CERCA NEL BLOG!

venerdì 10 ottobre 2008

La Nonna Sabella


Che peccato non riuscire a trovare una locandina su internet che abbia una risoluzione migliore. Del resto, non è nemmeno facile quando si hanno per le mani dei film come questo - che personalmente considero dei capolavori in miniatura - e che l'impietosità del tempo ha relegato nel dimenticatoio. Sicuramente è per questo che nessuno si prende la briga di caricare la locandina originale del film, mettendola nei propri archivi. Solo pochi fissati (per non dire peggio...) come me sono in grado di dare la caccia a queste pellicole. Quando faccio di queste cose mi sento un pò come il personaggio di Max in "Pranzo alle 8", disperato agente di un attore fallito che veniva chiamato da impresari e registi "Max - the grave snatcher" (il dissotteratore). Eppure, se di riesumazione si tratta, posso però dire di averla compiuta specialmente nella mia memoria. "La nonna Sabella" è un film che ricordo da ragazzino, quando non esistevano i supporti video e informatici di oggi. Bisognava affidarsi alla Dea Fortuna per riuscire a rivedere questo tipo di film, principalmente sulle TV locali e trasmessi in orari infami, unicamente (penso) per coprire buchi di palinsesto. Inutile dire che malgrado una presenza di attori decisamente nutrita dal punto di vista di notorietà, come Paolo Stoppa, Dolores Palumbo, Peppino De Filippo, Sylva Koscina e Renato Salvatori, è la protagonista Tina Pica a dare il meglio di sé, in un ruolo che sembra essere scritto appositamente per lei: la vecchietta burbera, dispotica, combattiva ma in fondo dal cuore d'oro.
 Donna Sabella Renzullo è la nonna di Raffaele - Rafiluccio, come lo chiama lei - che vive in un paesino della provincia di Salerno, Pòllena, assieme alla sorella Carmelina (Dolores Palumbo), matura zitellona non per sua scelta, ma per la ferrea volontà di Sabella, che ha sempre ostacolato ed impedito il matrimonio con Emilio (Peppino De Filippo), storico spasimante di Carmelina a cui l'arzilla vegliarda ha sempre dedicato sonore fucilate. Il ritorno, dopo la laurea a Napoli, del nipote Raffaele, dà il via al piano di Sabella: farlo sposare alla ragazza più ricca del paese Evelina Mancuso, per accaparrarsene la dote, risollevare le esangui finanze dei Renzullo ed andare tutti insieme a Roma in pellegrinaggio sul Gianicolo. Sabella è una fedele garibaldina: nei suoi piani, oltre a rendere omaggio agli eroi del Risorgimento, i cui busti troneggiano sul Gianicolo, c'è anche il lezioso desiderio di farsi un bagno nella fontana di Trevi: "Io voglio fare un bagno nella fontana di Trevi, baganrmi, sciacquarmi... come una naiade!" - chissà se Fellini ha preso da qui l'idea del bagno nella fontana di Anita Ekberg per la sua "Dolce Vita". La nonna Sabella è del 1957, la Dolce Vita è del 1960. Secondo me il sospetto è legittimo... -
Viene combinato l'incontro con la giovane fanciulla Evelina Mancuso, tanto ricca quanto demente, ed i suoi genitori presso il circolo sociale del paese. Subito nascono i battibecchi tra la combattiva Sabella e la vacca marina - come la chiama lei - Donna Clotilde, matrigna della promessa sposa ed ex lavandaia bolognese, abituata adesso a darsi arie da gran signora. Le bellicose invettive di Sabella provocano un malore a Donna Clotilde, dando già origine ad una delle più belle battute di Tina Pica: "Curatevi Donna Clotilde, l'asma è una brutta malattia... Io avevo un cagnolino... Si chiamava Bixio... Ebbe l'asma da bambino e morì fulminato!" I piani matrimoniali non sembrano però andare per il verso giusto: Raffaele sembra molto più interessato alla bella postina Lucia (Sylva Koscina), Don Emilio cerca invano di frequentare Carmelina e il paese assiste alle consuete fucilate che Sabella infligge al povero spasimante. Raffaele ed Evelina non arriveranno a sposarsi, perché Raffaele pende (ricambiato) per Lucia la postina. In compenso, saranno Carmelina ed Emilio a di sposarsi all'insaputa di Sabella, nel cuore della notte e con la complicità del parroco don Gregorio (Renato Rascel). A seguire, anche i giovani Raffaele e Lucia si sposeranno e partiranno per il viaggio di nozze a Roma. Ma non saranno soli: ad accompagnarli ci sarà la granitica nonna Sabella, che affacciata dal finestrino del treno sul finale del film grida: "O Roma, o morte!" Attorno a questa trama molto semplice, si consumano delle gag e delle battute veramente spassose. Tina Pica in grandissima forma, nel suo ruolo di bellicosa e fiera garibaldina. Un contrasto questo, garibaldina e meridionale, che salta subito all'occhio perché sarebbe come imbattersi in un altro ossimoro, come ad esempio "nazista ebreo" o "casta prostituta", ma che in questo film non prende nessuna piega o allusione politica. Anzi, rendono il tutto ancora più esilarante. Ignoro se il film sia disponibile su Dvd, ma se anche dovesse essere trasmesso in qualche teca Rai o Valigia dei Sogni di La7 raccomando a tutti di vederlo!


2 commenti:

Il cinefilante ha detto...

ma che sciccheria il sospetto plagio felliniano... roba da prenderci un 30 e lode ad un esame di cinema!

Gustavo ha detto...

Pollena Trocchia è provincia di Napoli.