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domenica 3 agosto 2008

Mario Giordano - Senti chi parla

In questi giorni sto dedicando il poco tempo a disposizione per leggere questo libro di Mario Giordano intitolato "Senti chi parla" che, a detta di chi se ne intende, costituisce il naturale seguito al precedente libro "Attenti ai buoni", da me già letto svariato tempo fa. Per chi facesse fatica ad identificare l'autore, vi darò un indizio su di lui inequivocabile: possiede la voce stridula più sgraziata e irritante del mondo. Forse sarà per questo che preferisco più leggerlo piuttosto che ascoltarlo, le mie orecchie mi ringraziano ancora dal profondo delle loro trombe. Unica eccezione in cui l'ascolto volentieri è nell' imitazione di Neri Marcoré in "Mai dire domenica" della Gialappa's, che vi ricordo in questo video. I suoi libri però sono sempre interessanti, in particolare considero sia il precedente "Attenti ai buoni", che il successivo "Senti chi parla", i due naturali apripista al genere di Gian Antonio Stella e Mario Rizzo con i loro "La Casta" e "La Deriva".
Il libro in questione, con stile scorrevole, umoristico e a volte spassoso, passa in rassegna vaste categorie di predicatori in tutti i campi sociali (politico, religioso, giornalistico, sportivi, ambientalisti, ecc.) intenti a praticare la disciplina più inflazionata del mondo: predicare bene e razzolare male. Tutti personaggi, tra cui volti e nomi molto conosciuti, che spesso si mostrano come maestri di morale e soloni del buon esempio, salvo poi scoprire banchieri e dirigenti industriali che invitano come coccodrilli a tirare la cinghia, mentre loro si intascano stock option miliardarie. Ambientalisti peruviani che, ostili al cloro nelle acque potabili, sono riusciti a farlo togliere causando un'epidemia di colera. Una piccola antologia, molto dettagliata, dedicata agli sfacciati pieni di coraggio nel denunciare le malefatte altrui ma completamente ciechi sulle proprie.
Le categorie sono tante, la lettura veloce e scorrevole, sarà la naturale curiosità di volerne sapere di più che porterà il lettore alla fine del libro in men che non si dica. Credo che taluni definirebbero questo saggio come "lettura sotto l'ombrellone", termine che al sottoscritto fa orrore. Difatti, perché dedicarsi alla lettura sotto uno squallido ombrellone a spicchi colorati quando è molto più comodo farlo su soffici sun-bed al riparo di una tenda berbera fronte mare?

1 commento:

Il cinefilante ha detto...

mi conosci.. e mi perdonerai se di tutto il post estramente colto ma anche sbarazzino resto affascinata dala tenda berbera... che cosa meravigliosa... irrinunciabile! ora per colpa tua non pernserò ad altro e non potrò mai più godermi l'ozio in spiaggia!