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giovedì 11 settembre 2008

X Files - Voglio crederci

Prima di parlare del film in sè stesso occorre fare una premessa fondamentale. X-Files è stata una serie televisiva di grande successo, con un grande seguito di pubblico e con un notevole numero di stagioni al suo attivo. Personalmente, la considero la naturale evoluzione di Twin Peaks, primo telefilm in assoluto ad affrontare il tema del paranormale, sapientemente assemblato tra thriller, horror e noir. Alcuni episodi sono stati poi dei piccoli capolavori, per l'originalità dei temi trattati, per la sceneggiatura e l'impiego di effetti speciali affascinanti. Dal film non mi aspettavo una "conclusione", così come per esempio è stato per Sex & The City. Mi aspettavo tuttavia qualcosa di avvincente, una storia che più o meno riprendesse quelli che sono stati i punti salienti del telefilm, come ad esempio un colpo di scena sulla sorella di Mulder, presumibilmente rapita dagli alieni come lui ha sempre sostenuto. Oppure qualche intrigo legato alle oscure trame interne al F.b.i. In poche parole, mi sarei aspettato qualcosa di originale. Invece no. A parte il richiamo al rapimento della sorella di Mulder, accennato unicamente come causa prima delle sue ossessioni, il continuo riferimento allo scetticismo di Scully, mitigato però dall'esperienza accumulata negli anni che lo hanno fatto vacillare di fronte ad episodi inspiegabili, il film dedicato alla serie si rivela essere un banale episodio, tra l'altro nemmeno tra i più riusciti. Dal film apprendiamo intanto alcune novità: Mulder è stato cacciato dal F.b.i. con un monte di accuse per le quali si intuisce che stia anche sotto processo. Scully ha lasciato il servizio e si è messa a fare il medico a tempo pieno in un ospedale cattolico (Nostra Signora dei Dolori, mai nome fu più azzeccato...). I due vengono però richiamati in servizio, più o meno ufficioso, quando scompare in circostanze misteriose un agente del f.b.i., una donna, nel ridente Stato della Virginia. Sarà stata la stagione sbagliata, ma dalla proiezione sembrava di essere in Alaska: ghiaccio ovunque e nevicate interminabili. 

Mulder e Scully, coordinati dal solito manipolo di ufficiali negri perennemente incazzati e da altrettante colleghe bianche più maschie di Rambo, vengono messi al seguito di  un sensitivo, che poi si saprà essere un ex sacerdote pedofilo che si è "infilzato 37 chirichetti" - parole di Scully - nel corso della sua carriera pastorale. Il prete sciamano  sostiene di avere delle visioni sull'agente scomparso, anche se non sarà mai in grado di trovarla. Eppure, ad ogni visione, il sensitivo arriva in punti ricoperti di ghiaccio dove sotto si scoprono cadaveri e resti umani. Nessuno di essi riconducibile all'agente scomparso. Allora c'è qualcosa sotto! Tra i sussulti di Mulder, che comunque vuole crederci, alle reazioni glaciali di Scully, che inframezza le sue indagini con il lavoro in ospedale, prendendo a cuore il caso di un bambino con malattia incurabile a cui dedica un accanimento terapeutico simile a quello di Fonzie per la sua moto, si comincia a delineare una strana cornice: qui ci sta un traffico illecito di organi umani. Cosa se ne faranno mai? Si scoprirà presto quando nel corso di un inseguimento dentro il cantiere di un grattacielo, Mulder insegue uno dei cattivi (il solito russo naturalmente, chi altri sennò? Sempre mostrato come uno straccione sdentato, maleodorante e spietato). Standogli addosso come un molosso, Mulder potrà finalmente arrivare al capanno di lamiere, in mezzo ai ghiacci della Virginia, dove un manipolo di medici russi (sempre straccioni, sdentati, maleodoranti e spietati) compiono esperimenti di alta macelleria per salvare un loro amico (sempre russo, straccione sdentato e maleodorante) a cui promettono di donargli un corpo nuovo, liberandosi del suo malandato e putrefatto. Chissà quanto sarà felice il russo moribondo quando si ritroverà si in un corpo nuovo, ma provvisto di tette grosse e tonde, dotazione di serie delle precedente proprietaria rapita per riciclarne la carcassa. "Fermi tutti! F.B.I. !!". Slow curtain, the end (fine, giù il sipario). 

In realtà il film non finisce proprio così, ci vengono regalati altri dieci minuti di scemenze, ma preferisco non menzionarle non certo a salvaguardia della trama, ma a tutela della decenza. 

Insomma, qui di paranormale non c'è nulla. L'unica scena vagamente paranormale è attribuibile al prete pedofilo che, come la Madonna di Civitavecchia, inizia a piangere lacrime di sangue. Voglio pensare che soffrisse di capillari fragili e fosse sotto efffetto di anticoagulanti.  Qui il paranormale assume la sua forma compiuta nel gossip: scopriamo che tra Mulder e Scully c'è stato più di un freddo rapporto professionale, appagando così tutti quei curiosoni che volevano il risvolto pruriginoso. Non si sa come, non si sa quando, ma è successo. Probabilmente questo fatto deve essere legato all'ultima stagione che non ho visto.  E si parla pure di un discendente, scomparso pure lui mi sembra ovvio. Pur senza avervi riposto alcuna velleità, queste sono le conclusioni a cui arrivo dopo la visione del film. Non oso immaginare se mi fossi presentato in sala ricolmo di speranze. Questa recensione sarebbe stata davvero esplosiva. 

1 commento:

Il cinefilante ha detto...

tra negri incazzati e madonnine di civitavecchia hai saputo allestire una fantastica recensione che ha il merito di rinfrancare lo spirito dopo la visione di questo film!