CERCA NEL BLOG!

domenica 16 novembre 2008

Changeling

Nel panorama generale dei film in programmazione dell'ultima settimana, il nuovo lavoro di Clint Eastwood Changeling sembrava l'unico meritevole di uscire di casa sabato sera e affrontare un gelido vento della steppa alzatosi proprio al momento di mettere il piede sulla porta. In compagnia del Cinefilante ci siamo diretti al Barberini, dopo una secca bocciatura del cinema Odeon a piazza Jacini (Vigna Clara), sprovvisto di riscaldamento e maleodorante di muffa. Anche il Barberini non brilla per pulizia e modernità, ma almeno si è riscattato con due punti di vantaggio: sala riscaldata a dovere e schermo in sala 1 di notevoli dimensioni.
L'opening del film è suggestivo per l'ottima fotografia e il curato lavoro di ricostruzione della scenografia in cui il film è ambientato. Fin dall'inizio sappiamo che la trama è basata su una storia vera.  Ci troviamo a Los Angeles nel 1928, poche case intorno al municipio (collocato in quello che è oggi downtown L.A., in cui è meglio perdersi che trovarcisi al giorno d'oggi) dove vive la protagonista  Christine Collins (Angelina Jolie), giovane madre senza marito assieme a suo figlio Walter (Gattlin Griffith). Christine lavora al centralino della Pacific Bell, ma un sabato mattina le viene chiesto di fare un turno extra, costringendola a lasciare il figlio di 8 anni a casa da solo. Una volta rincasata, Christine non trova traccia di lui da nessuna parte, né dentro né fuori in giardino. Dopo le prime vane ricerche Christine chiama la polizia per denunciare la scomparsa di Walter, ricevendo le prime reazioni ostili da parte della forza pubblica che, in quegli anni, viveva un periodo di estrema corruzione, condita da abusi e violenze che molto ricorda il soggetto di un altro film (L.A. Confidential), ambientato negli anni 50. La polizia di occupa stancamente del caso, finché non viene pressata dalle continue reprimende radiofoniche del reverendo presbiteriano Gustav Briegleb, impegnato a denunciare il profondo stato di devianza e violenza della polizia di Los Angeles. Per contenere una simile pubblicità negativa, il capitano Jones (Jeffrey Donovan) decide di farla breve ed approfittare del ritrovamento di un bambino in Illinois per spacciarlo come il figlio di Christine scomparso - leggo infatti sul dizionario che "changeling" vuol dire "bambino rapito e sostituito dalle fate"-
Nonostante la ferma opposizione di Christine nell'affermare che quel bambino non è suo figlio, il capitano Jones la circuisce al punto tale da indurla a farle ammettere di non essere in grado di riconoscere suo figlio, per via dello shock emotivo cui era stata sottoposta nei cinque mesi di attesa. In realtà, quando Christine si rende conto dell'inganno subito, torna al dipartimento di polizia per chiedere di proseguire le indagini, ma per tutta risposta viene nuovamente raggirata da Jones  che arriva persino a mistificare la realtà costruendo una versione dei fatti fantastica e strumentale per sollevare la polizia da ogni responsabilità. L'insistenza di Christine la incoraggia a raccontare la storia ai giornali e la polizia, per tutta risposta, la fa arrestare e trasferire ipso facto in un manicomio, facendola passare per una povera pazza. Nei giorni passati tra orribili torture e intimidazioni in manicomio, viene alla luce un caso singolare: un ragazzino racconta di aver partecipato all'uccisione di 20 bambini insieme al suo aguzzino, Gordon Northcott (Jason Butler Humer), riconoscendo nelle foto dei fanciulli scomparsi anche Walter Collins, figlio di Christine. Quando la storia viene alla luce, il reverendo Briegleg si mette in azione rintracciando e liberando Christine dal manicomio dove la polizia la teneva prigioniera e portando il caso in Tribunale, dove verrà celebrato un doppio processo contemporaneamente: uno alla polizia di Los Angeles e l'altro al serial killer dei 20 bambini. Chrisine riuscirà così a vedere giustizia per le orrende sevizie morali e fisiche a cui è stata sottoposta, come se il dolore per la scomparsa del figlio non fosse stata già abbastanza. 
Changeling è un film davvero ben riuscito. In particolare, costituisce un pò il riscatto professionale di Angelina Jolie (così come commentato nel foyer dopo la proiezione con il Cinefilante), finora sempre impegnata in film di azione come Tom Raider, Mr. & Mrs. Smith o il tragico Alexander (si, proprio quello in cui si giocava il ruolo della madre di Alessandro con la passione delle biscie...). In Changeling la Jolie, ben diretta da Clint Eastwood, interpreta con bravura un ruolo drammatico forte e commovente. Unico neo da segnalare è quello del trucco anni 30 applicato sulle strabordanti labbra della Jolie: troppo grandi e troppo carnose per essere pitturate di un rosso pompeiano, tali da poter essere confuse con gli idranti dei pompieri all'angolo dei marciapiedi. Lungo i titoli di coda si scopre che le musiche sono state curate da Clint Eastwood stesso. Se si è trattato di una prima volta, bisogna riconoscere al vecchio Clint un buon gusto anche in questo campo.

5 commenti:

Il cinefilante ha detto...

Non s tratta della prima volta per le musiche per l'immenso Clint! Così come Alfred Hitchcock ama curare anche questo aspetto e sorprendentemente ne ha la capacità! Sono in buona compagnia nell'aver più qualità! eh eh eh! Bella recensione ti prendo pure la locandina che non mi va di cercarla! merci ballestrero!

pierino e la jena ha detto...

Sei un cacciappalle favoloso

mizza ha detto...

forse andrò a vederlo... devo solo farmi coraggio di affrontare un film dove la jolie la fa' da padrona... non vorrei che mi piacesse troppo la sua interpretazione. perderei di credibilità con i miei amici.

Ballestrero ha detto...

Cara Mizza, mi rendo conto della difficile posizione in cui ti trovi. Anche io mi ci sono trovato e le "retromarcie" sono sempre poco piacevoli. Non mi sono mai spinto troppo sulla valutazione della Jolie, ma in questo film sono rimasto davvero sorpreso. E' vero che il film ruota tutto intorno a lei, ma è gradevole rimanere piacevolmente sorpresi dalla sua recitazione.

Anonimo ha detto...

ciao ballestrero. confermo quanto dice cinefilante: da diverso tempo Eastwood compone di persona le musiche dei suoi film (per altro magnifiche). quanto tu scrivi è di molto avvicinabile ad un bignami del film stesso - forse racconti troppo della trama. condivido appieno i vostri commenti sul trucco fuori luogo della bella angelina: troppo imbellettata, laddove un impatto visivo più "in levare" avrebbe evidenziato maggiormente l'intensità recitativa che comunque non ci è stata negata, specie nei momenti più drammatici.