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venerdì 13 giugno 2008

E venne il giorno

Sempre in compagnia dell'amica cinéfila e cinòfila sono andato ieri sera a vedere questo film, animato dall'ignavia più totale. Mi piace sperimentare, di solito non dico mai di no, il più delle volte mi va bene. Stavolta non è stata una di quelle. Prendo a prestito un espressione che lessi, tanto tempo fa, sul Charlotte Observer (giornale della North Carolina) che commentando il film "Alexander" con Colin Farell principiò: "where to begin dismanting this cinematic tower of Babel?" 
Beh, io direi di cominciare già dalla locandina che vedete qui accanto. L'immagine evoca desolazione, nubi che si addensano su una luce che si scorge in lontananza tutt'altro che rassicurante, la strada un'unica diritta lastra che taglia in due le immense campagne americane. C'è qualcosa che stona però, all'occhio attento non sfugge. Tra le auto abbandonate fa capolino una Fiat Punto, proprio lì a destra sul ciglio della strada. Ma che diavolo c'entra una Punto in Pensylvania? Come ci è arrivata? E' stata forse trasportata lì dall'Italia dal micidiale vento che uccide? Forse le Cadillac non sono più di moda? Meglio non indagare oltre. Stavolta non sarò breve con  la trama del film: a Central Park, una mattina di un giorno qualunque, si solleva un'insolita brezza. Giusto il tempo di udire le fronde degli alberi muoversi che, all'improvviso, tutti gli esseri umani si bloccano pietrificati in un fermo immagine di una manciata di secondi, riprendono il movimento e si uccidono nelle forme più truculente: donne che lo fanno conficcandosi una forcellona fermacapelli in gola, operai sui ponteggi dei palazzi che si lanciano nel vuoto per finire spiaccicati sull'asfalto della brulicante città fino ai più bravi che, per difesa o per servizio, si trovano ad avere una pistola in tasca e si sparano un colpo in testa come meglio gli riesce. Panico, isteria collettiva, fanatismo. I media di tutta la nazione non hanno dubbi: si tratta di un attacco terroristico o di un esperimento militare finito a schifìo. Il professor Elliot (docente di scienze di una scuola superiore interpretato - povero lui! - da Mark Wahlberg), raccatta velocemente la giovane consorte Alma (Zooey Deschanel) alla Grand Central e partono alla chetichella verso Boston a cercare salvezza. Con loro centinaia di altri atterriti disperati. Non ci vuole molto per capire che questa sindrome di suicidio collettivo si sta rapidamente espandendo in buona parte degli Stati dell'est. Il treno della speranza si ferma a metà strada, riversa in piena campagna gli sciagurati passeggeri, spiegando di non poter proseguire perchè alla stazione di arrivo sono già tutti schiattati. Si cerca di trovare salvezza nei campi, ma il vento si solleva nuovamente e fa nuove vittime. Il professore di scienze, sfigato e tormentato da pensieri puerili che si fanno barba della situazione di emergenza, si spreme le (poche) meningi e formula la sua teoria: ma quali terroristi e militari! Sono le piante che si stanno rivoltando contro quei cattivacci degli esseri umani, difendendosi con l'unica arma che riescono a produrre: una tossina psicotica che annulla le capacità cerebrali e spinge gli umani ad uccidersi. Da qui in poi assistiamo alle forme più raccapriccianti e fantasiose: gettandosi sotto le lame di falciatrici agricole, facendosi sbranare nella gabbia dei leoni allo zoo, prendendo a testate intere finestre lasciando che le schegge dei vetri facciano il loro dovere. Insomma un vero kamasutra del suicidio che, sono sicuro, fornirà benefica linfa a coloro che vorranno farla finita senza essere più prevedibili e banali. 
Inutile dirlo: i compagni di sventura del professore cadranno come mosche nella fuga verso la salvezza, lasciandolo intatto con la moglie Alma, dagli occhi cerulei eternamente sgranati, e la nipotina di chiare origini Sioux, figlia del fratello deceduto anch'esso con la di lui consorte. La situazione sarebbe sufficiente per ringraziare il Cielo di essere scampati a morte certa. Ma Elliot e Alma ritengono molto più importante, vista la situazione, scaricarsi la coscienza da rimorsi inenarrabili: 
"Caro, l'altro giorno ho preso un caffè al bar col mio collega Joey, lui mi tempesta di telefonate ma io non mi lascio sedurre! Volevo dirtelo perché penso di averti tradito!" 
"Oh mia cara, anch'io l'altro giorno ho visto una sventola per strada ed ho osato pensare che me la sarei fatta. Volevo dirtelo perchè penso di averti tradito"
"Oh caro!"
"Oh cara!"
Smack! Un bacio e la vita è una cosa meravigliosa.
La scena descritta è di per sè indisponente, ma assume toni offensivi verso  tutti quei poveri cristi e povere criste costretti a nascondersi negli armadi, sotto ai letti, sui cornicioni dei palazzi per sfuggire a mariti o mogli gelose. Costoro hanno il mio rispetto, almeno sono passati dalle parole ai fatti. Ma i due protagonisti di questa scialba pellicola no, loro proprio no!

8 commenti:

Il cinefilante ha detto...

recensione da oscar! mi viene quasi da appendere il cappello al chiodo! di fronte a tale raffinatezza di analisi mi inchino come al solito ma questa invece dello svolazzo con la mano resto inchinata con lo sguardo al pavimento finché non mi fai un cenno che posso riprendere la posione eretta!

Ballestrero ha detto...

Prendendo a pretito dal Vangelo rispondo: "Vai donna, la tua Fede ti ha salvato!"
Grazie delle magnifiche parole!

Il cinefilante ha detto...

ci dovrebbero scritturare per scrivere la sceneggiatura della notte degli degli oscar! abbiamo una conversazione così brillante che lubitch ci fa una pippa!

Ballestrero ha detto...

Caro cinefilante, visto l'elevatezza del reciproco rango la normale pippa la lascio alla plebe plorante. Io da Lubich, come minimo, la pretendo carpiata...

Fumematto/Milhouse ha detto...

La Milhouse Investigation si darà da fare per scoprire come mai quella Fiat Punto si trovi in Pennsylvania!

Gran bella recensione comunque! :)

Ballestrero ha detto...

Grazie Milhouse! Conto molto sui risultati delle indagini, lascio a te scegliere se farti aiutare dal commissario Winchester. Complimenti per il tuo blog, davvero molto carino :-)

tenente Drogo ha detto...

sicuri sia una Punto?
non sara' una Mitsubishi (gli somiglia)?
si puo' ironizzare sul film e l'inespressivita' di Mark Wahlberg, ma il film e' assolutamente straordinario
Nico

Ballestrero ha detto...

Ciao Nico. Beh, io continuo a vederci una Punto, ho ingrandito l'immagine fino a sgranarla e mi pare che si tratti proprio di lei. Mi fa piacere che almeno tu hai trovato del buono in questo film, per me invece è stato alquanto deludente. Non tanto per il tema trattato, ma per l'intelaiatura che rimandava a sdrammatizzazioni goffe e imbarazzanti.