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sabato 1 novembre 2008

Tropic Thunder

Incoraggiato dal trailer visto al cinema in occasione di Zoahn, rallegrato dalla presenza di un cast di attori bravi e spassosi, gambe in spalla col Cinefilante siamo  andati a vederlo. Non ho ancora letto ciò che ha scritto il Cinefilante sul suo blog, ma sono sicuro che avrà dedicato impietosi commenti alla sala 4 del cinema Odeon a piazza Jacini. Non mi soffermo su questo particolare, Cinefilante è sicuramente più caustico e descrittivo di me. La difficoltà sopraggiunge ora. Dovrei parlare del film. Che strano,  non ci riesco!  Voglio dire: sarà che l'ossatura del film è comunque un comico. Sarà che ha un ritmo molto spesso concitato, sia in termini di azione che di velocità di battute. Eppure non posso fare a meno di pensare: ma come lo racconto? La trama non è poi così lineare, almeno ai mie occhi. Oppure occhi e orecchie, ieri sera, dovevano essere andati fuori servizio per over-tiredness. Orsù proviamoci: cinque attori di hollywood, sul ciglio del dimenticatoio per gli eccessivi sequel dei loro rispettivi film di serie c, sono impegnati nella realizzazione della pellicola che segnerà, come in un bivio, la loro rinascita o la definitiva catastrofe. Jeff, Tugg, Kevin girano le riprese di un film ambientato in Vietnam nel solito set hollywoodiano a cavallo tra cartone e realtà. Il film è indietro nei tempi di realizzazione, la produzione è infuriata (qui interpretata da un insolito e simpatico Tom Cruise, pelato e col culone). Questa storia, tratta da un libro scritto da un ex-combattente del Vietnam (Nick Nolte),  non ne vuole sapere di venire alla luce sugli schermi. L'ex combattente propone allora di immergersi in un sano realismo, traslocando gli attori in una foresta del Vietnam del sud, scaricandoli dall'elicottero. A loro insaputa, il mago degli effetti speciali ha piazzato tutto l'occorrente in bombe ed esplosivi per suscitare un maggiore realismo nell'interpretazione. Peccato che i poveretti non si rendano conto che sono stati scaricati nel bel mezzo di un territorio controllato dai trafficanti di droga, i quali ricambiano i petardi finti con proiettili veri. Ci vuole un pò alla cricca per capire che la finzione si è trasformata in realtà. Quasi mezzo film (quello visto da me in sala). Quando lo capiscono, stanno al gioco e si calano in una guerriglia vera e propria coi trafficanti. il bandito capo, un moccioso vietno-cinese, riconosce però in Tugg Speedman (Ben Stiller) il protagonista di uno dei suoi film preferiti, una specie di Forrest Gump mongoloide in chiave agreste, conosciuto col nome di "Sam il contadino". Il capo bandito grazia la vita di Tugg con l'obbligazione di interpretare ogni sera e a memoria il film a cui è devoto. Seguono rocamboleschi inseguimenti, rivelazioni epocali (come quella dello scrittore del libro che si scopre non avere mai partecipato alla guerra, nè di avere mai fatto il soldato ma solo l'addetto alle pulizie nella guardia costiera). Il film uscrià, per la gioia di tutti, registratro sulle avventure inconsapevolmente vissute da tutta la band.

Raccontando la trama così sembra che ci abbia capito tutto, ma in realtà io non ho capito un bel nulla. Al di fuori di qualche risata qua e là, ho trovato il film troppo arzigogolato, incartato su sè stesso e senza alcun messaggio intrinseco, benchè taluni ne vogliano ravvisare uno. Incomprensibilmente ai miei occhi, il tomatòmetro di rottentomatoes gli attribuisce un punteggio enorme. Non so davvero cosa ci abbiano trovato...

3 commenti:

Il cinefilante ha detto...

io sono stata leggermente più clemente! comunque la prossima volta che ci vediamo credo che ti obbligherò a vedere zoolander!

mizza ha detto...

cosa mi tocca leggere!! :D l'hai trovato davvero così brutto? o a 'mente fresca' riesci a salvarlo un po'? povero tropichino thunderino, dai!! :D

Ballestrero ha detto...

Cara Mizza, in effetti un pò bruttino l'ho trovato... Stavolta non riesco a salvarlo, sia pure con la massima buona volontà. Il meraviglioso cast di cui è composto il film l'ho trovato molto sprecato :-(