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lunedì 1 settembre 2008

Un amore splendido - An affair to remember

Il Cineclub sta portando alla luce titoli sempre più storici. Un Amore Splendido è senz'altro uno di essi. Una gloria intramontabile per gli inguaribili romanticoni, una sciagura ai limiti del sopportabile per gli altri. Questa volta sono io il primo a dire che per quanto possa essere intriso di epica, questo film è oramai inguardabile. Nonostante i modi eleganti e simpatici di Cary Grant, nonostante i sussulti di Debora Kerr, nonosante.... nonostante tutto! Soprattutto quando a fare da base al tutto è questa trama, inflazionatissima e riciclata per centinaia di film.
Due persone, un uomo e una donna, in vacanza di piacere su un piroscafo, fidanzati ai rispettivi partner, si innamorano follemente e non riescono a fare a meno l'uno dell'altra.
Ecco riassunta in tre righe la sostanza del film, descritta parafrasando l'incipit di un banalissimo romanzo Harmony.  Lo scheletro della trama viene arricchito, naturalmente, da dettagli brillanti (pochi), melodrammatici (abbastanza) e tragici (molti). Nickie Ferrante (Grant) e Terry Mckay  (Kerr) sono due personaggi alquanto tipici: il primo un impenitente scapolone, dongiovanni e godereccio intento a concludere la sua carriera di playboy sposando una ricca ed insipiente ereditiera. La seconda una specie di signora di mondo, fidanzata senza troppi entusiasmi ad un benestante gentiluomo che la preferisce docile, colta e quieta come si confà ad una brava geisha. Dopo una conoscenza fortuita lungo i ponti della nave, i due iniziano a conoscersi meglio, innescando una serie di scenette rocambolesche per evitare di essere visti insieme troppo spesso, visto che lui finisce sovente sulle pagine della "cronaca mondana" - termine che ripristinerei immediatamente, al posto del ruvido e cafone "gossip" - e una foto al momento sbagliato avrebbe fatto correre seri rischi alle reciproche relazioni. Scesi dalla nave più innamorati che mai, dopo una breve sosta lungo la costa francese per fare visita alla gallica nonna del maturo farfallone Ferrante, si promettono di lasciare i rispettivi fidanzati e consacrare il loro amore sulla cima dell'Empire State Building a New York. Tralascio volutamente la sosta presso la vegliarda francese per gli inutili chilometri di pellicola sprecati per la scena. L'orologio va avanti per buoni venti minuti, ma si rimane mummificati dentro la casa della nonnetta, persi in scambi di cortesie, tè delle cinque fra trine e merletti, un passaggio interminabile  al pianoforte dell'ottuagenaria, cui personalmente mi auguravo le cascassero le dita affinchè il supplizio finisse. Purtroppo all'appuntamento presso l'Empire State la povera Terry non arriverà mai. Le costa caro attraversare la strada senza guardare, presa dalla foga di raggiungere Nickie. Viene investita, non muore ma perde l'uso delle gambe.
Da questo punto in poi dichiaro la mia sconfitta: il sonno mi ha fatto perdere i sensi e non ricordo più che piega ha preso il film e come è finito. Credo di avere intravisto qualcosa mentre ero ancora  in stato di trance, ma non saprei dirlo con certezza. Poteva essere il finale del film come pure un esercito di Tommyknockers.
Un Amore Splendido si colloca sicuramente nella Golden Age hollywoodiana, per il cast utilizzato e per il grande successo di pubblico che ebbe dalla sua proiezione nel 1957 fino agli anni a seguire. Tuttavia è un opera chiusa nel suo tempo, che forse ha fatto il suo tempo, che non riesce a proiettarsi nel futuro e a rendersi immortale. E questo, credo, è il suo più grande paradosso: pur trattando una fattispecie così eterna e così umana come l'amore, non riesce a proiettarsi ai giorni nostri. Se Paolo e Francesca descritti da Dante Alighieri sono sempre attuali, perché Nickie e Terry non lo sono? Se lo sceneggiatore si fosse posto questa domanda credo che avremmo potuto celebrare il film come un capolavoro!

1 commento:

Il cinefilante ha detto...

ah.. che meraviglia la cronaca mondana al posto del gossip... concordo! critica notevolissima che conclude con un interrogativo di cui dovrebbero far tesoro tutti gli sceneggiatori del mondo...