CERCA NEL BLOG!

domenica 14 dicembre 2008

Natale a puntate: 2) La Folla


Prostrarsi al rito dello shopping natalizio presuppone un equipaggiamento di virtù non comuni. Coraggio, pazienza, determinazione, sprezzo del pericolo e del ridicolo sono doti fondamentali, di cui bisogna essere in possesso prima di cimentarsi in questa annuale avventura. Chiunque non ne sia dotato, ascolti il consiglio e rinunci in partenza. Compiere simili attività nei grandi centri abitati significa infatti esporsi ad ingorghi stradali, parcheggi introvabili, resse simili a sommosse popolari e stress da lavoro, cui sono sottoposti soltanto gli addetti ai martelli pneumatici nelle miniere di diamanti in Sud Africa. Molti individui compiono queste attività in modo ormai del tutto automatico. A me sono bastate soltanto due sortite fuori di casa per svegliarmi dall'ignavia dell'automatismo e pormi una drammatica domanda: ma perché lo sto facendo? Probabilmente, la mancata risposta a questa domanda è stata anche la spiegazione del perché sono tornato a casa a mani vuote. Ma riflettendoci più attentamente, forse non è stata soltanto la folla nelle strade e nei negozi a farmi desistere da ogni acquisto. Un ruolo subdolo ma determinante lo hanno svolto i negozi del centro città che, con pochissime eccezioni, sono tutti indistintamente brutti, tutti democraticamente squallidi e tutti parimenti privi di fantasia. Ne è un prova il fatto che, in ben quattro negozi diversi di cianfrusaglie, dal più piccolo al più grande, dall'anonimo al rinomanto, ho ritrovato gli stessi oggetti di rara bruttezza e di certa inutilità (persino estetica): salvadanai in lega di metallo cromatissimi a forma di ranocchia o porcellino, leziose scatole portagioie a forma di divano art-decò, borse per gli acquisti monocromatiche nelle varianti dell'arancione e del verde mela, orologi da tavolo a forma di zebra, penne e matite giganti impossibili da impugnare persino per un orango. 



Eppure, in questa delirante fiera della concitazione umana, molti erano quelli che si affannavano per aggiudicarsi gli orrori di cui sopra, trovando in essi l'unica via di uscita al rito dei regali di Natale. Riflettiamoci bene allora: è proprio necessario soggiacere a questo rito se tutto ciò che riportiamo a casa sono cose del genere? Sarà pure la dilagante crisi economica che infligge un altro colpo alle esangui finanze di tutti, ma vedendola da un ottica contraria la domanda è: 7Se ci fossero i soldi, varrebbe comunque la pena usarli per comprare una borsa Carpisa?8

3 commenti:

Il cinefilante ha detto...

mon ami.. la borsa carpisa purtroppo è uno status mentale che poco ha a che fare con l'ammontare delle proprie finanze...

mizza ha detto...

c'è crisi (cit.)

pierino e la jena ha detto...

Alla terza riga ho dovuto pià un fernet pe digeritte...