CERCA NEL BLOG!

giovedì 1 gennaio 2009

I veglionisti della via Cassia

Ogni anno, a Roma,  quando esco di casa la notte di capodanno, rimango sempre allibito nel vedere spaventose autocolonne di macchine invadere la via cassia in direzione fuori città. Sembra quasi di assistere all'occupazione della Polonia da parte della Germania, agli albori della Seconda Guerra Mondiale. Ai tempi si utilizzavano carri armati e autoblindi, oggi molto più prosaicamente berline e Sport Utility Van (meglio conosciuti come SUV). In questa occasione io e gli occupanti di questi mezzi incrociamo i nostri sguardi, mentre proseguiamo in direzioni opposte, come due fiere che si studiano e si osservano per capire le reciproche mosse.  Un tempo si diceva che la via Cassia fosse famosa per i suoi cosiddetti "Capodanno in villa", dato che la zona col suo tipo di abitazioni si presta ad accogliere questi eventi. Nel corso degli anni, però, ho visto aumentare sempre di più il numero di auto e persone che venivano a festeggiare l'ultimo dell'anno proprio qui. Questa circostanza mi ha posto allora la vexata quaestio: ma quante diavolo di ville ci saranno mai sulla via cassia?? Perché l'Anonima Sequestri si affanna tanto a cercare nascondigli sul Gennargentu, quando potrebbe più comodamente sfruttare queste ridenti campagne?? Percorrendo infatti la via cassia l'occhio viene catturato da paesaggi di praterie, boschi, casolari e sparute abitazioni. Dove trova spazio tutta questa fiumana che in abito da sera si reca stanca, annoiata e truccata, presso queste mitologiche ville? E' evidente che deve esistere una specie di città sotterranea, di mondo parallelo che si svolge sotto i nostri piedi e che ne prende in prestito usi e costumi, altrimenti non si spiegherebbero questi esodi di popolazioni da un punto all'altro della città in un giorno poi così infausto per i forzati del divertimento. Eh già! Perché proprio di loro si tratta. A diversi livelli e compatibilmente col censo, questo popolo di festaioli è ben suddiviso e meno amalgamato di quanto si creda. Anzi, direi che come in India esistano delle vere e proprie caste ben definite e separate tra di loro. Proviamo a tracciare una breve panoramica. 

Primi in classifica ci sono i "riservati col botto", ossia gli effettivi proprietari di talune di queste ville di cui sono, allo stesso tempo, anfitrioni e organizzatori. Non troverete mai costoro trincerati in cucina o alle prese con apparecchiatura di tavola: hanno già uno stuolo di servitù che provvede a tutto ciò dall'inizio alla fine. Il "botto" è quello che i riservati dedicano ai loro pochi e selezionati ospiti, attraverso uno spettacolo di fuochi d'artificio del tutto privato, coloratissimo, coreografico e soprattutto costosissimo.


Secondi in classifica ci sono i "cenone-musica-animazione-disco-tutto-compreso", generalmente offerti a 100 Euro a persona (ma con la crisi disposti anche a scendere a 50). Questi veglioni sono quelli che vanno per la maggiore. Della loro organizzazione veniamo a sapere già da fine ottobre, quando leggiamo i volantini con i numeri di telefono dei PR sul fondo sfrangiato, di solito incollati ai pali della luce o direttamente sui coperchi dei cassonetti (e già solo questo dovrebbe mettere in guardia coloro che si lasciano prendere dalla tentazione). Prendono in affitto una villa, generalmente strutture squallide e abbandonate dove già la luce elettrica e acqua corrente sono dei lussi di alto lignaggio. Capaci di contenere al massimo 40-50 persone, queste bicocche vengono stipate di un numero di persone pari agli abitanti di Città del Messico. Sono raggiungibili solo in macchina e offrono ampio parcheggio in paludi melmose spacciate per "vasti giardini", dove generalmente il tacco 16 della coatta con smanie di status affonda impietosamente, mentre i decibel dei suoi strilli rompono i già pochi lampioni disponibili.



Terzi in classifica i "casalinghi a schiera", quelli che amano organizzare il cenone tra parenti e amici nella loro, appunto, villetta schiera. Di solito la villetta in questione è la ventesima di una lunga schiera di abitazioni incollate e tutte uguali tra loro. A questo punto le opinioni si dividono: c'è chi vede in questa uniforme ripetizione un lezioso richiamo alla privacy e all'anonimato per l'estrema difficoltà di farsi rintracciare. C'è chi invece ci trova una rielaborazione bassa ed estesa degli immensi casermoni socialisti di Kiev degli anni 60. Queste villette hanno tutti i pregi, anche quello di essere realizzate in grandi metrature da 120 mq, purché disposti in verticale su 4 livelli. Nel salotto, il cui spazio di solito è appena sufficiente per una cabina telefonica, viene composto il tavolo che accoglierà i detestati parenti e gli insopportabili amici, tutti insieme non meno di 20. La costrizione in poco spazio fa registrare noti incidenti domestici, come tappi di spumante che saltando si vanno a conficcare negli occhi, schegge di torrone che entrano persino dentro le orecchie, fino al momento clou dei tipici giochi natalizi dove a tombola la distanza ravvicinata consente di controllare non solo le proprie cartelle, ma anche quelle altrui. Meglio non pensare, per non rovinarsi l'appetito dell'anno nuovo, a quanto di peggio circola in questi ambienti dal punto di vista gastronomico.



Chissà se il prossimo anno avrò di nuovo il piacere di assistere a questa parata di veglionisti. Passare in rassegna questo genere di truppe mi rende, ogni volta, un generale molto, molto orgoglioso.
Auguri.


4 commenti:

pierino e la jena ha detto...

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzz! Che cicagna....

Il cinefilante ha detto...

bravo ballestrero! gli hai fatto pelo e contropelo ai veglionisti della cassia! secondo me pierino ci va in puzza perché chissà quanti veglioni ha fatto in ville e casali fuori roma... e magari indossava pure il tacco 16! eh eh eh!

mizza ha detto...

sia come sia, buon 2009... :-)

Ballestrero ha detto...

Tanti auguri anche a te Mizza! Buon 2009!