
domenica 5 luglio 2009
Amore e altri crimini

sabato 20 giugno 2009
Cronache Smeralde - Griffe, Digitali e Ciabattoni

Con questo post le "cronache smeralde" giungono al termine. Ho trovato perciò giusto celebrare l'epilogo scrivendolo non più dal portico di casa (che fa molto Ennio Flaiano o Dacia Maraini quando scrivevano come forsennati con la macchina da scrivere nelle loro ville a Sabaudia), ma dal dehors del Prince Cafè di Porto Cervo, comodamente adagiato sui bianchi divani oversize. Il coctkail è arrivato proprio adesso - so che una mia frequente lettrice, amica e blogger mi lancerà una valanga di insulti per una simile rivelazione.
L'ispirazione di scrivere da qui l'ho avuta nel tardo pomeriggio, quando dal ritorno dal mare mi sono portato nella cittadina per servirmi di un bancomat che scoprirò essere fuori servizio. Tanta seccatura però non ha reso vana la discesa in città. Nell'orario compreso tra le 19 e le 20 passeggiare per Porto Cervo riserva delle sorprese impagabili per quel tesoro inestimabile di fauna ominide che si rivela davanti ai tuoi occhi a profusione. Protagonisti incontrastati di questo magico orario sono i ciabattoni, ossia quelle forme umane generalmente strutturate in coppia o in agglomerato famgiliare, come uno sgangherato esercito senza ranghi e senza mostrine, ma dotato di un armamentario bellico ben nutrito: macchina fotografica digitale e videocamera. Vestiti di tutto punto, anche se con gusto discutibile, calzano solo ciabatte scomode, rumorose e con tendenza allo strascicamento lungo il selciato. Riconoscibilissimi non solo da questi segni distintivi, ma specialmente dalla loro abilità a farsi fotografare davanti ogni negozio dal nome altisonante. Una buzzicona in ciabatte, con pantaloni neri alla pescatora attillati e una vistosa quanto oscena borsa da cui pendevano mille specchietti, sorride estasiata accanto alla vetrina di Malo mentre si fa fotografare dal suo fidanzato extralarge, malgrado il ferro di cavallo in bocca per raddrizzargli la dentatura riflettesse intemerato la luce del flash. Una giovane coppia con due bambini e 16 ciabatte (due a testa più quattro per il passeggino) indugia di fronte a un laccatissimo negozio di abbigliamento per bambini, questionando sui massimi sistemi del perché un golfino di cotone debba costare così tanto, quasi fosse fatto d'oro, ma non rinunciano alla foto ricordo davanti alla vetrina patinata. Una coppia matura, con poca dimestichezza di elettronica e assai meno di macchinette usa e getta, discute animatamente sull'angolazione di ripresa affinché sullo sfondo si potessero vedere quanti più negozi d'alto lignaggio possibile. Altri arrivano persino a posare nell'atto di varcare la soglia, per farsi immortalare nell'atto di uno shopping che non possono permettersi e che non faranno mai.
Ecco quindi che la foto, o la ripresa video opportunamente fermata al momento giusto, va a celebrare in pieno il dettato del "vorrei ma non posso". Siccome questa figura retorica spiega sé stessa senza bisogno di aggiungere, ci si domanda proprio questo: se lo shopping di alto livello non è alla propria portata, che senso ha autoinfliggersi l'umiliazione facendosi fotografare o addirittura riprendere davanti alle vetrine di Gucci, Hermes, De Crisogono e via elencando? Forse la domanda è anche malposta, perché obiettivamente non dovrebbe essere motivo di umiliazione o vergogna non potersi permettere questo genere di articoli. E' vergognoso piuttosto che si possa pensare il contrario. Ma se sono lì a farsi fotografare e riprendere, evidentemente la sottile linea rossa che divide dignità e miseria non deve essere molto ben delineata. Su questo finale lascio che discenda qualche brillantino del vestito a sottoveste ricolmo di lustrini di Valeria Marini che, in questo momento è passata sopra di me salendo la scala alle mie spalle, facendosi precedere dalla sua irritante voce spocchiosa che berciava contro il suo accompagnatore eunuco.
venerdì 19 giugno 2009
Cronache Smeralde - La scolara petulante
La bellissima spiaggia di Petra Manna, conosciuta anche come la Celvia, non è un luogo accessibile a tutti. Per accedere a tanta bellezza bisogna farsi un discreto percorso a piedi, nonché lottare per un posto al sole in quel lembo di spiaggia rimasto dagli scippi selvaggi perpetrati dalle ville dei cosiddetti Vip, che da anni si sono riservati generose porzioni di spiaggia privata. Come se non bastasse, l'apprendimento di una lingua straniera nazionale, come ad esempio il brianzolo, tornerebbe di sicuro vantaggio allo sprovveduto avventore che volesse trascorrere la sua giornata qui. In questa poca sabbia si concentrano prevalentemente famigliole dell'alta provincia lombarda. Può accadere altrimenti di imbattersi in un prototipo di queste, formate di madre e padre e due fanciulle di otto e dieci anni, comodamente adagiati su solide sedie telescopiche (!) e doversi sorbire per ore, in un crescendo interminabile, il saggio di lettura della fanciulla di 10 anni. La poveretta, inconsapevole strumento dei suoi aguzzini camuffati da genitori, costretta a leggere pagine e pagine di un insulso libro per ragazzi, è riuscita ad andare avanti per ore senza nemmeno uno stop per un sorso d'acqua. Con perfetta dizione ambrosiana, fatta di vocali rigorosamente chiuse, un timbro di voce sempre fermo sulla stessa nota (re), ha reso partecipe i suoi vicini d'ombrellone - tra cui il sottoscritto, vien da sè - delle sue capacità narrative sotto la melensa claque di mamma e papà che la incoraggiavano ad andare avanti senza fermarsi. Dopo un ora e un quarto di questo inquinamento acustico la mia sopportazione ha ceduto, spingendo le mani a frugare velocemente in borsa per accendere l'ipod e isolarmi da quel martirio. La scena a cui ho assistito è solo in apparenza banale. In realtà va a sfatare uno dei più diffusi e beceri luoghi comuni che vuole che "i ragazzini di oggi siano più svegli di come eravamo noi!". Ma come può essere più sveglia una poveraccia costretta a leggere un libro dai contenuti ridicoli, dimostrando di non capire affatto quello che sta leggendo e per il puro piacere di compiacere mamma e papà che ascoltano estasiati che la figlia è capace di leggere stentatamente e senza intonazione, quando alla sua età dovrebbe già declamare il X canto dell'Inferno senza incertezze? Mah! Misteri sconosciuti dell'alta Brianza.
martedì 16 giugno 2009
Cronache Smeralde - Giù dai monti del Tirolo

lunedì 15 giugno 2009
Cronache Smeralde - Matrioske e Piastrelle
La spiaggia non si esaurisce mai in sole e mare, anche quando sono vissuti in luoghi incantevoli come quelli in cui mi trovo adesso. Ciò che a volte la rende davvero speciale, la valorizza o la degrada, è la fauna umana che la popola e che di fatto la trasforma in una specie di laboratorio di analisi, un'estesa gabbia da cui osservare le reazioni e i comportamenti dei criceti-bagnanti nel loro soggiorno salmastro.domenica 14 giugno 2009
Cronache Smeralde - 1° Puntata
Chi mi conosce sa che da quasi ventanni la Sardegna costituisce un'esigenza quasi fisiologica. Magari anni addietro un intera vacanza di due o tre settimane era il massimo che si poteva chiedere dalla vita. Adesso che gli orizzonti si sono allargati la Sardegna non è retrocessa in secondo piano, ma le vengono dedicati soltanto meno giorni. Dei quali, va da sè, non se ne può fare a meno. Per chi nutrisse ancora dei dubbi circa l'opportunità di venire qui in vacanza se li può anche lasciare alle spalle: insieme a Settembre non esiste periodo più bello. Sono tornato a casa da poco, presentandomi in spiaggia con un pallore imbarazzante. Dopo solo poche ore di mare sono già cosparso di doposole. Il sole è alto e caldo, l'aria fresca e il mare gelato. Un misto che farebbe piacere anche al più recalcitrante dei viaggiatori. Fino a spingerlo ad attraversare il Tirreno. Mai come adesso le spiagge sono tranquille, la ressa non si è ancora addensata ed i porti turistici non sono stracarichi come i centri di prima accoglienza di Lampedusa. Anche se il pubblico non è numeroso, sono sicuro che i giorni a seguire riserveranno sorprese e scoperte nell'infinito panorama umano che ci circonda!
mercoledì 10 giugno 2009
Ballate per voci morte
Una nuova prova di interpretazione e una nuova fatica premiata per gli interpreti diretti di Diego Perugini che aveva già dato saggio di bravura l'anno scorso portando in scena, sempre al Teatro dei Contrari, New York Stanza 107. Quest'anno sembra si sia voluto puntare verso un traguardo più alto, alzando la posta e portando in scena quattro storie tratte dal Blues di Tennessee Williams. Non facili, senz'altro affascinanti, con qualche riserva su di una sola delle quattro scelte effettuate. Ma andiamo con ordine. Le storie si avvicendano in questa sequenza:martedì 19 maggio 2009
The Fall





domenica 17 maggio 2009
Angeli e Demoni


sabato 2 maggio 2009
X Men - Wolverine le origini
Dichiaro subito la mia scarsa propensione ai film di fantascienza. Se dovessero contare su di me per il successo di questo genere cinematografico sarebbero già andati falliti. In questo caso, tradendo vergognosamente la fiducia di un bambino di 9 anni cui avevo promesso di andarlo a vedere insieme, mi sono ritrovato con un allegra compagnia di adulti la cui spensieratezza è pari solo a quella del povero novenne tradito. Stando al dettagliatissimo Internet Movie Database questo X Men è il quarto della serie. Nutrivo qualche perplessità per il fatto che mi accingevo a vedere questo per la prima volta senza avere visto i precedenti tre. Nel corso dell'azione ho capito subito che si trattava di fatica risparmiata. Wolverine e gli X Men sono forgiati sullo schema delle più celebri soap-opera americane nell'indiscussa capacità di autorigenerarsi. Possono cambiare gli attori, le storie, persino i personaggi ma ci sarà sempre materiale per girarne un altro. Infatti il finale non è mai definitivo, almeno da quello che si desume da questo quarto episodio. Vengo tuttavia rassicurato dagli adulti amici di cui sopra che anche per gli altri è stato così. Credo a questo punto che ci siano i numeri per inaugurare una saga. Il film ha avuto un'ottima riuscita sul piano degli effetti speciali, collocati ovunque e in ogni frangente, taluni grotteschi e un pò piatti ed altri decisamente entusiasmanti. Il più efficace rimane sicuramente l'operazione a cui è sottoposto Logan / Wolverine per l'iniezione dell'adamantio che lo renderà indistruttibile. Come nei più classici dei fumettoni gli ingredienti sono ben miscelati per far tutti felici: amore, senso dell'onore, lealtà eccetera. Il ritmo è accelerato, trasformandosi nel motore che fa girare la mole di effetti speciali su cui non si è di certo risparmiato. Un film d'azione e fantastico allo stesso tempo che potrebbe farmi ritornare in sala a vederlo di nuovo per riparare al torto procurato al piccolo innocente di 9 anni!
giovedì 30 aprile 2009
Pezzi di Pelle - Teatro Agorà
Pezzi di Pelle. Ossia come un titolo accattivante nasconda in realtà un allusione alla fine ultima dello spettatore dopo una simile visione. La pelle cade, assieme alle mandibole e ad altri pezzi del corpo che per decoro non indicheremo. Il Teatro Agorà propone questo allestimento di cui è impossibile riferirne la benché minima trama. Forse c'è ma non si vede. Qualora si vedesse sarebbe poi meglio chiudere dignitosamente gli occhi e passare oltre. Condizione fondamentale per scrivere un'opera teatrale è quella di non affidare l'ispirazione alla peperonata mangiata la sera prima ed il suo sviluppo agli incubi notturni da essa generati. Altrimenti si rischia di trasferire il mondo metafisico in quello reale con evidenti incompatibilità di fondo. Nella disperata ricerca di un minimo senso logico, di un'esile storia di sottofondo o di un minuscolo concetto di messaggio non viene in soccorso nemmeno la scenografia, minimalista al punto tale da renderla inesistente: quattro quinte tinte di nero corvino, due sedie e un asse di legno adagiata per traverso sul palco. Quest'ultima davvero propedeutica allo scopo, visto che su di essa verranno mimati discutibili amplessi tra soldati in libertà con prostitute navigate.domenica 19 aprile 2009
Franklyn - Meanwhile City
Il piacere di scoprire film di questo tipo, sospesi fra thriller e fantastico, rende all'umanità e a noi spettatori un servizio vantaggioso di incomparabile rarità: nessuno va a vederlo.


giovedì 2 aprile 2009
A corto di idee 2
Non so di chi sia la frase di questa immagine che ho trovato su internet. Era scritta su una foto simile a questa e ho deciso di riportarla su questa immagine che, personalmente, amo di più. Photoshop ancora una volta ha dimostrato che è possibile operare miracoli. Mi domando dove stia vagando il mio cervello ultimamente, così poco versato nel dedicarsi alla scrittura. L'immagine della pochezza di idee da dedicare al mio blog è ben ben rappresentata dai versi di Adriano, che ben descrive lo stato fluttuante del mio pensiero: "Animula, vagula, blandula, hospes comesque corporis, quae nunc abibis in loca pallidula rigida nudula, nec, ut soles, dabis iocos" - animella vagabonda, leggiadra, ospite e compagna del corpo. In quali luoghi andrai ora Tu pallida, fredda e nuda? E non darai più gioia, come sei solita...mercoledì 11 marzo 2009
Watchmen
Come si può leggere dalla locandina il film è creazione del regista "visionario" di 300. Per quanto il film sia ispirato dal fumetto, sono sicuro che il regista abbia avuto davvero delle visioni attraversando le porte invocate dai mitici Doors. Fuori del cinema, occhieggiando soltanto la locandina, credevo che al di là dei tendaggi rossi mi avrebbe atteso un film molto simile - se non del tutto uguale - a The Spirit. Il colpo d'occhio, infatti, suscita diffidenza. Ci si aspetta il solito cartoon di supereroi, eternamente dotati di poteri fuori dal comune, eternamente votati al Bene, eternamente impegnati a salvare fanciulle in pericolo. Insomma, delle premesse che evocano un forte scetticismo. Questo è il caso in cui lo sbaglio del pregiudizio si tramuta in un piacere per chi lo commette quando si accorge di venire smentito. Credo che l''ambientazione sia ispirata liberamente alla Gotham City di Batman. Gli otto protagonisti sono calati in una New York City del 1985, dove pioggia e degrado umano la fanno da padrone. Un flashback degli anni 50 ci riporta indietro a quando tutti insieme, e molti di più di otto, vestiti di panni stravaganti ed armature degne del Royal Allemande, si battevano contro lestofanti e malfattori, consegnandoli alle patrie galere o pestandoli al punto tale di fargli passare la voglia di commettere altri crimini. Erano belli, venerati e sulla bocca di tv e giornali. Ma il tempo passa, alcuni di loro vengono fatti fuori e il gruppo viene sciolto per decreto dal Presidente Nixon in persona. Tutti più o meno cercano di rifarsi una vita normale, ritrovandosi poi nel 1985 a pochi passi dalla fine universale dell'umanità, minacciata dall'incombente scoppio di una guerra nucleare Russia - Stati Uniti. La guerra nucleare estinguerà la razza umana o, paradossalmente, la salverà? Lo sapremo solo nel finale.sabato 28 febbraio 2009
Pleasantville
Ce n'è voluto di tempo affinché ritrovassi questo splendido film, di cui conservavo soltanto pochi fotogrammi visti in televisione molti anni fa ma di cui custodisco intatte le belle emozioni che ha procurato. Buona grazia della Rete, che non solo me lo ho fatto trovare in qualità sublime, ma anche in italiano. Chi mi legge sa che di solito colloco promozioni o bocciature al termine del commento al film. Stavolta inverto l'ordine dei fattori e mi affretto subito a promuovere questa meravigliosa creazione a cavallo tra fantasia e realtà, che affonda però le sue radici su basi oggettive palpabili, quali il contesto storico, quello sociale e famigliare, quello comunitario, quello sentimentale e quello relazionale. David e Jennifer sono due adolescenti, fratelli gemelli che vivono con la madre divorziata più distratta col boyfriend che con altro. Frequentano entrambi la stessa scuola, ma con passioni diverse. Jennifer segue i suoi ormoni e si diverte a collezionare ragazzi. David è appassionato invece del telefilm Pleasantville, una specie di soap opera in bianco e nero ambientata nella provincia americana degli anni 50. I due fratelli si ritrovano la sera a casa con propositi diversi: lei vorrebbe amoreggiare col nuovo boy, mentre lui vuole godersi la cosiddetta "maratona di Pleasantville", una proiezione ininterrotta di puntate per della soap che dura 24 ore. Litigano, il telecomando si rompe. All'improvviso suona alla porta un misterioso tecnico tv (Don Knotts) che lascia ai ragazzi uno strano e nuovo telecomando. Litigando di nuovo con lo strumento in mano, i due si ritrovano dentro la televisione. Diventano loro stessi protagonisti di Pleasantville, prendendo il posto di Bud e Mary Sue Parker, figli di George (William Macy) e Betty (Joan Allen). Pleasantville è una città particolare. Non esistono i colori, tutto e tutti sono in bianco e nero. Tutto scorre liscio nella piacevole città. Le mogli aspettano i mariti a casa dal lavoro perfettamente vestite, truccate e pettinate. Gli porgono un Martini in mano e gli chiedono come è andata la giornata. Nessuno si fa male, non esiste il fuoco e quindi gli incendi. I pompieri a Pleasantville salvano solo i gatti sugli alberi. Le partite di pallacanestro si vincono sempre, il polpettone per cena è sempre pronto. I libri hanno le pagine bianche e non sono scritti. Tutti sono imprigionati nei loro ruoli, le azioni si ripetono con pedissequa cadenza, persino i dialoghi e taluni discorsi. E' tutto bello a Pleasantville, tutti sorridono e nessuno soffre. Ma David e Jennifer, alias Bud e Mary Sue, intrisi di mondo reale, iniziano pian piano a sconvolgere gli equilibri così ben impostati di questa artefatta cittadina. Se David/Bud a suo modo ci si trova bene, Jennifer/Mary Sue non ci sta e inizia a trasfondere un pò di umane emozioni ai personaggi che le ruotano intorno, cominciando da Skip Martin a cui farà presto scoprire le gioie del sesso, a lui fino a quel momento sconosciute. Tanto è stato forte l'impatto che Skip vede finalmente una rosa rossa in mezzo alle piante in bianco e nero. Le voci girano, la gente si incuriosisce e le passioni iniziano a girare. Oltre al sesso, tutti vogliono saperne di più circa il fatto che possa esistere un mondo fuori Pleasantville, sono incuriositi dal fatto che si possano conoscere delle storie attraverso i libri, che possano essere scritti e non soltanto pieni di pagine bianche. E pian piano il colore inizia ad entrare nella loro vita, animando gli oggetti intorno a loro finanche ai loro stessi volti. Adesso sono davvero tutti felici nella loro nuova vita a colori. Felici perché i colori che sono entrati corrispondono ai sentimenti e alle emozioni mai provati e nascosti finora sotto una coltre di grigio. Questo film offre molte scene memorabili, ma le due secondo me più belle sono: quella dove Jennifer/Mary Sue spiega alla madre Betty cos'è il sesso, intavolando un delizioso discorso all'incontrario dove è la figlia che si trova a spiegare ad una madre ignara e non viceversa -- cit. "Mary Sue cosa succede nel viale degli innamorati? Ci si tiene per mano? -domenica 15 febbraio 2009
Fai come se fossi a casa mia
Ritornare a teatro dopo molto tempo e farlo con questa pièce di Gianluca Crisafi, sceneggiatore ed attore protagonista in questa commedia dolce amara, mi soddisfa grandemente sotto molteplici aspetti. Il primo, direi quello fondamentale, è l'aver ritrovato per il tramite di facebook un amico di infanzia, Giovanni, titolare dell'associazione culturale Eras e gran mastro organizzativo di spettacolo a cui devo l'invito. Il secondo è dato dallo spettacolo stesso, allestito con scrupolo ed amore per il dettaglio. Non ci troviamo di fronte al solito allestimento "amatoriale": gli attori impegnati in quest'opera, da quanto possiamo leggere dal booklet dello spettacolo, hanno una formazione artistica che proviene dal mondo del doppiaggio e da scuole teatrali. Il particolare si coglie immediatamente e ci fa capire di assistere ad una performance professionale. La trama, che prende forma e vita dai suoi protagonisti, sembra affondare le sue radici nella realtà rendendo tutto molto verosimile: due amici di lungo corso, Filippo e Germano, condividono lo stesso appartamento sotto il cui tetto si intrecciano e si slegano le vicende comuni e personali di entrambi. Sprezzante, cinico, sicuro di sé il primo quanto insicuro, tremebondo e arrendevole il secondo.domenica 8 febbraio 2009
Il dubbio


