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venerdì 9 gennaio 2009

Nuovo anno e cattivi propositi

Quest'anno sarà interessante. Molto. La crisi economica e produttiva raggiungerà il suo zenith e persone ed istituzioni dovranno confrontarsi con una nuova realtà, con nuove idee e nuovi problemi.
Il mondo sta (ri)cambiando, non so quanto ce ne stiamo accorgendo. 
Sta cambiando il modo di produrre il denaro, tornando all'idea che, forse, non bastano i servizi o le scommesse sul corso dei titoli, ma serve anche la produzione, di mais o acciaio, ma che qualcosa si produca anche qui, e non soltanto sulle rive dell'oceano Pacifico. 
Sta cambiando la politica, con la fine dell'egemonia unilaterale degli USA che non hanno soldati e soldi sufficienti per assolvere a tutti gli impegni che una dimensione imperiale imporrebbe.
Sta cambiando la società occidentale, ed europea in particolare, più cauta rispetto a certi eccessi di fondamentalismo libertario di 10 anni fa, alla ricerca e riscoperta di radici che diano la forza di resistere ai nuovi popoli che spingono alle frontiere e che alla lunga ci travolgeranno, come sempre è accaduto nella storia umana.
Non accadrà tutto nel 2009, e neanche nel 2010; la storia è lenta ma inesorabile e non può essere misurata secondo la durata delle nostre vite individuali. Tuttavia, ormai, i motori sono accesi ed il percorso è iniziato.
L'individuo non può cambiare da solo gli eventi, ma può tentare di osservarli, magari di comprenderli, forse di trasmettere ad altri le proprie considerazioni, per avvisare chi verrà dopo di noi, per non vivere soltanto come consumatori e risorse umane, ma come persone.

Buon anno a tutti.

2 commenti:

Ballestrero ha detto...

Accolgo con gioia l'amico Alessandro che da oggi scriverà insieme a me qui sul mio blog. Il suo post, scritto con stile limpido e profondo, sa mettere in moto le "rotelle" della riflessione. Bravo Ale!

pierino e la jena ha detto...

Ammazza quanto è limpido! Praticamente un tappeto di catrame... Bravo Sandrino! GM