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lunedì 2 giugno 2008

Il paradosso del sex symbol

Diciamocelo: in questi ultimi anni i media ci hanno abituato ad una figura piuttosto stereotipata del sex symbol maschile, propinata continuamente sulle televisioni, nelle riviste, nelle pubblicità. La figura del  conquistatore o tombeur des femmes degli scorsi decenni, che trovava la sua massima espressione in uomini come Marcello Mastroianni, è tramontata per sempre lasciando il posto agli animali da palestra, ai miracolati della chirurgia plastica e ad ogni altro buzzurro cui il Creatore è stato di manica larga sulla carrozzeria ed ha lesinato invece sulla dotazione mentale. Malgrado ciò, la vita quotidiana mi ha fatto osservare che in realtà le cose non sono poi così nette e draconiane, bensì che tra queste due estremità esiste un mondo fatto di persone di tutti i giorni che, per disgrazia o per fortuna, pur non possedendo le tipiche caratteristiche del "bello" o del "fascinoso", conquista un successo lusinghiero nelle relazioni fisico-amorose con l'altra metà del cielo.

Quanto premesso resterebbe in un ambito strettamente ideale se non avessi la fortuna di avere tra le mani un esempio ben calato nella realtà. La persona che conosco ha tutte le caratteristiche della ripugnanza, sia fisica che intellettuale, eppure questo status-quo è inversamente proporzionale al suo successo con le donne. Lo cercano, lo ammirano, forse arrivano anche a venerarlo.  Unico punto positivo, che non si può non riconoscergli, è il fisico di cui è dotato: armonioso e ben strutturato. Tutto il resto farebbe fatica ad entrare anche nei centri smaltimento rifiuti.

Naturalmente il primo istinto che suscita nel prossimo, per via di quanto sopra, è di irritazione e rifiuto: non è facile accettare una simile realtà, che non a caso ho chiamato paradosso, perché il gioco degli opposti ci dimostra chiaramente come un individuo dalle peculiarità così scarse possa poi avere grande successo come se non di più di un modello di Grigio Perla. Signori, prendiamone atto. Del resto siamo rimasti in pochi ad avere un concetto della bellezza in senso assoluto. Il relativismo ha invaso prepotentemente anche questo campo, partorendo la conosciutissima teoria del "non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace". Potrebbe essere così, ma voglio ancora conoscere qualcuno  che forte di questa teoria possa avere l'ardire di estenderla anche a casi irrecuperabili, come l'ex marito di Julia Roberts Lyle Lovett che, come esempio di bruttezza assoluta, secondo me è ancora imbattuto.

P.S.

Questo pezzo è liberamente ispirato ad una persona di mia conoscenza ma di cui non posso fare il nome per ovvie ragioni.

4 commenti:

Il cinefilante ha detto...

caro ballestrero.. la prima cosa che mi verrebbe da dirti visto che custodisci tale perla di esemplare a tuo gusto orrendo ma a gusto demminile IRRESISTIBILE... è fammelo conoscere! a parte questo il fascino e l'attrattiva non sono quasi mai questioni di purà esteriorità bensì onde che emana un'interiorità (spesso anche malata... diciamolo..) che ne attira un'altra simile o più spesso complementare... detto ciò... sul marito di julia roberts non ci piove poveretto! è proprio inguardabile! però la cosa non mi sconvolge.. avevo un'amica che diceva che woody allen era l'uomo più sexy del mondo per lei...

Ballestrero ha detto...

Woody Allen potrà essere sicurametne sexy, ma bello proprio no. E' questa virtù, quella di essere affascinanti e/o sensuali, che spesso sopperisce alla mancanza di grazia oggettiva. La casistica citata nel mio articolo è quella di chi non ha né l'uno né l'altro, ma nonostante ciò riesce comunque a sfondare. Questo risultato per me raggiunge una vetta così alta che l'inchino, nei confronti di costoro, diventa d'obbligo!

ronin73 ha detto...

Caro Ballestrero, se non ci fossero anche quei tipi di persone sai che noia il mondo! Sai che palle se fosse tutto un copione già scritto? Un copione secondo il quale la più bella della festa va a finire sempre tra le braccia del principe azzurro... no non mi convince proprio. Forse è proprio questa la prova del fallimento dei sostenitori del concetto di bellezza in senso assoluto, come tu scrivi. Applausi alla tua conoscenza segreta che dalle donne è cercato, ammirato e venerato. Ma ti sei mai chiesto se lui si vede così come lo vedi te? Mai letto Uno, nessuno, centomila? E poi soffermati sulle donne che questo Casanova del terzo millennio avrebbe sedotto: che donne potranno mai essere coloro che son state affascinate da questa "ripugnanza fisica e intellettuale"? O forse, spezzando una lancia a suo favore, sarai mica solo tu a vedere tutti questi difetti concentrati in una persona sola? Ringraziandoti per lo spazio concesso.

Ballestrero ha detto...

caro/a Ronin, intanto mi compiaccio della tua citazoine pirandelliana di "Uno, Nessuno e Centomila". La tua è una chiave di lettura interessante, difatti il senso del mio pensiero è proprio che persone come quella che descrivo smontano tutti i "copioni già scritti" e già solo per questo è degna di ammirazione. Lui sicuramente non si vede come così come l'ho descritto, ma certamente (e glielo riconosco) non sostituisce alla mia visione un atteggiamento arrogante o compiacente di sè. Ha un'impostazione molto neutra. Mi spiace che dalla lettura ne hai ricavato un concentrato di difetti, il mio scopo era solo dichiarativo e non critico. Ti ringrazio di aver partecipato e ti invito nuovamente a farlo quando vuoi :-)