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martedì 10 giugno 2008

Enciclopedia della donna

Era da tempo che volevo scrivere di questa enciclopedia, i cui pochi volumi che possiedo troneggiano da quasi quarant'anni nella  mia libreria. E' una raccolta che iniziò mia madre negli anni '60 e che da poco ho scoperto essere composta di 20 volumi, e non di 9 quanti effettivamente ne ho io.  Ero già pronto a descrivere questo insolito reperto bibliografico quando, controllando su internet, ho scoperto che Natalia Aspesi vi ha dedicato un articolo su Repubblica piuttosto polemico, inserito non a torto sotto la voce "femminismo", in cui la scrittrice stronca senza rimorso alcuno questa opera omnia dedicata alla donna che viveva nel suo tempo (appunto, gli anni 60). Invitando tutti a leggere l'articolo di Natalia Aspesi per la dovizia di particolari con cui descrive questa insolita enciclopedia. Benchè la Aspesi ne abbia dedotto lo spunto per una polemica socio-politica, io continuo ancora a considerare questa raccolta una specie di manuale didattico molto utile: le rubriche spaziavano, oltre che sulle consuete e noiose materie di economia domestica, anche sulla storia, sulla letteratura, sul galateo, sull'arte, fornendo una infarinatura culturale molto dettagliata e ben ramificata. La Aspesi avrà anche tutte le ragioni del mondo, ma se l'equivalente della formazione educativa dei giorni nostri è affidata a riviste come "Donna Moderna", "Io Donna" o il tragico "Confidenze" (a proposito, ma lo pubblicano ancora "Confidenze" Chi sa, parli!), questa enciclopedia assume il valore di una Divina Commedia in confronto. Tra l'altro, io - uomo -  l'ho letta e tutt'oggi continuo a sfogliarla ogni tanto, poiché ci trovo una serie di indicazioni che si sono rivelate utili, quando non proprio preziose. Ad esempio, è da questa enciclopedia che ho scoperto le regole dello stare a tavola in modo composto e decoroso, a saper destreggiare bicchieri e posate, ma soprattutto ad osservare una serie di regole di condotta che al giorno d'oggi sono considerate "medievali", con la ripugnante conseguenza che oggi gli essere umani (uomini e donne parimenti) conoscono una sola forma di condotta, quella becera, che applicano democraticamente in ogni situazione conviviale, dal pranzo di tutti i giorni al lavoro a quello con gli amici, a quello di nozze e alle cene di gala, dove è tutto un trionfo di teste prone nei piatti, di masticazioni a bocca aperta, di aperture alari di gomiti inferiori solo agli aeroplani, di dita tra i denti e via ancora  con un elenco di lordure ben più lunghe. La Aspesi vede solo un manuale di indottrinamento per mogli devote, casalinghe inedefesse, madri instancabili e collaboratrici famigliari capaci soltanto di lavare, stirare, cucire, ricamare, obbedire sempre e comunque al padre/marito/figlio/nipote e avulse da qualsiasi sentimento di emancipazione. Ma allora, se davvero fosse così, perché dedicare ampie sezioni a materie che nulla hanno a che fare con il manuale dello schiavo,  come ad esempio i riassunti (spiegati) dei libri di autori famosi (Manzoni, Tolstoj, Dostoevskij, tanto per citarne alcuni..), le biografie di personaggi storici, le rubriche dedicate al Teatro, i consigli medici  e di Costume? Non sarà che per quanto "di parte" e forse anche un pò maschilista, questa enciclopedia si preoccupasse anche di fornire una istruzione di base a quelle legioni di donne il cui livello scolastico, specialmente in quegli anni, non era così elevato? Le donne degli anni '60, più ancora degli uomini, raramente riuscivano a raggiungere le scuole superiori, per non parlare dell'università. Non sono dati di fantasia, essi mi vengono riferiti dai miei stessi genitori, entrambi nati negli anni '30, quindi testimoni diretti di quel decennio a cui l'enciclopedia si rivolgeva. D'accordo, alcune delle rubriche erano un pò leziose, quando non proprio irritanti, come ad esempio - cito testualmente - "La pulizia dei lampadari", "Belle anche con gli occhiali", fino al capolavoro: "Come si organizza una giornata all'aria aperta - parte seconda" (accidenti! In che volume starà  mai la prima parte??). Tuttavia, opportunamente filtrato, lo ritengo ancora un buono strumento per insegnare oggi a uomini e donne, nessuno escluso, il piacere della buon gusto e dell'educazione che sembrano essere realtà sempre più rare ultimamente.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Aspesi ha sottovalutato che i veni volumi oggi rappresentano molto piu dei cento volumi letti sicuramente da donne che sanno tutto di auto (ma sena saere come si puliscono) sanno tutto di champagne ( ma certamente bevuto su tavole vestite da tovlie non ricamate di familia) tutto delle firme prestigiose di ia conotti ( ma niente di come si lava un capo) ...........