa e inesistente, schivando sangue e merda che vengono invece distribuiti a profusione. Cile 1978: a Santiago c'è Augusto Pinochet, finora conosciuto come feroce dittatore ma, dopo l'immagine del Cile trasmessa da questa pellicola, quasi interpretato come la giusta punizione per taluni cileni che vogliono cimentarsi nella cinematografia. In una periferia sporca e stracciona di Santiago vi ciondola Raul, sfasciato serial killer cinquantenne e perdigiorno, dotato di un'unica occupazione quotidiana: andare a rivedere tutti i giorni la "Febbre del sabato sera", anzi "Saturday night fever", ma siccome siamo in Cile diventa "Fiebre de sabato por la noche". Incollato ad un fetido sedile di legno, come le sale parrocchiali anni 50, non si perde una parola o una mossa di ballo del suo burinissimo idolo Tony Manero (John Travolta). Scopo di tale supplizio è quello di mettere su uno spettacolo in cui replicare quegli unici 15 minuti in cui Tony Manero esegue il passo dell'escavatrice idraulica, saltando giù e sù con le gambe. Raul ci prova e per poco non ci rimette le ginocchia, indifferente che alla sua età l'artrosi possa essersi silenziosamente impossessata delle sue giunture. Lo spettacolo, per quanto povero e gramo deve essere finanziato. Raul per procurare fondi commette delitti a non finire con una freddezza e un distacco amorale. Tutte le scene sono girate con un fastidioso effetto calza, con largo uso di telecamera superotto sempre in corsa dietro il protagonista. Raul è circondato da un gruppuscolo di commedianti che insieme a lui dovranno esibirsi nello spettacolo. Con una brutta e sfiorita donna-madre intrattiene anche rapporti fisici: ripugnante infatti è anche la scena del bocchino in primo piano che costei pratica a Raul, esausta e sfiancata dacché i suoi sforzi non riescono a sollvare quella viscida lumaca moscia che il protagonista ci mostra con sguardo annoiato e perso nel vuoto. Poi visto che anche la figlia della donna-madre dimostra un debole verso il laido Raul, lui pensa bene di portarsela in camera sua dopo l'ennesima prova dello spettacolo. Prova a farsela, ma non ci riesce. Finisce tutto a pippe e gazzosa. La madre sa, si incazza e va dileggiare Raul alla polizia di Augusto (Pinochet) perché ha preferito la figlia a lei. Quando si dice "solidarietà femminile"... Nella sarabanda c'è anche un giovane belloccio dal nome impronunziabile, che un giorno se ne rientra nel laboratorio dove provano annunciando di essere stato scelto come sosia di Tony Manero alla TV. Raul, che del fairplay è signore incontrastato, soffoca l'invidia per il furto di scena prendendo il vestito bianco del belloccio e ci caga sopra. Credo che sia questa la scena della cosiddetta "denuncia sociale", così come è stato definito il film: mancano i wc nel Cile di Pinochet. Augurando una vita costellata di lutti e sciagure al regista e a tutti coloro che si sono prestati a girare quest'ignobile film, non raccomando a nessuno di vedere questo feroce, durissimo insulto all'intelligenza prima e al buon gusto poi.

6 commenti:

Il cinefilante ha detto...

grazie....

una sola parola....


grazie....

Il cinefilante ha detto...

anzi no voglio aggiungere che ho quasi pianto dalle risate... meravigliosa recensione!

Ballestrero ha detto...

Ma lo sai che rileggendola ci ho riso pure io? Ehehehehe! Grazie del complimento!

Mizza ha detto...

ahahaha, 10 punti per il coraggio e altri 10 per la rece!

Ballestrero ha detto...

Grazie Mizza! Spero di averti risparmiato una inutile corsa al cinema per questo film, semmai tu avessi voluto!

Mizza ha detto...

non avevo l'intenzione, ma quando leggo recensioni del genere, di solito mi viene voglia di vedere i film... sarò masochista, per caso? o forse è che mi piace parlare male dei film... ci provo gusto.