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martedì 14 ottobre 2008

Le Signorine dello 04


Oramai sono determinato a scovare tutta quella serie di film che, in passato, ho sempre visto in terze e quarte visioni sulle tv locali, bellissimi film collocati in fasce orarie infami perché subivano l'onta del tempo. "Le signorine dello 04" del semi-sconosciuto regista Gianni Franciolini è stato un film involontariamente profetico. Infatti, benché datato 1955, si può considerare il progenitore assoluto di pellicole il cui soggetto è dedicato al fenomeno dei call center. Non a caso, mi sono permesso di metterlo in stretta correlazione con il film di Virzì "Tutta la vita davanti", cui presto dedicherò una recensione a parte. Sebbene siano due film strutturalmente diversi, le dinamiche di centralino e/o call center sono molto simili tra loro, come per esempio il personaggio del "coordinatore" che nel film in oggetto, almeno nel 1955, si chiamava "capoturno", interpretato dalla sempre brava Franca Valeri, intenta a controllare e rimproverare le risorse meno efficienti.

Anche qui il cast è formato da attori e attrici di lungo avvenire, come Marisa Merlini, la già citata Franca Valeri nella parte della capoturno, Peppino De Filippo, Tina Pica, Aldo Giuffré e Giovanna Ralli (allora giovanissima, aveva 20 anni). Il film si sviluppa su cinque di loro, ognuna con le proprie storie personali e vicissitudini: Vera Colasanti (Marisa Merlini), alle prese con il marito e collega di lavoro che la tradisce regolarmente, Bruna (Giovanna Ralli) continuamente in cerca di un fidanzato che non venga fatto scappare dai suoi fratelli un pò sciovinisti, Gabriella (Giulia Rubini) che salva da un - presunto - tentativo di suicidio un ragazzo che sentirà proprio al telefono e con cui si fidanzerà, Maria Teresa (Antonella Lualdi) che affronta dignitosamente le difficoltà di essere una ragazza madre negli anni '50 ed ultima, forse più amara e spassosa, Carla (Franca Valeri), zitellona che cerca di conquistare il suo vicino di casa rimasto vedovo da poco tempo. Le storie scorrono più o meno parallele, in un clima di generale simpatia e leggerezza, pur trattando degli argomenti decisamente scomodi per il contesto sociale degli anni '50 italiani in cui sono inseriti. 

Tra un sorriso e una risata, infatti, non si può fare a meno di notare le tematiche della solitudine femminile che, superata un'età relativamente giovane e non essendo ancora sposate, subisce un malcelato compianto da parte della società di allora (Carla, la capoturno), ponendola in uno stato di palese apartheid. Il tradimento coniugale (Vera), dove il perdono ad oltranza del fedifrago viene incoraggiato in nome di una continuità ideale più sociale che religiosa. La maternità extra matrimoniale (Maria Teresa), poco decorosa se non quasi oltraggiosa per gli standard dell'epoca. I fidanzamenti rapidi e puerili (Gabriella), a cui basta un semplice gesto di aiuto per salvare il presunto suicida ed una stretta di mano, per ritrovarsi tutti a tavola a consumare il pranzo di fidanzamento tra le rispettive famiglie pochi istanti dopo. L'alcolismo tenuto nascosto tra le mura domestiche di zia Vittoria (Tina Pica), dove la preoccupazione dei famigliari é più orientata al "non far sapere", piuttosto che adoperarsi per aiutare a superare il disagio della malcapitata. L'ingerenza famigliare nelle scelte sentimentali (Bruna), dove i fratelli perpetuano la figura del pater familias imponendo decisioni e scelte di vita che nulla hanno a che fare con i desideri e le reali aspirazioni di lei. Il film terminerà in un contesto lieto, di nuovo tutte riunite dietro gli enormi catafalchi dei centralini dell'epoca, alle prese quotidianamente con le vicissitudini lavorative e gli aneddoti personali. In "Tutta la vita davanti" vengono invece affrontate tematiche più legate ai nostri giorni, ma che secondo me hanno una comune matrice con quelle ritratte da "Le Signorine dello 04". Per chi vorrà vedere le "Signorine dello 04", posso semplicemente suggerire di andare a caccia del titolo anche solo in vhs, in qualche videoteca particolarmente fornita. Non credo che sia disponibile già in dvd, ma spero di essere smentito, perché la visione di questo fim costituisce senza dubbio un must-to see!


4 commenti:

Il cinefilante ha detto...

eeehhhhh... la tua analisi è sempre un passo avanti! pur non ricordando perfettamente il film che avrò visto trent'anni fa... concordo con il tuo commento!

filomeno2006 ha detto...

Giovanna Ralli....¿Prototipo de la belleza mediterránea?

Ballestrero ha detto...

Grazie del commento Filomeno. Puoi spiegarti meglio però? Non capisco se Giovanna Ralli come bellezza mediterranea è una domanda oppure un'affermazione.

filomeno2006 ha detto...

Affermazione