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martedì 23 dicembre 2008

Natale a puntate: 3) La corsa al cibo

Fortunatamente, la fame in senso assoluto è un flagello che in Italia è stato debellato da decenni. Dovremmo aprire i libri di Storia per documentarci sui quelli che furono veri casi di denutrizione o malnutrizione, fatti di vesti lacere, visi scavati, giovani e vecchi denutriti o mal nutriti. Oggi, pur con tutte le difficoltà che molte persone incontrano per far quadrare i conti, si affronta semmai il problema contrario, ossia l'abbondanza e l'eccesso di consumo di cibo come elemento quotidiano della nostra vita. Bisogna premettere tutto questo per meglio capire quale sia il fenomeno socio-dinamico per il quale, una famiglia o un individuo, a ridosso delle feste canoniche come Natale o Pasqua, si spingano giù dal dirupo dell'eccesso, acquistando cibi e bevande in quantità pantagrueliche. Il tutto mirato all'obiettivo finale del famoso "cenone" o, per chi preferisce posticipare all'indomani, a quello del pranzo natalizio. Un rito totalmente fuori tempo, che aveva senso decenni fa quando il lavoro manuale e la scarsezza dei mezzi di trasporto individuali obbligavano ad una maggiore attività motoria. Il pranzo o il cenone di Natale di allora, preparato con abbondanza di pietanze molto spesso grasse e pesanti, costituiva l'eccezione da un'alimentazione quotidiana modesta e contenuta.

Benché da allora i tempi siano cambiati parecchio, in pieno 2008 assistiamo ancora al ripetersi ininterrotto del rituale: è Natale e bisogna dunque organizzare un pasto abbondante. Come se durante l'anno non ci si fosse dedicati alla medesima occupazione, in casa propria o nei sempre affollati ristoranti.  Uno dei luoghi prediletti dove si consuma lo scempio dell'acquisto forsennato al coscio d'abbacchio è sicuramente l'Annona della Città del Vaticano. L'Annona è il supermercato interno al piccolo Stato, cui si accede mediante tessera, le cui dimensioni sono pari al reparto surgelati di un qualsiasi ipermercato Panorama o Auchan. Molti, anzi moltissimi lo considerano un tempio del risparmio, alimentato dal mito incorruttibile che l'assenza dell'iva renda ogni cosa meno cara rispetto ai negozi nostrani. Sebbene questa convinzione sia del tutto fallace, legioni di persone affollano il piccolo supermercato, specie in questa stagione per l'acquisto delle materie prime da dedicare alla cena della vigilia, al pranzo di Natale, a quello di Santo Stefano fino al drammatico veglione di Capodanno. Ho visto con i miei occhi schiere di forsennati riempire i carrelli (si, al plurale! Perché molti riescono a prenderne e a riempirne più d'uno contemporaneamente) di pacchi e pacchi di tortellini, ravioli, agnolotti, lenticchie, fagioli, panettoni (questi ultimi anche a risme di 8 alla volta), torroni, panforti, bottiglie (vini, spumanti, champagne, rosòli, grappe, whiskey, cognac), zucchero e farina in quantità tali da riempire un capannone industriale. 

Un discorso a parte, invece meritano zamponi e cotechini. Più in generale: qualunque evoluzione e forma possa prendere la carne di maiale. In questo caso la quantità infilata a forza nei carrelli già esausti è pari a 12 zamponi, 27 cotechini, 12 coralline, 3 rotoli di coppa ed almeno 3 etti di prosciutto tagliato fino fino.
Ma del resto i commenti che gli acquirenti si scambiano alle casse la dicono lunga su come certi pregiudizi siano duri a morire: "Ah Signora mia! La carne di qui dentro è talmente buona che fuori non la trova mica, sa?" "E' proprio vero Marchesa, pensi che mio marito non mi mangia le cotolette se non le prendo qui!". Così, a furia di stramberie e luoghi comuni, tutti escono felicemente dalle porte automatiche convinti che mezzo chilo di macinato di maiale a 10 Euro valga, come Parigi, bene una Messa.
E' da un pò di tempo che non mi capita di osservare quello che succede nei consueti supermercati ed ipermercati, devo ripromettermi di tornarci presto per i dovuti confronti. Anche se qualcosa mi dice che sarà difficile trovare qualcosa di vagamente somigliante al Santo supermarket!

2 commenti:

pierino e la jena ha detto...

SEI PANTAGRUELICAMENTE SCEMISSIMO. Grazie di esistere.

Ballestrero ha detto...

Ho avuto in te un'ottima fonte di ispirazione. A te vadano, o Pierino, i miei ringraziamenti!